film · recensioni

Blade (1998): Recensione

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Blade
di Stephen Norrington
USA 1998

Sinossi

Tratto dall’ omonimo fumetto di Mark Wolfman, il film narra la storia di Blade (Wesley Snipes), guerriero metropolitano metà uomo e metà vampiro, che si propone di sterminare tutti i vampiri esistenti per difendere la razza umana e per vendicare sua madre, morsa da un vampiro poco prima della nascita del nostro eroe. L’acerrimo nemico di Blade è il Diacono Frost (Stephen Dorff), che, con l’aiuto del computer riesce a tradurre il Libro di Erebo e a scoprire la formula per dare avvio al “Bagno di sangue”: una vera e propria vampire apocalypse su scala mondiale…

Commento

Bizzarro destino, quello della saga dedicata al Diurno, l’ammazzavampiri di casa Marvel. Di tre film, il secondo viene ritenuto il migliore in assoluto (fatto insolito, per un seguito), mentre il terzo ha un livello di bruttezza abbastanza imbarazzante.
Si tratta di un’analisi sostanzialmente giusta. Tuttavia vale la pena rivalutare il primo capitolo della trilogia, Blade.
A distanza di quindici anni dalla sua produzione risulta essere ancora oggi un film molto gradevole, che mischia horror, action, un pizzico di tematiche supereroistiche e un po’ di urban fantasy.

Blade è Wesley Snipes, perfettamente identificato e interpretato, forse più qui che non nei due sequel. La sua storia ci viene raccontata senza fronzoli, senza allungare il brodo in maniera irritante (il film dura due ore esatte, non pochissimo ma nemmeno troppo, secondo gli standard attuali).
L’avversario del Diurno è il Diacono Frost, interpretato da uno Stephen Dorff molto in forma. Frost è un vampiro importante della comunità di succhiasangue newyorchesi, ma non è un “purosangue”. Questa sua mancanza di nobiltà lo pone sotto i vari capiclan che si spartiscono il potere in città, ma il Diacono ha in progetto di ribaltare le gerarchie, evocando nientemeno che il Dio-demone dei vampiri, La Magra.

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Blade gode di una sceneggiatura piuttosto buona, tanto che Stan Lee in persona dimostrò il suo apprezzamento per essa.
Il lato action è molto curato e gode di molte scene in bullet time, che nel 1998 era ben poco usato e quindi perfino apprezzabile.
L’efficacia degli effetti speciali, i costumi, le armi, le atmosfere notturne e vagamente videogiocose fanno il resto.
Nella versione DVD è incluso un finale alternativo in cui Frost si trasforma nel demone La Magra. Se siete proprio curiosi potete vederlo anche su Youtube.
La produzione aveva pensato a un terzo finale, che prevedeva la comparsata di un altro personaggio Marvel, Morbius il vampiro vivente. Non se ne fece niente, ma rimane la curiosità di questa opzione scartata in fase di lavorazione.

Vale la pena accennare qualcosa anche sulla sfortunata serie TV che ha cercato di portare avanti (per una sola stagione) le avventure di Diurno, sostituendo Wesley Snipes col rapper Sticky Fingaz. Nel serial ci sono più riferimenti al fumetto rispetto ai tre film, tra cui un accenno all’esistenza dei lupi mannari e alcuni piccoli easter egg che fanno intuire l’appartenenza del mondo di Blade a quello degli altri eroi Marvel (si tratta di piccolissimi camei, non aspettatevi chissà cosa).
La cosa che però ci interessa sottolineare, nella sede di questo articolo, è che il serial smentisce alcune informazioni date nel film oggi recensito. In particolare Blade dichiara (nella serie) che è stato lui a procurare la ferita alla gamba di Whistler. Questo contraddice quanto detto da Whistler nel primo film, dove sosteneva che furono i vampiri che uccisero la sua famiglia a rompergli la gamba. Ma, soprattutto, nel serial TV non si fa alcun accenno all’esistenza di una possibile cura del vampirismo…

Comunque sia è un film valido, che diverte senza essere scemo, svecchiando la figura del vampiro come già in passato avevano fatto (tra altri e bassi) gli autori di un noto gioco di ruolo.

