Lo spirito di Lenin è un supereroe

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Fine della Seconda Guerra Mondiale. Russi e americani premono su una Berlino prossima allo sfacelo. L’Operazione Paperclip, targata OSS (l’agenzia che precedette l’attuale CIA) si propongono di recuperare i prodigi della scienza nazista, prima che lo facciano i sovietici. E’ così che i progetti per la creazione del primo superuomo finiscono negli States e danno vita a Max. Nei propositi della CIA doveva essere il super soldato capace di vincere la Guerra Fredda, ma qualcosa è andato storto nella programmazione di Max. Abbandonato e senza memoria, Max vive nell’anonimato, come un cantante folk fallito.
Ma anche i russi hanno trovato qualcosa tra le rovine di Berlino. Le supercreature di Stalin non sono mai state attivate e, dopo il crollo dell’URSS, sono rimaste dimenticate per decenni nei laboratori segreti delle province dell’Impero socialista, oramai morto.
Ma nei giorni nostri, durante l’operazione Enduring Freedom nelle repubbliche islamiche dell’Hindukush, un battaglione di US Rangers si imbatte in qualcosa che pare nascere dai peggiori incubi della Guerra Fredda: la supercreatura nota come “Spirito di Lenin”.
Ed è solo il primo…

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Autore e psicogeografo

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A volta la vita è buffa: da qualche anno mi riprometto di studiare e applicare i principi della psicogeografia, disciplina bizzara di cui abbiamo parlato altre volte qui sul blog, salvo accorgermi soltanto ora che – hey! – già da tempo mi comporto da psicogeografo.
Questa epifania nasce da una lista che sto stilando. Essa riguarda alcune città in cui ho intenzione di ambientare dei racconti. Anche se mi capita di scrivere di luoghi che non ho mai visto in vita mia (o che addirittura non esistono), spesso mi piace scegliere degli scenari che ho avuto occasione di visitare, di frequentare.
Avendo la fortuna di viaggiare due o tre volte l’anno, anche in mete piuttosto interessanti, cerco di trarre ispirazione da ciò che vedo, anche se a volte lo faccio a livello inconscio. Se nel mentre mi godo il viaggio, le attrazioni locali e e ciò che ho attorno, il mio cervello coglie dettagli e li immagazzina, per farne uso futuro.

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Lovecraft chiama – Chi risponde?

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HPL 300 è fermo da qualche settimana, complice il forfait dell’autore del capitolo 18 (per reali motivi di forza maggiore).
Aggiungiamoci anche che, per miei impegni urgenti e improrogabili, non ho avuto tempo di trovare una valida soluzione.
Le strade percorribili erano sostanzialmente due: si potrebbe accorciare la round robin di un capitolo, oppure cercare un sostituto.
Ho deciso per questa seconda opzione. Solo che il reclutamento sarà fatto online. Ed ecco il senso del post di oggi: chi si sente di scrivere il capitolo 18 di HPL 300?
Le regole d’ingaggio sono quelle indicate nel lancio del capitolo 1. Occorre – ovviamente – aver letto gli episodi pubblicati finora, e possedere le basi di quella che definirei una scrittura corretta e piacevole.
Le tempistiche sono presto dette: il capitolo mi servirebbe per (massimo!) martedì prossimo, possibilmente non più tardi del primo pomeriggio.

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Segnali di fumo: Draghi e fine del mondo

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Altro trittico di segnalazioni libresche.
L’obiettivo è il medesimo dello scorso anno, in questa stessa stagione: indicarvi un po’ di buone letture da gustarvi in ferie (se le avete), spendendo cifre oneste, e girando a largo dai classici romanzoni mainstream che trovate tanto al supermercato quanto dal salumiere (beh, quasi).
Al solito, in questo spazio do la precedenza ad alcuni colleghi indie. Che poi sarebbero gli autori autopubblicati, tanto denigrati, eppure sempre più concorrenziali rispetto all’editoria tradizionale. Non posso leggerli tutti – sono tantissimi, molti di infima qualità. Ma, cercando bene, si trovano delle ottime cose.
Non ci credete?
Provate!

