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Storia dei Freak. Mostri come noi (di Omar Lopez Mato)

Storia dei Freak. Mostri come noi.
di Omar Lopez Mato
Odoya Editore
288 pagine, 18 euro

Sinossi

“Freaks” presenta una carrellata di prodigiosi individui: nani acondroplasici, uomini con la coda, donne barbute; si raccontano le loro vite circensi, la loro miserabile esposizione o le loro maestose prodezze. I “fenomeni da baraccone” sono sempre stati sfruttati da chi ha fatto della loro esibizione una lauta fonte di ricchezza, e Barmun non fu certo l’unico imprenditore che, mentre annunciava il suo spettacolo contando i milioni che riusciva a guadagnare, con un sorriso in volto commentava che ogni minuto nascono degli imbecilli da poter ingannare con i suoi trucchi. Oltre a narrare le vite di questi personaggi che hanno ispirato scrittori e cineasti, nel libro vengono rintracciate le radici biologiche che hanno prodotto le loro singolarità, le mutazioni genetiche che spiegano o tentano di chiarire le cause della loro cosiddetta mostruosità. Tra loro e il resto dell’umanità esiste solo una minuscola porzione di Dna modificato da imprevedibili mutazioni. La nostra vita dipende dalla volubile e capricciosa successione di questi acidi nucleici. Tanto fragile è la nostra presunta normalità, tanto labile la nostra plausibile mostruosità.

Commento

Parlare dei freaks, i “fenomeni da baraccone”, senza né perdersi nella morbosità né cullarsi nel pietismo.
Questo ottimo saggio di Omar Lopez Mato riesce nell’intento, intrattenendo il lettore con una nutrita galleria di personaggi usciti da un’epoca sorpassata, quella dei freaks show, dei safari umani, degli orrori viventi. Sorpassata ma non ancora dimenticata.
Che poi, ammettiamolo, spettacoli come quelli dei cosiddetti fenomeni da baraccone avevano un loro fascino, specialmente nell’Ottocento e nel Novecento, quando il mondo sembrava ancora un posto dannatamente misterioso e ricco di mostruosità.
Mostruosità che, per somma ipocrisia, si identificavano nel diverso, nel deforme, non nei comportamenti che bestializzavano quelle che in realtà erano soltanto persone sfortunate, ma spesso sensibilissime.

Le gemelle siamesi, Violet e Daisy.

Lopez Mato ci introduce dapprima nell’origine dei freak show, una tradizione nata già sul finire del medioevo, ma concretizzatasi nella forma che noi conosciamo a fine ‘700. Dopo questo breve excursus storico l’autore argentino ci introduce la figura di P.T. Barnum, l’impresario fondatore dell’omonimo circo, che lucrò per anni (con grand successo) sui freak, arrivando perfino a creare un teatro-museo dedicato agli “scherzi della natura” e a improbabili animali mostruosi – quasi tutti falsi storici – esposti al pubblico.

Dopo aver riassunto la storia dell’abile Barnum, lo scrittore ci illustra una serie di freak caratterizzati da diverse deformità e al contempo resi famosi dai tanti spettacoli a cui parteciparono, diventando una sorta di celebrità più o meno volontarie.
Ci sono per esempio i nani, come il celebre Commodoro Nutt o come la Doll Family, un quartetto di nani tedeschi, reso celebre dalla partecipazione al film Freaks, di Tod Browning.
Ci sono i gemelli siamesi, uniti dalla nascita in diversi punti del corpo, come Daisy e Violet Hilton, oppure come i due fratelli italiani, Giacomo e Giovanni Cocci, congiunti all’altezza del torso e del bacino.
C’è il tronco umano, Prince Randian, nato senza braccia e senza gambe, ma diventato una celebrità dei circhi e infine anche al cinema.
Ci sono le donne barbute, come l’indigena messicana Julia Pastrana, nota come “donna orso”, e spesso spacciata per l’anello mancante tra i sapiens e i Neanderthal.
Ci sono gli scheletri umani e le loro controparti, gli obesi di ogni peso e dimensione.
Ci sono anche gli ermafroditi, i mangiatori di vetro, gli uomini con la coda e altre tipologie di freak.

Le biografie del libro sono esaustive, accompagnate di foto, perfette per far risaltare la personalità di quelli che venivano considerati soltanto mostri, ma che in molti casi erano persone intelligenti e dotate di grande forza di volontà e di spirito artistico.
Mi ha stupito scoprire – scusate la mia pochezza – che non pochi freaks si sono sposati con partner privi di deformità fisiche. In questi casi non è affatto scontato dire che l’amore supera ogni ostacolo, fisico e sociale.
Un testo molto interessante, completo e documentato. Senz’altro una lettura consigliata.

Julia Pastrana, la donna orso.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

7 risposte »

  1. sicuramente una bella lettura, consiglio anche ” Freaks, miti e leggende “, ( cito a memoria ma dovrebbe essere il titolo giusto in it.), di Leslie Fiedler, uscito in Italia una 25ina d’anni fa, offre una carrellata del fenomeno dei fenomeni , scusa il gioco di parole, dall’antichità ai tempi moderni, con incursioni nella medicina e nella sociologia( Fidler è un giornalista/divulgatore, mi pare sia psichiatra come formazione).
    é un testo anche toccante in alcuni punti, non si può non provare compassione per alcuni di questi uomini e donne , alcuni veramente perseguitati ,sfruttati,ridicolizzati per la loro diversità fisica.putroppo il meglio dell’uomo salta sempre fuori nei confronti di chi non è come noi, da ogni punto di vista..

  2. Inserito nella mia wishlist! 😀 Il mondo dei freaks è affascinante e triste al tempo stesso… e il film di Browning mi terrorizza ancora. Tuttavia non riesco a non essere attratto da questo mondo bizzarro…

  3. Su questo argomento ho sentimenti contrastanti. Difficile, anzi, inutile mantenere un distacco o una freddezza che sarebbe ipocrita. Il film di Browning è esemplare da questo punto di vista.
    Eh sì, alcune storie sono davvero sorprendenti.

  4. Freaks, assiene a Elephant man di Lybch e Edward mani di forbice di Burtono sono tra i più grandi omaggi che il cinema abbia tributato alla diversità e all’umanità che vi si amplifica in essa. . La lettura che proponi mi stuzzica, oltretutto è un saggio e quindi ha quell’elemento di cronaca reale che ne accresce il coinvolgimento. Sui Freaks di carta, mi sento di segnalarti Freddo nell’anima di Lansdale, anche se, mi par di ricordare, non è un autore che apprezzi particolarmente…

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