Lo tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011 ha causato oltre 19.000 vittime. Una tragedia immane, che noi italiani, fortunatamente poco avvezzi a fenomeni del genere, fatichiamo perfino a immaginare.
Ovviamente anche i sopravvissuti delle aree più esposte alla catastrofe hanno un bel da fare per sopportare le conseguenze di quanto è accaduto. A moltissimi di loro è stata diagnostica una sindrome post-traumatica da stress, tanto che vengono regolarmente seguiti da psicologi e analisti.
C’è poi un numero non indifferente di superstiti che si dice certo di essere perseguitato dai fantasmi delle persone morte in quella immane tragedia. La cosa che inquieta è che quasi tutti questi soggetti, anche quelli che non si conoscono affatto tra di loro, raccontano più o meno delle stesse apparizioni: spettri di persone senza testa, o di individui intenti a simulare piccole attività della vita quotidiana.
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Facebook, l’arma del controllo globale
Cospirazionismo?
Cospirazionismo, ok. Questa volta però un po’ meno ridanciano e un po’ più inquietante. Riguarda infatti il mondo dei social network e Facebook in particolare.
Oramai anche i sassi conoscono il famoso social creato da Mark Zuckerberg nel 2004, e diffusosi presto a livello mondiale. Da allora conta 70 versioni linguistiche alternative a quella inglese e oltre un miliardo di iscritti che accedono al proprio profilo almeno una volta al mese.
Facebook è il social network più utilizzato e diffuso, quello che genera più introiti pubblicitari, nonché una delle pagine più viste al mondo, terza dopo Youtube e Google. In Italia ben 22 milioni di persone hanno un profilo Facebook, quota che corrisponde al 36% della popolazione nazionale. Siamo all’undicesimo posto nella classifica mondiale degli iscritti. I primi tre posti sono occupati rispettivamente da Stati Uniti, Indonesia e India.
Eppure su questo social ci sono tante controversie, soprattutto riguardo le violazioni della privacy. Non è poi un mistero che proprio Facebook (insieme ad altri network) sia considerato dai servizi di intelligence di mezzo mondo come un formidabile strumento di controllo.
Juan Ponce de León e il romanzo esoterico di Alessandro Magno
Scrivendo lo scenario di Due Minuti a Mezzanotte, round robin originariamente ambientata a Porto Rico, mi sono imbattuto in lui per la seconda volta. Il nome di Ponce de Leon l’avevo già incrociato documentandomi sul mistero della fonte della giovinezza, a cui dedicai questo articolo. Al mistero della fonte è legata buona parte della fama di Ponce de Leon; il suo nome ricorre infatti in tutti quei documentari proto-storici che parlano di enigmi, occultismo e weird.
A lui in realtà si devono le scoperte e la colonizzazione di due importanti terre: l’isola di Porto Rico (Puertorico) e la Florida. Proprio in questa propaggine del nuovo continente si fece coinvolgere nella ricerca dell’acqua miracolosa che garantirebbe l’eterna giovinezza. Secondo alcuni cronisti, tale quest ebbe successo. A dire il vero si tratta di un’aggiunta apocrifa ai diari delle esplorazioni di de Leon, nulla più.
Ciò che invece è vero è che il condottiero spagnolo era in realtà sulle tracce di un altro genere di fonte magica, ossia delle Acque di Bimini, che avrebbero dovuto teoricamente curare la sua impotenza sessuale. Un dettaglio poco consono a una sorta di eroe nazionale, e che quindi viene taciuto, o reinterpretato.
Urban Operations in the year 2020
Eccoci qui di nuovo a parlare di complottismo, visto che va sempre più di moda.
L’argomento di cui vi accenno oggi l’ho già utilizzato molti anni fa, a fini romanzeschi, per la stesura di un libro che forse qualcuno di voi ha letto, The Shift. Libro immaturo che oggi non scriverei più, per essere sinceri fino in fondo, ma che tuttavia diede libero sfogo a quello che per me è il cospirazionismo: una miniera di spunti narrativi.
Urban Operations in the year 2020 è il titolo di un rapporto stilato a inizio 2000 dall’organizzazione RTO, che si occupa di ricerche per la tecnologia della NATO. Parliamo di un passato al contempo vicinissimo e lontanissimo. Non c’era la crisi economica, non si parlava di Stati a rischio default, né di ondate di nuovi poveri nati nel cuore del ricco Occidente. Eppure qualcuno doveva aver fiutato l’aria del cambiamento, perché c’era chi studiava già delle soluzioni radicali, per esempio a come contenere le proteste di piazza in modo radicale.
E così, citando direttamente il noto sito disinformazione.it, ecco l’Urban Operations in the Years 2020.
Nature morte reversibili
I post artistici sono piuttosto rari, qui sul mio blog, ma ogni tanto qualcuno arriva.