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– – –

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11 risposte a "Blade (1998): Recensione"

  1. Di questo primo capitolo apprezzo tantissimo il cattivo.
    Adoro Dorff, un attore che avrebbe meritato una carriera molto più luminosa.
    Ed è caratterizzato alla grande.
    Mi piace molto anche la messa in scena e il modo rude e sbrigativo di portare subito lo spettatore al centro dell’azione, senza perdersi in chiacchiere.
    Nel secondo capitolo c’è un regista migliore (e ti credo), ma questo non è affatto da buttare, anzi…

    1. È il tipico film che, quindici anni dopo, ti trovi quasi a rimpiangere. Soprattutto vedendo le alternative.
      Peccato soltanto che la trilogia sia finita in modo indegno.

  2. Mmmhh, devo dire che il finale ufficiale è meglio. 😀
    Io sono un amante della serie TV, le cui atmosfere mi ricordano molto il GdR Vampire the Masquerade della White Wolf. E forse perché c’erano meno soldi, i combattimenti erano meno cinetici, nonostante la mancanza di Snipes si faccia sentire.

    1. Io ne ho vista qualche puntata, della serie TV. Inizio loffio, ma interessante crescendo, con diversi easter egg molto graziosi.
      A mio parere è passata fin troppo inosservata.

  3. Blade del serial ha l’agilità di un comodino e la stessa espressività. 😀
    Invece il film mi piace sempre tanto. Il secondo e terzo capitolo sono stati per me abbastanza deludenti.
    Meno male che non hanno scelto il finale demonesco,che fa abbastanza ridere, sempre a mio sindacabilissimo giudizio.
    Discorso a parte per Dorf e il suo Diacono, che è un villain davvero soddisfacente. Intelligente, fascinoso, e immerso in una società da Antico Regime che ne giustifica in qualche modo le scelte. Il monologo in cui cerca di portare il Diurno dalla sua parte resta strepitoso.

    1. Per me il migliore in assoluto è secondo capitolo, che è un piccolo gioiellino in tutti i sensi.
      Questo primo Blade è grezzo ma ben fatto, godibile forse proprio perché confezionato senza pretese di lisciare le penne ai fans.

      Il Diacono è un ottimo villain, concordo 😀

  4. Questo è uno dei film “minori” che più apprezzo, anche a distanza di anni. Come dici tu è molto curato per alcuni aspetti, vedi per le esempio le coreografie action, e gode di un cast all’altezza della situazione anche per i ruoli minori. Personalmente lo preferisco al secondo, che pure in genere ha funzionato meglio al box office e per la critica. Il terzo… mah, diciamo che è per i true believers

  5. Il terzo film è a dir poco orripilante mentre questo primo capitolo, come hanno detto parecchi tra coloro che mi hanno preceduto è uno di quei film che a distanza di anni riguardi con nostalgia. Tra parentesi, la trilogia di Blade ha rappresentato per anni l’ unica occasione per poter lavorare per Wesley Snipes, bravo attore ma dotato di un carattere talmente pessimo al punto tale che l’ attore è stato allontanato di diversi set. Blade in un certo senso gli ha salvato per anni un minimo di carriera.

    1. Sì, è vero.
      Snipes l’ho visto soltanto in altri thriller b-movie di qualità molto bassa.
      L’ho sempre ritenuto sottovalutato, ma sapevo anch’io del suo caratteraccio, nonché dei suoi problemi (se non sbaglio) col fisco, che l’hanno ghettizzato dalle produzioni di un certo peso.

  6. Io e una mia amica siamo delle fan di Blade, è uno di quei film che si guarda quando cerchiamo divertimento sicuro e azione a palate 🙂 Una sorta di “comfort choice” a cui unire un sacco di cibo e una coperta, d’inverno.
    Il cast è veramente adatto, Snipes mi ha sempre dato l’idea di divertirsi un sacco nell’interpretare Blade 😀

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