«Gli archeologi dell’Istituto di storia dell’Accademia delle scienze sociali della Repubblica Democratica Popolare di Corea hanno recentemente scoperto i resti di una tana del liocorno cavalcato da Re Tongmyong, fondatore di Koguryo, il primo impero feudale della Corea.»
L’annuncio è del 3 dicembre 2012, ed è uno di quelli destinati a mietere successo nei motori di ricerca e a diffondersi viralmente sui social network. In effetti è talmente bizzarro e poco credibile da sembrare una hoax, ma in realtà si tratta di una notizia ufficiale del regime nordcoreano.
Come al solito, ogni news che riguarda quel paese remoto viene presa con le pinze, perché spesso e volentieri arrivano delle bufale incredibili, complice la satira occidentale, che ha proprio nel regime di Kim-Jonh Un uno dei bersagli preferiti. Questa volta invece il comunicato stampa è stato confermato nel giro di poche ore dallo stesso direttore dell’Accademia delle scienze sociali, Jo Hui Sung. Ve lo cito così come l’ho trovato.
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I dinosauri nell’Iliade e nell’Odissea
Se non si fosse ancora capito, adoro tutto ciò che ha a vedere con la preistoria e coi dinosauri. La mia passione ha un duplice aspetto, quello scientifico e quello che sconfina ampiamente nella fantasia.
Ne deriva il largo consumo di film, soprattutto vecchi b-movie, con mostri preistorici e viaggi nel tempo. Sono stato anche uno dei giurati del concorso Deinos, organizzato da Minuetto Express che, come si intuisce, era incentrato proprio sui dinosauri. Il risultato di quell’esperienza lo potete trovare in forma di ebook gratuito al link che vi ho appena segnalato.
Va da sé che ogni tanto, qui su Plutonia, mi piace pubblicare qualche post a tema. Oggi vi riporto una chicca, ripresa da un articolo comparso sul Corriere della Sera del 19 marzo del 2000. Si tratta di una teoria curiosa e bizzarra, di cui avevo già sentito parlare su dei forum dedicati alla criptozoologia, ma che qui è riportata con abbondanza di dettagli.
Si parte da questa domanda: e se i mostri narrati nei poemi omerici fossero dei dinosauri sopravvissuti all’estinzione?
Il Bigfoot, dal 1800 a oggi
Nell’immaginario popolare europeo il Bigofoot è il simpatico uomo-bestia rappresentato in un film di successo degli anni ’80 (Bigfoot e i suoi amici, di William Dear), da cui derivò una fortunata sit-com, Harry e gli Henderson. La creatura proposta da Dear è assolutamente buona e pucciosa, tanto che la famiglia degli Henderson, dopo averla involontariamente investita, la adotta.
In realtà il Bigfoot ha una lunga tradizione alle spalle, molto più in chiaroscuro.
Questo ominide scimmiesco è il protagonista di una serie di avvistamenti ininterrotti, dal 1800 a oggi. Due sono gli Stati americani particolarmente interessati dal folklore riguardante il Bigfoot: l’Oregon e Washington.
Il primo a parlare fu un esploratore, nel lontano 1811. Costui riportò il ritrovamento di strane tracce sui monti nord-orientali degli States, grandi quanto quelle di un orso, ma di conformazione umanoide. In realtà, pur seguendole, non trovò né avvistò la creature che le aveva lasciate.
Trent’anni più tardi un predicatore protestante, Elkanah Walker, raccolse le testimonianze di alcuni pellerossa dello stato di Washington, i quali sostenevano di essere perseguitati da alcuni umanoidi pelosi che rubavano loro le scorte di cibo. Da quel momento in poi gli avvistamenti si moltiplicarono, e con essi anche le hoax, le false notizie riguardanti la cattura di esemplari di Bigfoot, tutte rivelatesi fasulle.
L’estinzione della tigre persiana
Tra le mie tante passioni non manca quella di studiare – per così dire – la storia di alcune specie animali estinte. Credo che si riallacci all’interesse che da sempre nutro per la criptozoologia.
La tigre persiana l’avevo già citata sul vecchio blog ma, a distanza di quasi due anni, voglio dedicarla un post tutto suo. Perché lo merita e perché era una belva eccezionale, di cui ora conserviamo qualche pagina sui libri di zoologia e dei reperti nei musei di storia naturale. Un peccato, una disgrazia… ma non di certo involontaria.
La tigre del Caspio o tigre persiana (Panthera tigris virgata) è un grande felino attualmente estinto. In origine, era diffusa in Anatolia, Caucaso, Kurdistan, Iran, Afghanistan e in gran parte dell’Asia Centrale fino alla Mongolia. Questa sottospecie era tra tutte quella diffusa più ad occidente ed era inoltre una delle più grandi, rivaleggiando per imponenza con la tigre siberiana. Si ritiene che si sia estinta negli anni ’80, anche se alcuni avvistamenti, uniti a impronte, ruggiti e feci di tigre, si susseguono tuttora.
Di tutte le tigri conosciute al mondo, la tigre del Caspio era la terza più grande. Il corpo di questa sottospecie era abbastanza tarchiato e prolungato con zampe larghe e grandi e gli artigli insolitamente lunghi. Le orecchie erano corte e piccole ed hanno dato l’apparenza di essere senza peli sulle punte. Intorno alle guance la tigre del Caspio era molto pelosa ed il resto della relativa pelliccia era lungo ed a strati. La colorazione assomigliava a quella della tigre del Bengala.
