Sette cose che mi conciliano col genere umano

 

Questo post nasce dall’esigenza di riequilibrare la dose di sfiducia e pessimismo generata dal post sull fantascienza distopica di giovedì. In effetti è difficile aveva speranza nel futuro, complice il pessimo curriculum del genere umano.
Le generazioni passano, ma non perdiamo il vizio di scatenare guerre, di uccidere i nostri simili, di perpetrare soprusi, ingiustizie e cattiverie. Con la Crisi alle porte (anzi, già nel salotto di casa) e una serie di brutture piccole e grandi che riecheggiano davvero delle trame dei peggiori film distopici, non è semplice sopportare la nostra esistenza su questo pianeta.
Eppure è nostro dovere provarci. Partendo dalle piccole cose. Sembra una banalità ma non lo è.
Quelle che seguono sono sette cose riferite alla settimana appena conclusa che mi hanno fatto apprezzare un pochino di più il genere umano a cui tutti apparteniamo.
Mi piacerebbe che tale esperimento divenisse un meme, perché c’è bisogno di cose belle. Quindi, se volete copiarmi, ecco le poche, semplici regole e il mio elenco.

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Meno lettori, ma buoni

Da quasi tre mesi a questa parte mi occupo soltanto di scrivere gli spin-off di Due Minuti a Mezzanotte. Li trovate catalogati in questa pagina, insieme a quelli dei tanti amici e colleghi che a loro volta stanno dando vita al mondo di 2MM.
Oramai anche i sassi sanno che si tratta di un’ambientazione di genere fantascientifico/supereroistico. Sì, maschere e mantelli, costumi in spandex e superpoteri. Ma anche no, visto che il taglio di molti racconti è piuttosto maturo e ben lontano dagli eccessi fumettistici degli anni ’80. I richiami tirano semmai in ballo la moderna interpretazione dei supereroi, quella fatta da autori come Garth Ennis, Ed Brubaker, Warren Ellis, Alex Ross (etc etc).
Ma sono cose di cui abbiamo già parlato.
Sta di fatto che i miei spin-off sono scaricati a ritmi più lenti rispetto agli ebook che ho pubblicato negli anni scorsi (soprattutto nel 2011, in cui ho toccato gli oltre 5.000 download per almeno un paio di titoli).
Del resto il genere supereroistico a molti non piace, oppure piace solo al cinema – vedi l’incredibile successo di The Avengers. Ogni gusto personale è del tutto lecito, anche se spesso si tratta di pregiudizi. Gli stessi che ho io nei confronti di alcuni generi letterari, lo ammetto.
Dunque mi sto lamentando per il calo di download? No, avete capito male: ne sono felice. Felicissimo.

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Quando Schwarzenegger mi insegnava l’attinenza alla realtà

Vi ricordate quando, negli anni ’80, i film di Arnold Schwarzenegger vi insegnavano i valori della vita, la filosofia, l’amore per l’arte e per la cultura?  Vi ricordate i profondi temi sociali affrontati da film come Commando, Atto di Forza e Codice Magnum? Vi ricordate quella bella sensazione che vi permeava a fine visione, quando vi sentivate arricchiti come uomini e come persone?
No? Meno male, perché in quel film non c’era nulla di tutto ciò. Però c’erano dialoghi serrati e cazzeggioni, scene epiche e memorabili nella loro improbabilità. Tanto che ora che siamo dei baldi uomini di età matura (solo l’età, appunto), ancora li ricordiamo, li citiamo e stiamo qui a pubblicarne gli estratti presi da Youtube.
Perché tiro fuori questa storia? Perché, tra le tante belle recensioni di The Avengers (film che in linea di massima è piaciuto a un sacco di gente), le critiche più ridicole che mi è capitato di leggere sono riassumibili con questa mitica frase:

The Avengers è un film poco verosimile che ha scarsissime attinenze con la realtà e non insegna niente.

Cazzo no! Mi hanno smontato completamente. E io che lo ho recensito sprecando belle parole, senza accorgermi che è un film senza attinenze con la realtà. Come ho fatto a essere così cieco? Sarà colpa di DareDevil? Continua a leggere

Le donne di Plutonia: Joss Stone

Torno a ospitare una cantante su queste mie pagine.
Personalmente le adoro, trovo perfetto il connubio tra bella voce, musica e fascino femminile. In un’altra epoca sarei andato in cerca delle Sirene, probabilmente.
La fanciulla di cui vi parlo oggi è Joss Stone, inglese di Dover, classe 1987. Cantautrice giovane, ma con una carriera già ricca di successi e soddisfazioni.
Voce ricca e profonda, quasi nera. Voce da soul. Vederla e sentirla cantare è una delizia.
Nel 2003 pubblica The soul session, che la presenta al meglio al grande pubblico. E’ subito amore: vende quattro milioni di copie e fa un tour che la porta in giro per tutto il mondo.
All’album d’esordio seguono Mind, Body and Soul (2005), Introducing Joss Stone (2007), Colour me free (2009), LP1 (2011), primo album con un’etichetta indipendente. Riscuotono tutti ottimi riscontri di pubblico e critica.
Tra le curiosità vale la pena ricordare che Joss è vegetariana, nonché testimonial della PETA. E’ anche una delle celebrità mondiali più amate dai feticisti dei piedi.
Lo scorso anno è stata protagonista di un brutto episodio di cronaca: la polizia inglese ha arrestato degli invasati che progettavano un piano per ucciderla. Per fortuna non sono arrivati a tanto.
Foto!

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