Problemi da terzomondisti

Oggi avrei dovuto pubblicare un articolo a tematica “misteriosa”, ma rimandiamo la riapertura di questa rubrica a settimana prossima.
Mi permetto invece di spendere due parole sulla feroce diatriba che -per l’ennesima volta- sta scuotendo la blogosfera in questi giorni. Siamo sempre dalle parti della surreale lotta pro-ebook contro-ebook. Lotta, si capisce, che interessa soltanto quella minima percentuale di italiani che ogni tanto si diletta a leggere. Per capire il problema vi consiglio di leggere questo articolo dell’amico Gianluca Santini, in cui troverete tutti i link per risalire ad altri post dedicati alla spinosa faccenda. C’è molta carne al fuoco, molte osservazioni interessanti, a cui spesso fanno seguito commenti sciocchi, di chi non si è nemmeno premurato di immedesimarsi per un secondo con l’autore dei rispettivi pezzi.
“Quindi ora rincarerai la dose”, direte voi. E invece no. Perché sostanzialmente mi sono rotto le palle.

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Una domanda semplice sugli ebook

 

Fine luglio (o quasi): molti di voi saranno già pronti con la valigia in mano. Gli altri, quelli che per disparati motivi non faranno vacanze, vedranno comunque ridursi le ore passate davanti al computer, complice il caldo e lo svuotamento parziale del Web.
Inutile quindi sprecare parole per quei due/tre post più corposi che ho in mente, e che a questo punto rimanderò a fine mese.  Pubblicarli ora vorrebbe dire un po’ sprecarli, e credo che siano abbastanza interessanti da meritare un pubblico più o meno a pieno regime.
Però una domanda sul magnifico mondo della lettura e della scrittura ve lo voglio fare.
Chi di voi si porterà un eReader in vacanza?

Inutile negare che quest’anno gli ebook hanno avuto un bel balzo in avanti anche da noi in Italia.
Nonostante la perdurante ignoranza in materia, che serpeggia soprattutto sui blog e sui siti legati all’editoria old style, la gente inizia a incuriosirsi, a documentarsi, a fiutare i vantaggi del possedere un ereader.  Continua a leggere

Una vignetta stupida

Da qualche giorno su Facebook gira questa vignetta accompagnata dalla seguente didascalia: “Campagna a favore del libro… e soprattutto della lettura… condividi???… allora CONDIVIDI!!! :)
La cosa potrebbe scivolare via innocua, ma il nervosismo di questo periodo (in fondo siamo alla fine dell’anno lavorativo, con tutto il carico di stress che si porta appresso) fa sì che perda qualche minuto per esprimere la mia irritazione per la vignetta in questione.
A parte la stupidità intrinseca del messaggio, già sufficiente a strappare più di un mugugno, è proprio la didascalia ebete che lascia maggiormente perplessi. Campagna a favore del libro e soprattutto della lettura. Quindi devo dedurre che tutto ciò che io ho letto da agosto scorso sul Kindle eReader (una ventina di romanzi) non conta, perché non è stampato su carta. Non potendo chiamarla lettura dovrò inventarmi un neologismo per spiegare ciò che ho fatto in questi mesi. Ho sniffato eInk? Ho contribuito inconsciamente alla diffusione della terribile pestilenza digitale? Ho contribuito alla chiusura di qualche casa editrice? Chi lo sa.

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