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I Guerrieri della Palude Silenziosa (1981): recensione

southern comfort poster

I Guerrieri della Palude Silenziosa
di Walter Hill
USA 1981

Sinossi

Nei primi anni Settanta, nove soldati della guardia nazionale della Louisiana partono per un’esercitazione all’interno di una sterminata palude. Giunti presso un corso d’acqua difficile da superare decidono di appropriarsi di alcune canoe. Gesto che scatena una violenta e improvvisa reazione da parte dei Cajuns, abitanti nascosti di quei luoghi. Dispersi e con poche munizioni, si ritrovano a combattere contro un nemico silenzioso e micidiale. (Fonte: http://www.mymovies.it/)

Commento

Innanzitutto citiamo il titolo originale, Southern Comfort, che mi piace assai di più rispetto a I Guerrieri della Palude Silenziosa (IGPS, d’ora in poi). Ma il regista è Walter Hill, celeberrimo soprattutto per I Guerrieri della Notte, del 1979, perciò i distributori italiani hanno probabilmente pensato di dare un (ottuso) senso di continuità tra i due film che – inutile dirlo – non sono legati l’un con l’altro, se non a livello “filosofico”.

A parte queste piacevolezze nostrane, stiamo parlando di un’opera grandiosa, da noi meno nota del dovuto, tanto che non ricordo nemmeno l’ultima volta che qualche canale televisivo italiano si è premurata di trasmetterla. Anni fa, probabilmente in piena notte.
IGPS è un film costruito con un perfetto meccanismo della tensione, una molla che si carica per un’ora e mezza, per poi esplodere nel finale, accompagnata dal suono apparentemente allegro della ballata Cajun.
Ed è qui, sul finale, che la pellicola smette di essere soltanto un ottimo film per diventare capolavoro.

Southern Comfort

La mano di Walter Hill è ferma, alla regia. Il canovaccio propone, una volta ancora, la sua tematica preferita di quegli anni, ovvero il travagliato viaggio di un manipolo di combattenti per tornare a casa, attraversando terre ostili e popolate da nemici. Tutto ciò richiama effetti a I Guerrieri della Notte, ma ancor prima all’Anabasi di Senofonte.
Se i Warriors dovevano lottare per tornare nel loro quartiere, a Coney Island, il plotone della Guardia Nazionale di IGPS lo deve fare per uscire dalla paludi e mettere piede nella Louisiana “civilizzata”, lontano dai Cajun, che accolgono come ostili le presenze dei militari in esercitazione.

IGPS è un film poco definibile, a metà tra thriller, survival, e drammatico. Poco importa schedarlo in modo rigido, visto la ricchezza di sfaccettature che (ancora oggi) offre allo spettatore.
Innanzitutto è uno sguardo severo e critico sugli Stati Uniti, apparentemente così globalizzati e civili, ma in realtà ricchi di nicchie, di enclave sconosciute e ostili, dove le antiche tradizioni locali sono più forti del Governo federale, delle forze dell’ordine e di tutte le istituzioni. La tematica è cara a molti cineasti e a non pochi romanzieri, ma IGPS è senz’altro una delle migliori rappresentazioni di questa tematica.
Ancor più del già ottimo (e più celebre) Deliverance (Un tranquillo weekend di paura), di John Boorman.

Il messaggio è dunque chiaro, ma non retorico: a volte il misterioso e l’ostile si nasconde a pochi chilometri da casa, non in capo al mondo. Basta violare una sconosciuta tradizione locale, o imboccare il sentiero sbagliato, per finire in un luogo dove le normali convenzioni civili sono sottomesse a regole più astruse e ancestrali.

C’è poi un lato antimilitarista, nel film di Walter Hill. La Guardia Nazionale viene dipinta per quello che è: un esercito di non professionisti, gente che ama l’idea di impugnare un fucile d’assalto e di vestire la divisa, ma che rischia di capitolare al primo, vero stress da combattimento.

Film grandioso e potente, impreziosito da un’ottima fotografia e da una colonna sonora ossessiva, IGPS è da recuperare, se non l’avete mai visto, o da rivedere, se non vi capita da un po’.
Onore al merito per i due attori principali, Power Boothe e Keith Carradine, che offrono prove di grande intensità.

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12 risposte a "I Guerrieri della Palude Silenziosa (1981): recensione"

  1. Concordo , mi è piaciuto molto , tra l’altro lo vidi al cinema , quando uscì , un millennio fa… Powers boothe è uno di quegli attori con grandi capacità fagocitati da Hollywood e mai realmente sfruttato appieno , qualche ruolo di caratterista , co-protagonista carognetta , di solito , e poco altro , ma di molti si sono perse le tracce o li vediamo relegati in comparsate , anche chi aveva numeri diversi , soprattutto come vilain , mi vengono in mente subito Fred Ward e Gary Busey ma anche tanti altri..sul film , da ex ufficiale posso dirti che di cazzoni armati ne ho visti tanti …. ma neanche la Natinal Guard arriva a tanto … però è funzionale alla storia e allora va bene così..

    1. Io ho conosciuto militari molto in gamba, ma anche dei trogloditi allucinanti… come sempre non si può fare di tutta l’erba un fascio, dipende molto da persona a persona.
      Per dire, dei pessimi elementi li ho conosciuti anche nella protezione civile, che dovrebbe essere avulsa da problemi di questo tipo.

  2. Un film pazzesco, che molto probabilmente oggi non girerebbero mai.
    E hai ragione, è anche superiore a Deliverance, sebbene la tematica sia più o meno la stessa.
    Qui da noi di questo tipo di enclave ce ne sarebbero pure parecchie, e potrebbero essere una materia interessante da rappresentare al cinema.
    Ma tanto, è inutile anche solo pensarlo.

    1. Da noi queste enclave esistono e sono anche più feroci dei Cajun…
      L’unica volta che hanno tentato di narrarle al cinema, in un contesto un po’ diverso, è con “Non si sevizia un Paperino”. Non so se concordi…

      1. Concordo pienamente. E non so se ricordi l’accanimento della critica su quel film, ché il Giallo, da noi, poteva avere solo ambientazione straniera ed essere girato in inglese.
        Ma se solo ti azzardavi a un’indagine antropologica come quella di Fulci, tutti pronti a linciarti

  3. Un ottimo film, che anche io vidi a suo tempo (con la solita furbata del titolo cambiato all’italiana per richiamare il fortunato The warriors).
    Mi piacque, anche se, come dite, presenta come sempre le organizzazioni militari o paramilitari composte in buona parte da decerebrati.
    Concordo anche sul discorso Fulci ma – cribbio!- siamo in Italia, gente: il paese del luogo comune, dove se esci dal seminato ti guardano come se avessi la lebbra.
    In quanto al film, ricordo male o tutto nasce da un equivoco munizioni false credute vere dai cajuns?

      1. Guerra tra zotici, rammento, con i cajun permalosi alquanto. Ricordo che la guardia nazionale fu presentata molto male anche in Rambo, ma devo dire che so pochissimo di quest’organizzazione, se non che è appunto composta da “dilettanti”. Tornando al film, rammento che mi colpì molto Boothe, che poi mi pare sia perso un po’ per strada.

  4. Si l’hanno passato tempo di notte su rai movie ,comunque film ingiustamente dimenticato,quella struttera , Hill lo usa anche in Aliens visto che mi sembra che l’abbia sceneggiato anche lui.Praticamente il film che ha inventato i survival horror,peccato che il pg13 di adesso ammorba tutto e infine è vero il film di genere in Italia è morto da più di 20 anni.
    Ciao.

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