Visioni dell’Inferno

Più o meno da quando l’uomo ha iniziato a concepire la possibilità di un’esistenza dopo la morte è nato il concetto di Paradiso e Inferno. Ovviamente questi due nomi semplificano l’idea, ma in realtà, nel corso dei secoli, i vari mondi dell’aldilà hanno assunto più nomi e definizioni.
Una costante di molte culture però è proprio questa: la divisione tra anime buone (destinate al Paradiso) e anima cattive (spedite negli eterni patemi degli Inferi).
Visto che il regno celeste – come Dante ci insegna – è di una noia mortale, concentriamoci sull’Inferno.
Per gli egizi era Amenti, dove i malvagi si trovavano a convivere con creature mostruose quali Seth e Apep.
Per i greci era Ade, concetto rielaborato dai romani nel Tartaro, luogo tenebroso e terribile.
Per gli ebrei è Sheol, oppure la più nota Gehenna.
Per i norreni è Hel, una gelida distesa di nulla governata dalla figlia del Dio Loky.
Per gli indù esiste un mondo sotterraneo molto simile all’Inferno, il regno di Taraka.
Per i taoisti è la montagna Feng Du, organizzata in un labirinto multilivello.

Per i cristiani è – appunto – l’Inferno, regno dell’angelo caduto, Lucifero, il portatore di luce.

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Perché non autopubblico su Amazon (o simili portali)

Un titolo, quello di questo post, che magari non vi aspettavate. Non da me, che dell’autopubblicazione ho fatto una specie di marchio di fabbrica.
Vediamo di spiegare un po’ meglio quel che intendo dire.
Innanzitutto parto con una premessa: come sapete io non sono interessato all’editoria tradizionale. Il che vuol dire che non m’interessa inviare manoscritti, tantomeno a case editrici che si offrono di editarmi/pubblicarmi a “prezzi concorrenziali”. Tuttavia non ho mai sostenuto né mai sosterrò che questa mia scelta è la migliore in assoluto. Né mi sento di spingervi a emularmi. Sono percorsi molto personali e non mi va di fare il guru di nessuno. Anche perché da queste parti i guru li prendiamo a badilate in testa, dal tanto che ci stanno simpatici.
Tra l’altro questa scelta l’ho fatta già dai tempi in cui portali come Simplicissimus non esistevano nemmeno a livello concettuale. Chi mi segue fin dal 2007 sa che è così, gli altri si informino, oppure credano alla versione che preferiscono, tanto tutto è relativo. Di proposte editoriali ne ho rifiutate alcune e , alla fin fine, non mi sono mai pentito.

Bene, detto questo, parlavamo di autopubblicazione.

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22/11/63 (di Stephen King)

11/22/63
di Stephen King
Sperling & Kupfer editore
767 pagine, 23,90 euro (cartaceo) 11.99 euro (ebook, ma solo in inglese)

Sinossi

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle – e follemente possibile: impedire l’assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un’anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l’amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

Commento

Ogni volta che recensisco qualcosa di King devo fare determinate premesse.
Numero uno: per anni è stato uno dei miei scrittori preferiti.
Numero due: nonostante ciò non ho mai maturato qualcosa di simile al fanatismo nei suoi confronti.
Numero tre: reputo quasi tutti i suoi lavori degli anni ’90 davvero pessimi.
Numero quattro: questo non mi proibisce di parlare bene di un suo romanzo se mi piace. Cosa già accaduta per The Dome.

Bene. Detto ciò, partiamo con una cosa che vi deve essere chiara fin da subito: questo romanzo non è un horror, è fantascienza.
Ok, in realtà King ci ha infilato un po’ di ingredienti e di mestiere, scivolando di tanto in tanto in altri generi (compreso il mainstream), ma 22/11/63 è una storia di viaggi nel tempo e quindi di science fiction, che vi piaccia o meno questa definizione.
Un cambio di registro notevole per il “Re”, ma non del tutto imprevedibile, visto che già con The Dome l’horror sgomitava con altre suggestioni e con atmosfere colte da alcune tendenze cinematografiche degli ultimi anni.
Qualche fans di King piangerà, si strapperà i capelli o lo maledirà. Dio, quanto li odio. Molto meglio mantenere una lucidità di giudizio, la capacità di valutare non in base al curriculum di uno scrittore, bensì di volta in volta,  in base a ciò che troviamo a leggere. Leggi l’articolo completo

