Quarta è al momento ultima puntata dedicata alla rubrica Come impostare un blog.
Finora abbiamo analizzato tre punti fondamentali per ogni aspirante blogger:
- Le motivazioni che spingono verso un’attività di questo tipo;
- I possibili modi per tentare di farlo diventare un lavoro vero e proprio;
- Il rischio che la passione diventi un’ossessione.
Che cosa rimane da aggiungere?
In realtà di cose da dire ce ne sarebbero ancora parecchie, ma non voglio nemmeno fingere di conoscere la ricetta segreta per creare il blog perfetto. Anche perché non credo che qualcosa del genere esista: né la ricetta né il blog perfetto. Quindi mi limiterò a proporvi una mia netiquette minima sul “come bloggare senza apparire dei grandissimi cazzoni”.
Sentitevi liberi di aggiungere i vostri consigli.
Le donne di Plutonia: Ludovica Caramis
Questa volta la celebrità della domenica l’ho scelta per bieco favoritismo personale.
Ludovica Caramis è una delle poche “donne di spettacolo” italiane che utilizzano Twitter così come dovrebbe essere per chi lavora in questo ambiente: interagendo con le persone che decidono di seguirle attraverso il noto social network.
Cosa che per il momento ho riscontrato solo nella tanto bistrattata Elisabetta Canalis (lodi, lodi, sempre e solo lodi!) e in Cristina Scabbia. Forse tante altre “vip” pensano che Twitter sia solo un vezzo per mettere in pubblico lo scambio di battute tra chi fa parte di questo bel mondo dorato. Il che francamente è più triste che irritante. Quindi, una volta tanto, spazio a chi fa un uso più social di questi network, sperando che tempo e successo non cambino le cose.
Probabilmente Ludovica è al momento meno nota delle due fanciulle appena citate, perciò ve la presento in breve. Leggi l’articolo completo
Quando Schwarzenegger mi insegnava l’attinenza alla realtà
Vi ricordate quando, negli anni ’80, i film di Arnold Schwarzenegger vi insegnavano i valori della vita, la filosofia, l’amore per l’arte e per la cultura? Vi ricordate i profondi temi sociali affrontati da film come Commando, Atto di Forza e Codice Magnum? Vi ricordate quella bella sensazione che vi permeava a fine visione, quando vi sentivate arricchiti come uomini e come persone?
No? Meno male, perché in quel film non c’era nulla di tutto ciò. Però c’erano dialoghi serrati e cazzeggioni, scene epiche e memorabili nella loro improbabilità. Tanto che ora che siamo dei baldi uomini di età matura (solo l’età, appunto), ancora li ricordiamo, li citiamo e stiamo qui a pubblicarne gli estratti presi da Youtube.
Perché tiro fuori questa storia? Perché, tra le tante belle recensioni di The Avengers (film che in linea di massima è piaciuto a un sacco di gente), le critiche più ridicole che mi è capitato di leggere sono riassumibili con questa mitica frase:
The Avengers è un film poco verosimile che ha scarsissime attinenze con la realtà e non insegna niente.
Cazzo no! Mi hanno smontato completamente. E io che lo ho recensito sprecando belle parole, senza accorgermi che è un film senza attinenze con la realtà. Come ho fatto a essere così cieco? Sarà colpa di DareDevil? Leggi l’articolo completo
I Jefferson (1975-1986)
I Jefferson
di Don Nicholl e Michael Ross
USA, 1975-1986
11 stagione, 253 episodi
C’è un canale del digitale terrestre, uno dei tanti nati dopo quella roba assurda che hanno chiamato switch-off , che trasmette le repliche de I Jefferson a nastro. Tre, quattro episodi al giorno, proposti in più fasce orarie.
Un vero e proprio trip, un viaggio nel tempo che mi son fatto ben volentieri, ma anche un crescente senso di nostalgia.
Perché io coi Jefferson ci sono cresciuto. Erano gli anni ’80 e Canale 5 li trasmetteva a ora di cena, credo alle 19.00, prima di Mike Bongiorno. In casa avevamo da poco una televisione anche in cucina, succubi di quello che, due decenni dopo, qualcuno avrebbe definitivo il lavaggio del cervello berlusconiano. Ma a quei tempi l’idea nemmeno ci sfiorava e, per quanto certi intellettuali continuino ancora oggi a giocare alla cospirazione, non ce li vedo proprio George Jefferson, Arcibaldo, Arnold e Magnun P.I. a fare propaganda per Forza Italia.
