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Guida agli scienziati pazzi nelle opere di H.P. Lovecraft (guest post)

Oggi Plutonia ospita un sontuoso guest post di Ilario Gobbi, dedicato al tema degli scienziati pazzi citati nelle opere di H.P. Lovecraft, e nei media da esse derivate (film, serie TV, fumetti etc.)
L’articolo è davvero completo e ricco di chicche, alcune ignote ai più.
Prima di lasciarvi alla lettura vi esorto a seguire Ilario, sia sul suo canale YouTube dedicato alla produzione del solitario di Providence (trovate i link a inizio articolo), sia sul suo canale Telegram dedicato al SEO.

Buon divertimento!


Ringrazio Alessandro per avere ospitato questo articolo della mia rubrica I Miti del Tubo e dell’omonimo canale Youtube, che è alla base del video che trovi indicato in seguito, in particolare perché trovo che l’argomento trattato sia molto affine a una delle categorie dei personaggi giocabili del gioco di ruolo da lui realizzato, “Il sonno della ragione, ovvero proprio gli scienziati pazzi.

In questo articolo trovi la classifica dei migliori mad doctors creati da Howard Phillips Lovecraft: non ti viene voglia di interpretarne uno e di sfoggiare le loro incredibili scoperte ai danni dell’umanità?

Herbert West (Herbert West: Reanimator)

Herbert West appare in Herbert West, Reanimator, racconto horror a puntate di Lovecraft pubblicato in 6 parti sulla rivista amatoriale Home Brew nel 1921-22. Dal racconto sono stati tratti: una riduzione a fumetti della EC Comics; tre film (Re-Animator del 1985; Re-Animator 2 del 1990 e Beyond the Re-Animator del 2003).

Compare nei fumetti Army of Darness; in The Doom That Came To Gotham di Batman; in Hack/Slash, in Chronicles of Doctor Herbert West, Something Positive.

Herbert West è uno studioso della Miskatonic University convinto della possibilità di riportare in vita un essere morto basandosi sulla natura meccanica del corpo umano che può essere riattivata da processi chimici su tessuti ancora validi.

Viene descritto come un giovanotto magro, biondo e occhialuto, poco incline a rispettare le limitazioni imposte dalla gerarchia universitaria, una personalità maniacale che non mostra alcun rispetto per la vita umana e che tratta le persone come semplici cavie per i suoi esperimenti.

Dopo essersi reso conto che gli esperimenti sugli animali sono limitati e che è necessario agire su un corpo dal cervello intatto, inizia con un suo amico a procurarsi cadaveri freschi su cui lavorare per riportarli in vita.

West e il suo complice svolgono esperimenti dal crescente grade di successo, finché non riportano in vita il dottor Dean Halsey, stimato docente della MIskatonic University, rendendolo un mostro feroce e privo di senno, il quale viene poi trattenuto per 16 anni nel manicomio di Sefton.

I soggetti riportati in vita il più delle volte si tramutano in bestie selvagge che devono essere nuovamente finite a colpi di pistola. Con il tempo West si spinge a tentare di donare la vita a singoli arti. Procede a nutrire tessuti cellulari con uova di sconosciuti rettili dei tropici e sperimenta le sue scoperte sul maggiore Clapham-Lee, suo superiore rimasto decapitato sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale. Il risultato è una testa viva e pensante, apparentemente distrutta da una bomba.

Un anno dopo, West viene a sapere che Halsey è stato fatto fuggire dal manicomio da un gruppo di strani individui capitanati da un essere con in mano quella che evidentemente è la testa di Clapham.

Le figure affidano al narratore una scatola, che West provvede subito a incendiare. Poco dopo i morti viventi penetrano nella casa di West dalle catacombe alla quale è collegata, fanno a pezzi West e lo decapitano. Il narratore non viene creduto dalla polizia, per la sua reticenza a narrare quanto accaduto e per il fatto che le pareti dell’abitazione vengono ritrovate intatte: lo aspetta solo un futuro di follia ed emarginazione.