Dark Circle: intervista ad Alessandro Manzetti

In questi mesi vedo nascere un sacco di iniziative legate alla scrittura e all’editoria.
Nascono anche figure “collaterali” alle due canoniche, autore ed editore, che in Italia troppo spesso sembrano essere le uniche della catena creativa che porta alla pubblicazione di un libro. Sintomi che qualcosa sta cambiando, verso un salto di professionalità? Probabile. Da queste parti facciamo il tifo per un’evoluzione di questo tipo.
Oggi parliamo di agenzie letterarie. Anzi, di una in particolare: Dark Circle, neonata creatura di Alessandro Manzetti, una figura di spicco per quel che riguarda la narrativa horror/fantastica d’Italia.
In un proliferare di avventurieri, di gente che chiede centinaia di euro per un editing, senza offrire uno straccio di curriculum degno di essere chiamato tale, Alessandro spicca invece per professionalità e competenza.
Questa mia piccola intervista interesserà voi tutti che bazzicate questo mondo.
Buona lettura.
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  • Ciao Alessandro, benvenuto sul mio blog. Prima di presentare la tua nuova agenzia letteraria mi piacerebbe sapere qualcosa di più su di te. Da quanto tempo ti occupi di narrativa fantastica? Com’è nata questa passione?

Ti confido un evento che mi ha portato definitivamente tra le braccia della narrativa fantastica: l’acquisto di una raccolta di racconti di Lovecraft. Avevo circa quindici anni (da allora di anni e di libri ne sono passati parecchi), ho sfogliato qualche pagina, poi sono rimasto fulminato da Il Caso di Charles Dexter Ward, un racconto magnifico; è in quel momento che mi sono inabissato nel mare oscuro, senza più uscirne. Da allora e fino a due anni fa mi sono occupato di narrativa fantastica solo come lettore, iniziando dalle grandi scorpacciate (quelle che sono possibili solo a stomaco vuoto) per poi selezionare sempre più, concentrandomi sul genere horror e dark fantasy, autori internazionali e poi italiani. Poi ho deciso di aprire un blog, inizialmente per condividere la passione con altri, non soddisfatto mi sono associato alla Horror Writers Association diventando in breve tempo Coordinatore Italia, la cosa mi ha preso la mano, allora ho fondato una webzine, Maman Brigitte, ho collaborato con varie testate, magazines, e case editrici, come Edizioni XII, alla fine un paio di mesi fa ho deciso di fare il grande salto e aprire una Agenzia Letteraria, Dark Circle, specializzata in narrativa horror e dark fantasy. E’ un tentativo, molto determinato, di far diventare la mia passione un lavoro. Ora opero a tempo pieno nell’editoria e cerco di darmi parecchio da fare per non perdere questo privilegio. Leggi l’articolo completo

Le donne di Plutonia: Mila Kunis

Nel 2011 si è fatta conoscere da tutto il mondo, Italia compresa, grazie a due film di grande successo: Amici di letto e (soprattutto) Il cigno nero.
Ma il realtà Mila Kunis è una ragazza che, pur giovanissima (classe ’83), ha già un curriculum lungo qualche chilometro.

Innanzitutto qualche dato biografico: nata in ucraina nel 1983 da una famiglia di ebraica di  Černivci, a soli sette anni si è trasferita con l’intera famiglia a Los Angeles. Non è dunque esattamente una privilegiata dalla vita, la piccola Mila, considerando che i suoi vendono praticamente tutto per varcare l’ex Cortina di Ferro.
Nel 1992 il padre la iscrive alla nota scuola di recitazione “Beverly Hills Studios“.

