Quando Schwarzenegger mi insegnava l’attinenza alla realtà

Vi ricordate quando, negli anni ’80, i film di Arnold Schwarzenegger vi insegnavano i valori della vita, la filosofia, l’amore per l’arte e per la cultura?  Vi ricordate i profondi temi sociali affrontati da film come Commando, Atto di Forza e Codice Magnum? Vi ricordate quella bella sensazione che vi permeava a fine visione, quando vi sentivate arricchiti come uomini e come persone?
No? Meno male, perché in quel film non c’era nulla di tutto ciò. Però c’erano dialoghi serrati e cazzeggioni, scene epiche e memorabili nella loro improbabilità. Tanto che ora che siamo dei baldi uomini di età matura (solo l’età, appunto), ancora li ricordiamo, li citiamo e stiamo qui a pubblicarne gli estratti presi da Youtube.
Perché tiro fuori questa storia? Perché, tra le tante belle recensioni di The Avengers (film che in linea di massima è piaciuto a un sacco di gente), le critiche più ridicole che mi è capitato di leggere sono riassumibili con questa mitica frase:

The Avengers è un film poco verosimile che ha scarsissime attinenze con la realtà e non insegna niente.

Cazzo no! Mi hanno smontato completamente. E io che lo ho recensito sprecando belle parole, senza accorgermi che è un film senza attinenze con la realtà. Come ho fatto a essere così cieco? Sarà colpa di DareDevil?
Vabbé, come volete che risponda a una stronzata sesquipedale come questa? In modo serio magari? Va buò, proviamoci lo stesso.

Ok, a me va benissimo se The Avengers non vi è piaciuto perché odiate gli eroi Marvel, perché vi aspettavate un’altra roba cupa tipo il Batman di Nolan etc etc. I gusti son gusti, chi sono io per dirvi che sbagliate?
Premesso ciò, rimango dell’idea che è uno di quei pochi film che puntano forte sul divertimento senza però scadere nell’esigenza un po’ scema di dover spegnere il cervello. Non è una roba alla Michael Bay, per capirci. Che mr. Bay te lo puoi pure vedere ogni tanto, ma dovrebbero metterci il disclaimer del tipo “Non superare le dosi consigliate – nuoce gravemente ai neuroni“.
Merito di Whedon, dei dialoghi serrati e riusciti, delle battute geniali. Per i Marvel fans è anche merito di ottime caratterizzazioni di quelle che sono vere e proprie icone internazionali, Tony Stark e Steve Rogers su tutti. Ma questa è roba che in fondo riguarda noi appassionati e basta, quindi lasciamola da parte.

Che poi so bene quanto i critici cinematografici impegnati potrebbero perfino inventarsi una doppia chiave di lettura per ogni singolo fotogramma del film, o come certi blogger che a volte giocano a fare gli stanchi e gli annoiati troverebbero mille motivi per cui è meglio il film indipendente prodotto in Gabon, rispetto ai Vendicatori di Joss (che è poi Whedon, non la Stone, quella dei piedi che fanno gola ai feticisti*). Ma a me i critici e i blogger annoiati stanno francamente un po’ sui coglioni, quindi perché dovrei preoccuparmi di loro?

No… è un altro Joss, mi dispiace!

Ora, ditemi un po’ se film come Commando, L’Implacabile, Atto di Forza** funzionano su meccanismi poi tanto diversi da The Avengers. Se rispondete “sì” siete dei malati mentali e vivete in un universo parallelo al mio. Vi lascio al vostro mondo di fate e di gnomi, senza offesa…
Se invece rispondete “no”, avete capito il senso del post e probabilmente non verrete a rovinarmi il sabato con altri discorsi sulla verosimiglianza e sull’attinenza alla realtà. Quindi direi che possiamo smetterla qui e pensare a qualcosa di più divertente, tipo l’ospite femminile di Plutonia di domani o l’ebook che vi regalerò mercoledì prossimo.

Se invece The Avengers non vi è piaciuto per altri motivi cazzi vostri rispetto la vostra opinione e non ho nulla da rimproverarvi. Ci mancherebbe pure! 🙂
– – –

*Ma quindi Joss è un nome da donna o da uomo?

