Gente che sparisce

 

Uno degli argomenti che ho trattato diverse volte sul vecchio forum riguarda l’inquietante fenomeno delle sparizioni misteriose. Da una costola di quell’argomento ho anche ricavato un ebook gratuito, Navi Fantasma, che si limita però ad analizzare dieci casistiche riguardanti il mare.
L’argomento si pone nel pericoloso confine tra scienza, fantascienza, superstizione e panzane belle e buone. Ci sono tuttavia studiosi che da anni monitorano i giornali di tutto il mondo per individuare quelle notizie inspiegabili che, per quanto grandi siano, vengono sempre pubblicate in sordina, quasi come se fosse inopportuno parlarne.
Singoli individui che scompaiono nel nulla: la casistica è davvero ampia, ma spesso le spiegazioni sono riconducibili alla fredda razionalità: persone che sviluppano seri problemi mentali, rapimenti, delitti, amnesie. Rimangono tuttavia degli episodi assai meno spiegabili, in cui gli investigatori non trovano un solo indizio per giustificare tali sparizioni. Quasi come se questi individui sparissero di punto in bianco, volatilizzandosi.
Quando invece capita che siano interi paesi a spopolarsi l’attenzione sul fatto in questione diventa – per assurdo – ancora più bassa. Di solito si tratta di comunità piccole situate in zone remote del mondo e il tutto viene spiegato parlando semplicemente di “ghost town” spopolate più o meno all’improvviso per mancanza di lavoro o di natalità.
Troppo banale? Chissà.

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Quando Doyle odiava Holmes

Holmes e Watson (da The Greek Interpreter – illustrazione di Sidney Paget).

Sir Arthur Conan Doyle odiava il suo personaggio più noto, Sherlock Holmes.
Alcuni sostengono che questa antipatia nacque nel momento in cui si accorse che Holmes era diventato decisamente più famoso di lui, ma pare che in realtà il buon Arthur non abbia mai particolarmente amato il geniale detective.
Nel 1927 Doyle confidò ad alcuni amici che non era nelle sue intenzioni creare un ciclo poliziesco così articolato e lungo, essendo più attirato da altri generi narrativi (avventura, fantastico, perfino romanzi a sfondo storico). Generi di cui comunque scrisse diversi libri, ma che passarono in secondo piano rispetto all’enorme successo delle avventure di Holmes.
Doyle provò addirittura a limitarne il proliferare decretando la morte del suo eroe (ne L’ultima avventura), salvo poi fare un passo indietro su pressione dei lettori, al punto di scrivere un’avventura retrodatata (Il mastino dei Baskerville), e poi addirittura “resuscitandolo” dalla morte (L’avventura della casa vuota).
Dunque possiamo sostenere che Arthur Conan Doyle fu schiavo del suo più grande successo letterario?
Senz’altro sì.

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Le Interviste Notturne

X-Statix – di Michael Allred

Rapido post pomeridiano per segnalarvi, nel caso non le conosceste ancora, le Interviste Notturne realizzate da Nicola Parisi e pubblicate sul suo blog.
Oltre ad aver messo a segno una serie di ottimi colpi, chiacchierando virtualmente con personaggi del calibro di David Moody, Andreas Eschbach e Robert J. Sawyer (e altri), Nick è riuscito a intervistare anche una sorta di leggenda nel campo del fumetto, Michael Allread.
Ma perché vi cito tutto ciò? Semplice: ho appena terminato di scrivere la recensione di X-Statix, costola marvelliana degli X-Men, disegnata proprio da Allread. Al contempo ho recuperato (quasi per caso) l’intervista di Nick, proprio mentre cercavo qualche info recente sull’autore. Se non è sincronicità questa, davvero non so più come spiegarvela.
La recensione di X-Statix la leggerete prossimamente, ma vi anticipo fin da ora che il volumone appena uscito per Panini Comics si è rivelato un’ottima sorpresa. Ve lo dico da tiepido lettore di tutto ciò che fa parte del mondo mutante di casa Marvel.
Ma questo articolo breve e di poche parole nasce anche con la precisa volontà di dar merito a Nicola per il lavoro svolto (lavoro che, per un blogger indipendente, non è mai semplice, diciamolo). Giusto e sacrosanto farlo, soprattutto di questi tempi, in cui strani cleptomani si aggirano per la Rete rubacchiando articoli a destra e a manca.
Ma su questo brutto fenomeno torneremo senz’altro in qualche prossimo post di Plutonia, credo che valga la pena parlarne.

Zombie Apocalypse (2011)

Zombie Apocalypse
di Nick Lyon
USA 2011

Sinossi

Il virus VM2 si scatena nel cuore dell’Europa, diffondendosi rapidamente in tutto il mondo. I soggetti che lo contraggono muoiono e diventano zombie affamati di carne umana. Quel che rimane del governo statunitense ha organizzato un presidio fortificato sull’isola californiana di Catalina. Uno sparuto gruppo di superstiti attraversa il paese per raggiungerlo, cercando al contempo di sopravvivere agli assalti dei morti viventi dilagati oramai ovunque.

