Ogni forma di violenza è potere

Song of Kali

Sono ancora convinto che vi siano luoghi troppo malvagi perché sia consentito loro di esistere. Di tanto in tanto, sogno nubi atomiche a forma di fungo che levano su una città, e figure umane che danzano sullo sfondo del rogo che un tempo era Calcutta.
Da qualche parte ci sono cori oscuri pronti a proclamare l’era di Kalì. Ne sono certo. Così come sono certo che ci saranno sempre servi pronti a eseguire i Suoi ordini.
« Ogni forma di violenza è potere, signor Luczak. »
Nostro figlio nascerà in primavera.
Voglio che lui o lei conoscano tutti i piacere delle colline sotto i cieli limpidi, della cioccolata calda in una mattina d’inverno e delle risate in un erboso pomeriggio domenicale d’estate. Voglio che nostro figlio senta le voci amichevoli dei buoni libri e i silenzi anche più amichevoli della compagnia di brave persone.
(…)
Il canto di Kalì è con noi. È con noi da tanto tempo, oramai. Il suo coro cresce e cresce e cresce.
Ma ci sono altre voci da ascoltare. E ci sono altri canti da cantare. (Il canto di Kali – Dan Simmons)

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Il vero villaggio dei dannati

Villaggio dei Dannati

Negli ultimi quattro anni i residenti della cittadina di Kalachi, nel Kazakistan settentrionale, sono afflitti da una misteriosa malattia del sonno, che bussa loro inconscio senza preavviso, li tiene in coma per un massimo di sei giorni e che non ha causa o cura conosciuta.
La malattia ha spinto i media per etichettare Kalachi come il “villaggio dei dannati”. Ora i residenti raccontano di soffrire degli strani effetti collaterali dopo il risveglio, tra cui allucinazioni, comportamenti strani e un forte desiderio di sessuale che dura circa un mese
Ebbene sì, avete capito bene.
I “malati di sonno” di Kalachi si svegliano arrapati.

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HPL 300 (15)

Es’malalaelQuindici

“Incredibile! Millenni di Lotta e ancora credono di poterla fare franca”, disse Morrigan scuotendo la testa.
“A chi ti riferisci!”, chiese Roberto.
“A quelli che hanno creato e tenuto in vita il fantoccio di Howard Lovecraft”
“Certo che come novello Noè salvatore dell’umanità saresti un po’ bruttino”, sogghignò Sandro avvicinandosi alla teca e facendo agitare ancora di più il feto.
“Ma ti ha dato di volta il cervello?”, intervenne Roberto. “Qua si parla di far fuori uno di noi e tu…”
“Silenzio! Abbiamo visite”, li interruppe Morrigan.
Da qualche parte in fondo alla stanza, il buio fu squarciato da una lama di luce, dalla quale emersero ed avanzarono, precedute da lunghe, sghembe e svolazzanti ombre, tre figure. Nel lucore del centro della sala, Roberto e Sandro si ritrovarono a fissare una donna con un cagnolino tra le braccia, un signore macilento con un quadro e un nano con una carriola stracolma di libri.
Il silenzio carico di tensione fu rotto dalle parole di benvenuto della Morrigan, che poi fece un cenno all’uomo. Questi collocò il quadro accanto alla teca.
“Siamo al completo: c’è anche il becchino”, sussurrò Sandro.
“Andate a dare una occhiata al quadro, a Es’malalael”, li esortò Morrigan.
Sandro e Roberto si ritrovarono a fissare un motivo mobile e geometrico al tempo stesso. Entrambi, disorientati, rovinarono per terra.
“Cos’avete visto al centro?”, chiese la donna con il cagnolino.
“Un tentacolo”, rispose Roberto
“Un ottagono”, ribatté Sandro.
“Emozione e ragione”, cominciò a dire la nuova venuta. “E’ sempre così all’inizio. Sono ancora confusi, il che depone a vantaggio della correttezza del Rituale, dico bene Giudice Morrigan?”
“Giudice?”, si stupì Roberto.
“Già, e anche esecutore. Quelli sono i libri dell’Equilibrio. Adesso, prima di giudicare chi tra voi due dovrà scegliere tra X’chll’at-aa e Es’malalael, dobbiamo attendere i legali degli Antichi.”

(Continua…)

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White Zombie

White Zombie

Oggi torniamo alle origini della cinematografia sugli zombie.

Per impedire il matrimonio di Neil e Madeleine, il geloso Beaumont (ricco signore di stanza ad Haiti), chiede aiuto a Legendre, che ha appreso le pratiche magiche dell’isola caraibica, grazie alle quali guida un gruppo di zombie fatti lavorare come schiavi nelle proprie piantagioni di zucchero. Madeleine viene apparentemente fatta morire e poi trasformata in una creatura fredda ed inerte, del tutto priva di quella vitalità che aveva fatto innamorare Beaumont. Questi prova quindi a ribellarsi a Legendre, ma senza fortuna: spetterà a Neil sconfiggere il malefico negromante e i suoi mostruosi aiutanti.

