
Ora ho capito che il bussare viene dal soggiorno, dove stamattina gli addetti delle pompe funebri hanno preparato la camera ardente con la bara di mia moglie.
Eccovi un haiku horror, pensato e scritto in un quarto d’ora, direttamente sul mio smartphone.
Perché l’ho fatto? Perché ieri il vicino di luculo, Germano, ha lanciato questo micro-progetto di scrittura in occasione di Halloween, e da allora stanno saltando fuori un sacco di racconti da brividi, brevissimi ed estremamente efficaci.
Dite la vostra, se vi va, e invitate gli amici a fare lo stesso (con o senza immagine, purché citiate la fonte, ossia il link che vi ho appena segnalato).
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È un esperimento divertentissimo. Chissà che non ne faccia una tradizione annuale. ^^
Grazie della pubblicità.
A me pare un ottima idea farne una tradizione. Tra l’altro questi microracconti del brivido funzionano più di molti romanzi horror letti negli ultimi anni
PS: sarebbe bello anche ricavare un’immagine per ciascuno e buttarli su Tumblr 🙂
Si potrebbe pensare a premiare i migliori in questa maniera.^^
Approvo la proposta!
Gli haiku non avevano diciassette sillabe?
Che ne so? Ho usato questo termine solo per trasmettere il concetto di racconto breve 🙂
un Haiku fedele potrebbe essere una cosa così:
Lapidi al crepuscolo
una pallida luna
nel sangue affoga
mmm… meglio il mini raccontino 🙂
Martin ho deciso che ti citerò se mi dai gli estremi per i miei lettori per trovarti uso il tuo Haiku come introduzione per “4” il mio racconto di orrore nipponico.
Quella delle diciassette sillabe non è una regola scolpita nella roccia.
Tradizionalmente, l’haiku dovrebbe contenere tutte le sillabe che si possono pronunciare in un solo respiro – e quindi parliamone.
Grazie per la spiegazione!
Ammetto che non conosco bene gli haiku.
Ma a quanto pare non ero l’unico a ignorare tale concetto in questo post, prima del tuo prezioso intervento 😉
“Un uomo sogna di cadere; viene trovato sul pavimento di una stanza, maciullato come se fosse precipitato da un’enorme altezza.”
Citazione, 10 punti a chi indovina!
HPL?
Era troppo facile! Complichiamola un po’, da dove è tratta?
Questo non lo so… Potrei cercare su Google, ma sarebbe disonesto 😀
Dal “Commonplace book”, il taccuino di HPL in cui annotava in poche righe le idee per le sue storie. Sostanzialmente creava dei micro racconti horror, carichi del suo stile. Mi pareva particolarmente adatto al tema.
Effettivamente un haiku dovrebbe essere composto da 17 sillabe secondo la struttura 5 – 7 -5 e contenere un elemento relativo alla stagione al quale fa riferimento.
Insomma, non ha una struttura adatta a un miniracconto. Forse, sempre usando un termine nipponico, si potrebbe definire il tuo racconto come un “horror-bonsai” 😉
Non vedo nessun haiku!!!!
Ohibò
?
Vicesindaco