Dichiarare o meno gli intenti di voto?

È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora. (Winston Churchill)
È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora. (Winston Churchill)

La domanda che dà il titolo a questo post può sembrare sciocca. Soprattutto perché in questi giorni basta accedere a qualunque social network per accorgersi che il 90% dei cittadini italiani dotati di profilo Facebook o Twitter stanno martellando gli amici da giorni, con un entusiasmo che secondo me è positivo, rivelando i loro intenti di voto.
Conosco però una nutrita schiera di persone che ritengono inopportuno parlare di politica ed esporsi in pubblico. Soprattutto in luoghi dove di politica non si discute abitualmente, come se fosse una materia da lasciare solo ai professionisti del settore. “Ehi, tu hai un blog che parla di libri, di mostri e di speculative fiction, come ti permetti di dare giudizi?
Che poi, questo appropriarsi della politica da parte di chi la fa attivamente, va poi a creare quell’orrendo meccanismo che i giornalisti definiscono con un termine altrettanto orribile: la Casta. E allora no, questa volta vi dico pacatamente la mia, e poi non se ne parla più.
Ve la dico in pochissime parole, senza intenti di proselitismo, senza alcuna intenzione di aprire un dibattito. Se ritenete inopportuno questo mio post potete smettere di leggere qui.
Non cliccate oltre, e io vi prometto che per un bel po’ la politica non tornerà sulle pagine di Plutonia Experiment.

Credo che non sia oramai un mistero: voterò per Fare per Fermare il Declino.
Mi identifico nel programma del Movimento, e nelle dinamiche del medesimo. Vedi per esempio la gestione dello “scandalo” riguardo ai titoli di studio di Oscar Giannino, di cui abbiamo parlato venerdì. Aggiungo, come ho scritto su Facebook stamattina, che non accetto lezioni morali da nessuno.
Per scegliere chi votare, dopo anni di apatia totale, ho fatto ciò che ogni cittadino dovrebbe fare: mi sono informato. Ho ascoltato tribune elettorali, ho visitato siti, ho seguito e monitorato i dirigenti del movimento, soprattutto grazie a Twitter, che è davvero un ottimo strumento di democrazia e di divulgazione, se usato bene.
Detto ciò, rispetto i voti di tutti – molto meno quello dei Pidiellini berlusconiani, se devo essere sincero. Rispetto anche chi non andrà a votare, anche se questa volta condivido poco questa scelta. Però, chi sono io per fare la morale a qualcuno?

Qui si ferma la mia microscopica tribuna elettorale.
Spero di non essere stato troppo invasivo.
Vi chiedo di non aprire un dibattito in merito. Non c’è nulla di più inutile che una sequela di commenti per cercare di convertire gente a votare Tizio o a non votare Caio, soprattutto nella due giorni di urne aperte.

La domanda, semmai, è un altra: ritenete giusto che i blogger che abitualmente non si occupano di politica facciano coming out “ideologico”?
Io ci ho pensato parecchio. Inizialmente mi sono limitato a postare il mio consueto articolo monografico della domenica, questa volta dedicato all’attrice e cantante Emmy Rossum. Poi però mi sono sentito inadeguato, monco e a disagio nel far finta che questo sia un giorno qualunque. Perché non credo lo sia.
A dire il vero, ora che ho condiviso questo articolo, rimango con altri generi di dubbi. Avrò fatto bene? Avrò fatto male?
Parto dal presupposto che, seguendo la stampa estera, vedo romanzieri, blogger e comunicatori che espongono le loro idee, senza acrimonia e senza ricevere diffide morali per averlo fatto.
Mi piace pensare che un domani anche questo Paese possa acquisire un tale livello di democratico confronto.

Buon voto.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

27 commenti

  1. Secondo me hai fatto benissimo, se ti sentivi di farlo. Il blog è uno spazio tuo che non deve soffrire di limitazioni di sorta.
    Io non lo faccio perché non ne ho voglia, semplicemente, o forse perché temo che si verifichi il flammone che paventi anche tu, ma se cominciamo a porci dei paletti su quello che possiamo o non possiamo scrivere sui nostri blog, siamo alla frutta.

  2. Se sentivi che era giusto farlo, perché ti saresti dovuto tirare indietro? 🙂

    Io, personalmente, non parlo di politica nel blog (paradossalmente, sono una blogger piuttosto riservata); ma non mi dà assolutamente fastidio che lo facciano altri, anche se di solito si occupano di argomenti molto diversi.
    In fondo, rimaniamo tutti cittadini: in quanto tali, abbiamo tutti le stesse responsabilità nei confronti del voto e delle elezioni. Quindi ben venga chi vuole condividere il suo pensiero.

