Le donne di Plutonia: Joss Stone

Torno a ospitare una cantante su queste mie pagine.
Personalmente le adoro, trovo perfetto il connubio tra bella voce, musica e fascino femminile. In un’altra epoca sarei andato in cerca delle Sirene, probabilmente.
La fanciulla di cui vi parlo oggi è Joss Stone, inglese di Dover, classe 1987. Cantautrice giovane, ma con una carriera già ricca di successi e soddisfazioni.
Voce ricca e profonda, quasi nera. Voce da soul. Vederla e sentirla cantare è una delizia.
Nel 2003 pubblica The soul session, che la presenta al meglio al grande pubblico. E’ subito amore: vende quattro milioni di copie e fa un tour che la porta in giro per tutto il mondo.
All’album d’esordio seguono Mind, Body and Soul (2005), Introducing Joss Stone (2007), Colour me free (2009), LP1 (2011), primo album con un’etichetta indipendente. Riscuotono tutti ottimi riscontri di pubblico e critica.
Tra le curiosità vale la pena ricordare che Joss è vegetariana, nonché testimonial della PETA. E’ anche una delle celebrità mondiali più amate dai feticisti dei piedi.
Lo scorso anno è stata protagonista di un brutto episodio di cronaca: la polizia inglese ha arrestato degli invasati che progettavano un piano per ucciderla. Per fortuna non sono arrivati a tanto.
Foto!

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Giochi mitici dei mitici ’80 (parte seconda)

Continuiamo l’amarcord adolescenziale iniziato con questo post (andatevelo a rileggere se vi serve tutto il cappello introduttivo e bla bla bla) citando cinque videogiochi da bar che fanno parte del mio DNA, del mio passato, della mia storia.
Premessa: chi è nato come me più o meno a metà degli anni ’70 ricorderà un’epoca gloriosa in cui i personal computer se li potevano permettere solo i compagni di classe ricchi. Gli altri, tipo quelli come me, inforcavano la bicicletta e si fiondavano nei bar del paese, dove le macchinette coin-up facevano da monoliti, circondati da tavolate di vecchi avvinazzati che ci guardavano come se fossimo alieni. E forse lo eravamo un po’ per davvero. Ma Dio, quanto era bello!
Io i bar del mio paese li ho foraggiati per anni con le monetine da 200 lire prima, con quelle da 500 lire poi. Di giochi che mi han fatto compagnia ce ne sono stati tantissimi, uno più bello dell’altro. Rivederli ora con un simulatore scaricato sul portatile è una cosa triste e poco utile. Finita la magia, rimane solo l’effetto nostalgia.
Non potendo citarvi tutti i titoli che amo, vi elenco i cinque che in assoluto rappresentano qualcosa di speciale per me. Niente videogames da computer però: solo titoli da bar e da sale giochi.

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I fuochi di Valyria (d George R.R. Martin)

 

Sinossi

Nella sanguinaria epopea della guerra dei Cinque re, Stannis Baratheon è impegnato in un’estenuante marcia nel gelo contro il traditore lord Bolton, mentre un inquietante vuoto di potere circonda il Trono di Spade a causa della prigionia di Cersei Lannister, ancora presa negli artigli di un risorto fanatismo religioso. Mai prima d’ora il continente occidentale è stato tanto duramente devastato e mortalmente indebolito, così da diventare facile terra di conquista da parte di nemici vicini e lontani. Nelle Isole di Ferro, il sinistro Euron Occhio di Corvo si prepara a lanciare una nuova invasione dal mare, mentre a Dorne, la marca più meridionale del reame, un principe solo all’apparenza in declino ordisce una cospirazione volta a un nuovo, imprevedibile ritorno dell’antica dinastia. Oltre il Mare Stretto, Daenerys Targaryen, orgogliosa e coraggiosa regina dei draghi, si piega a un subdolo matrimonio di convenienza nel nome di una pace incerta, senza con questo rinunciare al suo sogno di tornare sul trono che fu di Aegon il Conquistatore. Finito suo malgrado nelle mani lorde di sangue degli schiavisti di Yunkai, città nemica giurata di Daenerys, l’indistruttibile nano Tyrion Lannister è costretto a giocare il tutto per tutto per sopravvivere a un assedio disastroso. Nel frattempo, all’ombra della titanica Barriera di ghiaccio nell’estremo Nord del reame, il giovane Jon Snow, coraggioso lord comandante dei Guardiani della notte, concepisce una temeraria strategia…

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Teleforce

Teleforce è il nome della misteriosa energia che ha trasformato 160 persone ordinarie in sovraumani dotati di poteri incredibili. Sono i Super, protagonisti della round robin Due minuti a mezzanotte.
Visto che nella mia/nostra storia questi esperimenti sono stati eseguiti nel 1973, ispirandosi ad alcune occulte ricerche del geniale Nikola Tesla, ho scelto di utilizzare il termine Teleforce per identificare la misteriosa energia portatrice di poteri ultranaturali. Quello che forse non tutti sanno è che la Teleforce fu davvero uno dei campi di studio di Tesla, anche se con questa parola non si identificava tanto un’energia, quanto una vera e propria arma. Accantonando per un momento la roun robin è della “vera” Teleforce che voglio parlarvi oggi.

