libri · recensioni

Loro attendono (di Robert McCammon)

Loro attendono
di Robert McCammon
Mondadori editore
333 pagine, fuori catalogo
(eBook in versione originale)

Sinossi

Hanno dormito per secoli, il loro grido intrappolato nella montagna che le sovrasta, gli occhi implacabili spalancati nel buio. Hanno portato con sé il loro mistero, l’inestinguibile sete di vendetta delle Amazzoni, l’incendio che ha devastato i corpi di mille guerrieri.
Sono dei mostri. E soltando un uomo può combatterli. Quell’uomo di sta preparando. (Dalla quarta di copertina)

Commento

Un appassionato esploratore di bancarelle come me va del tutto in solluchero quando porta a segno un colpaccio di questo tipo. Loro attendono, uno dei più riusciti romanzi di Robert McCammon, fuori catalogo da oltre un decennio, sembrava aspettare proprio me, sepolto sotto una pila di altri libracci. Averlo portato a casa per soli due euro è un po’ come aver vinto al lotto*.

McCammon è uno scrittore che in Italia stanno riscoprendo solo di recente (mi ripeterò, ma è inutile nascondersi: è un lavoro che solo la Gargoyle Books ha parzialmente fatto durante la vecchia gestione, prima dei noti casini). Seppur non paragonabile a certi guru come Simmons e Ketchum, il buon Robert è un solido autore horror che ha dalla sua uno stile solido e accattivante, in grado di risollevare le sorti di trame che non sempre brillano di originalità. Penso per esempio a L’ora del lupo e Hanno sete, due romanzi non certo innovativi nel genere, ma godibili proprio perché ben scritti.

Loro attendono (titolo inglese: Bethany’s sin) ha invece anche il pregio di essere una variante alle tematiche horror più scontate, i cui archetipi sono da decenni riproposti in tutte le salse. Questa volta McCammon decide invece di attingere nel sempre affascinante campo della mitologia classica, rispolverando la leggenda delle Amazzoni, attualizzandola e trasformandola in un horror coi fiocchi.

L’ambientazione è moderna, nonché delle più classiche: la provincia americana, rappresentata nella fattispecie da un paesino periferico, apparentemente lindo, tranquillo e beato. I protagonisti del libro sono i membri della famiglia Reid: Evan, scrittore, reduce dal Vietnam, Kay, insegnante e la piccola Laurie, la loro figlia. I Reid si sono appena trasferiti a Bethany’s sin (un altro classico) per cercare tranquillità e un nuovo inizio. Peccato che ben presto qualcosa si profila all’orizzonte. Una minaccia oscura che serpeggia tra la comunità femminile del paese, e che fa riferimento soprattutto a Kathryn Drago, l’ex archeologa ora diventata sindaco di Bethany’s sin.
Man mano che Evan ficcherà il naso scoprirà l’orribile verità che si cela dietro alla vita apparentemente perfetta del paesello: gli spiriti demoniaci delle antiche Amazzoni, risvegliati dalla Drago durante i suoi scavi giovanili sul Mar Nero, hanno posseduto tutte le donne di Bethany, che segretamente stanno ricostruendo una società matriarcale di guerriere spietate.

Una solida trama di horror sovrannaturale, che si sviluppa su consolidati binari tipici della narrativa fantastica, ma che ha come valore aggiunto la scelta di villains decisamente azzeccati: questi elementi fanno di Loro attendono un romanzo decisamente gradevole.
McCammon gioca con meccanismi che conosce bene, aggiungendoci anche quel tanto che basta di ricerca storico-documentaria, senza mai scadere nell’infodump spietato (lo “spiegone”, tanto per capirci).

Il romanzo ricorda inevitabilmente quelle poche perle di “horror al femminile” che lettori e scrittori ci offrono col contagocce. Il parallelismo più evidente che mi è balzato alla mente, fatti i dovuti distinguo, è quello con il remake di The Wicker Man (film mediocre, questo remake, ma che ha come suo unico punto di forza proprio la rappresentazione di una spietata comunità matriarcale dedita a sacrifici pagani).

Come uso dire sempre più spesso, Loro attendono non sarà una lettura imprescindibile, ma è gradevole e di buon livello.
Speriamo che venga presto riproposta in Italia.
– – –
* In realtà tutto ciò accadeva qualche mese fa, perché la recensione lo recuperata dal vecchio blog. Ma la sostanza non cambia.

10 risposte a "Loro attendono (di Robert McCammon)"

  1. Adoro McCammon. Come dici tu non è un genio come Simmons o Ketchum ha ha scritto delle perle di puro horror che oggi sono introvabili. Io, piano piano, sono riuscita a recuperare quasi tutto.
    E Loro Attendono è uno dei suoi migliori. Sono tanto contenta che tu lo abbia segnalato

  2. a parte questo romanzo ho letto tutto ( credo…) quello di McCammon tradotto ed edito in italiano, e mi piaciuto molto, incluso L’ora del lupo che riletto qualche tempo fa e che riprende il tema lupomannaresco da te ben trattato nel noto racconto uomini e lupi.penso anch’io che non sia Simmons , però si difende bene, sopratutto nel ritmo del racconto, Baal e Hanno sete sono molto veloci e scorrono via bene, insomma, io non sono un superesperto come te però a me piace e garantisce qualche ora di svago , che poi alla fine credo sia quello che conta di più, almeno per me che non sono un addetto ai lavori ma un semplice lettore..

    1. Ribadisco: McCammon è bravo perché rispetta il lettore e non ha il patema di inventarsi chissà cosa per risultare geniale. Le sue idee le esprime in uno stile diretto e pratico. Letto di tanto in tanto, per intervallare altri autori più ostici, è perfetto.

  3. Di McCammon mi sentirei di consigliare anche “La Maledizione Degli Usher” , un gustoso pastiche sempre proposto dalla Gargoyle “prima dei ben noti casini”.
    Nell’ambito editoriale italiano si sente sempre di più la mancanza di un McCammon, e consentimi, di una Gargoyle “vecchia gestione”.
    Ciao.

  4. Una cosa buona però la nuova Gargoyle l’ha fatta: la linea di ristampe economiche Pocket. Inaugurata con “L’estate della paura” di Dan Simmons. Sulle nuove scelte editoriali invece rimango sempre perplesso.

  5. Gran bel colpo!
    McCammon io lo prendo apiccole dosi – per me la sua produzione è molto romanzone estivo, molto libro da spiaggia (non un fatto negativo, eh!)
    Se mi capita di metter le mani su un suo romanzo, d’estate, sono ben felice di arpionarlo.
    Questo mi manca, e non avevo fatto la connessione fra il titolo italiano e quello in inglese – prima di questo post, “mi mancavano entrambi”, ora so che sono lo stesso 😀

    1. Concordo al 100% con la definizione che dai dei buon McCammon.
      Un ottimo autore d’evasione, con molto mestiere e un modo sincero e onesto di porsi ai lettori e agli appassionati.
      Questo libro è forse il più interessante tra i suoi che ho letto 😉

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