Scrivere è per tutti?

Diego Armando Maradona

Scrivere è l’attività creativa coi costi d’avviamento più bassi.
Grazie al self publishing chiunque può tirar fuori il suo libro inedito dal cassetto e piazzarlo su uno store online – Kobo, Amazon, Lulu etc – e dirsi scrittore.
Facebook è una selva di “Gino Rossi scrittore” e “Laura Mazzafava autrice”. Che poi, per dire, il mio idraulico non è iscritto al Facciacoso come “Roberto Verdi idraulico”.
Quindi scrivere è diventato il sogno bagnato di molte persone che credono di avere la storia giusta per sfondare, per fare i big money, per farsi ospitare da Fabio Fazio. Tutte fantasie da dilettanti, ovviamente, ma c’è gente che mira davvero a queste cose.
Ma scrivere è davvero per tutti?

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Le ospiti di Plutonia: Paola Turci

Paola Turci 2015

Ci sono degli artisti – cantanti, autori, registi – che segui per anni, seppur senza soluzione di continuità.
Sono sempre lì, al margine delle tue percezioni, dei tuoi ricordi. Questa non è un’affermazione che li sminuisce, anzi: la intendo come un gran complimento. In un’epoca in cui tutto si consuma e si dimentica nel giro di un giorno o due, galleggiare nei pensieri di una persona per anni è una cosa straordinaria.
Paola Turci – per me – fa parte di questa categoria.
La seguo dalla sua prima apparizione a Sanremo (era il 1986 e avevo undici anni). Mi sono perso diverse cose che ha fatto, dischi, concerti, impegni sociali, ma non è mai uscita dai miei radar. Grazie ai social riesco a stare al passo con le news che la riguardano, per esempio su Twitter.
Ultimamente Paola non è stata trattata benissimo dai media tradizionali. Lei se n’è fregata ed ha continuato a produrre ottime cose, tra cui un romanzo (Con te accanto) e l’ultimo, godibilissimo singolo, Io sono. Che poi non è mai facile cercare di mantenere alta l’asticella della qualità, magari a discapito di un poco di commercialità, ma la Turci lo fa da sempre.
La foto del nuovo singolo (quella con cui ho aperto il post) è stupenda. Se conoscete un minimo di biografia di Paola Turci non c’è bisogno che vi spieghi il perché.
Non per ultimo, ma questa è una nota personale, Paola ha scritto una delle canzoni italiane che preferisco, Attraversami il cuore. Che poi è la canzone che, sentimentalmente, dedico a chi mi sta accanto.
Anche se forse non gliel’ho mai detto.
Beh, l’ho fatto ora :)

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Lovecraftian Bestiary

Yog-Sothot

Il sogno di molti scrittori del fantastico è quello di riuscire, prima o poi, a creare un bestiario ricco, originale e spaventoso come quello inventato da H.P. Lovecraft.
Pochissimi ci riescono, tanto che molti validi autori preferiscono omaggiare le creature del solitario di Providence, citandole in racconti e romanzi (l’ho fatto anch’io, come sapete). Altri allargano questo pantheon/bestiario con nuovi innesti, senza però snaturarlo da quanto scritto e dettagliato da HPL in decine di storie, poesie e novelette.
Solo pochi scrittori horror sono stati in grado, poco a poco, di proporre qualcosa di nuovo. Tra quelli delle ultime generazioni mi viene in mente Brian Keene, che ha popolato i suoi romanzi di creature bizzarre e “non derivative”.
Ne ha inventate talmente tante, insieme al compianto amico e collega J.F. Gonzales, che i due sono riusciti a produrre un elegante compendio. Un po’ caro, ma ottimo. Lo trovate qui.

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Il Ranch (ebook)

cover

Il Ranch
di Alessandro Girola
Copertina di Giordano Efrodini (foto: Fotolia)
Editing di Miss Marvel
16.400 parole circa, 0,99 euro
Link per l’acquisto sul Kindle Store

Sinossi

Il caso di Antonio Roder, il Cannibale di Sesto San Giovanni, è concluso da cinque anni.
Per tutti ma non per Emilio Condelli, criminologo e giallista di successo.
Dopo aver messo mano a un portatile appartenuto a Roder, venduto in un’asta clandestina per appassionati dell’orrido, Emilio scopre l’esistenza di un sito internet molto particolare.
Si tratta del Ranch, una community online in cui i tre misteriosi amministratori vendono giovani fanciulle come capi di bestiame. Lo scopo ultimo di questo commercio pare essere l’antropofagia.
Anche Antonio Roder era iscritto al Ranch, ma gli inquirenti non l’hanno mai scoperto. Il Cannibale è riuscito infatti a suicidarsi prima di essere interrogato.
Ora però Condelli ha l’occasione per svelare il mistero dietro al terribile omicidio commesso da Roder.
Per farlo dovrà prendere contatto col Ranch, un’organizzazione più pericolosa, antica e potente di quanto Emilio immagini.

