Rituali, superstizioni, amuleti

I Maya ci dicono che il 2012 potrebbe essere un anno un po’ duro da digerire.
Secondo me hanno solo un pessimo ufficio stampa che ha travisato le loro parole, tuttavia chissà, mai dire mai.
Apocalisse a parte, pur non essendo un tipo particolarmente superstizioso, io ho qualche rituale scaramantico e qualche talismano da sfoderare nel momento del bisogno.
Si tratta soltanto del retaggio dei tempi in cui ci affidavamo a spiriti invisibili, divinizzandoli al fine di dar loro colpe e meriti delle umane vicende? Può darsi. Oppure, come dicono altri, formule e rituali non sono altro che sistemi per interpretare e modificare la struttura del Creato.

Enuncio di nuovo le mie teorie. Primo: la natura parla attraverso la matematica; secondo: tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere attraverso i numeri; terzo: tracciando il grafico di qualunque sistema numerico ne consegue uno schema. Quindi ovunque, in natura, esistono degli schemi. Ecco le prove. La ciclicità delle epidemie, la crescita e la riduzione delle mandrie di caribù, la ciclicità delle macchie solari, le piene e le secche del Nilo. E allora parliamo della Borsa, di quell’universo composto da numeri che rappresenta l’economia globale, milioni di mani che lavorano, miliardi di cervelli, un’immensa rete umana che grida alla vita: un organismo, un organismo vivente. La mia ipotesi: anche nella borsa esiste uno schema, ed è proprio davanti a me, nascosto fra i numeri: è sempre stato lì. (da Pi Greco – Il teorema del Delirio)

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L’acquisto top del 2011

Citazione extra classifica per quello che si è rivelato il miglior acquisto del 2011: l’eReader Kindle.
Semplice e pratica dimostrazione di come una tecnologia può migliorare, perfezionare e impreziosire una passione quale la lettura.
Lo possiedo da agosto, acquistato direttamente sulla Fifth Avenue di New York, in un negozietto di elettronica tra i tanti.
Strumento semplice e al contempo funzionale.
Schermo eInk per non affaticare gli occhi (sembra in tutto e per tutto di leggere un foglio di carta comune).
Batteria che, col wi-fi spento, dura anche quindici giorni senza doverla ricaricare.
Capienza quasi illimitata.
Acquisto diretto e immediato tramite il Kindle Store, su cui si trova la gran parte dei titoli pubblicati nel mondo.
Ora che lo store è aperto anche in Italia, prevedo un 2012 senza acquisti cartacei, che limiterò alle sole graphic novel.
Non si tratta di odio per il caro vecchio libro, bensì ottimizzazione del mio (poco) spazio casalingo, e risparmio (notevole) sugli acquisti.
Questo aggeggino costa solo 99 euro.
No, non lavoro per Amazon.

I migliori libri, fumetti e film del 2011

Quest’anno niente classifiche consuntive, mi hanno un po’ stancato.
Tuttavia un bell’articolo a mo’ di promemoria di tutto ciò che nel 2011 ho letto e visto con piacere potrebbe servirvi a recuperare ciò che magari avete perso nei mesi scorsi. Purtroppo buona parte delle recensioni sono sul blog vecchio ma niente paura: pian piano le recupererò anche qui su Plutonia o sull’Ultimo blog a Sinistra.

Intanto qualche considerazione spiccia.

Il 2011 è stato il secondo anno consecutivo in cui il numero di ebook da me letti ha superato quello dei libri cartacei. Dopo agosto, mese in cui ho acquistato il mio Kindle a New York, il divario è ulteriormente aumentato.
Sempre nel 2011 c’è stato un altro sorpasso: ho letto più romanzi e racconti in inglese che non in italiano. Credo anche che il distacco tra le due categorie sia destinato anche ad aumentare ancora nel 2012.
Leggo poi sempre più graphic novel, sia in in italiano che in inglese, e il settore mi sembra ricchissimo di suggestioni, idee, proposte. Molto più di quello dell’editoria classica.
Riguardo ai film, sarò breve: ne ho visti molti di meno e, in linea di massima, i titoli degni di nota sono stati davvero pochi. Pollice verso anche per i serial: non ne ho trovato uno particolarmente coinvolgente, tutti quelli che ho seguito a fasi alterne si sono rivelati poco entusiasmanti. Salvo un’eccezione che citerò in seguito.
E ora facciamo qualche nome… Leggi l’articolo completo