Nel 1997 la sua carrierà è decollata coi primi veri ingaggi. Come comparsa ha partecipato a telefilm famosissimi: Walker Texas Ranger, Settimo Cielo e Baywatch. Ma sapete a cosa deve la sua prima, vera botta di celebrità? Al doppiaggio di Meg Griffin nella serie a cartoni animati I Griffin!

Nel 2006 il magazine Maxim la consacra come 47esima donna più sexy del pianeta. Nel 2009 scala posizioni e arriva alla 27esima posizione. Nel 2011 è seconda.
Per quanto queste classifiche siano alquanto improbabili, Mila è davvero una delle stelle nascenti del panorama cinematografico. E, sia scritto, io la amo alla follia. Volete vedere che a fine 2012 sarà nella mia personalissima Top 3? Leggi l’articolo completo

Sei ossessioni

Una promessa è una promessa.
Settimana scorsa ho letto con interesse questo post dell’amico Germano, giurando di replicare a mia volta. Essendo un articolo perfetto per le classifiche del sabato, ecco che vi propongo la mia versione del “six obsessions”.
Di cosa si tratta? Di sei temi ricorrenti – ossessioni – che ricorrono nei miei racconti e romanzi.
Alcune di queste tematiche sono evidenti, altre meno.
Scrivo da parecchio tempo. Mi faccio leggere da molto meno (5/6 anni). Continuo a non avere alcun interesse per la pubblicazione canonica. L’editoria mi suscita un fascino pari a zero. Eppure continuo a scrivere. Chi vuole può scaricare i miei racconti senza spendere un euro. Non ho studiato i manuali. Se ho imparato qualcosa l’ho fatto leggendo una media di un libro a settimana, più o meno dal 1987 a oggi.
Questo è ciò che è nato da una passione quantomeno ambigua. La scrittura non è “bella” ma è una continua sfida a sé stessi e al pubblico, pronto a notare più i difetti che i pregi. Non c’è commiserazione in tutto ciò, solo una fredda disamina di cosa significa scrivere più o meno professionalmente. Leggi l’articolo completo

Orecchiette al pesto di broccoli: Cucinando con Simona (4)

E’ di nuovo venerdì, quindi è di nuovo tempo di ricette.
Questa rubrica è diventata proprietà di Simona e sono felicissimo che sia così. I riscontri sono ottimi e il livello di divertimento è sempre alto. Tra l’altro mi stupisce constatare il riscontro e il proliferare degli articoli gastronomici anche tra i lettori di sesso maschile che, a vederli, si direbbero invece dei survivalisti che si accontentano di scatolette di tonno aperte col coltello da combattimento :)
Tra l’altro giusto domenica scorsa si è aggiunto all’elenco dei cuochi (o quasi) anche il buon Ferruccio, che si è inventato un geniale modo di proporre una ricetta: intervistandola!
Tornando a noi, Simona ci propone questa volta un piatto che ho già sperimentato (per mano sua) diverse volte, trovandolo delizioso: le orecchiette al pesto di broccoli. Leggi l’articolo completo

Darkness on the edge of town (di Brian Keene)

Darkness on the edge of town
di Brian Keene
Deadlite Press
192 pagine, 7.78 euro (cartaceo) 5.74 euro (eBook)

Sinossi

Una mattina gli abitanti di Walden, Virginia, si svegliano e scoprono che il resto del mondo sembra essere semplicemente… sparito.

Ora ciò circonda la loro città è un muro di oscurità color inchiostro, che ha precipitato Walden in una sorta di notte perenne. Nulla può entrare – non luce, non la gente, ma nemmeno l’elettricità, i segnali radio, TV, internet, il cibo o l’acqua. Ma non è tutto: niente e nessuno può uscire. Nessuno di chi ha osato penetrare la barriera misteriosa è più tornato indietro. Le loro urla sono tutto ciò hanno lasciato dietro di sé.

Ma per alcuni il buio non è il peggiore dei loro timori. Impazzire per la sete, la fame, e a causa della notte perpetua: questo è il rischio pincipale che corrono gli abitanti di Walden. Gli ultimi, pochi prigionieri sani di questa piccola città devono prepararsi al peggio. Leggi l’articolo completo