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Pasta cacio e pepe: Cucinando con Simona (7)

Quando martedì ho chiesto a Simona se poteva fornirmi una ricetta a base di formaggio c’era in realtà un fine occulto: accontentare un mio lettore particolare.
Trattasi di X che, perfettamente conscio degli argomenti solitamente trattati su Plutonia, mi ha recentemente scritto per chiedere se potevo fare promozione alla sua linea di prodotti caseari. Sarò ingenuo io, ma riesco ancora a stupirmi di quanta poca attenzione prestino alcuni internauti. O forse sarebbe meglio dire: certe persone hanno una tale faccia di bronzo che sarebbero pronti a chiedere favori anche al Diavolo, se solo pensassero di poterne ricavare qualche beneficio.
Basta individuare un blog con un traffico di una certa rilevanza e… zac! Scatta subito la lecchinata. Fa niente se si chiede di parlare di commercio di alimentari a un blogger che tratta di narrativa di genere. Sono dettagli
Dunque, amico mio formaggiaio, questa ricetta te la dedico col cuore e con allegria. Anche perché io di formaggio ne mangerei a chili.

Pasta Cacio e Pepe

Ingredienti per due persone:
– 160 gr di pasta
– 80 gr di pecorino romano (stagionato)
– Un cucchiaio di pepe nero in grani
– Sale q.b.

Preparazione:
– Portare a ebollizione una pentola d’acqua con poco sale; aggiungere la pasta.
– In una terrina mettere il pecorino grattugiato ed il pepe nero precedentemente pestato.
– Scolare la pasta al dente, conservando un mestolo di acqua di cottura.
– Aggiungere il mestolo di acqua al pecorino e al pepe, ed aggiungere subito la pasta.
– Amalgamare bene il tutto ed impiattare.
And Now. . . Let’s cook! It’s Easy!  😉

Per il tipo di pasta, oltre al classico utilizzo di spaghetti o di bucatini, consiglio l’utilizzo di pasta all’uovo (spaghetti alla chitarra) che favorisce la “cremosità” del piatto.
– – –

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10 risposte a "Pasta cacio e pepe: Cucinando con Simona (7)"

  1. Oooh un piatto della mia città, che onore ;D
    Io adoro ” ‘a casce’ppepe”, quando ben fatta. Complimenti per la cosa dell’acqua di cottura nel formaggio, molti sbagliano e lo mettono sopra, tipo parmigiano.
    La carbonara ti piace? è in assoluto la mia preferita.

    Racconto un aneddoto sulle differenze culturali tra regioni italiane. Mia madre vive da anni a Modena; una volta una tipa le fa:
    – sei di roma?
    -si
    – ah noi a casa mangiamo sempre la carbonara!
    – ah, davvero?
    – si si, però non ci mettiamo l’uovo, perché un po’ crudo non piace ai bambini… e ci mettiamo il parmigiano perché il pecorino è troppo forte, idem per il pepe. E poi non usiamo la pancetta – che poi vorrebbe il guanciale – ma il prosciutto cotto a dadini.
    -ah… e la carbonara invece quando la mangiate?

    1. Giro i tuoi complimenti alla cuoca, che ha azzeccato la ricetta giusta 🙂

      La carbonara? L’adoro!!! Quando scendevo spesso a Roma vivevo a carbonara. Avevo perfino trovato una trattoria zozza, di quelle giuste, che la faceva da Dio.

      L’aneddoto è perfetto. Conosco molti tizi che fanno queste varianti (per così dire) arrivando infine a cucinare quel ca*zo che piace a loro, tutto fuorché il piatto originale, ovviamente!

  2. La stessa cosa succede a mia moglie che è genovese e qui a Roma incontra persone che “mangiano sempre la pasta al pesto fatto in casa” usando, invece, ingredienti del tutto strampalati. Ottima scelta quella della pasta cacio e pepe ed è anche un piatto sbrigativo, per chi ha poco tempo. Insieme agli spaghetti “aglio eolio” è il tipico piatto da mangiata notturna con gli amici (quelle cose che, poi, andando subito a dormirci sopra, provocano quegli incubi in cui tutti i fantasmi del tuo passato vengono a farti visita).

    1. ho dei cari amici genovesi che una volta mi hanno fatto il vero pesto; non ne ho mai più mangiato di così buono! Ma il pesto è difficile da fare, le paste romane sono tutte abbastanza semplici; bastano gli ingredienti giusti e qualche trucchetto 😀

      Altra pasta da mangiata notturna, come hai detto giustamente “ajo e ojo”, ma ancor più importante è il peperoncino!
      Molteplici sono i ricordi di spaghettate di mezzanotte estive, tavolate da 20 persone, in un campeggio sul Lago di Bolsena che frequentavo anni fa… Poi tutti i partecipanti (provenienti dalle più disparate regioni italiane) facevano a gara a chi portava il peperoncino più piccante… col risultato di un boccheggiamento generale :°°D che bei ricordi

      1. Il pesto genovese dovrebbero tutelarlo per legge 🙂 Tutte le varie repliche che ci propinano nei supermercati non valgono la metà!

        Mitiche le mangiate notturne! E’ da troppo tempo che non ne faccio una… e mi sta venendo la voglia!

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