Draghi, mostri, dinosauri e oceani… in Lombardia
Vi siete mai fermati a pensare come appariva la nostra bella Lombardia nel lontano passato? Oggigiorno siamo fin troppo abituati alla Milano da bere, ai turisti chiassosi che affollano i laghi, alle comitive che se ne vanno a spasso per rifugi alpini chiacchierando al cellulare. Difficile quindi immaginare che in un’epoca lontanissima questa regione era occupata da un bacino lacustre talmente grande che qualcuno oggi lo definisce “il mare di Milano”.
In realtà si trattava di un lago a cavallo tra l’alta e la bassa Pianura Padana, probabile eredità del Cretaceo. La sua estensione è ancora in discussione tra gli esperti, ma doveva comprendere una vasta zona che andava da Brembate a Lodi, tangendo Crema lungo la sua costa orientale. Al centro del bacino d’acqua dolce c’erano anche diverse isolette, tra cui Fulcheria, spesso citata nelle cronache antiche e ora scomparsa del tutto.
Questo lago ha anche un nome: Gerundo, termine che deriverebbe dal dialettare “ghiaia”, o “sasso”. Ciò che rimane di esso è oramai ben poco: qualche cava, un terreno molto fertile, ma null’altro. Eppure il Gerundo un tempo doveva essere ricco di fauna acquatica particolare, visto le numerose strane bestie che venivano spesso avvistate dalle popolazioni locali nel Medioevo. Bestie che diedero vita a numerose leggende locali su draghi e mostri che infestavano villaggi e anfratti.
Felini spettrali
Il post di oggi va a catalogarsi nella sezione “misteri”, ma in realtà siamo molto più vicini alle fantasie di certi racconti fantahorror. Va da sé che con questa premessa vi invito a prendere le informazioni che seguiranno con le molle. Anzi, consideratela vera e propria fiction, con un attinenza al reale prossima allo zero.
Di cosa parliamo? Di grandi felini che appaiono e scompaiono in zone molto lontane dal loro habitat naturale. I criptozoologi parlano di “felini spettrali”. Le teorie riguardanti questo fenomeno sono tutte molto… folkloristiche.
Partiamo però da un po’ di dati statistici. Per esempio quelli che riguardano molteplici avvistamenti di pantere, tigri, giaguari e leopardi ben lontani dalle regioni in cui vivono abitualmente. Tra Francia, Germania, Regno Unito e Nord America ci sono migliaia di segnalazioni riguardanti episodi di questo genere. Nella sola Inghilterra abbiamo oltre 100 avvistamenti classificati, dal 1970 a oggi.
Anche in Italia ogni tanto si registra qualche fenomeno di questo tipo. Capita che anche i telegiornali ne diano notizia; magari vi è capitato di ascoltarle, di tanto in tanto. Spesso e volentieri gli avvistamenti di tigri e pantere vengono imputati a bestie fuggite da qualche zoo o da ricchi idioti che hanno contrabbandato queste belve di frodo.
Nel 99% dei casi sono spiegazioni più che sacrosante e plausibili. Nel rimanente 1% dei casi questi grandi felini non vengono mai trovati. Al massimo lasciano dietro di sé qualche fotografia sgranata scattata da fortunati passanti e delle carcasse di piccoli animali mangiati nel loro vagabondare.
Allucinazioni estive? Probabile. Ma c’è anche chi dà una spiegazione decisamente più weird.
Accenni di criptobotanica
Oramai tutti sapete cosa si intende con la parola criptozoologia. Trasmissioni più o meno serie come Voyager e Mistero (su quest’ultima… vabbé) hanno contribuito a illuminare le menti fino a pochi anni ignare di tutti questo campo di studi.
Oltre la criptozoologia c’è però un’altra pseudoscienza gemella, che rimane ancora oggi poco conosciuta e ancor meno citata in televisione: la criptobotanica. Facile intuire di cosa si tratta, ossia dello studio di forme di vita vegetali considerate sconosciute, estinte o addirittura non esistenti.
Proprio come accade per la disciplina gemella, i criptobotanici si ritengono in tutto e per tutto scienziati, mentre fuori dal loro contesto difficilmente vengono reputati tali, anche se i distinguo sono tanti e distribuiti su un’ampia scala di valori.
I “vangeli” della criptobotanica sono prima di tutto alcuni resoconti di esploratori e viaggiatori dal tardo medioevo in poi, anche se alcuni ricercatori di questo ramo riescono a pescare dei riferimenti “scientifici” anche nella rielaborazione di leggende e miti del passato più remoto.
Mangiatori di uomini!
Vi ripropongo un articolo pescato dall’archivio del vecchio blog. E’ un argomento, quello delle leggende sul mondo animale, legate o lontane parenti della criptozoologia, su cui mi piacerebbe tornare in futuro, se interessa. Intanto riportiamo a galla questa storia sempre affascinante…
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Occupiamoci oggi dei cosiddetti “mangiatori di uomini” (animali che nella loro dieta contemplano anche la carne umana), e in particolare dei felini.
Ci sono opinioni divergenti tra gli zoologi a riguardo di questa possibilità, perciò inserisco l’articolo nella categoria protoscienza. Comunque sia si ricordano alcuni casi eclatanti e storicamente validi che confermano che i grandi felini possono diventare, se minacciati dall’ingombrante presenza umana, dei nemici implacabili e pericolosissimi. Partendo dai due leoni dello Tsavo, così feroci e letali da essere considerati a lungo degli spiriti vendicativi e immortali.