**In un altro blog che stimo leggevo invece di un parallelismo tra The Avengers e quel che rappresentò Indiana Jones per la generazione dei ragazzi negli anni ’80. Direi che è un discorso che si riallaccia col mio e che ci sta alla grande.

41 commenti

  1. concordo su tutto quello che hai scritto, il ” fantastico ” deve esserlo, se nò che c.. di fantastico è? la verosimiglianza tecnologica e l’ambientazione aiutano a familiarizzare , sopratutto i non avvezzi al genere, ma poi largo alla fantasia, altrimenti vediamoci Moretti e Garrone….sob…

  2. Non posso che pensarla come te. Se ripenso al cinema degli anni 80 non posso che provare struggimento e nostalgia per una stagione irripetibile del cinema di puro intrattenimento. Le battute irripetibili di quei films sono ancora oggi largamente usate da chi ha vissuto quel cinema come una sorta di liturgia per stemperare momenti di tensione sul lavoro o nella vita di tutti giorni e, forse, l’unico italiano capace di produrre battute altrettanto efficaci è stato il Verdone di Borotalco con il suo Manuel Fantoni. La riflessione, l’introspezione ed il minimalismo la lascio volentieri ai film girati in tre camere e cucina dai regggisti che ha citato Dino. P.S. un’ultima riflessione su Robert Downey jr, un attore mio coetaneo che ha rischiato di perdersi e che diede prova di essere un artista di livello assoluto quando interpretò magistralmente Charlie Chaplin in uno suoi primi film (per chi non l’ha visto da vedere) da protagonista.

    1. Non a caso Verdone è forse il unico regista/attore cult di quegli anni, insieme ai primi tre film di Fantozzi.
      Battute e tormentoni che citiamo ancora adesso, a 30 anni di distanza, alla faccia della riflessione e dell’introspezione (che pure ci stanno, ma che hanno davvero poco da spartire con un certo genere di cinema, tanto che metterli a confronto è un esercizio sterilo).

  3. Su Commando, proprio ieri in auto, ha aperto un interessante dibattito il mio socio, riferendosi proprio alle battute divertenti che se vogliamo sono un po’ datate, e appaiono ridicole oggi. Però a noi fanno ancora ridere 🙂

    1. Datate eppure attualissime, secondo me 😉
      Almeno hanno un senso nel contesto, mentre certi film action di oggi sono tutti figosi, ma senza anima, in pratica noiosissimi.

      1. Giustamente diceva che quel tipo di umorismo, negli anni successivi, è stato talmente copiato e ricopiato, che se uno non ne conosce le origini, difficilmente può apprezzare. Peggio per loro! 🙂

  4. Perché, senza fare discorsi e apparire vecchio, all’epoca il cinema era fatto per intrattenere, e per fare soldi, perché Schwarzenegger faceva fare un sacco di soldi. Film interi adattati alla sua fisicità. Funzionava, e nessuno rompeva i coglioni con le storie di moralità.
    Non si capisce perché, ma in Italia, dove hanno stravolto anche il finale di Devilman, il prodotto di intrattenimento deve ammansire e ammaestrare. Dev’essere un antico retaggio psico-religioso, che vuole il film prodotto “per famiglie”, ovvero massaie impegnate a fare le tagliatelle di nonna Pina, il nonno rimbambito davanti alla tv, i marmocchi che scorazzano nel cortile insieme a cani e galline, il padre che rientra a casa dal lavoro e vuole il pranzo pronto e la tv.
    Un’idea già delirante sessant’anni fa.
    Ehi, ma, l’età media di chi ci governa è ottant’anni. Ragion per cui, che cavolo pretendi?
    😉

    1. Una visione del cinema, ma anche della narrativa, orripilante e castrante.
      Aderenza alla realtà, storie di denuncia, di formazione… Cose che ci starebbero pure bene se non fossero le uniche ritenute accettabili in questo triste paese.
      Che poi siamo alla demagogia più pura: con tutte le fiction da educande che passano su Rai e Canale5 il nostro dovrebbe essere un popolo con una coscienza civile perfetta, invece siamo sempre i soliti profittatori opportunisti e bastardi 😛

      1. Sì, appunto. Siamo una società vittoriana. L’apparenza è tutto. Famiglia nucleare, marito e moglie, bambini felici, cane che scodinzola e torta della nonna. E fiction allegre che devono far sorridere, piangere e riflettere sui misteri della vita, per costruire un futuro migliore, e per serbare il nostro passato.

