libri · recensioni

Delta Green: Denied to the Enemy (di Dennis Detwiller)

 

Delta Green: Denied to the Enemy
di Dennis Detwiller
ARC Dream Publishing
259 pagine circa
1.17 euro – eBook in lingua inglese

Sinossi

Thule, l’Atlantide dei nazisti, presunta patria del leggendario popolo dei superuomini ariani, che dominò sulla Terra nella Preistoria. Per molti è solo un mito, una delle tante follie in cui credono i gerarchi nazisti. Il tradimento di un ufficiale delle SS legato alla divisione occultista Karotechia è destinato però a cambiare la prospettiva a molte persone.
Thule esiste, e qualcuno sta cercando di scoprirne i segreti per stipulare un’aberrante allenza che cambierà per sempre il corso della guerra e della Storia.

Commento

Ho scoperto questo romanzo grazie a Davide Mana, che ne parla qui.
Denied to the Enemy è un prodotto di quel bel gruppo di pensatori, giocatori, illustratori (e molte altre cose che finiscono in -ori) chiamato Delta Green. Partendo da una produzione di articoli ed espansioni prettamente giocoruolistiche, i DG hanno presto creato un catalogo di sfiziosità del tutto usufruibili a chi nemmeno sa di preciso cos’è un gioco di ruolo. Competenza, sano divertimento e una cura del dettaglio superiore a buona parte delle nostre grandi case editrici: ecco la chiave del successo di DG.
Aggiungerei, non meno importante, l’evidente competenza nel trattare argomenti legati strettamente al fantastico, cosa che qui da noi, paradossalmente, risulta spesso essere un handicap nel curriculum di uno scrittore. Pregiudizi stupidi da intellettuali annoiati che stanno affossando intere generazioni di sognatori italiani. Ma per fortuna possiamo sempre guardare altrove.

Denied to the Enemy è una solida storia di spionaggio e di guerra, basata però su un background soprannaturale che attinge dichiaratamente al mondo creato da H.P. Lovecraft.
Abbiamo quindi i mostri inventati dal sognatore di Providence, ma anche il nazismo occulto, le ricerche sul paranormale, un piccolo gruppo di persone dotate di talenti fuori dall’ordinario. Tutti ingredienti che hanno sempre un grande potenziale agli occhi del lettori giusti.
E voi, se siete qui su Plutonia, appartenete alla categoria.
Dennis Detwiller ha saputo miscelare gli ingredienti fino a ottenerne una novel godibile fino all’ultima pagina, con diversi cambi di POV narranti, colpi di scena e un bilanciamento quasi perfetto tra l’aspetto orrorifico della novel e quello più thrilleristico.

La cosa bella è che Denied to the Enemy costa, in formato ebook, poco più di un euro. La cosa brutta è che finora è disponibile soltanto in inglese. Ed è un peccato che buona parte dei lettori italiani non possano quindi leggerlo, perché è molto più valido del 90% delle cose che potete trovare in questo esatto momento nei settori horror e fantascienza di una qualsiasi grande libreria.

Qui trovate tutte le coordinate per acquistarlo, e anche gli altri prodotti di Delta Green. Sicuramente tornerò a parlarne presto.

10 risposte a "Delta Green: Denied to the Enemy (di Dennis Detwiller)"

  1. Interessante recensione, anche perchè Delta Green è quasi sempre sinonimo di qualità. Personalmente ho giocato da player qualche loro scenario e li ho sempre trovati originali e curati, oserei dire nettamente superiori a quelli ufficiali messi in commercio per CoC, che spesso sono caratterizzati da una banalità sconcertante. Ne abbiamo le tasche piene di avventure in Egitto e in Messico: ma qualcuno di coloro che scrivono gli scenari ha capito che Lovecraft era un estimatore dell'”orrore all’angolo della strada”? Quel che più ho amato dei prodotti Delta Green è proprio il tentativo di conservare lo spirito di Lovecraft, legato al suo territorio e alla sua città.

    1. Sì, è vero. Gli scenari ufficiali di CoC puntano molto (troppo) sull’aspetto esotico delle avventure. Quantomeno alternare la cosa non sarebbe affatto male.

  2. Delta Green è probabilmente la cosa migliore capitata all’orrore sovrannaturale negli ultimi vent’anni.
    Dalla sua prima comparsa, il progetto ha portato alla nascita di due case editrici (La Arc Dream Publishing e la Brichester University Press), una rivista (The Black Seal), e lanciato la carriera di almeno cinque autori professionisti…
    Mica male.
    Poi, OK, sono di parte, ho scritto per loro, sono miei amici, seguo ancora le loro discussioni (ma ormai partecipo poco) – come dicevo altrove, il mio Un Fil di Fumo nacque come storia nell’universo di DG..
    L’interazione fra i creatori originali (Detwiller, Tynes e tutti gli altri ragazzi della Pagan Publishing) e il pubblico è tale che ormai ogni confine è sfumato.
    Ed il bello è che, dopo un periodo di stasi, ora DG sta tornando alla grande – nuovi romanzi e racconti, nuovi sourcebook e scenari…

    1. Ma come sono nati? Come un gruppo di ex giocatori che hanno deciso di fare sul serio? La loro storia mi affascina, anche se non la conosco. Sembra la tipica cosa che qui non può accadere.

      1. Nascono come giocatori di ruolo che avevano creato una fanzine – The Unspeakable Oath.
        Su TUO uscì nel ’92, credo, il primo abbozzo di DG.
        Prima, è importante farlo notare, di X Files (ai quali veniamo spesso paragonati).
        Da lì venne poi sviluppato il manualone per il gioco, e nacque la mailing list, sulla quale cominciammo a scambiarci idee a un ritmo folle.
        Dalla mailing list nacque il secondo manualone (sul quale ci sono anche due miei pezzi), e poi i racconti e tutto il resto.
        Poi gli europei della squadra misero in piedi la Brichester University Press per stampare una rivista nostra, The Black Seal, dedicata solo a DG e affini.
        E poi via, Tynes e Detwiller cominciarono a pubblicare romanzi e antologie…

        DG è ancora vivo e vegeto, ed ha – oltre alla mailing list ed ai siti – anche una rete di sicurezza online per verificare lo stato di buona salute dei membri storici, messa in piedi dopo la morte improvvisa e inaspettata del mio amico Mark McFadden.
        E poi gadget, il Dojo della Morte, il gruppo Gunfondlers…
        Siamo ovunque, e ci divertiamo da pazzi.

        1. Proprio quel genere di progetti che adoro: spontanei, saldati da rispetto reciproco e amicizia, open source, internazionali e “interforze”.
          Ad avercene…

          1. DG non è open source – ha un copyright in titanio pressofuso con pentacoli enochiani…
            Diciamo che la comunità è molto open, e a meno di non essere proprio dei troll, tutti sono benvenuti.

            Tutto quello che so di netiquette l’ho imparato sulla DGML… e ho le cicatrici per ricordarmelo.

  3. non conosco i giochi di ruolo, mai provati, e se è per quello niente di tipo PS, nintendo ,Xbox e simili, però sono tentato dal racconto, lo prendo e poi ti dirò come lo vedo….grazie della dritta.

    1. Questo è un romanzo che parle dalla base di un gioco di ruolo, ma è comunque godibilissimo anche per chi non ha mai aperto un GDR. Consideralo, alla fin fine, un romanzo e basta 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.