fumetti · recensioni

Singularity 7 (di Ben Templesmith)

Singularity 7
di Ben Templesmith
IDW Publishing (Free Books per l’Italia)
4 numeri (storia autoconclusiva)
Pagina ufficiale su Comixology

Sinossi

Un meteorite transita vicinissimo alla Terra, senza però colpirla. Ma il pericolo si nasconde in realtà nella sua coda, che porta con sé uno sciame di naniti – microscopiche macchine di natura aliena – in grado di cambiare la materia a livello molecolare.
Per puro caso la prima persona a respirare i naniti è Bobby Hennigan, un uomo come tanti, senza nessun pregio particolare. Le nanomacchine lo trasformano in qualcosa di simile a un genio assoluto. Bobby lavora per il bene dell’umanità, scoprendo la cura a diverse malattie e inventando macchine che nessuno aveva mai osato immaginare. Poi, all’improvviso, Booby impazzisce. A quel punto diventa una sorta di Dio distruttore e assume il nome di Singolarità. Nel giro di poco tempo distrugge buona parte della Terra, facendola divorare da un’orda infinita di naniti. Tre quarti della popolazione mondiale vengono distrutti, molti tra i superstiti sono trasformati in Gosiodi – in parte macchina in parte umani – al servizio del loro Dio omicida.
Quel che rimane dell’umanità si nasconde sottoterra, mentre la superficie del pianeta diventa simile a una distesa aliena e lunare, popolata da strane macchine organiche interconnesse…

Commento

Ben Templesmith ha scritto questa miniserie autoconclusiva nel 2004, nel tentativo di smarcarsi (almeno in parte) dal suo grande successo, 30 Days of Night, che rischiava di intrappolarlo in una saga riuscita ben oltre ogni previsione.
Singularity 7 è una storia che mischia fantascienza post-apocalittica, cyberpunk e biopunk. Nello scenario sopra descritto si muovono sette avventurieri, gli “specials”, tra i pochi fortunati ad avere un organismo (e degli anticorpi) in grado di combattere i naniti che infestano il mondo. A loro toccherà tentare l’impresa: raggiungere la Città Morta, sede e reggia del Dio Singolarità, e cercare di distruggerlo con una nuova arma fabbricata dagli scienziati umani che si nascondono in uno degli ultimi insediamenti del sottosuolo. Ma hanno poco tempo per farlo, perché le nanomacchine, voracissime, hanno iniziato a divorare la Terra stessa. 

L’odissea dei sette specials li porta ad affrontare orde di Gosiodi – similari a Borg di Star Trek, ma dotati di emozioni (ovviamente tutte negative) – e ad affrontare i pericoli di un mondo oramai alieno nell’aspetto e nella fauna che lo abita.
Il tratto nervoso di Templesmith è riconoscibilissimo: o lo sia ama o lo si odia. In questo caso specifico pare perfetto per l’ambientazione cupa e disperata e per i toni da “scienza gotica” che pervadono i quattro numeri della saga. Ciò nonostante non manca una giusta dose di ironia ad alleggerire i momenti più drammatici, finale compreso.
I richiami ad altre opere sono evidenti, o più che altro inevitabili: Matrix, Terminator Salvation, Mad Max in salsa biopunk. Mancano – e credo sia un bene – le lungaggini filosofiche tipiche proprio di Matrix. I naniti di Singolarità sono creature onnivore e sempre affamate di molecole, né buone né cattive. Il loro Dio è un pazzo che vuole dominare un mondo fatto di macchine fuse con la carne. In sostanza la faccenda è tutta qui: molto tangibile e concreta.
Nemmeno gli scienziati umani che hanno ingaggiato gli Specials per l’ultima battaglia sono dei santi: per anni hanno svolto sperimentazioni su cavie umane per ricavare nuove armi da opporre agli eserciti di Gosiodi e di naniti. Tutto in nome della salvezza del pianeta, che sembra comunque ben difficile da ottenere.

Singularity 7 è un buon fumetto, col grande pregio di concludersi in 120 pagine totali (all’incirca 30 per albo). E’ arricchito da trovate grafiche estreme e affascinanti, superiori per certi versi alla storia narrata, che per i veri esperti ha un po’ il sapore del già visto/già letto. Un esempio delle illustrazioni le potete trovare nelle tavole allegate a questo articolo. In un panorama fatto di saghe infinite, con personaggi eterni e scenari sempre più complicati da seguire, una storia autoconclusiva ha sempre un fascino particolare, lo devo ammettere.
In Italia l’opera è arrivata nel 2005, edita da Free Books col titolo di Sette Singolarità. Da quel che mi risulta e possibile ancora ordinarlo su IBS o su Amazon.

12 risposte a "Singularity 7 (di Ben Templesmith)"

  1. E di nuovo un fumetto che presto arriverà a casa mia grazie ad un celere corriere…
    Sei peggio di un diavolo tentatore, lo sai vero?

  2. mi è piaciuto molto l’articolo e per ringraziarti ti ho spedito, con corriere espresso, circa Kg.3.00 di naniti ben pasciuti, mi auguro che tu ti diverta…p.s. le spese di spedizione sono, ovviamente, a carico mio, nò, non ringraziarmi, dovere.

  3. alessandrogirola.me invece è il Dio distruttore dei portafogli altrui. Ribadisco che devo smettere di seguire i vostri blog quando parlate di libri/film/fumetti, chè vero che “Non di solo pane vive l’uomo”, ma proponete sempre roba talmente interessante che tra poco invece del pane mangio carta… XD

    Segnato…

    1. Eh, il mio a rimetterci sono io, con la carta di credito che chiede pietà in lingue conosciute e sconosciute!
      Con la scusa degli eComics non c’è nulla di più facile che farsi tentare da titoli a malapena conosciuti…

  4. Cyberpunk . Mad Max . Post-apocalisse. Già da questo mi sembra una figata pazzesca ! (Però nei connubi carne – metallo io ci vedrei pure “Tetsuo” di Tsukamoto…)

  5. Ben Templesith è un fantastico illustratore, un visionario che riesce a turbarti ed ammaliarti. Di suo ti consiglio assolutamente “Woormwood” (da non confondere cone il fumetto di Burrows ed Ennis). Lo adoreresti: grandi antichi e zombie riarrangiati in una storia intrisa di black humour. 🙂

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