Commento

Poi dicono che uno si stanca anche dei suoi generi preferiti.
Questo Zombie Apocalypse, nato in fretta e furia grazie alla moda del momento, che vede trionfare i putrescenti ritornanti, è uno di quei film che, visti in momenti di luna storta, invoglia a cambiare definitivamente gusti e interessi cinematografici/letterari.
La mancanza di una storia in senso stretto è il più grande difetto di una pellicola che strappa più sbadigli che brividi (ma brividi de che?!?). Praticamente per 89 minuti vediamo questi tizi, i sopravvissuti, gironzolare coast to coast, armati come guerriglieri in stile Mad Max, con l’unico obiettivo di raggiungere un fantomatico presidio organizzato dal governo poco prima della caduta della civiltà. Gran sceneggiatura, vero? Continua a leggere

Sepolcri imbiancati e mangiatori di melma

Tutti ridono.
Noi soprattutto.

Post ad alto rischio di insulti e trollaggio. In fondo, che me ne importa? Tanto so già che là fuori ho molti amici. Spero di incontrarne presto qualcuno per parlare di infodump e show don’t tell faccia a faccia. In modo da mostrare loro quanto li apprezzo.
Perché a volte bisogna essere molto immersivi nel mostrare ciò che si pensa. Così dice uno di questi mentecatti linguacciuti.
Ma non è solo di questi amici che voglio occuparmi oggi. Sarebbe fin troppo generoso dar loro quel minimo di visibilità che anelano, perciò li lascio a fondo articolo, senza link né altro. Che poi il mio è un discorso generico, non mi interessa citare qualcuno nello specifico. Per fortuna certi blog stanno morendo di stenti (e spero che soffrano atrocemente nella dipartita), inutile perfino ricordarli.
Ma in realtà questo post parte da un’altra prospettiva.

Tutto comincia da una considerazione: dall’acquisto del Kindle in poi le mie letture sono esclusivamente limitate a romanzi e antologie in lingua inglese. Pescare nello sconfinato catalogo di Amazon è sempre una delizia per gli occhi e una tortura per la carta di credito.
Sta di fatto che sono mesi che non compro più nulla in libreria, uscendone, al contrario, sempre più schifato. Nei giorni scorsi in molti mi hanno chiesto perché non sono andato al Salone del Libro. La risposta è: perché sarebbe stato come entrare in dieci megastore Feltrinelli riuniti sotto un unico tetto. Roba da brividi…
No, guardate, passo. Tanto non avevo nulla da comprare.
I soldi che prima spendevo per costose e inutili edizioni rilegate li ho destinati quasi totalmente all’acquisto di fumetti. Del resto per comprare tre o quattro buoni ebook mi bastano circa 10 euro al mese, senza contare gli autoprodotti di qualità (alla faccia dei tizi come coso, mr.Bukkake o come diavolo si chiama, che dall’alto della sua competenza da bamboccio saccente li ritiene tutti illeggibili. Credibile uno così, no?)

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Le donne di Plutonia: Freida Pinto

Prima celebrità indiana ospitata sul mio blog, Freida Pinto riassume nei suoi 168 centimetri d’altezza tutti gli incredibili potenziali estetici tipici del ceppo etnico a cui appartiene.
È nata nel 1984 a Mumbai da Sylvia Pinto Derebail, preside della St. John’s High School, e Frederick Pinto Neerude, manager della Bank of Baroda. Laureata in anglistica al St. Xavier’s College di Mumbai, Freida ha poi dedicato la sua vita al mondo dello spettacolo, dapprima come modella, poi come testimonial televisiva, infine come presentatrice televisiva.
Nel 2008 ha tentato – con successo – la strada del cinema, facendosi notare subito grazie a un ruolo di primaria importanza in The Millionaire, di Danny Boyle. Altri suoi lavori recenti sono Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010), Immortals (2011), L’alba del pianeta delle scimmie (2011).
A soli 28 anni il futuro è tutto suo. Speriamo che qualche altro buon regista la valorizzi al meglio, visto che il potenziale è enorme.
Avete detto foto? Ok, foto.

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Come vanno gli eBook?

Post pomeridiano “per addetti ai lavori”, ossia qualche statistica riguardo all’andamento degli ebook, analizzata dal punto di vista (il mio) di uno che con l’autopubblicazione digitale ha a che fare da cinque lunghissimi anni.
Già da così tanto, direte voi? Eh sì, porco cane! A trentasei anni non sono più un giovincello eppure sono qui ancora a regalarvi storie. Contenti? (la domanda è retorica.)
Considerando che si tratta di discorsi che probabilmente intessano solo a una piccola fetta di lettori di Plutonia Experiment tronco qui la preview dell’articolo, invitando solo chi ne ha voglia a proseguire nella lettura.

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