I Maya ci dicono che il 2012 potrebbe essere un anno un po’ duro da digerire.
Secondo me hanno solo un pessimo ufficio stampa che ha travisato le loro parole, tuttavia chissà, mai dire mai.
Apocalisse a parte, pur non essendo un tipo particolarmente superstizioso, io ho qualche rituale scaramantico e qualche talismano da sfoderare nel momento del bisogno.
Si tratta soltanto del retaggio dei tempi in cui ci affidavamo a spiriti invisibili, divinizzandoli al fine di dar loro colpe e meriti delle umane vicende? Può darsi. Oppure, come dicono altri, formule e rituali non sono altro che sistemi per interpretare e modificare la struttura del Creato.
Enuncio di nuovo le mie teorie. Primo: la natura parla attraverso la matematica; secondo: tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere attraverso i numeri; terzo: tracciando il grafico di qualunque sistema numerico ne consegue uno schema. Quindi ovunque, in natura, esistono degli schemi. Ecco le prove. La ciclicità delle epidemie, la crescita e la riduzione delle mandrie di caribù, la ciclicità delle macchie solari, le piene e le secche del Nilo. E allora parliamo della Borsa, di quell’universo composto da numeri che rappresenta l’economia globale, milioni di mani che lavorano, miliardi di cervelli, un’immensa rete umana che grida alla vita: un organismo, un organismo vivente. La mia ipotesi: anche nella borsa esiste uno schema, ed è proprio davanti a me, nascosto fra i numeri: è sempre stato lì. (da Pi Greco – Il teorema del Delirio)







