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Una rara bellezza: After Life

Tony (Rick Gervais) è un uomo sui cinquanta. Lavora per un quotidiano locale che pubblica piccole notizie bizzarre. Tony è rimasto vedovo da pochi mesi. Sua moglie Lisa è morta di cancro. La coppia non ha figli, perciò Tony è rimasto solo, se si eccettua il suo cane. Tony non è riuscito a superare la perdita. Trascorre intere giornate a guardare i video che la moglie gli ha lasciato, pensa spesso al suicidio, è refrattario ai rapporti sociali ed è diventato un burbero cinico e intrattabile. Ci sarà qualcosa in grado di ridargli la voglia di vivere?

After Life è una piccola serie televisiva britannica, approdata su Netflix a inizio marzo. La sceneggiatura è opera di Rick Gervais, che interpreta anche Tony, il protagonista principale dei sei episodi della prima (e forse unica stagione).

After Life è un concentrato di dramma e cinismo, di senso di smarrimento e di risate a denti stretti. Il lavoro di scrittura è eccelso nel rendere alla perfezione lo stato emotivo e mentale di Tony. Siamo lontani dai drammoni strappalacrime, ma poco aderenti alla realtà, di certe produzioni hollywoodiane. Un canovaccio basato soltanto sull’effetto “lacrima facile” non corrisponde infatti alle vere reazioni a una grossa perdita. Chi perde qualcuno non trascorre le giornate a piangere: spesso prova apatia, rabbia, diventa insofferente, scostante, “cattivo”. In questo la serie di Gervais è perfetta.

After Life racconta in fondo una storia semplice, in cui si possono riconoscere migliaia di spettatori. Infatti, oltre alla perdita dovuta alla morte, in questa serie si possono anche identificare le persone che hanno perso l’amore per cause meno definitive. La sostanza della narrazione è però la medesima: quando perdiamo qualcuno diventiamo sempre più indifferenti al resto del mondo, e non ci rendiamo conto che altre persone, attorno a noi, vivono drammi anche peggiori dei nostri.

In After Life c’è, come ci si può aspettare, un momento in cui Tony capisce che non può andare avanti così, e che aprirsi agli altri e cercare, nel piccolo (o nel piccolissimo) di renderli felici, può essere un buon motivo per vivere. Anche in questo caso, il plot twist della storia è reso in maniera efficace, senza ipocrisie, senza iperboli.

Ottima serie, da sola è valsa tutto l’abbonamento a Netflix da inizio 2019 a oggi (con buona pace di altri prodotti ben più celebrati).


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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5 risposte a "Una rara bellezza: After Life"

  1. Grazie per la segnalazione.
    Vedrò di recuperarlo – Gervais è un ottimo autore, oltre che un attore in gamba.
    Per ricambiare, io consiglio sempre The Detectorists, altra miniserie BBC, tre stagioni, che però non so a questo punto su che piattaforma sia reperibile (ma credo si trovi tutto su Youtube). Vedrai che ti piace 😉

  2. Ciao Alex, l’antefatto mi pare sia simile ad un racconto o la preview di un romanzo di S.King letto l’anno scorso. Ti suona familiare

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