libri

Discesa all’Inferno (di Jeff Long)

Discesa all’inferno
di Jeff Long
Newton Compton editore
Fuori catalogo

Sinossi

Alla guida di un trekking turistico in Tibet, Ike Crockett si imbatte in una caverna senza fondo. Quando la sua compagna scompare, Ike decide di seguirla nelle viscere della terra. Presso una comunità di lebbrosi ai margini del Kalahari una suora porta alla luce le prove dell’esistenza di una specie protoumana e di una divinità chiamata Antico degli Antichi. In Bosnia il maggiore Branch precipita con il suo elicottero in una fossa comune dove viene assalito da esseri antropofagi che rifuggono la luce del giorno. E’ così che l’umanità scopre un mondo sotterraneo abitato da creature primitive e brutali somiglianti ai leggendari demoni e gargoyles.

Commento

Dedico questa recensione all’amico Dino Gargano che mi ha fatto tornare in mente il bel romanzo di Jeff Long, letto nel lontano 1999 e riletto un paio d’anni dopo.
Qualcuno mi chiederà: ma che senso ha recensire un libro che è fuori catalogo?
Innanzitutto tenete presente una cosa: anche se i nostri cosiddetti editori non hanno ancora riproposto le loro pubblicazioni passate in formato digitale, all’estero (per chi ha la fortuna di leggere in inglese) questi romanzi sono disponibili anche a distanza di anni. Per Discesa all’Inferno vale proprio questo discorso. L’ebook è in vendita a poco più di cinque euro (qui), mentre le copie cartacee possono essere acquistate usate per soli tre euro (qui).
Certo, se lo volete leggere in italiano dovrete sudare di più. Ed è un peccato, perché si tratta di un libro piuttosto interessante.

La sinossi racconta il necessario: una straordinaria scoperta geologica permette all’uomo di entrare in contatto con un mondo ctonio e dimenticato in cui vivono delle creature antichissime e spaventose, gli Hadal. La loro reazione nel relazionarsi col mondo esterno è tutta da scoprire, ed è questo che Jeff Long fa attraverso la scrittura e grazie a una serie di POV diversi e variegati.
La storia è interessante perché mischia fantascienza “verosimile”, horror, sociopolitica e perfino un pizzico di fantasy, se così lo vogliamo chiamare.
L’autore mette insieme un bel baraccone ricco di suggestioni scientifiche con la presunzione di renderle plausibili, riuscendoci a tratti. Ma in fondo non è un saggio quel che abbiamo in mano, bensì un romanzo. In tal forma Discesa all’Inferno si rivela essere una lettura coinvolgente, con spunti di originalità, ricca di azione senza mai scadere in scene patetiche in cui un eroe da solo sopravvive a cento nemici meglio armati e addestrati.

Ovviamente per uno come me i punti di forza del libro stanno nella rilettura in chiave moderna di alcune teorie pseudoscientifiche (la Terra Cava, Agarthi etc etc) molto in voga nel ‘900, sia a livello di narrativa che di esplorazioni più o meno serie. Il senso di avventuroso si respira per molti capitoli del romanzo, ottimamente ibridato dal retrogusto horror che pian piano si fa strada nel racconto: il leader che governa i primitivi Hadal può essere il Satana citato nei testi delle tre religioni abramitiche? La risposta non deluderà i lettori più esigenti. 

Insomma, un libro molto bello. Recuperatelo in qualche modo, ne vale la pena.

Tra l’altro Jeff Long, uno dei tanti autori quasi del tutto ignorati in Italia, è tornato altre volte sulla tematica del mondo sotterraneo riscoperto in era moderna. Lo ha fatto per esempio con Deeper e con Wall. Altra tematica cara all’autore è quella dell’avventura in montagna. In questo settore pare che The Ascent, ambientato sul “lato oscuro dell’Everest”, sia davvero molto buono.
Semmai date un’occhiata al suo sito ufficiale, dove ci sono tutte le informazioni utili.
La domanda è: qualcuno si degnerà di tradurre i suoi romanzi? Purtroppo temo di conoscere la risposta.

26 risposte »

  1. Ma no, perché tradurre un autore di fantastico che scrive così bene, si documenta, allestisce ottimi scenari e trame interessanti?
    Non è necessario. Non ci sono né vampiri, né zombi innamorati.

