libri · recensioni

Darkness on the edge of town (di Brian Keene)

Darkness on the edge of town
di Brian Keene
Deadlite Press
192 pagine, 7.78 euro (cartaceo) 5.74 euro (eBook)

Sinossi

Una mattina gli abitanti di Walden, Virginia, si svegliano e scoprono che il resto del mondo sembra essere semplicemente… sparito.

Ora ciò circonda la loro città è un muro di oscurità color inchiostro, che ha precipitato Walden in una sorta di notte perenne. Nulla può entrare – non luce, non la gente, ma nemmeno l’elettricità, i segnali radio, TV, internet, il cibo o l’acqua. Ma non è tutto: niente e nessuno può uscire. Nessuno di chi ha osato penetrare la barriera misteriosa è più tornato indietro. Le loro urla sono tutto ciò hanno lasciato dietro di sé.

Ma per alcuni il buio non è il peggiore dei loro timori. Impazzire per la sete, la fame, e a causa della notte perpetua: questo è il rischio pincipale che corrono gli abitanti di Walden. Gli ultimi, pochi prigionieri sani di questa piccola città devono prepararsi al peggio.

Commento

Che Brian Keene sia uno dei più onesti e capaci scrittori horror del panorama americano è oramai appurato. Grazie all’operato meticoloso di alcuni blogger (mi ci metto anch’io e bando alla modestia), Keene si è fatto un nome anche in Italia, anche se il suo unico titolo arrivato nelle nostre librerie è I vermi conquistatori, pubblicato da Edizioni XII.

Noto come “zombie guy”, il buon Brian è in realtà un eclettico dell’horror, in grado di mischiare e rinnovare tematiche desuete.
Tra le tante cose che i suoi lettori più fedeli conoscono c’è un sottile filo conduttore che lega molti suoi libri, ovvero la “mitopeica del Labirinto”. Si tratta di un punto di congiunzione invisibile e quindi per nulla fastidioso per i lettori casuali di Keene, che si possono godere i suoi romanzi, del resto quasi tutti autoconclusivi. Gli altri, i fans, si devono invece aspettare prima o poi un gran finale, una sorta di libro conclusivo che unisca i vari mostri presentati di storia in storia, dagli zombie intelligenti di The Rising ai vermi colossali di The conqueror worms.

Darkness on the edge of town fa parte di questa non-saga, essendo caratterizzato dai punti salienti della medesima: atmosfere apocalittiche, strizzata d’occhio all’urban fantasy, acceleratore pigiato sull’horror soprannaturale più schietto e spettacolare.
Dalla sinossi sono evidenti i richiami a The Dome, il massiccio e non sgradevole romanzo di Stephen King. Le cose in comune tra i due libri sono parecchie anche se, a voler ben guardare, il romanzo di Keene assomiglia più a The Mist (racconto di King e ottimo film tratto dal medesimo), soprattutto per quel che riguarda la paranoia delle persone intrappolate e assediate da forze oscure e misteriose.

Darkness on the edge of town è l’ottimo connubio tra il mastodontico The Dome e il ben più stringato racconto, The Mist. Insomma, una sorta equilibrio tra le due anime kinghiane, ma senza scadere nelle scopiazzature banali.
In fondo lo stile di Keene è ben definito, con una scrittura assai più funzionale, asciutta e bilanciata rispetto alla prolissità di King, suo eterno punto di debolezza.

Azione e dialoghi si bilanciano, il senso di disagio, di intrappolamento è reso alla perfezione, tanto da poter chiudere un occhio sulla trama non originalissima e sullo sviluppo in fondo piuttosto scontato per chi si nutre di horror da tempo immemore.
Tra l’altro l’inglese di Keene è perfettamente comprensibile anche a chi non è abituato troppo alla lingua d’Albione. Direi anzi che si tratta di un ottimo punto d’inizio se volete provare a leggere in inglese per vedere come vi trovate.

