Come dicevamo tempo fa in un altro articolo, ci sono personaggi che entrano nei libri di storia per episodi di un certo squallore umano, nemmeno sufficientemente notevole da iscriverli d’ufficio alla categoria dei “veri cattivi”.
Fiorenzo Bava Beccaris è certamente uno di essi.
Appartenente a un’antica e nobile famiglia piemontese, il suo destino fu segnato fin dall’adolescenza, quando venne iscritto all’Accademia Militare di Torino. Quella del soldato divenne la sua professione, la carriera da ufficiale era invece garantita dal blasone del suo casato.
Partecipò alla Guerra di Crimea e alla Seconda e Terza Guerra d’Indipendenza italiana, ottenendo anche il Cavalierato all’Ordine Militare dei Savoia.
In seguito fu nominato generale d’artiglieria, comandante di due corpi d’armata e membro del Ministero della Guerra. Ma il suo nome spicca, con disonore, grazie a quanto fece durante i disordini milanesi ricordati come “la Protesta dello stomaco”, nel 1898.
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World War Z – Poster Art
Gallery artistica del venerdì pomeriggio dedicata a World War Z, un film di imminente uscita, su cui nutro diverse perplessità.
Ma per oggi lasciamo perdere analisi, previsioni e polemiche (ci torneremo presto) e concentriamoci solo sul lato concept art.
Che, devo ammetterlo, ci sta regalando alcune cose interessanti. La migliore è questa gallery di poster personalizzati, che raffigurano ben dieci diverse metropoli distrutte dall’apocalisse zombie di cui parla il film (e prima di lui il romanzo da cui è tratto).
Per l’Italia c’è Roma. Seguono Berlino, Città del Messico, Mosca, Barcellona etc etc.
Cliccate per ingrandire.
Buona visione.
L’arte di Hawkeye
La blogosfera fumettara di tutto il mondo occidentale ne sta parlando, e in effetti un motivo c’è.
L’Hawkeye disegnato dallo spagnolo David Aja è un maledettissimo, piccolo capolavoro. Non tanto per la storia, che comunque è piacevole, frizzante, divertente (sì, c’è qualcuno secondo cui il divertimento è ancora una cosa positiva, miei cari radical chic), quanto proprio per i disegni.
Aja ha trasformato un personaggio secondario – per quanto amato dal fandom – in una piccola/grande icona di fottuttissimo stile.
Stile in ogni vignetta, in ogni posa, stile nelle cover minimaliste ma sotto sotto ricercatissime.
Ed è proprio una gallery di cover che vi regalo questo pomeriggio.
Perché vale proprio la pena di vederle.
Fan Art poster
Non mi piacciono le fanfiction di nessun tipo. Quando va bene le sopporto mugugnando, ma la maggior parte delle volte mi fanno proprio storcere il naso. Limite mio, si capisce.
Al contrario apprezzo molto le fan art, termine con cui si identificano tutte le illustrazioni, i poster, i banner, le locandine e le immagini in cui si reinterpretano film, romanzi e fumetti. Nel migliore dei casi, quando si ha a che fare con brillanti creativi, le fan art si spingono a immaginare opere non ancora esistenti.
Sono anche convinto del fatto che le case di produzione siano in realtà molto ricettive, e che tengano conto degli umori dei veri fan. I vari film sugli Avengers, per esempio, nascono sull’onda lunga di anni di attesa e di “finti poster” nati su forum e gruppi di discussione. L’interesse per il prodotto c’era, ed era palpabile, crescente.
Oggi vi propongo dunque un semplice post grafico con qualche chicca su questa falsariga. Spero che l’idea vi piaccia.
Altri lavori di fan art li posto regolarmente sulla pagina Facebook ufficiale di Plutonia Experiment.
Ray Harryhausen: grazie di tutto Maestro
La notizia mi è arrivata ora, e mi sembra giusto dedicargli subito questo piccolo ma sentito post.
Ray Harryhausen (nato a Los Angeles nel 1920) ci ha lasciati oggi in quel di Londra. La sua è stata una vita ricca di soddisfazioni, di creatività e di strabilianti successi. Il mondo intero lo conosce come colui che ha rivoluzionato gli effetti speciali hollywoodiani, introducendo dei mostri straordinariamente evocativi in almeno una ventina di film che sono oramai dei capisaldi del genere fantastico.
Con il perfezionamento del live action e della tecnica dell’animazione a passo uno, Harryhausen ha dato vita a un universo che fino ad allora era più immaginato che non visto. Gli appassionati di fantastico di tutto il mondo gli saranno infinitamente grati, per sempre.