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Isole del Terrore (ebook)

Isole-del-Terrore
Isole del Terrore
di Alessandro Girola
Copertina di Luca Morandi
Editing di Miss Marvel
56 pagine, 0,99 euro
Link per l’acquisto sul Kindle Store

Sinossi

Isole del Terrore comprende due racconti:

Attilio Sermonti, ex playboy della Milano-bene, da anni si è rifugiato su un’isola disabitata dell’Arcipelago Toscano.
Scampato miracolosamente allo tsunami nell’Oceano Indiano del 2004, Sermonti è tornato cambiato dallo Sri Lanka. Ciò che ha vissuto l’ha indotto dapprima a creare un’associazione per aiutare le popolazioni colpite dalla catastrofe, e infine ad allontanarsi da amici, parenti e dalla bella vita.
Qualcosa, un segreto inquietante e mostruoso, visto tra le macerie dei villaggi spazzati dalle gigantesche onde, l’ha spinto all’eremitaggio sull’isola di Pianosa, per portare avanti delle strane ricerche a cui nemmeno suo padre dà credito.
Ora il suo isolamento sta per essere interrotto da due giovani paparazzi milanesi, convinti di fare lo scoop della vita.
Ma i due non hanno fatto i conti coi nuovi abitanti nascosti a Pianosa.

* * *

Steynos è un isolotto disabitato del mar Egeo, vicino alle Cicladi.
Il suo unico, minuscolo paese è abbandonato da anni. Nessuno sa perché, nessuno ricorda nulla. Nessuno ne parla.
Nessuno tranne Thaddaios, un ristoratore di Creta, che vende la sua storia a quattro turisti italiani in cerca di emozioni forti.
Thaddaios racconta loro di come i servizi segreti militari greci fecero irruzione sull’isola, per appropriarsi dei misteriosi esperimenti medici del professor Kriezis, un geriatra di Atene ritiratosi su Steynos dopo la pensione.
Spinti dalla curiosità e dalla noia, i quattro decidono di recarsi nelle Cicladi per scoprire se in quella faccenda c’è qualcosa di vero.
Non possono nemmeno immaginare quale antichissimo orrore li attende nel ventre dell’Isola…

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Le ospiti di Plutonia: Zombie Girls

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Nuovo speciale per la rubrica Le ospiti di Plutonia.
Dopo aver pubblicato gallery dedicate a donne dai capelli oltremodo variopinti, così come una selezione di foto riguardanti celebrità immaginate come cyborg e robot, eccovi una gallery di ragazze “zombizzate”.
Può sembrare strano, ma la categoria ha i suoi ammiratori, e non sono nemmeno pochi.
Questo speciale me lo dedico, visto che ho dedicato le mie ultime settimane alla stesura di Zona Z, il mio romanzo di zombie. Un evento, visto che da anni non mi occupavo più di questo genere di storie*.
Alcune di queste foto sono di cosplayer che hanno partecipato alle tante “zombie walk”, oramai organizzate in città di tutto il mondo, altre arrivano da film o da photoshoot horror.
Che ve ne pare?

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Clive Barker e la scrittura

Clive Barker

La gente spesso mi chiede che cosa consiglio agli aspiranti scrittori; io rispondo che la responsabilità più importante che credo appartenga a uno scrittore è quella di raccontare la sua verità personale.
Non lasciatevi ingannare dai migliori bestseller. Scrivete ciò che vi rappresenta di più.
Parlate col vostro cuore, per quanto ciò che dice vi sembri strano o rivelatore. Non vergognatevi di come funziona la vostra immaginazione. Ciò che un lettore si aspetta è di capire come funziona la vostra testa, la vostra fantasia.
Io tengo un “diario dei sogni”, che è un archivio di immagini e idee che vengono in mente mentre dormo. Annoto inoltre qualsiasi nozione che mi balza in mente durante la giornata di lavoro, per quanto irrilevante essa possa sembrare. Poi elaboro i fili della narrazione, in modo di legare queste idee, nozioni e immagini che maturo nei momenti più disparati della giornata.
Credo che scrivere storie che tocchino profondamente le persone sia sempre difficile. Ho scritto opere teatrali e libri per 20 anni, ma ogni mattina mi siedo alla scrivania con una misto di eccitazione e paura. (Clive Barker da un’intervista del 1996)

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200 giorni di grande arte, poi la morte

Lo Scultore

Non so da dove nasca l’idea sciocca e rozza che vuole i fumetti alla stregua di narrativa per bambini, o per adulti sottosviluppati.
Ovviamente viviamo in un Paese culturalmente retrogrado e vecchio, quindi non ci si può aspettare granché di diverso. Tuttavia basterebbe far leggere nelle scuole una graphic novel come Lo Scultore, di Scott McCloud, per far cambiare idea a molte persone.
Lo Scultore è una storia moderna ma ricca di grandi contenuti, nessuno dei quali esposto in maniera demagogica o noiosamente moralista. Anzi, McCloud pone degli interrogativi che vanno ben oltre la morale normalmente ritenuta accettabile dai bigotti benpensanti, e lo fa con una semplicità e con una potenza narrativa che – a tratti – ha un che di devastante.

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