17 risposte a "Darkness on the edge of town (di Brian Keene)"

  1. I Vermi Conquistatori mi ha fatto star male (in senso buono, anche se ho una fobia micidiale per i lombrichi) e le tematiche apocalittiche, soprattutto se su scala ridotta, mi affascinano molto.
    Dalla trama ricorda un pochino anche la notte del drive in, ma forse ho sparato una vaccata 😀
    E’ indecente che qui da noi sia reperibile un solo libro di Keene.

    1. Sì, è una vergogna e un’indecenza, soprattutto considerando la gran quantità di liquame che arriva sugli scaffali del *presunto horror* delle librerie italiane.

      Questo libro ricorda un po’ La notte del Drive In, sì, ma senza l’eccesso di pulp di Lansdale. Non ammazzarmi ma io preferisco Keene 🙂

      1. No, ma figurati! Io Keene lo conosco davvero troppo poco per fare paragoni. Adoro Lansdale, per questo mi è venuto in mente il Drive In, pensando al buio che circonda la cittadina 😀

  2. Non è banale affrontare cose molto conosciute da chi ama il genere e cercare di tirarne fuori il meglio. Keene merita attenzione, ormai non si può più parlare di sorpresa o di autore emergente.

    1. Si può parlare di “emergente” solo da noi, visto che continuiamo a ignorarlo.
      Io seguo il suo blog e ce l’ho tra le persone che leggo su Twitter e posso testimoniare che negli States è una voce autorevole, tanto che ha allacciato molte collaborazioni in campi affini (fumetti, cinema, musica).
      Tra l’altro ha un sito/blog spettacolare, molto personalizzato e di vero rapporto col pubblico. Un esempio per tutti: http://www.briankeene.com/
      Ok, sì, lo ammiro 🙂

  3. Di Keene avevo letto parecchio perchè tempo fa svendevano i titoli in lingua originale su IBS e me ne ero accattati un tot. Ora purtroppo la casa editrice (la Dorchester) ha combinato qualche sporca con gli autori e tutti la stanno boicottando, e lei stessa non pubblica più su carta ma solo ebook, ragion per cui non credo riuscirò a prendere questo titolo e mi dispiace (a meno che non sia stato pubblicato prima del patatrac).
    Già che siamo in tema, ieri sera ho finito di leggere “Relics” di Shaun Hutson, trovato su una bancarella a 1€ insieme ad altra roba horror inglese d’antan. Splatterissimo e con finale apocalittico, non sarà un capolavoro di finezza ma si legge bene. Hutson è un altro autore da riscoprire…

    1. Sì, il cambio di casa editrice è stato piuttosto drastico.
      Ora sta ripubblicando tutto col suo nuovo editore, Deadlite Press. Peccato soltanto per le nuove copertine, che trovo alquanto brutte.

      Relics di Hutson non lo conoscevo… a questo punto, come al solito, ne sono rimasto incuriosito. Grazie della dritta 🙂

  4. Bisogna sperare che la XII o qualche altro dei pochi editori illuminati (se sono più di due mi mangio il cappello come diceva il Rpckerduck disneyano) che sono rimasti in Italia pubblichi qualcosa altro di Keene, altrimenti l’unica é rispolverare l’inglese…che poi detto francamente tanto male non farebbe.

    1. No, no, due è già un numero ottimistico 😛
      Possiamo sperare nella nascita di qualche nuovo editore digitale, ma a livelli di cartaceo c’è da mettersi le mani nei capelli!

  5. Leggendo il riassunto anch’io ho subito pensato alla Notte del drive-in di Lansdale. I vermi conquistatori mi è piaciuto (anche se non mi ha fatto gridare al miracolo) ma agli ignoranti come me non resta che sperare in un’edizione italiana per poterlo leggere

  6. Sto leggendo in questo giorni quella che dovrebbe essere il seguito dei Vermi conquistatori. Pubblicato sul blog di Keene, mi sta davvero piacendo un sacco, anche se con l’inglese faccio ancora un pò fatica…
    Uno scandalo che non venga Tradotto nulla in Italia, con tutta la m…. che passa…

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