Crawford Tillinghast (Dall’ignoto)

Crawford Tillinghast appare in Dall’ignoto (From beyond, 1934). Dal racconto è tratto il film From beyond – Terrore dall’ignoto del 1986 e il film del 2013 Banshee Chapter. Ha ispirato un episodio di Star Trek, Stargate SG-1, nel romanzo The Jennifer Morgue di Charless Stross è presente il Risonatore Tillinghast.

Crawford Tillinghast è il classico scienziato con ispirazioni filosofiche, prepotente e maniacale, che è giunto a deteriorarsi fisicamente e mentalmente seguendo le proprie ossessioni.

Tillinghast ha creato una macchina elettrica in grado di emettere ordine che risvegliano tratti genetici ancestrali preposti a comprendere la realtà con maggiore chiarezza di quelli concessi dai cinque sensi.

Il protagonista giunge dall’amico dove viene sottoposto alle onde ultraviolette della macchina per potenziare i suoi organi sensori, in primis la ghiandola pineale, che diviene così in grado di trasmettere segnali dall’ “altrove”. I raggi però non permettono soltanto di sentire ma anche di essere sentiti da ciò che si muove nelle altre dimensioni, e la scoperta è già costata la vita ai domestici.

Il narratore e Tillinghast, che ormai da segni di squilibrio mentale, iniziano a vedere forme e consistenti insolite, esseri gelatinosi che si sovrappongono ma tutto sommato innocui. Il problema è che Tillinghast ha evocato orrende cose che inseguono e dissolvono, e che pianifica di usarle per uccidere il narratore, che lo scienziato odia per non averlo supportato.
Prima di essere eliminato, il protagonista spara alla macchina distruggendola, con Tillinghast che muore per un colpo apoplettico. Ma i corpi dei domestici non sono più stati ritrovati, e una oscura sensazione di minaccia graverà per sempre sul narratore…

Marshall Andrews (L’esumazione)

Marshall Andrews appare in L’esumazione (The Disinterment, 1935) realizzato per Duane Rimel.

Egli è un chirurgo di talento dalla fama sinistra e con una particolare passione per antichi tomi dai preoccupanti contenuti in fatto di discutibili esperimenti medici, nonché intento in strani viaggi nelle Indie Occidentali per apprendere procedimenti medici tutt’altro che convenzionali.

Il narratore rimane contagiato dalla lebbra mentre è intento a soccorrere suo fratello nelle Filippine.

Il suo amico Andrews, per risparmiargli l’umiliazione di una morte isolata quando il fatto fosse divenuto noto, gli propone un piano audace e macabro.

Con l’ausilio di un farmaco fornitogli da un medico di Haiti in grado di portare a una morte apparente indistinguibile da quella vera, il dottore vuole far credere all’autorità che il suo amico sia morto, procedere all’esumazione per poi riportarlo in vita in tutta segretezza.

Il piano apparentemente va a segno, il narratore viene portato nella castello di Andrews, dove riacquista coscienza ma tarda a riottenere la padronanza del corpo. Con il passare del tempo Andrews inizia a studiare il protagonista con fare cupo e morboso, trattandolo come una cavia anziché come un amico.

Il medico comincia a palesare segni di squilibrio mentale, un accanimento fanatico per le condizioni dell’uomo e la tendenza a crudeli esperimenti su cavie animali.

Il protagonista inizia progressivamente a riprendere le forze, seppure percependo ancora il suo corpo come abnorme e preoccupantemente alieno: colmo di odio per il trattamento inumano subito, riesce a uccidere il dottore con un candelabro mentre questi è addormentato e poi fa lo stesso con il domestico.

Giunto a fatica al cimitero della antica dimora di famiglia, senza avere ancora avuto modo di osservare il proprio corpo, scopre che la sua tomba è effettivamente completa di un cadavere.

