Un titolo, quello di questo post, che magari non vi aspettavate. Non da me, che dell’autopubblicazione ho fatto una specie di marchio di fabbrica.
Vediamo di spiegare un po’ meglio quel che intendo dire.
Innanzitutto parto con una premessa: come sapete io non sono interessato all’editoria tradizionale. Il che vuol dire che non m’interessa inviare manoscritti, tantomeno a case editrici che si offrono di editarmi/pubblicarmi a “prezzi concorrenziali”. Tuttavia non ho mai sostenuto né mai sosterrò che questa mia scelta è la migliore in assoluto. Né mi sento di spingervi a emularmi. Sono percorsi molto personali e non mi va di fare il guru di nessuno. Anche perché da queste parti i guru li prendiamo a badilate in testa, dal tanto che ci stanno simpatici.
Tra l’altro questa scelta l’ho fatta già dai tempi in cui portali come Simplicissimus non esistevano nemmeno a livello concettuale. Chi mi segue fin dal 2007 sa che è così, gli altri si informino, oppure credano alla versione che preferiscono, tanto tutto è relativo. Di proposte editoriali ne ho rifiutate alcune e , alla fin fine, non mi sono mai pentito.
Bene, detto questo, parlavamo di autopubblicazione.