    1. Bene, allora son contento di aver dato voce ai miei pensieri 🙂
      Anch’io parlo raramente di politica, ma questa mi sembra una di quelle occasioni in cui dire la mia poteva avere un senso.
      E poi ero curioso di leggere le vostre valutazioni sull’opportunità, o meno, di fare coming out 😉

  3. “Ehi, tu hai un blog che parla di libri, di mostri e di speculative fiction, come ti permetti di dare giudizi?“
    Se trovi davvero a dirti una cosa del genere qualcuno che sa usare il termine “speculative fiction” ti pago da bere… 🙂
    Penso che ognuno debba fare come si sente. Chi voterò io non è un mistero per chi mi conosce, ma sbandirarlo ai quattro venti non mi va perchè non voglio passare per un attivista. E anche perchè sto votando quello che mi sembra il meno peggio, niente di più.
    Credo anche che non ci si possa basare sulle dichiarazioni sui social network. Se dovessi mettere insieme quello che viene dichiarato dai miei contatti su Facebook, il 98% dei voti andrebbe a Grillo e l’1% al PD. L’1% a Fare è tutto tuo. 😀
    Non credo che le elezioni finiranno davvero così…
    Che sia giusto o no parlarne su un blog che si occupa d’altro, è completamente a discrezione del padrone di casa, ovviamente. Certo che, visto l’orientamento generale di chi usa internet (e dichiara il suo voto), il blogger che mai si sbagliasse a dire che voterà Berlusconi avrebbe finito di vivere! XD

  4. “Be’, ma il tuo è un blog che parla di fantasia e cose che non esistono, come puoi portare avanti un discorso serio?” 😀

    Sai quando, in un contesto a caso, si sta parlando inconsapevolmente (nel senso che molti legano l’argomento a partiti&co.) di politica, spunta il nome di un politico e qualcuno sbotta con un: “Giammai! Di politica non si parla!” con un opzionale: “E comunque fanno tutti schifo!”, hai presente? C’è una certa isteria quando si arriva in zona voto, anche a urne chiuse o lungi dall’essere aperte. Io, personalmente, parlo poco di politica e non dichiaro il mio voto. Sul blog, intendo. È una scelta personale, mi guardo bene dal criticare chi fa il contrario, e d’altronde riflette bene la mia indole.

    1. Questa isteria la noto anch’io. Di solito la rispetto, perché non si può forzare nessuno a parlare di politica. Ma forse nemmeno non parlarne mai può risultare pericoloso.
      Io comunque rimango sempre per la libertà di scelta e di espressione 😉

  5. Io credo che sia giusto schierarsi e che non ci sia niente di male a dire la propria idea.
    Anche sul proprio blog? Ma certo anche lì.
    Anche se si parla solitamente di libri o film?
    Certo! Dal momento che ognuno in casa propria fa quello che vuole.
    Io sono già andato a votare, non è un segreto per nessuno che in realtà le mie simpatie vanno alla sinistra, tu hai fatto bene ad informarti, a valutare e a scegliere quello che ti sembrava il partito migliore e piú corrispondente alla tua veritá e sensibilità. Così si dovrebbe sempre fare, comunque la si pensi.
    P.s
    Non me ne vogliano gli amici di centro destra, ma nemmeno io riesco a comprendere chi dopo anni di promesse a vuoto si fida ancora dei soliti incantantori.

    1. Ecco, chi vota solo per tifo, sia detto, mi inquieta. E io ne conosco troppi, di amici che partono da pregiudizi e preconcetti.
      Che poi si fa solo il gioco di chi ci vuole tutti ignoranti, no?

  6. Credo dovremmo essere un po’ più anglosassoni da questo punto di vista, perché cercare di fingere di essere impermeabili a quello che ci succede intorno non è semplice, e forse non è nemmeno giusto. E poi per fortuna questa mi pare un’area bonificata da troll e flamer

    1. L’ho fatta diventare tale. Se avessi puntato agli “ascolti”, avrei lasciato libertà di trollaggio.
      Ma a casa mia non si vota, e la democrazia è sospesa per il bene dei lettori abituali, quelli seri 🙂

  7. Non c’è nulla di male ad esporre la propria scelta coi lettori. Poi però sai bene che può esserci chi legge la tua scelta e la rispetta (magari anche non condividendola) e chi potrebbe tirar’ su un vespaio di critiche magari con risposte stupide e insulti ecc ecc. Dipende sempre tutto da chi legge ecco 😀

  8. Probabilmente tra quelli che non parlano di politica ci sono io. Ma sono ancora più radicale, non ne parlo in nessuna circostanza.
    Questo non vuol dire che non mi informi o che non vada a votare, solo che non ne parlo.
    Sui motivi, rispondo che: sono stato cresciuto così. E francamente la cosa non mi dispiace.