The Devil’s Rock

Devil’s Rock
di Paul Campion
Nuova Zelanda (2011)

5 giugno 1944, notte prima del D-Day. Gli Alleati si preparano a sferrare l’attacco finale alla logorata “fortezza europea”, occupata dalle forze armate del Terzo Reich. Due commandos neozelandesi vengono inviati su una minuscola isoletta nel Canale per sabotare uno dei tanti pezzi d’artiglieria piazzati dai tedeschi, in previsione della controffensiva anglo-americana.
Tuttavia su quell’anonimo e insignificante atollo c’è qualcosa che va ben oltre la strategia e la tattica: un piccolo distaccamento delle SS sta evocando forze oscure, legate da tempo alle popolazioni che vivono sulle isole del Canale. Forze che risulteranno incontrollabili…

Commento

“La guerra è una puttana”.
La tagline di Devil’s Rock è decisamente accattivante, e anche il film non scherza. Pur trattandosi di una produzione low budget della lontana Nuova Zelanda, ci troviamo davanti a una pellicola molto interessante e piuttosto riuscita.
Innanzitutto c’è il consueto fascino – di cui abbiamo parlato più volte – che caratterizza la commistione tra guerra, occulto e nazismo. Il regista, Paul Campion, ne attinge a piene mani, realizzando un film claustrofobico e d’atmosfera, con pochissimi personaggi e una storia macabra che inquieta al punto giusto. Leggi l’articolo completo

Fine anno/Inizio anno

Immagino che fra un giorno o due saremo tutti presi dai “festeggiamenti” di Capodanno, o quantomeno da una sana voglia di non occuparsi di nulla di serio. Per questo motivo ho deciso di postare già oggi il mio piccolo consuntivo annuale.
Avvertendovi che sarà un post piuttosto personale, vi concedo il tempo necessario per cambiare aria, se non volete annoiarvi con le mie facezie…

Siete ancora qui? Bene, allora procediamo.
In realtà non so nemmeno cosa dirvi di preciso. Potrei iniziare con un pippone sulla crisi economica e bla, bla, bla. Però non sono un economista, rischierei di dire soltanto cose banali, quindi evito di farlo. Personalmente parlando posso solo commentare che la crisi, a casa mia, si è affacciata come in quelle di altri millemila italiani. Spese in più, tasse che arrivano, il lavoro che (per fortuna) c’è, ma non è mai sicuro al 100%… Grazie a Dio non ho né intendo avere una famiglia mia, quindi non sento il peso di dover mantenere dei figli senza magari poter garantire loro quel tenore di vita che meriterebbero.
Certo, potremmo discutere a lungo su questa mia affermazione: so che per molti l’obiettivo sovrano è proprio quello di costruirsi una famiglia, quindi potrebbero (giustamente) maledirmi per quanto ho appena scritto. Leggi l’articolo completo

