Haiku horror per Halloween

Da mezz'ora sentivo bussare. Ho controllato tutte le porte, ma là fuori non c'era nessuno. Poi ho capito che il bussare veniva dal soggiorno, dove stamattina gli     addetti delle pompe funebri hanno preparato la camera ardente con la bara di mia moglie.
Da mezz’ora sento bussare. Ho controllato tutte le porte, ma là fuori non c’è nessuno.
Ora ho capito che il bussare viene dal soggiorno, dove stamattina gli addetti delle pompe funebri hanno preparato la camera ardente con la bara di mia moglie.

 

Eccovi un haiku horror, pensato e scritto in un quarto d’ora, direttamente sul mio smartphone.
Perché l’ho fatto? Perché ieri il vicino di luculo, Germano, ha lanciato questo micro-progetto di scrittura in occasione di Halloween, e da allora stanno saltando fuori un sacco di racconti da brividi, brevissimi ed estremamente efficaci.
Dite la vostra, se vi va, e invitate gli amici a fare lo stesso (con o senza immagine, purché citiate la fonte, ossia il link che vi ho appena segnalato).

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

Segui la pagina Facebook di Plutonia Experiment

22 commenti

    1. Quella delle diciassette sillabe non è una regola scolpita nella roccia.
      Tradizionalmente, l’haiku dovrebbe contenere tutte le sillabe che si possono pronunciare in un solo respiro – e quindi parliamone.

      1. Grazie per la spiegazione!
        Ammetto che non conosco bene gli haiku.
        Ma a quanto pare non ero l’unico a ignorare tale concetto in questo post, prima del tuo prezioso intervento 😉

  1. “Un uomo sogna di cadere; viene trovato sul pavimento di una stanza, maciullato come se fosse precipitato da un’enorme altezza.”

    Citazione, 10 punti a chi indovina!

          1. Dal “Commonplace book”, il taccuino di HPL in cui annotava in poche righe le idee per le sue storie. Sostanzialmente creava dei micro racconti horror, carichi del suo stile. Mi pareva particolarmente adatto al tema.

  2. Effettivamente un haiku dovrebbe essere composto da 17 sillabe secondo la struttura 5 – 7 -5 e contenere un elemento relativo alla stagione al quale fa riferimento.
    Insomma, non ha una struttura adatta a un miniracconto. Forse, sempre usando un termine nipponico, si potrebbe definire il tuo racconto come un “horror-bonsai” 😉

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.