Le ospiti di Plutonia: Dido

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(For english version scroll down)

Dido, nome con cui è nota Dido Florian Cloud De Bounevialle O’Malley Armstrong, nata il giorno di Natale del 1971, a Londra.
Dido è una delle mie cantanti preferite. Lo è sempre stata, fin dal suo esordio e dalle prime hit, tra cui quella Thank You, che per qualche mese è stata la suoneria di un mio vecchio cellulare.
Come superflua nota personale vi rivelo che Dido è anche una di quelle cantanti che mi fa compagnia quando scrivo. La sua musica, a metà tra il pop d’autore, l’elettronica d’atmosfera e il malinconico non compiaciuto, è perfetta per le mie corde emotive.
Dei suoi dischi non si può fare a meno di celebrare la grande cura riservata agli arrangiamenti, anche grazie alla collaborazione con suo fratello Rollo, già leader dei Faithless, nonché grande musicista.
Inutile (o forse no) aggiungere che Dido è apprezzabile anche nel suo essere elegante e riservata, bella ma non appariscente.
Dopo la morte del padre molti la davano in crisi, infatti ci ha fatto aspettare anni prima di tornare sul mercato. L’ha fatto recentemente con Girl who got away, titolo deliziosamente ironico, ma soprattutto disco più solare dei precedenti, e decisamente godibile.
La potete seguire sul suo sito ufficiale, in cui trovate anche tutti i suoi riferimenti social.
Bentornata Dido!

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Le ospiti di Plutonia: Malika Ayane

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Questa domenica Plutonia Experiment torna a parlare di musica al femminile.
La mia ospite è infatti Malika Ayane, una delle mie cantanti italiane (e non solo) preferite. L’unica, o quasi, di cui riesco ad ascoltare un disco dall’inizio alla fine senza sentire il bisogno di cambiare, di intervallare con altro. Se vi sembra un dettaglio piccolo vi assicuro che non lo è, non in questa contemporaneità frenetica in cui il livello d’attenzione medio si è abbassato moltissimo.
La storia di Malika è stata oramai citata mille e mille volte, perciò ripeterò l’essenziale. Nata a Milano il 31 gennaio del 1984, da mamma italiana e papà marocchino, ha alle spalle una lunga ed eterogenea gavetta, tra il coro de La Scala, spesso con interpretazioni da solista, e i primi esperimenti in ambito blues e jazz. Dopo aver lavorato per anni nel sottobosco musicale milanese, Malika ha l’occasione di una vita grazie alla Sugar Music di Caterina Caselli, che nota il suo talento e le fa firmare il primo contratto discografico. Il resto, come si suol dire, è storia: dischi di platino, record di vendite, ampi consensi da parte di critica e pubblico.
Tre dischi all’attivo, una continua ricerca del raffinato sia nei testi che nelle melodie, Malika ha una presenza scenica teatrale ma elegante, e una voce calda e sensuale, che ipnotizza e ferma il tempo, concentrando la mente sull’ascolto e al contempo lasciandola vagare in qualcosa di indefinito e bello. Un’emozione, forse. Magia? Anche.
Tra le sue canzoni che preferisco cito, in ordine sparso: Niente, Come foglie e Controvento. Ma l’elenco di pezzi notevoli è in realtà assai più lungo. Trovate buona parte dei suoi brani sul canale YouTube ufficiale di Malika. Per tutti i contatti social fate invece un giro sul suo sito.
Tra l’altro è anche appena ripartito il suo tour, Ricreazione. Vedi mai che se capita da queste parti…

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2MM – Nativity (trailer)

Anche se il Natale è oramai passato, vi faccio ugualmente un regalino, perfetto per questo sonnacchioso due di gennaio del nuovo anno.
Questa è una piccola cosa, diversa dal solito, ma che immagino piacerà a chi ha seguito un progetto di scrittura molto pubblicizzato su questo blog (dove del resto è nato): Due Minuti a Mezzanotte.
Se non sapete di cosa si tratta, mi sa che oggi siete capitati qui per sbaglio.
La Round Robin supereroistica si è da poco conclusa – col botto! – in un crescendo di colpi di scena e di qualità che ha premiato tutti quelli che hanno accettato di parteciparvi a scatola chiusa, pur magari declamando una certa iniziale diffidenza per i supereroi e tutto ciò che vi ruota attorno.
La definirei una bella avventura, che ha coinvolto molti lettori e molti autori. Bella tanto da convincermi a inaugurare la stagione due già da febbraio. Il tempo di organizzarmi e di lavorarci su, cosa che tra l’altro sto già facendo. Sarà una seconda RR più articolata, più selettiva. Più qualitativa.
Quindi oggi vi beccate in assoluta esclusiva il trailer di Due Minuti a Mezzanotte, stagione due. Che sarà indicato d’ora in poi come: 2MM – Nativity. Il medesimo trailer andrà in onda tra un’ora esatta sul sito ufficiale del progetto. Guardatelo (e commentate) dove preferite.

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Christmas with Skeletor

Per farvi i miei auguri, quest’anno ho scelto un video spassosissimo, che ha come protagonista uno dei villain più buffi e famosi della storia dell’animazione, Skeletor, questa volta in carne e ossa.
Ci si risente il 27 dicembre, con la consueta programmazione del blog, fino a concludere insieme questo 2012.
Di nuovo Buon Natale a tutti! (tranne ai troll, che si strozzassero pure col panettone)

PS: I’m not nice! (CIT)

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(A.G. – Follow me on Twitter)

Call Me Maybe: un successo virale!