The Valley of the Dead arriva in Italia, passando dall’Orlo del Mondo

Ci sono delle soddisfazioni insite nell’atto di bloggare, piccoli ma importanti risultati che danno un senso al tempo speso in Rete a costo zero, sopportando spernacchiamenti e cafonate dei pochi ma rumorosi troll.
Soddisfazioni come questa: il romanzo The valley of the dead – The truth behind Dante’s Inferno che approda dal mercato statunitense a quello italiano, con un oliato meccanismo che è partito dalla mia recensione fatta qualche tempo fa sul vecchio blog.
I ragazzi del Nero Cafè – di cui sono collaboratore esterno – si sono interessati a questo titolo particolare e molto valido, fino al punto di sceglierlo come prima pubblicazione del neonato marchio editoriale Nero Press.
Pur non avendo nulla a che fare con esso – ribadendo ancora una volta il mio ruolo di blogger assolutamente indipendente – posso solo applaudire alla scelta.
Ringrazio in particolare Daniele Picciuti per aver dato tanta importanza alla mia recensione.
Il dottor Paffenroth, autore del romanzo, è una penna colta e preparata. Pur trattando spesso di zombie e frattaglie (come in questo caso) ha una poetica molto particolare che lo distingue dai sui colleghi. Senza dimenticare la sua notevole cultura professionae. Non dico che sia necessariamente più bravo di altri zombie guy, ma senz’altro è diverso.

Qui l’annucio sul blog di Kim Paffenroth.
Qui su Nero Cafè.
Qui, infine, la mia recensione del libro.

Borgo Pliss (14): La sala dei ricordi

23 settembre

È stato Danilo Somma a raccontargli per primo della Sala. Nel breve periodo in cui il reporter ha alloggiato all’hotel ne ha sentito parlare da alcuni collaboratori dal Sindaco. Da Michela, in particolare: la donna dà proprio l’idea di essere una gran chiacchierona.

Sta di fatto che la Sala dedicata a Pliss dovrebbe nascondere qualche risposta più completa sulla natura del Borgo.

Massimo ha capito che il momento migliore per dare una sbirciata è il primo pomeriggio. Dopo pranzo molti degli ospiti dell’hotel si concedono ritempranti sonnellini, mentre gli altri passeggiano per il quartiere, ora che la guerra con gli invisibili vicini di Malebolgia sembra vivere un lungo periodo di tregua.

Lo scrittore si infila nell’ala est del quinto piano, dove non ci sono camere occupate, bensì solo stanze di servizio, la piccola biblioteca dell’hotel e l’ingresso all’osservatorio del sesto piano, da dove si può tenere d’occhio una fetta abbondante del quartiere.

Il portone della Sala è a due battenti ed è chiuso a chiave. Chiave che Massimo ha sottratto dallo schedario della reception, sempre incustodito al momento del pranzo. Il suo piano è di dare un’occhiata veloce e quindi di riportarla giù prima che qualcuno se ne accorga. La Sala non è visitata spesso, perciò dovrebbe farcela.

Con un brivido lungo la schiena apre la porta ed entra. Leggi l’articolo completo

Coraline (di Neil Gaiman e P.Craig Russell)

Coraline
graphic novel basata sull’omonimo romanzo di Neil Gaiman
Illustrato da P.Craig Russell
Nicola Pesce Editore
192 pagine a colori, 20 euro

Sinossi

Attraversando una porta nella casa in cui la sua familia si era appena trasferita, Coraline scopre un’altra casa stranamente simile alla sua, ma migliore. All’inizio sembra tutto meraviglioso: il cibo è molto buono e la scatola dei giocattoli è piena di angeli a molla e di teschi di dinosauro che strisciano per terra e battono i denti. Ma ci sono anche un’altra madre e un altro padre che vogliono che lei rimanga lì e sia la loro bambina. Vogliono trasformarla e tenerla per sempre con loro. Coraline dovrà usare tutta la sua intelligenza e lottare con ogni mezzo per salvarsi e tornare, finalmente consapevole, alla sua vita di tutti i giorni.

Commento

Uno dei regali di Natale che più o apprezzato è proprio questo: l’adattamento a fumetti del celebre romanzo di Neil Gaiman, Coraline. Premetto che il libro non l’ho letto, quindi non posso fare paragoni, perciò mi limito a commentare la graphic novel, che reputo un piccolo oggetto d’arte moderna, né più né meno.
Ci sono molti sciocchi che pensano ancora ai fumetti come a “stupidate da ragazzini”. Più o meno hanno lo stesso parere anche sulla cosiddetta narrativa young adult (di cui Coraline fa parte), che invece fuori dall’Italia ha una consistenza e uno spessore davvero notevole. Leggi l’articolo completo