Tra le sue più memorabili creazioni ricordiamo il polpo gigante de Il mostro dei mari (1955), gli UFO de La terra contro i dischi volanti (1956), il mostro gigante di A 30 milioni di Km. dalla Terra (1957), le creature del mito di Giasone e gli Argonauti (1963), quelle di Il viaggio fantastico di Sinbad (1974), e tutte quelle del film cult Scontro di Titani (1981).
Vi lascio con una piccola gallery che vuole essere un piccolo tributo al suo eccelso lavoro.
Buon viaggio Ray!
I tempi delle Hooverville
Ci sono personaggi che vengono citati nei libri di storia per grandi meriti politici, sociali, scientifici o economici. Altri vi entrano per le terribili atrocità commesse, o perché i vincitori li trasformano in spauracchi con cui spaventare le generazioni future. Altri ancora diventano famosi per ragioni alquanto ridicole o miserabili, spesso eccessivamente ingenerose verso i diretti interessati.
Di questa categoria fa parte senz’altro il 31° Presidente degli Stati Uniti, Herbert Hoover, in carica dal 1929 al 1933. Fu il presidente della Grande Depressione, ma non solo: una larga fetta di opinione pubblica lo incolpava direttamente di aver peggiorato la crisi con interventi liberisti piuttosto blandi, del tutto inefficaci ad arginare il tracollo finanziario del paese.
Gli anni della Presidenza Hoover portarono centinaia di migliaia di cittadini statunitensi ben oltre la soglia della povertà. I senzatetto divennero tantissimi, tanto che molti di loro si organizzarono spontaneamente in grandi baraccopoli spontanee: le Hooverville.
Spelljammer, un viaggio nel flogisto
Qualche tempo fa ho analizzato uno dei migliori boxed set di Advanced Dungeons & Dragons (seconda edizione), Ravenloft.
Oggi vi parlo di un progetto parallelo, molto meno riuscito, eppure potenzialmente ancora più affascinante. Mi riferisco a Spelljammer, setting datato 1989, che fonde il fantasy classico targato AD&D con la fantascienza rétro. Senza dimenticare qualche afflato che oggi chiameremmo steampunk, ma che all’epoca non aveva una definizione così ben identificabile.
Spelljammer tende a unire tutti i mondi esistenti nel contesto di AD&D, mettendoli in contatto tra loro attraverso il viaggio spaziale. Un concetto, quello dell’unificazione dell’universo di questo gioco di ruolo, che verrà ripreso qualche anno più tardi, con stile e grazia ben superiori, dal boxed set Planescape.
In Spelljammer viene introdotto un concetto semplice, ma gustoso: tutti i mondi (pianeti) sono rinchiusi in invisibili sfere di cristallo. Tra di esse c’è il cosmo, che non è però vuoto, bensì riempito dal flogisto. Questi non è altro che un concetto alchemico, dato per desueto già nel 1700, che dava un’intepretazione piuttosto “esotica” sul concetto di combustione e di calcinazione.
Bene, in questa ambientazione esistono navi stellari, solitamente costruite nella forma di vecchi galeoni, dotati di speciali timoni che permettono di loro di volare, di attraversare il flogisto, e di solcare lo spazio stellare.
Idea curiosa e stuzzicante. Peccato averla sprecata in malomodo.
Città immaginarie, ma famosissime (1)
Post leggero, ma spero gradevole.
Dovete sapere che io ho questa strana passione, di approfondire degli aspetti collaterali di film e romanzi. Per meglio dire: adoro i dettagli. Per questo mi piace tanto scrivere scenari come il Survival Blog e Due Minuti a Mezzanotte: il world building è estremamente affascinante, per il sottoscritto.
Ed è così che ogni tanto mi trovo a girare su Wikipedia, cercando argomenti improbabili, come per esempio la biografia di Ivan Drago, le specifiche tecniche dell’armatura di Iron Man, le schede dei personaggi dei videogiochi, ed altre amenità. A che pro? direte voi. Chi lo sa. Vecchio retaggio da dungeon master, immagino.
L’articolo di oggi si concentra su un filone in realtà molto amanto, in questo strano campo di studi. Vi presento infatti alcune città immaginarie tratte da famosi fumetti. Luoghi inesistenti, eppure noti in tutto il mondo. Se il post vi piace, ne dedicherò un secondo alle città immaginarie inserite in contesti libreschi, e poi magari un terzo su quelle presenti in alcuni videogiochi.
Ecco dunque alcune (non certo tutte!) famose città immaginarie, nate grazie ai comics.