Ok: sabato agostano con la Rete spopolata. Valigia da fare, olimpiadi da guardare, un ebook su cui lavorare, e che finirò al mio ritorno dalle vacanze (è uno spin-off su Sibir, giubilate). Di cosa si potrebbe parlare oggi? Avevo preparato una top 5 caruccia, ma l’ho spostata di qualche sabato più in là per fare spazio a un post nato dopo aver letto un articolo su un magazine di informatica, dal barbiere (dettaglio che senz’altro ci tenevate a conoscere). L’autore del pezzo parla di questa canzone caruccia caruccia, Call Me Maybe, di cui troverete diversi video a fondo post.
La canzone è della semi-sconosciuta, almeno fino a poche settimane fa, cantante canadese Carly Rae Jepsen, classe 1985, nota per aver partecipato al talent show Canadian Idol. Call Me Maybe è tratta dal suo primo EP. Ed è diventato incredibilmente un successo mondiale. Clamoroso, inaspettato e divertentissimo.
Come mai? Potenza del Web. E ora vi spiego il perché.

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La donne di Plutonia: Dannii Minogue

Ho già ospitato sua sorella Kylie, una delle celebrità che più stimo, considerando una media tra bellezza, bravura e gestione dell’immagine.
Aggiungiamo pure che Dannii è grande amica della mia Natalie. In più è, ovviamente, australiana come la sorella maggiore. Tutti elementi che la rendono l’invitata perfetta per questa mia rubrica domenicale.
Infine il suo nome, e un suo video in particolare, è saltato fuori a metà settimana in una discussione tra amici. E’ proprio a loro che dedico questo articolo.
Due dati biografici, tanto per gradire: Dannii Minogue, classe 1971, starlette multitasking: cantante, attrice, modella, presentatrice, stilista. Direi anche mamma, che è pur sempre un lavoro.
Undici album pubblicati, con diversi singoli ben piazzati nelle classifiche inglesi, tra il 1991 e il 2007. Forse la sua hit più conosciuta è proprio la canzone che vi accenavo poco fa, I begin to wonder. Il video mostra tutta la carica erotica di Dannii, che ha forse meno della metà del talento di Kylie ma una sensualità ancora più marcata, sfacciata. O, per dirla con parole ancora più semplici: a me piace un botto.
Scegliere soltanto sei foto che la rappresentino -ed escludendo il fantastico servizio di Playboy- è stato complicato. A ogni modo, eccole qui (tra cui una insieme alla sorellona. Vi piacerà).

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Cinque euro per un panino?

Oggi è il Primo Maggio, la Festa del Lavoro, celebrata in molte nazioni al mondo.
Sappiamo tutti quale periodo storico stiamo vivendo, con poche luci all’orizzonte e con molte, troppe incertezze che minano il desiderio più comune e umano: vivere un’esistenza tranquilla, lavorando onestamente e togliendosi di tanto in tanto qualche soddisfazione. (Anzi no, già questo per qualcuno è troppo… figuriamoci l’aria depressa che ci tocca respirare!)
Non credo che aggiungere qualcosa di mio a questo discorso illuminerebbe le vostre vite. Odio fare discorsi generici, che scadono nella demagogia e nel qualunquismo, quindi eviterò di cedere in tentazione. Tuttavia sono ben lieto di sacrificare questo mio post del martedì, solitamente dedicato alle recensioni, per spendere due parole su uno dei tanti problemi che riguardano le passioni e le professioni di cui ci occupiamo di solito su Plutonia.
Perché, sì, anche se a qualcuno non sembra che sia così, anche scrivere, recensire e perfino bloggare sono lavori veri e propri. Come dite? L’ho già scritto e affermato molte volte? Va bene, ma oggi è il primo maggio, perciò ripeterlo non farà che bene.

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Strani suoni nel cielo

Il fenomeno non è nuovo (anche il buon Eduardo ne aveva accennato sul suo blog), ma è da relativamente poco tempo che i media ne parlano, complice la Rete e soprattutto Youtube, dove molti utenti postano registrazioni amatoriali che hanno l’effetto di inquietare chi le ascolta.
Sto parlando dei misteriosi “suoni dal cielo” che di tanto in tanto compaiono dal nulla, scuotono la pacifica vita di chi ha la sfortuna/fortuna di sentirli, per poi cessano di colpo.
Manco a dirlo in questo 2012 il fenomeno è segnalato sempre con maggior frequenza. Effetto psicologico delle tante sciocchezze che ci hanno propinato sull’Apocalisse Maya o altro? Sta di fatto che il perpetrarsi di episodi del genere va a creare una casistica ben precisa.
Intanto per cominciare i “suoni misteriosi” hanno la peculiarità di ricordare qualcosa di meccanico, di enorme, in movimento. Visionando diversi filmati ho avuto sempre la bizzarra impressione di trovarmi in un film sul genere di Cloverfield, con qualche enorme mostro fantascientifico pronto a sbucare all’improvviso dal cielo con intenti poco pacifici.

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