        Non ti sembro un po’ Damon Killian.

        E comunque, cosa mi ha insegnato Schwarzenegger? Tanto per cominciare, mi ha insegnato come rifiutare un contratto di lavoro…

        1. Che belle le società basate sull’apparenza! Più tardi quando vado in bagno rifletto su questo concetto se ho qualche difficoltà a espletare 😀
          Comunque, IMHO, le fiction più assurde sono quelle biografiche con Beppe Fiorello. Una roba che concepirei solo nel mio personale inferno…

  5. Questa della verosimiglianza va purtroppo di moda. Che oltre a essere una sciocchezza, come hai ben spiegato, è anche abusata senza sapere di cosa si parla. La gente accomuna verosimile con reale.
    C’è un nemico che sta per invadere la nazione, una squadra speciale viene assoldata da un organismo governativo per eliminare la minaccia. È verosimile? Eccome se lo è. Potrebbe essere il resoconto di una Guerra Mondiale o qualsiasi altra operazione militare standard. È reale? No, per questo è un film.

  6. Concordo con Hell. SU TUTTO.
    E poi se questi mediomen vogliono attinenza alla realtà anche da un film sui supereroi hanno qualcosa di storto.
    Perchè a parte l’indiscutibile qualità whedoniana della pellicola, un film è sempre materia di sogni, on no?
    E i fumetti di più. Cosa vogliamo dunque che Capitan America stia a farsi le pippe parlando della disoccupazione mentre Thor monologa sul fatto che nel suo mondo i senzatetto non esistono e nel nostro siì?
    Cosa vogliono, vedere la dichiarazione dei redditi di Tony Stark e sapere se Hulk ha problemi alla prostata quando torna Bruce BAnner?
    Questa gente ha perso “il fanciullo nerd” che ognuno di noi dovrebbe portare con se’.

    E no, ovviamente i film degli anni 80 non avevano nulla a che fare con questo.
    Non si può nemmeno fare un paragone.

    1. Cosa vogliono questi spettatori? Mah, difficile dirlo. Forse si lamentano perché fa figo fare i critici a prescindere (e non parlo degli Avengers in particolare). Ogni cosa che piace al pubblico e alla critica diventa subito bersaglio degli annoiati e degli snob.
      Che poi io li snob li sparerei su Marte, diciamolo fuori dai denti…

      Comunque, nota di colore, c’è la versione “Ultimate” di Thor, un norvegese folle e ambientalista che sta dalla parte dei no-global. Un supereroe impegnato 😀

  7. Ma c’è qualcuno che considera Commando, Codice Magnum o l’Implacabile dei filmoni? Non credo proprio… e non mi sembra che abbiano ricevuto riscontri di pubblico e critica lontanamente paragonabili a questo, o che siano ad oggi considerati delle pietre miliari del cinema. Quindi francamente non mi sembra che paragonare The Avengers a quei film corrisponda ad un grande elogio nei confronti di questo film.

    Forse Atto di Forza è considerato qualcosa in più, giustamente, essendo comunque ispirato da una storia di Philip K. Dick. Insieme a Predator, elogiato soprattutto (dal pubblico, probabilmente meno dalla critica) per la creatura e per il ritmo serratissimo.

  8. Tanto per fare la solita figura del pedante rompitasche – “Joss”, per lo meno nel caso di Whedon, è inteso come il temine cinese che significa “fortuna”… Joseph Whedon ha cambiato legalmente nome una volta maggiorenne, se ricordo bene.

    Per il resto, un sacco – ma proprio un sacco – di gente dimentica che noi primati tendiamo ad imparare giocando e raccontandoci storie, non assumendo atteggiamenti pseudo-intellettuali.
    Non so se The Avengers avrà l’effetto che ebbe Star Wars, o Indiana Jones, o Blade Runner sulla mia generazione (dopotutto, non c’è Harrison Ford, in questo, giusto?)
    E forse non ho imparato a vivera dai film con Schwarzenegger ma piuttosto da quelli con Michael Caine.
    Però sono piuttosto in linea con quello che dici.

