libri · recensioni

Business (di Richard K. Morgan)

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Business
di Richard K. Morgan
Editrice Nord
Fuori catalogo (versione digitale inglese disponibile qui)

Sinossi

Un colpo di Stato in Cambogia, la lotta armata in Guatemala, un governo fragile in Mozambico. Per i manager della Shorn Associates le occasioni per concludere ottimi affari non mancano: una fazione ribelle vuole prendere il potere in uno Stato dilaniato dalla guerra civile? Due nazioni sono ai ferri corti e l’uso della violenza è inevitabile? Nessun problema, le banche d’investimento come la Shorn Associates sono pronte a finanziare la parte che, una volta al governo, accetterà di siglare accordi con loro. Naturalmente in un mercato globale la concorrenza è alta, anzi spietata. Ed è per questo che esistono uomini come Chris Faulkner, pronti a sfidarsi nelle strade di Londra per assicurare alla propria azienda l’appalto più vantaggioso.

Commento

Richard K. Morgan è senz’altro uno degli autori di fantascienza più interessanti dell’ultimo decennio, soprattutto per chi ama il filone più cupo della medesima, con atmosfere ben lontane da quelle della golden age americana degli anni ’50 e ’60.
Business (titolo originale Market Forces) è forse uno dei suoi romanzi meno conosciuti, e probabilmente anche quello che ho apprezzato di più.

Innanzitutto perché è uno stand-alone, un libro autoconclusivo che non ha dato vita all’ennesimo ciclo narrativo infinito.
Secondariamente perché è una storia distopica, e anche sociale, senza astronavi, alieni, robot e altri elementi di fantascienza estrema.
Il futuro immaginato in Business è quello prossimo, ahimé non poi così lontano da alcuni aspetti del nostro presente.
Morgan disegna un mondo regolato dal capitalismo sfrenato, rigidamente diviso in due uniche categorie: i ricchi (gli uomini d’affari, i potenti) e il proletariato, confinato a vivere in una società allo sbando, senza più assistenza sociale gratuita (né medica, né di polizia, né di altro tipo), lasciata in balia della delinquenza e della malavita. market forces

Inserirsi nella upper class è ben più difficile che in passato: a regolare la selezione non ci sono più soltanto i soldi, le competenze o le conoscenze importanti. Le selezioni aziendali vengono spesso risolte tramite gare automobilistiche regolamentate da apposite leggi. Chi ambisce a diventare un dirigente deve quindi potenziare il proprio automezzo e imparare a combattere. Le gare hanno poi luogo nelle tante strade semi-abbandonate delle città, senza esclusione di colpi (spesso anche mortali).

Il protagonista del romanzo, Chris Faulkner, è un membro della classe benestante, tuttavia imparerà a sue spese che una società corrotta e amorale non può garantire nessuna sicurezza, nemmeno a chi pensa di appartenere ai privilegiati, agli intoccabili.
Faulkner è l’escamotage narrativo attraverso cui Morgan costruisce il suo mondo distopico, pessimista e spietato, regalandolo ai lettori senza alcun filtro di facile morale o di demagogia spiccia. L’autore non si fa portavoce di una soluzione alternativa, che sia essa socialista o progressita. Si limita soltanto a estremizzare le conseguenze di un futuro lasciato in balia della speculazione economica e finanziaria.
Infatti quel che funziona in modo splendido è proprio lo scenario, in cui s’incastra alla perfezione una storia che sembra uscita da un ottimo film di fantascienza “negativa” degli anni ’80.

Peccato che Morgan non abbia più scritto nulla su questa falsariga, preferendo dedicarsi alla fantascienza “spaziale” e – ultimamente – al fantasy. Quel che rimane è un libro finito nel dimenticatoio dalla casa editrice che lo propose in Italia (la Nord) qualche anno fa. Al momento sembra irreperibile perfino su Amazon, e ovviamente non c’è traccia di una versione digitale in italiano.
Quel che resta da fare per procurarvelo, ammesso che non leggiate in inglese (cosa che oramai rende tutto più facile) è battere i mercati dell’usato, oppure cercare su eBay.
Certamente ne vale la pena.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

14 risposte a "Business (di Richard K. Morgan)"

  1. Letto anni fa, al momento della pubblicazione.
    Dell’autore avevo già letto i primi due romanzi con protagonista Takeshi Kovacs, che avevo apprezzato.
    All’inizio Business non mi era piaciuto, ma devo riconoscere che, nel tempo, è forse quello che ricordo meglio e con più piacere. Sicuramente ha lasciato il segno.

      1. Va così. Pensare che io sono cresciuto a Urania. Cicli, suppongo.
        Come disse Eco, quando una serie o un genere hanno un successo di massa bisogna interrogarsi meno sul genere o sulla serie e più sulla società che ispira il loro successo.

  2. Hai detto bene: sembra di vivere in un film di fantascienza negativa anni ’80.

    E dici che Morgan si è dato al fantasy ultimamente?

  3. Mi ero già segnato il nome, perché mi avevano suggerito le avventure di Takeshi Kovacs (per poter fare un paragone con il nostrano Ferro Sette). Insomma, conoscerlo per non conoscerlo vorrei almeno evitare di pescare subito il fantasy, per quanto bello, ma qualcosa del genere per cui continuano a segnalarlo.

  4. Si, Morgan è stato un po trascurato dall’editoria nostrana, peccato perchè il futuro distopico che descrive in Business è pericolosamente simile al nostro presente.
    Da rifletterci in proposito.
    E molto anche.

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