DD1: Ignizione (di Marco Siena)

Ignizione

DD1: Ignizione
di Marco Siena
212 pagine
disponibile sul Kindle Store (2.88 euro) o in cartaceo (9.07 euro)
Link per l’acquisto

Sinossi

Primo capitolo della serie Doppia D, trilogia steampunk horror che ha per protagonisti due amici, cacciatori di taglie in cerca delle tracce di Colui-che-striscia-sotto-alla-neve, misterioso nome che sentono mormorare fin da bambini. Tra sparatorie, bicchieri di brandy e battute affilate, i due si avvicineranno sempre di più al loro obiettivo.

Commento

Ignizione è un romanzo autoprodotto di gran qualità.
Con questa affermazione vi ho dato due informazioni utili. Se avete preconcetti verso il selfpublishing potete già girare alla larga. Al contempo, se cercate una buona lettura estranea a ciò che si trova nelle nostre librerie generaliste, siete capitati sul post giusto e vi consiglio di leggerlo fino in fondo.

Abbiamo a che fare con un romanzo particolarissimo, che mischia tre generi differenti: l’horror, lo steampunk* e l’ucronia. Nessuno dei tre prende il sopravvento sugli altri, né deborda clamorosamente nel world-building. Che questo sia un difetto o un pregio è del tutto soggettivo, checché ne dicano i presunti esperti di steampunk, conti con la motosega, aragoste decomposte o analoghi blogger.

Marco Siena tratteggia un mondo alternativo al nostro, in cui il Bonaparte è stato sconfitto dagli austriaci grazie a una tecnologia rivoluzionaria e misteriosa, che ha permesso un balzo scientifico in avanti, verso lo sviluppo di automi a vapore o a orologeria, ma anche verso elaboratori (computer), comunicatori (telefonini) etc etc.
Immaginatevi una sorta di primo dopoguerra in questi prodigi esistono, ma con una società deliziosamente vintage, scevra da tutto ciò che noi oggi consideriamo modernità spiccia. L’ambientazione è italiana, nell’Emilia dove l’autore è nato e cresciuto, salvo alcune importanti puntate all’estero.
Si tratta tuttavia di un’Emilia che ricorda un poco il vecchio West nei suoi anni finali, senza più la brutalità della frontiera, bensì con lo slancio verso un futuro fatto di scienza e di prodigi tecnologici.

Le atmosfere di Ignizione sono un po' queste...
Le atmosfere di Ignizione sono un po’ queste…

 

Il lato horror è una componente fondamentale di Ignizione, tanto da appassionare nel suo comporsi a mo’ di puzzle. I protagonisti si trovano infatti a dover fronteggiare una misteriosa minaccia proveniente dal passato, o forse da un’altra dimensione. Si tratta di creature votate al male, capaci di mimetizzarsi tra gli uomini, di usarli come schiavi, e di sfruttare poteri psionici estranei alla scienza terrestre. Il loro ritorno pare coincidere col ritrovamento di alcuni artefatti archeologici di grande potere, che hanno a che fare con le nuove tecnologie sviluppate nei recenti decenni.

Marco Siena è veramente bravo a pennellare la storia narrata, impreziosendola con dettagli minimalisti (nomi inventati di armi, veicoli, fabbriche, scienziati), ma che trasmettono un vero senso ucronico, e che costruiscono poco a poco la tridimensionalità dello scenario in cui vediamo agire protagonisti e antagonisti.
Anche i dialoghi sono raffinati e brillanti, mai artificiosi o indigesti. Cosa non comune da ottenere, come sa bene chiunque si diletta di scrittura.

In parole povere Ignizione è un signor romanzo, da leggere assolutamente se siete fan dei tre generi citati a inizio recensione. Per correttezza vi dico che si tratta del volume uno di una saga che presto vedrà uscire il suo secondo libro.
Per 2.88 euro a ebook direi che si può fare il piccolo sforzo di acquistare questo primo capitolo, e di verificarne le potenzialità.

... e un po' queste!
… e un po’ queste!

 

* Per i più pignoli citerei anche il dieselpunk e un pizzico di clockpunk.

– – –

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5 comments

  1. Ottimo libro ed ottimo inizio per qualcosa di decisamente promettente.
    Io non starei a badare ai guardiani dell’ortodossia di questo o quel genere – chiunque per preservare ciò che dice di amare lo mummifichi, sta bene in un film della Hammer, non nella realtà.

    1. A me le definizioni che finiscono in -punk divertono molto, ma è tutto lì.
      Un divertimento lessicale, null’altro.
      Chi le prende per vangelo è uno stronzo (e in privato, se vuoi, ti faccio nomi e cognomi).

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