film · recensioni

Le Idi di Marzo

Le Idi di Marzo
di George Clooney
USA 2011

Mike Morris, governatore della Pennsylvania, e Tedd Pullman, senatore dell’Arkansas, si sfidano nell’Ohio per la partita decisiva che decreterà il candidato democratico per la corsa alla Casa Bianca.
Stephen Meyers è il giovane, abile e brillante addetto stampa di Morris. I sondaggi danno vincente il suo candidato, grazie al carisma e all’innata capacità di parlare al cuore delle gente. Pochi giorni prima del voto Meyers scopre però qualcosa che mette a rischio il suo ruolo nello staff del governatore, e che al contempo minaccia seriamente il successo di Morris…

Avevo deciso di non parlare di questo film. Ci vorrebbe qualcuno di più bravo e preparato per commentare una pellicola così complessa e di alto livello. Quindi mi limiterò a poche note ben lontane dallo spirito del critico di cinema.
Le Idi di Marzo è un ottimo film. Clooney si distingue ancora una volta come regista abile e impegnato. La storia narrata affonda nel cuore della politica e della società americana, tanto da poter risultare indigesta a chi è del tutto a secco di qualche nozione basilare su di esse.
L’intreccio elettore del candidato democratico alla Casa Bianca mette a nudo la sottile ipocrisia che permea da sempre il mondo della politica – non soltanto quello americano, si capisce.
Più nello specifico Clooney prosegue nel suo intento artistico: raccontarci gli Stati Uniti con un cinema vecchio stile, focalizzando l’attenzione dello spettatore attraverso lo specchio deformante del Potere.
Interessantissima la perdita dell’innocenza di Stephen Meyers (Ryan Gosling), che da giovane idealista si ritroverà infine a essere un cinico portavoce di sè stesso, e quindi perfetto nel sopravvivere e primeggiare in un ruolo importante in seno al sistema politico americano.

Sguardo disilluso, cinismo e al contempo brandelli sparsi di umanità che sopravvive alla grande lotta per primeggiare. Questi sono i punti di forza del film.
Se Le Idi di Marzo funziona lo si deve anche a un cast di attori in stato di grazia. Gosling è monumentale e sfoggia una prova ancor migliore rispetto a quella di Drive, Clooney finisce un po’ in secondo piano ma è perfetto nel ruolo di candidato-immagine dei Democratici. Pollice alto anche per due comprimari di lusso, Philipp Seymour Hoffman e Paul Giamatti. Funzionale nel ruolo della stagista ambiziosa e di buona famiglia, Evan Rachel Wood non spicca più dei colleghi, ma nemmeno sfigura.

Senz’altro uno dei migliori film del 2011, uno di quelli che rinconcigliano col cinema d’autore.

15 risposte a "Le Idi di Marzo"

  1. Molto, molto bello.
    Apprezzato anch’io. Sarebbe bello se si parlasse più spesso di “questo” tipo Clooney, stile Syriana o Good bye and good luck, piuttosto del “solito”…

    1. È un bell’uomo, intelligente, con una filosofia di vita più che accettabile. Alla fine fa bene a correr dietro alle donne, che poi non sono nemmeno le peggiori sulla piazza 😉

  2. Pensavo seriamente di vederlo, anche perché era l’unico salvabile nel desolante panorama offerto sotto le feste.
    Ma non ho trovato il tempo, mea culpa.
    Rimedierò presto, anche stimolato dalla tua buona recensione.

  3. Sono d’accordo per quanto riguarda le monumentali performance di tutto il cast (anche Marisa Tomei che è in solo due scene secondo è riuscita a rimanermi impressa, per dire). Però il mio giudizio globale sul film è un po’ più tirato. Pur riconoscendo credito a Clooney, che in genere a malapena tollero, Le idi di marzo non racconta niente sul tema della politica statunitense che non sia stato già detto centinaia di volte (e meglio). L’unica cosa veramente rilevante è che Clooney, liberal di ferro, non interpreta un vizioso candidato repubblicano ma un vizioso candidato democratico – forse per sottintendere che non c’è molta differenza tra i due partiti, ma più probabilmente per mantenersi fedele al testo teatrale da cui il film è tratto.

    1. Io non è che ne abbia poi visti tantissimi di film “politici” americani, forse per questo l’ho apprezzato particolarmente.
      La finezza riguardo al candidato democratico (e non repubblicano) mi è piaciuta molto 🙂

  4. Bene bene…avendo poco tempo per vedere film mi piacciono molto queste segnalazioni che mi aiutano a scremare la robaccia dalle cose buone.
    Eppoi…io ho un debole per Clooney quando fa questi ruoli un po’ più seri tipo in Syriana.

    Anche se in Ocean’s Eleven non era male, mi piace la sua ironia.

    Insomma…alla fine questo film era in lista ma ora sale direttamente nelle prime posizioni…appena riesco ad avere un paio di ore come si deve e non casco dal sonno.

    Cily

    1. A me Clooney è sempre piaciuto, anche se lo preferisco più in queste sue vesti impegnate.
      Mi sembra uno dei pochi attori del cinema “generalista” ancora in grado di raccontare qualcosa di elaborato.

  5. Si può dire che non mi è piaciuto? L’ho lasciato a metà, l’ho trovato lento e un po’ noioso, però bisogna dire che a me Clooney non è mai piaciuto come attore.

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