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Il Dio-Serpente della base militare di Kimberly

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Per la serie “stranezze da romanzo horror, ma prese dalla cronaca nera”, vi segnalo una notizia che qualche mese fa è rimbalzata dai quotidiani sudafricani ai siti che abitualmente si occupano di misteri, complotti e piacevolezze simili.
La base militare di Kimberly è un insediamento non lontano da Soweto. Viene utilizzata soprattutto per l’addestramento del National Rural Youth Service Corps, un corpo composto da coscritti obbligatori, che hanno l’obbligo di fare quattro mesi di leva una volta compiuta l’età adulta.
Nel 2013 la base di Kimberly è stata preda di quello che gli psicologi militari hanno definito un episodio di isteria di massa. I circa settecento partecipanti al programma di addestramento hanno abbandonato l’insediamento in fretta e furia, convinti di essere perseguitati da presenze soprannaturali.

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HPL 300 (8)

CyäeghaOTTO

Non poteva essere lui.
Eppure era lui. Sandro conosceva troppo bene le sue foto. Ne aveva persino una appesa sopra la scrivania. Certe volte, gli parlava anche, a Lovecraft.
Si era portato dietro quella foto in ogni trasloco da quando, a 12 anni, l’aveva ritagliata da una rivista e l’aveva fissata alla parete con delle puntine da disegno rosse. Era sbiadita, rovinata ai bordi e la carta diventava sempre più sottile.
I suoi amici lo prendevano in giro, dicevano che Lovecraft era il suo fidanzato. Ma Sandro non poteva separarsene. Nemmeno adesso che era cresciuto, aveva smesso di scrivere e si era trovato un lavoro serio.
Il suo H.P. era di fronte a lui, in carne e ossa. E sorrideva mentre mescolava il tè, facendo tintinnare il cucchiaino contro le pareti di ceramica della tazza.
“La fine del mondo” disse Roberto.
“Esattamente” rispose Lovecraft.
“Ok, basta con le cazzate. Sandro, andiamo a casa”.
Roberto prese l’amico per il braccio e fece per alzarsi dal divano. Si bloccò, metà seduto, metà in piedi, con le ginocchia piegate e la bocca aperta. Fissava la finestra, alle spalle della signora anziana.
I vetri iniziarono a vibrare. Poi la vibrazione si estese al pavimento. Sandro la sentì attraverso le scarpe. Gli faceva tremare le gambe e battere i denti.
Seguì lo sguardo di Roberto.
All’inizio gli sembrò una chiazza di petrolio sospesa a mezz’aria. Poi vide i tentacoli. Centinaia di tentacoli, di ogni dimensione. Uno di essi mandò in frantumi la finestra e si avvolse intorno al collo della donna. Il rumore di una frustata, seguito da quello del risucchio di una cannuccia sul fondo di un bicchiere, e la testa della madre di Lovecraft esplose.
Fu allora che una sola, enorme palpebra si sollevò al centro della chiazza nera con i tentacoli, a scoprire un occhio color smeraldo.
Una luce verde, infetta e viscida, inondò la stanza.

(Continua…)  Continua a leggere

Segnali di fumo: orrori, fate e altre meraviglie

segnali di fumo

Con oggi riprendo a fare articoli di segnalazioni multiple, conscio che in passato tali articoli erano apprezzati, graditi.
Considerate che, salvo eccezioni esplicitamente dichiarate nei singoli post, si tratta di titoli (libri, film e fumetti) già visionati, e non di segnalazioni alla cieca. Di solito dedico a ciascun titolo una recensione vera e propria, ma lo spazio sui miei blog è sempre troppo poco per parlare di tutto.
Piuttosto che ritardare per mesi le meritorie citazioni di tali titoli, preferisco parlarne più in breve, in post simili a quello che vi accingete a leggere. Spero che siano comunque sufficienti a farveli conoscere (e non è detto che, in futuro, arrivino anche le recensioni dei singoli prodotti).
Si comincia oggi con una tripla segnalazione a base di libri, sia in lingua italiana che in inglese. Prendete appunti, ricaricate la carta di credito etc etc.

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La dignità della speculative fiction

the guardian

Capita spesso che io legga le edizioni online di alcuni quotidiani non italiani. Si tratta soprattutto del The Guardian e del New York Times.
C’è chi dice che queste abitudini sono snob e che servono soltanto per ostentare la conoscenza dell’inglese. Io sarò un tipo strano, visto che leggo questi giornali perché li trovo interessanti. Bizzarro, vero?
Ma non è di questo che voglio parlarvi, bensì di un fatto curioso che mi è capitato venerdì. Ero sulla pagina del The Guardian, e in particolare nella sottosezione —> Cultura —> Libri. Volete sapere una cosa curiosa? Su una cinquantina di articoli cliccabili, ce n’erano almeno venti che parlavano di narrativa di genere. Di speculative fiction. In particolare ho trovato articoli su: Terry Pratchett, Alan Moore, Neil Gaiman, sui romanzi del Doctor Who, sul fenomeno della fantascienza young adult, su Stephen King.
Avete già intuito dove voglio arrivare, vero?

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