Le ospiti di Plutonia: Oona Chaplin

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Per completare la due giorni dedicata a Game of Thrones, ho deciso che la mia ospite di oggi sarà una delle attrici non citate nell’articolo di ieri, ma che comunque ha attirato la mia attenzione (soprattutto per l’espressività dimostrata nell’episodio 3×07).
Sto parlando di Oona Chaplin (classe 1986, spagnola), interprete di Talisa Maegyr, promessa sposa di Robb Stark, il Re del Nord. A dire il vero Talisa è uno dei pochissimi personaggi introdotti ex novo per la versione televisiva delle Cronache.
Nei libri di Martin la bella fanciulla che fa perdere la testa a Robb in realtà si chiama Jeyne Westerling, membro di una casata nobiliare minore delle Terre dell’Ovest. Talisa è quindi un elemento nuovo di zecca, pensato per il solo GoT.
La sua interprete, la bella Oona, è nientemeno che la nipote del grande Charlie Chaplin e la figlia di Geraldine Chaplin. Come si suol dire ha la recitazione nel sangue (e nel destino).
La potete anche seguire sul suo profilo ufficiale di Twitter. Pare molto simpatica, non a caso dichiara di “amare ridere e vedere la gente che ride”.
Vi lascio con un po’ di belle foto.
Buona domenica.

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Le ospiti di Plutonia: Dido

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Dido, nome con cui è nota Dido Florian Cloud De Bounevialle O’Malley Armstrong, nata il giorno di Natale del 1971, a Londra.
Dido è una delle mie cantanti preferite. Lo è sempre stata, fin dal suo esordio e dalle prime hit, tra cui quella Thank You, che per qualche mese è stata la suoneria di un mio vecchio cellulare.
Come superflua nota personale vi rivelo che Dido è anche una di quelle cantanti che mi fa compagnia quando scrivo. La sua musica, a metà tra il pop d’autore, l’elettronica d’atmosfera e il malinconico non compiaciuto, è perfetta per le mie corde emotive.
Dei suoi dischi non si può fare a meno di celebrare la grande cura riservata agli arrangiamenti, anche grazie alla collaborazione con suo fratello Rollo, già leader dei Faithless, nonché grande musicista.
Inutile (o forse no) aggiungere che Dido è apprezzabile anche nel suo essere elegante e riservata, bella ma non appariscente.
Dopo la morte del padre molti la davano in crisi, infatti ci ha fatto aspettare anni prima di tornare sul mercato. L’ha fatto recentemente con Girl who got away, titolo deliziosamente ironico, ma soprattutto disco più solare dei precedenti, e decisamente godibile.
La potete seguire sul suo sito ufficiale, in cui trovate anche tutti i suoi riferimenti social.
Bentornata Dido!

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Le ospiti di Plutonia: Sarah Felberbaum

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Sarah Felberbaum è una delle celebrità (brutto termine, ok, urge sinonimo) che seguo da più tempo.
L’apprezzavo quando era una VJ per conto di MTV – quando ancora questa emittente era una bella, piccola realtà italiana – l’ho apprezzata in alcuni film, e l’ho poi conosciuta anche come scrittrice.
Nata a Londra nel 1980 da madre britannica e da padre newyorchese, tuttavia italianissima, un passato da modella, un presente da attrice e forse un futuro ancora da scrittrice.
Bellezza elegante e al contempo “carnale”, Sarah è una ragazza che sa farsi apprezzare anche per il suo essere non sovraesposta al gossip, nonostante il suo recente fidanzamento con Daniele De Rossi, e la sua carriera in costante ascesa.
Conosciuta tempo fa via mail, proprio per merito del suo primo romanzo, posso testimoniarvi il suo carattere gentile ed educato, uno disponibilità fuori dal comune e un bel modo di esprimersi e di comunicare.
Di questi tempi vi pare poco? Direi di no.
- Sciocca nota personale: ho scelto Sarah come volto di uno dei personaggi della mia game novel, Tomato Moth, come testimonia la copertina del capitolo sei.
E ora, foto!

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Le ospiti di Plutonia: Valentina Cervi

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Valentina Cervi è una di quelle attrici che hanno il cinema nel sangue, complice l’essere figlia del regista Tonino Cervi, e nipote dell’attore Gino Cervi.
Romana, classe 1976 (ha un anno meno di me, ma poco importa), debutta sul piccolo schermo nel 1986, e al cinema nel 1988 con la commedia Mignon è partita, di Francesca Archibugi. Da lì in poi recita in una marea di film, vincendo diversi premi, riconoscimenti e nomination ai Nastri d’Argento. Il punto è, come ho già affermato altre volte su questo blog, è che il cinema italiano non offre nessuna varietà di ruoli (specialmente femminili). Si va dalla commedia per i finto-trentenni al dramma pseudopsicologico, magari d’autore.
Non c’è null’altro.
E allora la grande occasione per Valentina Cervi si manifesta all’estero, negli States, dove viene chiamata per partecipare al serial di successo True Blood, nel ruolo della vampira Salome Agrippa. La Cervi raccoglie consensi e fans, dimostrando ancora una volta che altrove ci sono altri entusiasmi, e un rispetto totale e spontaneo dei cosiddetti prodotti popolari, o di genere.
Non ha un profilo Twitter, ma la potete trovare sulla sua pagina Facebook ufficiale.