Il vero orrore opera di Andrews si rivela: nella tomba vi è il vero corpo del narratore, privo della testa, testa che è stata innestata in un corpo grottesco e abnorme recuperato dal folle scienziato nel corso dei suoi viaggi nelle isole lontane.

Dottor Muñoz (Aria fredda)

Il dottor Muñoz appare nel racconto di Lovecraft Aria fredda (Cool Air, 1926).
Il racconto è stato adattato per la TV per un episodio di Night Gallery, per un segmento del film Necronomicon: Book of the Dead, per il film Chill del 1997 e per il film Cool Air del 1999. È stato adattato a fumetti dalla Warren Publishing, dalla EC Comics, nella storia “Batman: The Doom That Came to Gotham” Mister Freeze svolge lo stesso ruolo.

Apparentemente Muñoz è un dottore spagnolo un tempo di grande talento ma orda decaduto che vive da recluso in una stanza gelida e che si sottopone a frequenti bagni di ammoniaca per affrontare una malattia che gli rende inviso il caldo.

È un uomo piccolo dai tratti iberici, di grande cultura ma dall’aria istintiva ripugnante dettata dalla pelle violacea e dall’aria gelida, un medico caduto in disgrazia per l’ostinazione nello svolgimento di strani esperimenti rivolti a sconfiggere la morte. Benché sia uno scienziato è suggestionato dalla magia medievale nella quale crede di trovare aiuti per le sue ricerche.

Il protagonista nel 1923 vive in uno squallido pensionato a New York in una stanza sotto quella del dottore, dal quale viene salvato tempestivamente in occasione di un attacco di cuore. I due diventano amici, ma le condizioni del dottore tradiscono un continuo abbruttimento delle sue condizioni, alle quali il protagonista reagisce aiutandolo nei continui esperimenti volti a mantenere la sua stanza gelida.

Il medico fa uso di strane spezie, intrattiene rapporti con individui dell’est di dubbia fama, e con il tempo diventa sempre più deteriorato e odioso.

Un giorno la sua macchina per la refrigerazione si rompe, e il protagonista tenta strenuamente di alleviare il rapido degrado dello scienziato, ma tutto si rivela vano.
Infine, del dottore non rimane altro che una chiazza decomposta e poche righe tracciate che rivelano l’orrenda verità.
18 anni prima della storia, egli era stato aiutato dal collega Torres negli esperimenti di mantenimento della vita basati sulla volontà e sulla resistenza di tessuti nervosi coadiuvati dal freddo intenso.
Muñoz, era morto da 18 anni, pur continuando a preservarsi in quella sorta di parodia di vita resa possibile soltanto dal freddo intenso.

Alfred Clarendon (L’ultimo esperimento)

Alfred Clarendon appare in L’ultimo esperimento (The last test), revisione di Lovecraft di un testo di Castro.

Alfred Clarendon è il direttore medico del penitenziario di San Quentin in California, grazie all’influenza del suo amico, il governatore Dalton.
Clarendon si impegnò nel cercare di guarire i prigionieri da un grave ceppo di febbre nera, guadagnano l’ostilità della comunità scientifica, anche per via della vicinanza del suo assistente africano Surama, un inquietante individuo che lo istruisce a strane pratiche poco ortodosse.

Anche dopo essere stato sollevato dall’incarico insiste con i suoi esperimenti su cavie animali, applicando concetti oscuri e pericolosi provenienti dalle antiche leggende di Tibet, Cina e della remota Atlantide.

Si scopre che l’uomo aveva risvegliato Surama, non un essere di questa terra, per infettare quante più persone possibile con la febbre nera. Resosi conto del suo sbaglio si da la morta con il suo stesso preparato. La notte dopo Clarendon distrugge il laboratorio e i malvagi tomi contenuti, e la mattina successiva vengono ritrovati i resti carbonizzati del dottore e di un essere dal corpo indefinibile.

