Grifo (Venatores saga – libro primo)

Grifo (Venatores – libro primo)
di Alessandro Girola
Copertina di Giordano Efrodini, foto di Andrey Kiselev.
83 pagine circa, 1,49 euro (prezzo promozionale di lancio)
Link per l’acquisto sul Kindle Store

Sinossi

Anno 1514 d.C.
Il contado di Torre d’Ambra, geograficamente incuneato tra le città di Verona e Ferrara, è un piccolo territorio fedele al potente duca d’Este.
La quiete apparente che avvolge questo feudo di campagna nasconde però dei segreti innominabili.
I nobili d’Ambra, subentrati ai rivali di sempre, gli Acquaviva, sono da anni al centro di una ragnatela di intrighi, tessuta dal conte Nero, dalla moglie Livia e dal filosofo di corte, il misterioso Simone d’Ascoli.
Alcune creature risalenti all’epoca del Mito, fauni, manticore, basilischi e altre ancora, sono tenute prigioniere nel serraglio del conte Nero.
La loro cattura in terre esotiche e lontane è opera dei Venatores, i cacciatori comandati dal maestro d’armi del contado, Argalia Malaspina. Ridotte in schiavitù, controllate anche dopo la morte, grazie alle arti negromantiche studiate da Simone d’Ascoli, esse vengono obbligate a combattere per le sette contrade del contado, perpetrando una tradizione occulta che cela oscuri giochi di potere.
Ma ora una delle contrade necessita di un nuovo campione.
È per questo che il conte Nero, seguendo i consigli di Simone, organizza una nuova battuta di caccia.
Ma gli esseri mitologici del mondo antico sono oramai rarissimi, praticamente estinti e sconosciuti ai più. Per trovare uno degli ultimi grifoni ancora in vita, i Venatores di Torre d’Ambra dovranno infatti spingersi nella lontana Nubia, terra di magia, di pericoli e di bellicose tribù.

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Tre racconti per approcciarsi a Lovecraft

HP Lovecraft

Se esiste uno scrittore fondamentale per gli appassionati del fantastico, questi è Howard Phillips Lovecraft, il solitario di Providence.
Credo che sia impossibile innamorarsi di orrore, fantascienza e delle varie ibridazioni che stanno nel mezzo senza conoscere HPL e la sua vasta produzione di racconti e romanzi brevi.
Eppure è possibile che, specialmente nelle nuove generazioni di lettori, qualcuno non sia molto “pratico” di Lovecraft, o che lo conosca solo per sentito dire.
Fortunatamente esiste un vasto catalogo – digitale e cartaceo – di antologie a bassissimo prezzo, anche in italiano. Recuperando uno di questi volumi si può entrare nel mondo di HPL, familiarizzando così con le tematiche portanti della sua concezione del fantastico. Tutto il resto, saggi, opere derivative, poemi, possono semmai essere recuperati in un secondo tempo.
Se dovessi consigliare a un neofita tre opere con cui approcciarsi a Lovecraft, la mia scelta sarebbe questa.

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Sospiri dal Profondo

Le tre madriCorreva l’anno 1845 quando il giornalista e scrittore britannico Thomas de Quincey scrisse Suspiria De Profundis (Sospiri dal Profondo), complice un suo soggiorno a Milano, nella villa dei conti Imbonati, nota per essere infestata da fantasmi e da entità ancor meno definibili.
Il libro cita tra l’altro tre creature ancestrali le Tre Madri, da lui sognate a Oxford.
Queste madri sono: Mater Lacrimarum (la più vecchia), “Nostra Signora delle Lacrime”; la mezzana delle sorelle è Mater Suspiriorum, “Nostra Signora dei Sospiri”; la terza, la più giovane, è Mater Tenebrarum: “Nostra Signora delle Tenebre”.
De Quincey si prodiga nel descrivere le tre misteriose donne, legate in qualche modo alla Dea latina Levana.
Come forse qualcuno di voi avrà già intuito – del resto la cosa è nota – esse sono state prese in prestito dal regista Dario Argento per la realizzazione della trilogia composta da Suspiria, Inferno e La Terza Madre.
Eccezionale il primo film, molto valido il secondo e decisamente fuori tempo massimo il terzo. Non a caso molti esperti parlano di trilogia “incompleta”.

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Le ospiti di Plutonia: Violante Placido

Violante Placido 4

Figlia d’arte, come è noto, Violante Placido nasce il primo maggio del 1976 a Roma.
La sua carriera artistica vanta esperienze come attrice (sua occupazione primaria), cantante (con lo pseudonimo di Viola, da non confondersi con Violetta) e come volto per alcuni spot pubblicitari di famose aziende di cosmesi.
Violante ha un curriculum lungo e vario, con degli apprezzabili camei hollywoodiani (The American e Ghost Rider – Spirito di Vendetta su tutti).
Memorabile anche la biopic Moana, in cui ha interpretato, evitando facili derive pruriginose, la pornostar più amata dagli italiani.
Oh, ammazzatemi, ma a me piace soprattutto come cantante. Peccato anzi che sia soltanto la sua attività secondaria. Il suo primo album, Don’t be Shy, è particolarmente apprezzabile. Se lo trovate in qualche bancarella dell’usato, dategli una chance.
Piuttosto refrattaria alla dimensione “social” di Internet, Violante non ha un sito ufficiale né un profilo Twitter. La cosa incuriosisce alquanto e me la rende anche simpatica.

