film · recensioni

Nazist at the center of the Earth (2012)

Nazis at the center of the Earth
di Joseph Lawson
USA 2012

Sinossi

Un gruppo di ricercatori americani dislocati in una stazione scientifica in Antartide viene catturato da un plotone di creature che indossano maschere antigas e uniformi naziste della Seconda Guerra mondiale. Questi mostri li conducono nella loro base segreta, nascosta al centro della Terra. La base è stata creata dal dottor Mengele, fuggito dalla Germania in fiamme nel lontano 1945, sulle rovine di un vecchio avamposto militare tedesco dei primi anni ’40.
Da allora Mengele non ha mai smesso di sperimentare orribili ricerche di trapianti su esseri umani catturati in superficie, al fine di realizzare il sogno dell’immortalità ariana. In più il dottore ha un ulteriore scopo nella vita, un progetto folle e ambizioso che potrebbe permettergli di costruire il Quarto Reich e di porne al comando un invincibile, mostruoso leader.

Commento

Un film folle e delirante di quelli che solo la Asylum sa produrre.
Sull’onda lunga del successo mondiale (ma non italiano, ahimé) di Iron Sky, il carneade Joseph Lawson realizza una pellicola incredibile, che rende omaggio al filone horror-nazi, senza preoccuparsi della forma, spesso a livelli quasi amatoriali, ma divertendosi nel regalare al pubblico uno spettacolo che omaggia apertamente le atmosfere di un capolavoro videoludico quale Wolfenstein 3D.
Se i primi trenta minuti di film sono sonnolenti e incredibilmente brutti, tanto da richiamare alla mente uno (a caso) dei tanti titoli torture coi nazisti come protagonisti, la seconda parte della pellicola vale senz’altro la visione. Senza aspettarvi qualità nella recitazione (di fatto del tutto assente) o effetti speciali particolarmente raffinati, la Asylum ci regala infatti una storia tanto impossibile da risultare spassosa.

Hitler Robot! Vi ricorda qualcosa?

Mengele, uno dei due supercattivi di Nazis at the center of the Earth, è un personaggio stereotipato, crudele, geniale, del tutto lontano da ogni possibile coerenza biografica del vero “angelo della morte”. Basti pensare a come fa il suo esordio in scena, abbattendo un tank americano con un panzerfaust, per poi lanciarsi in un’opera di cecchinaggio con la sua Luger! Per fortuna (sic) nella seconda parte della pellicola si dedica ad attività a lui più consone, come per esempio trapianti di cervello ed esperimenti di livello variabile di crudeltà.
Anche il resto dei protagonisti del film sono dei cliché ambulanti, dagli ostaggi americani, divisi in vittime predestinate, eroi e doppiogiochisti, ai soldati nazisti immortali, tutti spietati e senza alcuna traccia di umanità residua.
Gli esperimenti di trapianto di Mengele sono semplici: smembrare degli esseri umani e utilizzare i loro organi per sostituire quelli danneggiati delle sue SS. Il medesimo trattamento è quello che l’ha mantenuto in vita fin dal 1945. Ovviamente si tratta di un metodo fallibile, che necessita continuamente di nuove cavie. Non a caso le SS, pur mantenendo inalterata la loro efficienza, sono in vario stato di decomposizione.

Veniamo dunque al secondo grande progetto di Mengele: utilizzare le cellule staminali per rianimare la testa di Adolf Hitler, innestata su un enorme robot copiato pari pari dal già citato Wolfenstein 3D! Il regista è talmente folle da andare fino in fondo nella sua sceneggiatura. Il piano del folle dottore funziona e Hitler resuscita, intenzionato a “distruggere tutto il mondo non ariano“. Ed è un uber-Hitler molto cazzuto, dotato di mitragliatrici gatling, di una lama innestata su un braccio meccanico e di un laser toracico che fa molto Jeeg robot d’acciaio.
Non solo! Al limite del plagio dichiarato, Hitler-cyborg si mette al comando di un enorme disco volante nascosto nel sottosuolo di Agarthi. Con esso i supernazisti volano in superficie, pronti a dichiarare guerra al mondo intero a suon di missile.

Non vi svelo il finale. Vi assicuro però che il film, nella sua pochezza, è uno spasso. L’Hitler-Robot, con tanto di cicatrice alla tempia, ricordo del suicidio nel Führerbunker, è un mostro in puro stile dieselpunk che immancabilmente diverte. Idem per i nazisti trapiantati, spietati e crudelissimi.
Nazis at the center of the Earth è un prodotto Asylum al 100%. Nessun attore si salva, la recitazione è ridicola, gli effetti speciali vanno dal dignitoso allo scarso. La trama è folle e priva di razionalità. Il sangue scorre a ettolitri. Tuttavia il livello di trash è tale che sicuramente vale una visiona davanti a un bel sacchetto di pop-corn e a una bottiglia birra.
Tedesca, ovviamente.

10 risposte a "Nazist at the center of the Earth (2012)"

  1. Un classico titolo per la maratona di B Movies per la notte di Halloween.
    Per quanto, da come lo descrivi, i vecchi B classici risplendono come gemme meravigliose al confronto…
    Grazie per la segnalazione, mi hai risparmiato due ore di vita 😉

  2. Apparentemente, Iron Sky esce in Italia ad ottobre. Probabilmente in una sola sala per giustificare i diritti televisivi futuri.

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