Tutti i Superman del mondo
In questo periodo si fa un gran parlare di supereroi su Plutonia; è inevitabile e la cosa andrà avanti ancora a lungo, mi sa. Tra l’altro molti di voi mi chiedono articoli di approfondimento, in particolare sul cinema supereroistico. Vi prometto che arriverà, ma con calma, visto che la fase di documentazione e scrittura sarà piuttosto lunga.
Oggi invece ci occupiamo di uno stereotipo di supereroe, il protettore, incarnato nella figura di Superman, l’uomo d’acciaio, Kal-El, Clark Kent, l’uomo dai mutandoni indossati sopra la calzamaglia.
Un Dio, più che un supereroe. Qualcuno lo paragona a una figura cristologica, tanto sono grandi i suoi poteri, quasi a rasentare l’onnipotenza.
Forse proprio per questo Superman è un eroe che in realtà molti non amano. Però l’uomo di Krypton si presta anche a scenari alternativi interessanti, spesso inquietanti. Alcuni li ha esplorati la stessa DC Comics nei suoi lavori più cupi e maturi (penso per esempio a Superman:Red Son). Ma in realtà sono altre le saghe che ci offrono dei supereroi in stile Superman, ma con particolarissime reinterpretazioni dell’uomo d’acciaio.
Partendo dall’impostazione più o meno classica del personaggio, molti autori hanno mischiato le carte, ottenendo gli interessanti personaggi che vado a presentarvi… (Attenzione: ci sono alcuni spoiler su diverse serie a fumetti)
Carisma 16 o più
Nei commenti a questo post alcuni scrittori da qualche tempo in attività sul Web hanno denunciato uno dei tanti, piccoli problemi che complicano questa bella ma complicata attività: la mancanza di feedback.
La faccenda è questa: molti scaricano ebook, specialmente gratuiti. Alcuni non li leggono nemmeno e una buona percentuale di quelli che invece lo fanno non lasciano alcun commento né all’autore né sul proprio blog o sui social network.
Altri ancora commentano solo per sottolineare quanto il libro/racconto in questione sia brutto, premurandosi di far sapere come lo avrebbero scritto loro e quali manuali l’autore dovrebbe leggere prima di riprovare un altro esperimento di questo genere. Se invece il libro/racconto gli è piaciuto liquideranno la questione con un semplice “non è del tutto da buttare“.
Che persone tristi, vero? Ma non è di questo che ci occuperemo, bensì di altro.
La domanda è questa: perché certi autori ricevono feedback e altri no?
Irredeemable (di Mark Waid e Peter Krause)
Irredeemable
di Mark Waid e Peter Krause
Boom! Studios (Italycomics per l’Italia)
36 numeri in formato cartaceo o digitale (lingua inglese – serie in corso di pubblicazione)
Volume 1 in lingua italiana – 192 pagine a colori, 25 euro
Sinossi
Quando il Plutoniano, il più grande eroe del mondo, perde la testa e si trasforma nel più grande criminale del mondo, solo i suoi ex compagni hanno una chance di fermare la sua furia. Ma, mentre sono in fuga dall’essere più potente e più arrabbiato del mondo, riusciranno questi ex amici a scoprire in tempo i suoi segreti? Come è giunto a questo? Cosa è stato delle speranze e delle promesse che un tempo si riponevano in lui? Cosa succede al mondo quando il suo salvatore lo tradisce? Cosa rende un eroe Irredimibile?
Commento
Banalizzando potremmo dire che Irredeemable è una versione alternativa di Superman: cosa succederebbe al nostro pianeta se l’Uomo d’Acciaio, una creatura dai poteri quasi divini, impazzisse? Se al posto di continuare la sua esistenza da protettore dell’umanità diventasse uno sterminatore?
Probabilmente ci troveremmo davanti a uno scenario apocalittico. Leggi l’articolo completo
Adoro i personaggi ben riusciti
In tutto il gran parlare di manuali e tecniche di scrittura si discute sempre meno delle cose più goduriose di questa passione: le storie, le ambientazioni, i personaggi.
Una delle cose più frustranti per un autore (esperto o principiante che sia) è quella di ricevere una lista di refusi e zero commenti sulla storia, se non mere osservazioni su infodump e show don’t tell.
In tal modo lo stile, pure importantissimo e da migliorare costantemente, assume a parametro supremo, se non unico, per valutare un racconto o un romanzo.
Da queste parti tuttavia ci piace concentrarci su altri aspetti della scrittura e della lettura. In nome di una buona storia o di qualche memorabile protagonista siamo disposti a chiudere un occhio su certi errori di forma. La forma del resto è perfezionabile attraverso pratica, studio e lettura, mentre la creatività e la fantasia bisogna sfruttarli fin quando esistono.
Oggi spendiamo due parole proprio sui protagonisti dei libri, senza però perderci in troppi tecnicismi.