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All summer long

All summer long

Più o meno da inizio luglio e fino alla terza/quarta settimana di agosto Plutonia Experiment entrerà in modalità estiva.
Per il blogging – a livello personale e generale – è stato un anno difficile. Per la prima volta si è visto un sorpasso, almeno a livello di commenti, dei social network (Facebook su tutti). Le visite a dire il vero non ne hanno risentito. Anzi, Plutonia Experiment è in costante crescita da anni, tanto che, dal momento della sua apertura a oggi, risulta aver quadruplicato il bacino di utenti.
Resta tuttavia la non gradevolissima sensazione che la tendenza della blogosfera, da qui all’immediato futuro, sia quella di favorire articoli molto brevi, con contenuti buffi o graficamente accattivanti.
Praticamente il contrario di quel che faccio solitamente io.

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Le ospiti di Plutonia: Filippa Lagerback

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Svedese di nascita, italiana d’adozione, almeno a livello professionale.
Filippa Lagerback (Stoccolma, 21 settembre 1973) è una ex modella, da tempo showgirl e presentatrice televisiva. Dopo essersi fatta conoscere per la conduzione di alcuni programmi dedicati a un pubblico giovane (qualcuno ricorda la trasmissione musicale Controvento?), la Lagerback è approdata al “salotto buono” della TV italiana, vale a dire la trasmissione Che tempo che fa?, di Fabio Fazio. Dell’intero staff è probabilmente il soggetto che pare più genuino e simpatico.
Appassionata di verde, di bicicletta e di lifestyle orientato alla natura e al benessere, Filippa gestire un blog, PlanetFil, che risulta essere spontaneo, curato, ben scritto ed estremamente educato. Cultura scandinava, unita a una voglia di raccontarsi tipicamente italiana.
Un ottimo mix per una bella persona.

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Pizza al karma

karma pizza

Un paio di giorni fa mi è capitato di leggere e condividere – sia concettualmente che fisicamente – questo articolo. Dategli un’occhiata, ne vale la pena.
Fatto? OK.
Come ho già detto, faccio miei i concetti dell’autrice al 100%.
Scaricare copie pirata di un ebook equivale a rubare. Senza giri di parole. Farlo quando un ebook costa un euro o due è da pezzenti. Farlo con l’ebook di un autore che apprezzate è proprio da stronzi.
Sono cose che ci siamo già detti, via, inutile ripeterle. Se ami un artista puoi sostenere il suo lavoro in un modo molto semplice: pagando ciò che produce.
Ma poi succede che alla mia condivisione di quell’articolo arriva il commento di chi dice “ehi!, questo è il futuro baby!“. Il bellissimo futuro/presente dove tutto si condivide, dove tutto è gratis. “E comunque“, insiste mr. Futuro, “regalare la tua arte ti frutta un sacco di karma positivo e di visibilità. Quindi ringrazia chi ruba i tuoi ebook, i tuoi mp3 etc etc.
No?

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Dalla Scuola di Mostri a Bella

Monster Squad

Ci sono film ingiustamente dimenticati, ma di cui vale la pena rivangare il ricordo, soprattutto ora che sono facilmente reperibili (in formato integrale e in italiano) su YouTube.
Uno di questi film è Scuola di Mostri (The Monster Squad), di Fred Dekker, datato 1987. Eh già: siamo nel cuore dei ruggenti anni ’80, che magari non saranno mitici come qualcuno dice, ma che a livello di fantasia, di creatività e di puro divertimento hanno dato davvero molto.
Ed è proprio per questo principio che, in quello che appare come un semplice filmetto per ragazzini, Dekker ci offre una storia godibile e spassosa, che riesce a mettere insieme Dracula, il mostro di Frankenstein, il Lupo Mannaro, il Mostro della Laguna Nera e la Mummia. Ah, anche Abraham Van Helsing.

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