    • Perché chi si occupa di letteratura del fantastico, in Italia, raramente ne è appassionato. Anzi, spesso gli editori che la propongono la odiano…

  2. Sembra interessante, soprattutto per la commistione tra miti e leggende ed attualità. Quando non si scelgono scorciatoie forzate possono nascere delle storie davvero godibili ed originali. Con un pizzico di fortuna magari riesco a recuperarlo su qualche bancarella dell’usato, visto che, aimè, non leggo l’inglese. Rimane putroppo vero che nel nostro paese non si traducono autori validi mentre si pubblicano delle robe indecenti: sono fresca reduce dalla lettura de “Il mercante di libri maledetti” e devo dire che raramente mi sono imbattuta in un tale coacervo di banalità e di stereotipi. L’unica consolazione è che non lo avevo comprato ma mi era stato prestato. Almeno ho evitato di buttare nove euro.

  3. Temi che mi sono sempre piaciuti. L’inizio, da come l’hai descritto, sembra simile al romanzo settecentesco Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, ma forse anche Viaggio al centro della Terra.
    Vedo di rimediarlo.

  4. Un giorno qualcuno molto bravo e molto paziente riuscirà a spiegarmi come funzionano le cose, come mai per acquisire tre titoli decenti una casa editrice deve accollarsi sette fetecchie, come mai nel mondo si può fare liberamente scouting e nella nostra italietta si deve passare attraverso “professionisti”.
    Un giorno.
    Mi sa che dovrò avere pazienza.

    • Posso azzardare? Secondo me alcuni editori non leggono nemmeno i libri che comprano dai cataloghi esteri. Si assicurano soltanto che rientrano nei parametri dei generi letterari che tirano sul nostro mercato.
      A ogni modo su questa faccenda dello scouting ci sto pensando seriamente, per verificare se c’è la possibilità di trasformare ciò che già faccio in una sorta di secondo lavoro.

  5. letto anche io anni fa, decisamente consigliato.
    ammetto però che fu uno degli ebook che reperii dal lato oscuro della rete, ma proprio perché era impossibile trovarlo

  6. Mai letto, quindi grazie mille per la segnalazione! E’ un peccato che sia finito fuori catalogo, ma non c’è neanche da sorprendersi, considerate le politiche nostrane.
    Dai che, quando nascerà la Task Force Traduttiva “Plutonia Express Superpiù” (nome provvisorio) questi crimini verranno debellati! 😀

  7. Metto immediatamente in lista, trattandosi di un argomento – quello della Terra Cava – che mi interessa particolarmente (è tra l’altro uno dei temi in coda per un agile volumetto).
    Ammetto che l’angolazione horror un po’ mi stanca, però varrà la pena darci comunque un’occhiata.
    E ora spulciando il sito dell’autore scopro che mi avevano raccomandato tempo addietro anche “Empire of Bones”.
    Sembra sia venuto il momento di scoprire un altro autore.
    Grazie della recensione.

    • Conta che si tratta di un horror più per atmosfere, non certo per tinte splatter o morbose. Qualcosa di simile a Max Brooks, per dire. Anche il lato protoscientifico del romanzo è molto valido.
      A te interesseranno anche le altre sue opere “himalayane”…

  8. Certo, sono anni che mi faccio domande sui criteri per cui un editore italiano traduce schifezze e lascia perdere autori e libri meritevoli.
    La risposta è sempre la stessa. i nostri editori non vogliono rischiare, preferiscono andare sul sicuro, meglio un Corona o un King decaduto piuttosto di un Keene, tanto per dirne una.
    Non andremo molto lontani così, però.

  9. grazie della dedica ,Ale, troppo buono, posso dirti che ho letto The Deeper e che in effetti è il seguito di Discesa all’Inferno, ambientato 10 anni dopo e con i due sopravissuti del primo romanzo, ( in realtà c’è anche qualcun altro, ma è meglio tacere..eheh), putroppo , come hai ben raccontato nel blog di oggi, il fatto che ben tre opere di Long, di buon successo in patria, non siano state pubblicate in Italia, è uno dei misteri dell’editoria di settore, anche perchè il romanzo in questione è esaurito da tempo e quindi è piaciuto..boh.chissa che almeno alla N&compton fischino le orecchie..

    • Mi sa che Deeper devo proprio leggerlo! Sono anche parecchio in ritardo 🙂

      Potrei provare a mandare una mail a Newton Compton per vedere se c’è una minima possibilità di riproporre i lavori di Long almeno in ebook. Le chance sono scarsine, ma una mail costa poco (nulla).

  10. beh, magari tu hai buone possibilità di essere ascoltato e ” recepito”, se gliela mando io mi fanno la macumba e poi la bruciano…augh!

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