Di questa ricerca ne parlò per la prima volta il New York Times il 10 luglio del 1934. Si ipotizzava appunto un’arma a particelle, il cui nome, Teleforce (forza a distanza) si riferiva a un dispositivo basato su un generatore di Van de Graaff modificato con un tubo sotto vuoto.
La notizia suscitò un certo scalpore, tanto che pochi mesi più tardi Tesla si sentì in dovere di precisare gli scopi di questa sua ricerca in una pubblica lettera. Leggi l’articolo completo

Questo post ha viaggiato nel tempo

Mastermind Excello, un eroe degli anni ’40 dalla mente geniale.

Questo post è un esperimento di viaggio nel tempo.
Vediamo se funziona. L’ho scritto il giorno 5 aprile 2012 alle ore 16.15, programmando però la sua pubblicazione per oggi, 9 maggio 2012, ore 7.15
Al momento in cui lo stavo stilando mancava una manciata di giorni all’esordio della mia round robin, Due minuti a mezzanotte. Ora invece dovremmo già essere al quinto capitolo pubblicato. Non proprio quel che si dice “un progetto ben avviato”, ma nemmeno più un punto di domanda piazzato a casaccio su un blog aperto per l’occasione.
Cinque capitoli e molti altri che arriveranno. Ma qual è l’umore dei partecipanti? E quello dei lettori? Tuttavia non sono così egoriferito da dedicare un post a un progetto che magari molti non stanno seguendo. Quindi la domanda di base è un’altra: iniziative del genere hanno un perché? Arricchiscono i partecipanti e gli spettatori?

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È che poi al destino non puoi mica dare sempre del tu (di Alessandro Apreda)

È che poi al destino non puoi mica dare sempre del tu
di Alessandro Apreda
eBook autoprodotto
190 pagine, sette racconti, download con contributo libero
Link

Alessandro Apreda è altresì noto come il Dottor Manhattan, proprietario di quel magnifico angolo della blogosfera che è L’Antro Atomico.
Alessandro si occupa di tutto ciò che rende questo nostro piccolo mondo fangoso migliore: fumetti, film di genere, videogiochi, amarcord degli anni ’80 e ’90. Il suo blog è una miniera di pietre preziose, quindi andate là, se ancora non lo avete fatto, e scavate.
Detto ciò, veniamo al dunque.  È che poi al destino non puoi mica dare sempre del tu è un ebook autoprodotto che rispecchia queste passioni, variando dalla fantascienza al grottesco, dal quasi-supereroistico al citazionismo estremo (ve l’ho già detto che in un racconto c’è il sosia di Lino Banfi?). Insomma, uno spasso.

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Fast and Fabulous: Bullet of love (ebook gratuito)

Fast and Fabulous: Bullet of love
di Alessandro Girola
Racconto autoconclusivo legato allo scenario di Due minuti a mezzanotte
Formato ePub e Mobi – 41 pagine in A5 più appendice -
Impaginato da EbookAndBook
Copertina e character design: Giordano Efrodini
Link per il download diretto (versione ePub)
Link per il download diretto (versione Mobi)

Sinossi

Non tutti gli eroi mascherati sono dei veri Super. Da quando la Teleforce ha creato i 160 “sovraumani” dotati di eccezionali poteri, molte persone comuni non fanno che sognare di imitarli, sperando diventare leggende come loro.
Questo è il caso di Brent Brennan, affascinante industriale newyorchese che ha costruito una serie di exosuit grazie a cui combatte la piccola criminalità locale nei panni del Brooklyn Bullet.
Ma cosa può succedere ora che una delle sue exosuit – la più pericolosa e letale – è stata rubata?
Libby, l’affascinante Super del gruppo START, viene mandata in aiuto di Brennan, che però sembra avere in mente soprattutto un piano per sedurla, incurante della gelosia del suo fidanzato storico, American Dream, l’eroe in costume più potente del mondo.

Presentazione

Alla fine è successo: ho scritto una storia d’amore.
Una storia d’amore tra supereroi (o wannabe superheroes), ma comunque siamo da quelle parti lì. E volete sapere una cosa? Mi sono divertito tantissimo a farlo. Molto, molto al di là di ogni mia immaginazione.
Spero che tutto questo spasso godurioso si rifletta, almeno in piccola parte, anche in fase di lettura, cari amici che mi seguite. Leggi l’articolo completo

Le donne di Plutonia: Maria Sharapova

Non ho una grande predilizione – parlo del mero lato estetico – per le sportive. Corpi troppo androgini, troppo muscolosi.
Poi però ci sono le eccezioni. Per quel che mi riguarda la più importante riguarda la tennista russa Maria Sharapova.
Che poi a essere precisi Maria è nata in Siberia e ha origini bielorusse. La solita miscela di etnie e corredi genetici che crea meraviglie, alla faccia dei razzisti e degli xenofobi.
I suoi genitori abitavano in un paesino drammaticamente vicino alla centrale di Chernobyl. Nel 1986, a seguito del terribile incidente nucleare, lasciarono la Bielorussia e si trasferirono in Siberia, dove l’anno successivo (1987) nacque Maria.
A soli sei anni l’incontro con la campionessa di tennis Martina Navratilova le cambiò la vita. La Navratilova le consigliò di trasferirsi negli USA per sfruttare al meglio tutte le sue potenzialità. I genitori di Maria seguirono questo consiglio: è così che è nata – sportivamente – parlando, un’atleta straordinaria.
Nel 2004 vince Wimbledon, risultando una delle tre più giovani tenniste ad aver portato a casa l’ambito trofeo. Da allora i successi si accumulano: US Open (2006), Australian Open (2008), una marea di competizioni minori, più diversi doppi e diverse finali perse di poco.  Leggi l’articolo completo