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Le ospiti di Plutonia: Anna Valle

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Anna Valle, classe 1975 (come il sottoscritto), metà romana, metà siciliana, di Lentini. Bellezza mediterranea, ma al contempo anomala. Ossia, come piace a me.
Infatti è l’ultima Miss Italia per cui mi son preso una specie di cotta virtuale. L’ultima che, a parer mio, si è meritata in pieno il titolo, non per meriti limitati alla sola estetica da copertina*.
La sua avventura nel mondo dello spettacolo ha appunto inizio sul palco del più famoso concorso di bellezza italiana, nel 1995. L’elezione a Miss Italia le apre molte strade, ma Anna sceglie quella dell’attrice. Studia recitazione (proseguendo un percorso già iniziato da ragazzina, quando al liceo partecipava ai laboratori teatrali su Aristofane) e inizia una lunga serie di partecipazioni a film e fiction televisive.
In questa sede ne cito uno soltanto, una miniserie di fantascienza tedesca, Aeon – Countdown im All, ovviamente inedita per il mercato italiano. Altrettanto ovviamente, sulla carriera di Anna qualcuno commenta col solito cinismo tutto italiano (“non sa recitare!“); tuttavia scommetto quel che volete che questi fini critici cinematografici non si sono mai nemmeno sforzati di vederla in TV per cinque minuti interi.
Anyway, questo è il suo sito ufficiale (non molto aggiornato, ahimé). Segue la consueta gallery fotografica.

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L’umiltà se la tengano i perdenti

Maria Sharapova compleanno

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Il 19 aprile del 1987 nasceva in quel di Njagan, ridente cittadina della Siberia (allora facente parte dell’Unione Sovietica) Maria Sharapova, campionessa di tennis, icona dello sport, sex symbol, atleta femminile più pagata al mondo (26 milioni di dollari annuali, sommando gli introiti sportivi a quelli pubblicitari).
Qualche mese fa Maria è diventata una delle muse per eccellenza di Plutonia Experiment, grazie anche al fatto che presta volto e fisico a Sibir, una delle supereroine di 2MM, di cui potete trovare le avventure in formato ebook, nell’apposita sezione del blog.
Devo ammettere che allora conoscevo poco di lei. Da quel momento ho iniziato a seguirla, sia sul campo (e sono riuscita anche a vederla dal vivo, grazie a un azzeccatissimo regalo di compleanno) che nelle vicissitudini che la coinvolgono a livello mediatico.
Cos’ho dunque scoperto su di lei?

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Le ospiti di Plutonia: Malika Ayane

Malika 0

Questa domenica Plutonia Experiment torna a parlare di musica al femminile.
La mia ospite è infatti Malika Ayane, una delle mie cantanti italiane (e non solo) preferite. L’unica, o quasi, di cui riesco ad ascoltare un disco dall’inizio alla fine senza sentire il bisogno di cambiare, di intervallare con altro. Se vi sembra un dettaglio piccolo vi assicuro che non lo è, non in questa contemporaneità frenetica in cui il livello d’attenzione medio si è abbassato moltissimo.
La storia di Malika è stata oramai citata mille e mille volte, perciò ripeterò l’essenziale. Nata a Milano il 31 gennaio del 1984, da mamma italiana e papà marocchino, ha alle spalle una lunga ed eterogenea gavetta, tra il coro de La Scala, spesso con interpretazioni da solista, e i primi esperimenti in ambito blues e jazz. Dopo aver lavorato per anni nel sottobosco musicale milanese, Malika ha l’occasione di una vita grazie alla Sugar Music di Caterina Caselli, che nota il suo talento e le fa firmare il primo contratto discografico. Il resto, come si suol dire, è storia: dischi di platino, record di vendite, ampi consensi da parte di critica e pubblico.
Tre dischi all’attivo, una continua ricerca del raffinato sia nei testi che nelle melodie, Malika ha una presenza scenica teatrale ma elegante, e una voce calda e sensuale, che ipnotizza e ferma il tempo, concentrando la mente sull’ascolto e al contempo lasciandola vagare in qualcosa di indefinito e bello. Un’emozione, forse. Magia? Anche.
Tra le sue canzoni che preferisco cito, in ordine sparso: Niente, Come foglie e Controvento. Ma l’elenco di pezzi notevoli è in realtà assai più lungo. Trovate buona parte dei suoi brani sul canale YouTube ufficiale di Malika. Per tutti i contatti social fate invece un giro sul suo sito.
Tra l’altro è anche appena ripartito il suo tour, Ricreazione. Vedi mai che se capita da queste parti…

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Le ospiti di Plutonia: Valentina Lodovini

valentina lodovini

Valentina Lodovini è una delle attrici italiane che apprezzo di più, specialmente tra quelle che la critica definisce “di nuova generazione”.
In realtà la Lodovini ha già nove anni di carriera alle spalle, che non sono proprio pochi, anche se si è imposta al grande pubblico relativamente di recente, grazie a film quali Generazione mille euro, Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.
Umbra di Umbertide, classe 1978, proveniente dalla sempre più trascurata gavetta, Valentina ha seguito diversi corsi di cinema, ritagliandosi man mano dei ruoli sempre più importanti, fino al grande palcoscenico dei tre film già citati, tutti ricchi di gloria al botteghino.
Bellezza mediterranea, ma non stereotipata, bel sorriso, sensualità che esprime con la recitazione, col corpo, con lo sguardo. La attendiamo in qualche ruolo da protagonista assoluta. Magari fuori dall’Italia, il che le darebbe modo di spaziare in altri generi (sebbene le commedie a cui a partecipato sia, globalmente, piuttosto godibili).
Eccovi la consueta rassegna fotografica, tra cui alcuni scatti facenti parte di un photoshoot pubblicato su Maxim.

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