Per esempio è capitato a suo tempo per Hieronymus Bosch, principale ispiratore del mio dittico Il Treno di Moebius e La Nave dei Folli (che trovate nella sezione ebook). Da quanto poi è nato il mio secondo Tumblr, Plutonia Lab, non sono mancate alcune gallery artistiche. Oggi, per la consueta rubrica del giovedì sui misteri, le stranezze (etc etc), colgo l’occasione per celebrare uno dei miei pittori preferiti, Giuseppe Arcimboldo.
Già in passato mi è capitato di utilizzare qualche sua opera per “adornare” un post, come per esempio questo, sulla primavera. Ho perfino rubato un suo quadro per utilizzarlo come copertina di un ebook, La Deviazione. Più recentemente, ossia nel nono capitolo della novel a puntate Tomato Moth, ho trasformato le creature di Arcimboldo in golem vegetali.
Credo che lo stile e i dipinti di Arcimboldo siano semplicemente irresistibili per chi, come me, si occupa di quel genere narrativo che viene definito “del fantastico”, o più semplicemente fantastico. Le sue opere più famose, le teste composte, richiamano infatti a creature misteriose, semidivinità pagane e boschive, appartenenti al passato ancestrale della nostra civiltà umana.
Britney Spears, l’arma di disinformazione del Presidente
Visto che avete tanto gradito l’articolo di settimana scorsa su Michael Jackson e sulla sua presunta profezia sull’Undici Settembre, sto preparando altri post a tema che credo manderanno in sollucchero chi, come me, ama le teorie del complotto, pur rimanendo fortemente scettico in merito alle medesime. Per dirla in altre parole le ritengo splendide favole moderne, e se magari nascondo qualche intrinseca verità (cosa non poi così impossibile) essa è talmente ben nascosta tra le bizzarrie costruite ad arte che nessuno la scoprirà mai.
Anche oggi rimaniamo nel fantastico mondo del pop d’oltreoceano. Premessa: io – a differenza di molti di voi, cari amici lettori – amo il pop. Quindi ciò che scrivo non nasce assolutamente dal desiderio di sminuire un genere musicale che, vi piaccia o meno, è quello di cui usufruisco principalmente.
Anyway, l’interrogativo del post di oggi è quantomeno curioso: Britney Spears era un agente al servizio dello staff di George W. Bush?
Quando Michael Jackson profetizzò l’Undici Settembre
Cospirazionismo: ne volete?
Ok, facciamo di sì. Oggi vi regalo una perla ancora poco nota nell’ambiente (in Italia credo che ne abbia parlato soltanto Adam Kadmon, il complottista mascherato di Mistero).
Sull‘Undici Settembre 2001 è stato detto di tutto, di troppo. Tralasciamo le mille teorie che parlano di un attentato organizzato dagli Illuminati in seno al governo statunitense, per permettere una nuova politica di controllo capillare della popolazione, e per giustificare le guerre nei paesi canaglia, ricchi di risorse. Concentriamoci invece su chi sostiene che gli attacchi alle Torri Gemelle fossero già programmati da anni, e che la data precisa (o9-11-01, per dirla all’inglese) era stata calcolata su precise congiunture astrali. Follia e delirio etc etc: lo so. Non venite quindi a ironizzare, perché sono il primo a farlo. Quella che vi espongo io è la storia di un racconto distopico. Prendetelo come tale, sarà più facile divertirvi.
Dunque, dicevamo… l’attacco alle Torri Gemelle e Michael Jackson. Partiamo da qui.
The Omen: la trilogia dell’Anticristo
La paura per l’imminente fine del mondo è in realtà atavica e antica quanto l’uomo stesso. Tradizioni, religioni e leggende tramandano profezie e parabole riguardanti la cessazione della civiltà così come noi la conosciamo. Di tanto in tanto tale catastrofe è attribuita a cause naturali – terremoti, diluvi, piogge di fuoco dal cielo (meteoriti?) – ma in molti casi troviamo una figura ben definita, mimetizzata nella pelle di un essere umano, a orchestrare lo spartito della fine del mondo. Dell’Apocalisse.
Questo araldo delle forze oscure esiste in diverse culture, basti pensare al Dajjāl islamico, ma è soprattutto l’Anticristo di tradizione abramitica a essere famoso in tutto il mondo. Questo anche per meriti altrui: il figlio di Satana ha infatti ispirato scrittori, poeti e registi, tanto che oramai compare in decine e decine di opere più o meno riuscite.
A noi interessa questo aspetto, non quello religioso, che magari riprenderemo un’altra volta.
Senz’altro una delle opere più celebri in materia e la saga The Omen, che ha inizio nel 1976, per opera del regista Richard Donner, e che si è perpetrata attraverso tre capitoli totali, un apocrifo e un remake datato 2006. Continua a leggere