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Halloween vintage

Halloween Vintage 5

Ci si avvicina a gran falcate all’unica festa che sento mia, all’unica che festeggio con gioia e non per imposizione religiosa/sociale/familiare.
Ovviamente parlo di Halloween.
Come ogni anno, Plutonia Experiment dedicherà una serie di post tematici, recensioni, articoli, ebook gratuiti o semplici gallery fotografiche, per celebrare degnamente l’evento. Ho già iniziato a farlo qualche giorno fa, col post su Salem’s Lot.
Oggi vi propongo invece una serie di costumi di Halloween vintage. Roba trovata su Pinterest, e assolutamente più inquietante dei moderni trucchi da baraccone che hanno trasformato – perlomeno in Italia – la notte delle streghe in una sorta di party discotecaro con l’aggiunta di canini e sangue finto.
Forse una volta Halloween era più genuina, come ricorrenza. Senz’altro era più americana e per nulla italiana (ok: è una festa celtica e bla bla bla… evitiamo lo spiegone storico). Sta di fatto che, nel vedere certi costumi, certi mascheroni, viene voglia di poter fare un viaggio nel tempo per gustarsi l’atmosfera di quel giorno, in quegli anni…

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De Bello Lemures (di Lucius Artorius Castus e Thomas Brookside)

De Bello Lemures

De Bello Lemures
di Lucius Artorius Castus e Thomas Brookside
Ebook Autoprodotto
110 pagine, 2,68 euro (ebook) oppure 7,83 euro (paperback)

Sinossi

Un testo latino recuperato racconta la storia di una terribile battaglia tra legionari romani e non-morti, avvenuta nel 185 dopo Cristo..

Lucius Artorius Castus guida una spedizione in Gallia per reprimere una ribellione delle popolazioni indigene contro le istituzioni Romane che governano il territorio. Purtroppo per lui la situazione si rivela ben più complessa rispetto al previsto, visto che i suoi nemici resuscitano dalla morte per combattere ancora, e ancora, e ancora. Il terrore suscitato dalla orda di zombie è amplificato dalla Babele di religioni antiche e di superstizioni che caratterizzano quei luoghi remoti dell’Impero. Il panico che i morti viventi portano con sé lascia presagire una precoce oscurità medioevale, nonché il crollo anticipato della potenza imperiale romana.
Riccamente annotata, questa novel mischia survival horror, zombie apocalyspe e romanzo storico, accompagnando il lettore in un viaggio da incubo, in uno degli angoli oscuri dell’antica Roma.

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Bentornati a Salem’s Lot

Salem's Lot copertina

Uno dei romanzi horror che più mi stanno a cuore è senz’altro Salem’s Lot (Le Notti di Salem), di Stephen King.
Letto e riletto più volte, è un libro costruito con una perfezione rara, soprattutto per il King dell’epoca, che amava parlarsi addosso, complice (ma questa è una supposizione mia) la mancanza di un editor abbastanza coraggioso da mettere becco nei suoi manoscritti.
In fondo il Re vendeva carrettate di libri, quindi perché correggerlo?
Salem’s Lot, invece, ha un passo più misurato, una lunghezza più sobria, senza sacrificare nulla alla costruzione dei personaggi e alla trama.
Per i pochi che non lo sapessero, stiamo parlando di una storia di vampiri, abbastanza classica nella sua struttura. I rimandi ai caposaldi del genere – Dracula e Nosferatu su tutti – sono molteplici. Scritto nel 1975 (il mio anno di nascita!), Salem’s Lot fu pubblicato in un periodo storico-letterario in cui i vampiri non erano certo di moda come ora. Anzi, venivano visti come il retaggio di un modo desueto di fare horror, in puro stile Hammer.
Eppure, buon Dio, il romanzo funzionava allora come funziona ancora oggi.
Non a caso viene continuamente ristampato.

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Segnale interrotto, segnale perso

signal

A qualche settimana di distanza dal post di Davide Mana, provo ad aggiungere due parole sulla faccenda del “segnale interrotto”.
Tanto per ribadire: per “segnale” intendiamo quel processo spontaneo che porta dei prodotti indipendenti (libri, ebook, mp3 o altro) a un traino promozionale autonomo e virale. Come? Attraverso la condivisione sui social network, per esempio, o con simili forme di passaparola.
Personalmente ho sempre fatto questa distinzione: il segnale è importante per quei brand (o prodotti, appunto) che sono slegati a figure commerciali intermedie, vale a dire case editrici, discografici etc.
Il segnale permette dunque di far vivere, e magari anche di far vivere bene, dei progetti indipendenti meritevoli, seppur non sdoganati dai grandi media.
Il segnale è – o dovrebbe essere – meritato e meritorio. Si trasmette per cose di un valore più o meno oggettivo. Esiste anche un segnale-ombra, che copre tutta l’inquietante faccenda delle recensioni combinate e cose simili, ma oramai sono mezzucci che i blogger e gli esperti di social marketing riescono a scoprire in tempi abbastanza brevi.
Ok, fatta questa premessa: è possibile interrompere il segnale?

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