        1. Stallone francamente si salva secondo me solo in Rambo (il primo) e Rocky (il primo). Il resto? Bah. Roba come Over The Top, Rocky IV e V, Cobra, Fermati o Mamma Spara… imbarazzante. Schwarzenegger non era un grande attore ma la qualità dei suoi film è stata nettamente superiore.

    1. Hai fatto bene a spiegare l’origine del nome Joss, io davvero non lo sapevo, quindi ho scoperto una cosa in più, il che fa solo bene.

      Riguardo al resto – nomi e titoli specifici a parte – concordo riguardo alla valutazione sugli atteggiamenti pseudo-intellettuali. Fini a se stessi e quindi sterili. Però danno un tono, vuoi mettere?

  9. Oggi mi vergogno a dirlo, ma all’epoca vidi in sala Commando, Delta Force, Invasion USA (e ricordo ancora la profetica recensione di Ciak che diceva “è così brutto che tra 20 anni sarà un cult”. E infatti.) e persino, ultimo film a essere proiettato all’oratorio prima di chiudere il cinema, Rombo di Tuono, sempre con Chuck. Cobra no, però. Anche io avevo i miei limiti.

  10. Ma da quando in qua i supereroi dei fumetti dovrebbero avere attinenza con la realtà? Qualcuno di quei critici conosce forse una divinità “vera”? Esiste forse uno scienziato milionario misantropo e donnaiolo nella realtà? E forse forse in america va veramente in giro per strada libero uno che se si arrabbia diventa un gigante verde furioso?
    Ma che vadano a spendere… và! và! ^^

  11. Comunque in linea di principio sono d’accordo, non ha assolutamente senso dire quanto un film sia bello in base a quanto sia realistico; per alcuni film che hanno la pretesa di essere realistici ha senso, per altri certamente no. Trovo ridicolo che ad esempio alcuni dicano che Apocalypse Now non dipinge la guerra del Vietnam esattamente come fu e che non successe mai nulla del genere e pertanto non sia da ritenere un bel film quando CHIARAMENTE l’obiettivo del film non è quello di essere un documento storico.

  12. Allora, chiariamo le coordinate di partenza. Ho visto “Terminator”, il primo del 1984, undici volte. Di cui tre in sala. Sono pronto a rivederlo, ORA, per la dodicesima volta. Ci siamo?
    La Verosimiglianza (TM) è un concetto che posso voler vedere in un documentario, in un film biografico, al limite nella simulazione di un periodo storico. Dovunque altro è una presa per i fondelli.

    1. I film devono essere semplicemente credibili nel contesto che creano, non realistici. Se improvvisamente in un film del Signore degli Anelli apparisse uno in giacca e cravatta sarebbe ridicolo, pur essendo una persona in giacca e cravatta qualcosa di non assurdo.

      Per esempio il primo Highlander non era affatto realistico, ma era coerente e quasi sempre credibile. Il secondo Highlander invece era pattume in quanto non era minimamente credibile, era impossibile non notare le enormi incongruenze interne e con il primo capitolo.

  13. Non ho ancora visto Avengers quindi riporto solo voci amiche. Non è che, per caso, la realtà a cui non è attinente è quella Marvel?
    Perché molti amici che leggono Marvel da tempo immemore sostengono che personaggi come Tony Stark non siano pienamente fedeli alla controparte cartacea. Altri avrebbero preferito un nemico non creato ex-novo, preferendo piuttosto i ben noti Skrull. Etc…

    Anche perché letta diversamente quella frase non avrebbe senso XD

  14. Appena lo vedo mi faccio un idea, in fondo questi film devono tenerti la mente occupata per un paio d`ore.
    Per il cinema anni ottanta con il dinamico duo Sly/Arnold l’apice rimangono IMHO Last action nero e Demolition man, con l’intrusione L’armata delle tenebre ( un cult di frasi epiche)

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