L’Era del Toro

Un vecchio post postato su Il blog sull’orlo del mondo torna buono, rivisto e corretto, per oggi.
Certe idee per un racconto correlato al mondo di Due minuti a mezzanotte (un piccolo spin-off personale) mi hanno portato di nuovo a interessarmi ai miti relativi al Minotauro e alla simbologia del Toro.
Ricordi tra l’altro non troppo lontani nel tempo e legati alla mia vacanza a Creta, dove ho potuto visitare di persona le rovine del Palazzo di Cnosso e del famoso labirinto. Ma quando, perché e in che modo si è diffusa la figura antropoforma dell’uomo-toro?

Le guide e gli archeologi ovviamente concordano su un’interpretazione puramente allegorica del famoso mostro minoico, così come anche per i grifoni, altri animali mitologici molto presenti nella cultura cretese di 4000 anni fa. Del resto ben pochi (giusto gli scrittori?) possono credere che siano esistiti davvero degli esseri tanto bizzarri e inconcepibili ai nostri occhi razionali.
Eppure dietro ogni leggenda esiste un fondo di verità, questo è appurato.


Secondo alcuni studiosi di antropologia, mitologia e anche esoterismo, non è affatto un caso la massiccia diffusione della creatura-toro in moltissime civiltà sviluppate e potenti tra il 4000 e il 2000 A.C. Tutto sarebbe riconducibile ai Misteri magico-matematici tramandati fino ai giorni nostri, e in passato considerati alla stregua delle scienze più severe.

Nell’astrologia matematica, di cui si occupò anche Pitagora, il quadro zodiacale non servirebbe per le banali “previsioni” di cui sedicenti maghi fanno ampio uso ancora oggi, bensì sarebbe la rappresentazione di un grande Ciclo Universale della durata di circa 26.000 anni, suddiviso in 12 tempi mondiali di 21 secoli. Ciascuno corrisponderebbe quindi a un segno zodiacale. Furono precise ragioni matematiche quelle che indussero ad introdurre un ciclo ben definito, che misurava la progressione del Sole e dei pianeti, rispetto a sezioni lunghe esattamente 30 gradi. Anzi, lo Zodiaco non fu mai altro che un’indispensabile idealizzazione matematica e fu usato esclusivamente ai fini del computo astronomico. 

Secondo questa formulazione, il Sole della primavera boreale si alzava nella costellazione del Toro, circa 4000 anni prima della nascita di Cristo, in Egitto e in tutti i paesi dell’Asia Minore; comandava il mitraismo, il cui animale sacro era il bue Api; il culto del Minotauro era alleato alle religioni di sumeri, assiri ed egizi. Dappertutto s’imponeva il simbolo del Toro, tema basilare di tutti i culti e dio di tutte le antiche religioni.
Serapide (Serapis) è una divinità della fecondità, il cui culto fu introdotto dal macedone Tolomeo I. In seguito s’identificherà con Osiride-Api, in altre parole con la figura divina nata dal mito del toro sacro Api, che dopo morto diventa compagno d’Iside. Il tempio principale di Serapide è il Serapeo d’Alessandria, luogo da cui il culto di questa divinità si diffonde in tutto l’Impero Romano. Famoso è anche il Serapeo di Saqqare, presso Menfi (antica capitale d’Egitto), in cui si trovano le tombe di vari tori Api.

Passati duemila anni, quando il Sole attraversava l’Ariete, le popolazioni raccolgono il predominio spirituale di Ammon-Râ, dio solare egiziano dalla testa d’Ariete, il culto del Vello d’oro e dell’agnello pasquale.

Ancora, dopo duemila anni, entrammo nell’era dei Pesci, spostandosi il punto vernale fra le stelle della costellazione dei Pesci e la religione universale fu quella del cristianesimo. I primi cristiani presero i pesci, che scolpivano sui muri, come simbolo di adunanza delle catacombe. Inoltre lo spirito del cristianesimo è simile alla psicologia dell’ultimo segno zodiacale: dedizione, abnegazione, oblazione, rinuncia, carità, signorilità, mistero.

Il tempo mondiale in cui siamo da poco entrati è quello dell’Acquario. Cosa ci aspetta? Ci sono molte previsioni in merito, da quelle straordinariamente positive (sviluppo scientifico, conquista dello spazio, rinascita dell’intelletto umano etc) a quelle catastrofiche (perdità dell’individualità, disastri a base di fuoco e acqua etc etc).

Ma questa è un’altra storia. Se volete magari ne riparleremo in futuro…

(Fonte: www.armonics.net)

8 commenti

  1. Avevo già sentito parlare di questa teoria estremamente affascinante. Del resto, che il simbolismo sia legato alla natura dell’uomo e ne plasmi la natura, e questo molte volte gli scienziati se lo dimenticano, è una cosa confermata e perfettamente razionale (le leggi della Gestalt ne sono una prova).
    Stavo proprio scrivendo con un mio amico riguardo all’Era dell’Aquario, della sua visione classica e di quella Rudolf Steiner, soffermandoci su quelli che potrebbero essere gli effetti positivi (un senso di innovazione e di sguardo verso il futuro, apertura mentale) e quelli engativi (idealismo, sfrenato razionalismo e un senso di distacco).

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