I dinosauri sono estinti da quello che gli scienziati definirebbero “un botto di tempo”. L’amico Davide lo confermerà con tanto di citazioni e dati precisi.
A sentire alcuni creazionisti non sarebbero nemmeno mai esistiti. Parere folle, se mi consentite un commento personale. Per la serie: quando il buon senso fa a botte col bigottismo religioso.
Per contro c’è chi, di tanto in tanto, ne avvista a tutt’oggi qualche esemplare. Follia? Manie di protagonismo? Fraintendimenti di varia natura? Probabilmente la risposta è sì a tutte e tre le domande. Tuttavia ci sono alcuni casi che hanno fatto storia nella criptozoologia. Segnalazioni ripetute e suffragate da foto (però sempre sbiadite e a malapena distinguibili). Mostri o dinosauri che spesso, come a Loch Ness, hanno fatto la fortuna delle comunità locali, grazie a un aumento esponenziale del turismo.
Del resto pare che – e di nuovo chiamo l’esperto astigiano a supporto – solo una percentuale molto bassa di dinosauri sia stata identificata e studiata. Di molte altre specie non ci sono più tracce, oppure ce ne sono di molto frammentarie. Già in passato, a quanto pare, alcuni paleontologi hanno frainteso la catalogazione dei resti di alcuni dinosauri, attribuendoli a diverse specie, mentre in realtà appartenevano agli stessi animali ma in stadi differenti della crescita.
Cito tutto ciò nel tentativo di dare una lettura razionale ai tanti avvistamenti di “dinosauri viventi”, strani mostri e draghi. Rimanendo più che dubbioso in materia, mi piace come sempre affrontare l’argomento dal punto di vista squisitamente narrativo.
Vediamo oggi i casi più eclatanti, su cui, piaccia o meno, il mistero ancora resiste alle bordate della razionalità.
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