    Se hai fatto bene o meno? Ritengo che tu abbia fatto bene, se ne sentivi la necessità.
    Sono rimasto anzi sorpreso dalla scoperta del tuo intento di voto. È servita a conoscerti meglio. Non posso che apprezzare. 😉

    1. Io in linea di massima sono come te, forse su posizioni meno intransigenti (intendo dire, nell’evitare discussioni di politica).
      Questa volta sentivo il bisogno di spendere due parole, e magari di fare pure un minimo di propaganda morbida (morbidissima, via!)
      Ovviamente si rischia sempre di perdere consensi da chi la pensa diversamente, perché non tutti sanno distinguere il blogger abituale dall’Alex che una volta sola nella vita dichiara un intento di voto.
      Ma ho voluto correre questo rischio, perché ne sentivo la necessità.
      Grazie mille per aver compreso 🙂 (No, non è una frase fatta!)

  9. Ma se non si parla in libertà quì dove sennò?..a parte che ho votato anch’io come te, ma anche se fossi per Ingroia o chi vuoi tu cosa cambia?Ho sempre pensato che il voto , in democrazia, dovrebbe essere pubblico, altro che segreto, come la dichiarazione dei redditi…ahaha, siamo in Italia , vero?..che tristezza.

    1. Più che altro non ce se ne dovrebbe vergognare, anche se in realtà comprendo chi non vuole palesarlo, specialmente se è un personaggio pubblico (anche un blogger lo è).

  10. Non commento mai, da queste parti, ma stavolta voglio dire la mia. Hai fatto bene 🙂
    E non importa chi tu sostenga. La tua è una scleta ragionata e cercata. Di sicuro molto diversa da molti “attivisti” ch hanno scoperto l’impegno politico negli ultimi due mesi. E questi sono dappertutto, non solo legati a un particolare simbolo elettorale.

    Che poi la politica non è come il sesso. Se fatta bene è una cosa pulitissima. Ma per farla bene occorre stare lontani dalla tastiera e scendere in strada; inoltre non si fa politica gridando slogan da una piazza o una sala mentre qualcuno si esibisce. Meglio cominciare dal basso, dalla propria comunità, incontrando persone e discutendo di come migliorare le cose (perché ovunque c’è qualcosa da migliorare).
    Sarà una banalità ma vedo davvero troppe persone che non la capiscono.

    1. Intanto grazie per il commento. Spero che ti paleserai altre volte in futuro 😉

      Riguardo al tuo commento finale, non è banale, bensì sensato e condivisibile.

      L’unica cosa che obietto è l’osservazione sul sesso, che non trovo necessariamente “sporco” 😉

  11. Sei un uomo libero e devi, ripeto devi, parlare di quello che ti va. Politica inclusa, ovviamente.Detto tra noi, sarebbe anche ora di trattare la politica non come una cosa sposrca dal momento che non lo è. Sono gli uomini che sbagliano, non le idee.

  12. Hai fatto bene a dichiarare il tuo voto perché hai votato come me.
    Hai fatto male a dichiarare il tuo voto perché non hai votato come me.

    Ecco, nella stragrande maggioranza dei casi le reazioni al proprio coming out politico sono queste due anche se espresse nelle forme più disparate possibili.
    Secondo me quello è il motivo per cui generalmente non vale la pena dichiarare il proprio voto.

    Si tifa il partito e la squadra di calcio, quindi troppo spesso “dichiararsi” diventa “contrapporsi”.

    Ecco perché per me hai fatto bene, perché sarebbe ora di riportare tutti quanti le discussioni su toni più costruttivi e meno guerrafondai.

    Il discorso deve diventare “Ho votato xxx perché…” e non “Ho votato xxx e chi non l’ha fatto è uno str…”

  13. Vedo questo post con ritardo ma la sostanza di ciò che penso non cambia: non solo questa è casa tua e hai diritto di fare ciò che vuoi, ma ritengo sempre coraggioso esporre le proprie idee politiche. La politica da noi ormai è diventata una sorta di tabù, qualcosa di cui non parlare, qualcosa di cui vergognarsi e qualcosa che ci può alienare le simpatie dell’interlocutore. Forse ciò dipende dal fatto che in Italia la politica è vissuta come il tifo durante una partita di calcio, ma ritengo che una semplice e pacata esposizione di idee politiche, anche fuori tema rispetto al blog, sia da guardare con grande rispetto comunque la si pensi.

  14. Beh, anch’io, come te, di politica non parlo mai, un po’ perché non la seguo con costanza, un po’ perché non credo che il web senta la mancanza della mia opinione… ma a questo giro, in circostanze tanto particolari, l’ho fatto anch’io sul mio blog.
    Con premesse simili alle tue: se le mie preferenze non rispecchiano le vostre, amen. Smettete di leggermi, osannatemi o insultatemi. Nel primo caso me ne farò una ragione, nel secondo ringrazierò, nel terzo risponderò per le rime- 😀
    E poi, come ti hanno già detto tutti: qui fai come ti pare e piace.
    A chi non piace, fatti suoi. E ci mancherebbe altro.

    PS L’analogia tra politica e sesso non è per nulla campata in aria: parlando di entrambe, prima o poi mentono tutti. 😉

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