Thomas Slauenwite (La morte alata)

Thomas Slauenwite appare nel racconto di Lovecraft e Hazel Heald “La morte alata” (Winged death).
Si tratta di uno scienziato specializzato in febbri infettive che decide di vendicarsi del collega Henry Moore che ha pubblicamente sminuito i meriti delle sue ricerche.
In Sudafrica scopre un genere di mosche che veicolano una letale febbre infettiva: lo scienziato inizia a creare degli ibridi dalle ali colorate artificialmente per generare una varietà mortale ma che il suo dotto collega non sia in grado di identificare e perciò di da difendersi da essa.

La vendetta apparentemente riesce e Moore muore. Slauenwite si reca a Bloemfontein sotto falso nome per sfuggire alla giustizia, ma inizia a essere perseguitato da una mosca con le ali colorate come i suoi ibridi, la quale ogni giorno inizia a dipingere sul soffitto quello che sembra un conto alla rovescia.

Slauenwite inizia a scivolare nella paranoia e nella follia, siccome una leggenda narra che lo spirito di chi viene ucciso da quel genere di mosche rimane intrappolato nel corpo dell’insetto, e teme che Moore reincarnato sia tornato appunto per condannarlo alla sua stessa sorte.

La storia finisce con Slauenwite che viene ritrovato morto di attacco cardiaco (e con segni di morso di mosca sul collo). Ma, ciò che terrorizza davvero gli inquirenti, sono i segni di scrittura umana tracciati sul soffitto, l’esortazione di “qualcosa” a leggere il diario del medico dove sono narrati i fatti del racconto, e il corpo di una mosca che sembra essersi affogata per la disperazione nella boccetta di ammoniaca…

Arthur Feldon (Il Boia elettrico)

Arthur Feldon compare in “Il boia elettrico” di Lovecraft e Adolphe De Castro (The electric executioner, pubblicato nella prima versione nel 1893).

Arthur Feldon è un ingegnere di una compagnia mineraria affine alle tradizioni magiche dei nativi e molto malvisto dai colleghi per la sua paranoia e presunzione in fatto di invenzioni elettriche.

Il narratore, un investigatore, si reca in Messico per rintracciarlo.

Sul treno incontra un uomo barbuto dal volto piacevole, un ingegnere che ben presto inizia a mostrare segni di squilibrio mentale. Dopo aver disarmato il narratore gli paventa la sua intenzione di usarlo come cavia di un certo tipo di casco che lo condurrà alla morte.

L’uomo ha progettato un modello di sedia elettrica dalla forma di un casco che il tribunale di Albany non ha voluto adottare, e ora il pazzo vuole la sua occasione di gloria a scapito del narratore.

Il protagonista inizia a farlo parlare per guadagnare tempo: il rapitore crede che la sua invenzione, il boia elettrico, sia destinata a uccidere l’intera popolazione mondiale, come rivelatogli da certe visioni.

Il narratore, rievocando certe antiche litanie, scatena il fervore religioso del pazzo: nel tumulto però il folle attiva su se stesso il casco, e apparentemente viene disintegrato.

La cosa strabiliante è che successivamente Feldon viene trovato morto carbonizzato in una antica caverna lontana miglia e miglia. L’uomo con il boia elettrico, era proprio Feldon.

Era Feldon a essersi materializzato nel treno, oppure era il narratore a essersi dislocato presso di lui? Non lo sapremo mai.

Arthur Van Allister (Ceneri)

Il professor Arthur Van Allister compare nel racconto Ceneri (Ashes, 1924) di Lovecraft e C.M.Eddy.
Si tratta di un chimico che ha inventato un acido super potente che riduce in cenere qualsiasi cosa a eccezione del vetro.

Credendo che abbia usato il liquido per uccidere la sua fidanzata, il suo assistente Bruce lo uccide e polverizza con il suo stesso acido. Si scopre invece che la vittima designata dallo scienziato pazzo era Bruce stesso, mentre la donna è ancora viva, immobilizzata dallo scienziato allo scopo di assistere al sacrificio umano con il quale intendeva testare la sua invenzione.


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