scrittura

La carriera di un blogger letterario italiano

Carriera 2

Come mi è già capitato altre volte in passato, questo è un post derivativo. Nello specifico la mia fonte odierna è Quarto Podere – La carriera di un giovane blogger in 33 semplici passi.
Recuperatelo e leggetelo, che ne vale assolutamente la pena.
Fatto? Ok, bravi.
Oggi vi propongo la versione limitata ai soli blogger letterari italiani. Non tutti, per carità. Ne conosco molti estremamente in gamba e capaci di mantenere fino in fondo la loro libertà di pensiero e di espressione. Per contro esiste una vasta schiera di wannabe scrittori o editor, a volte entrambe le cose, che piano piano utilizzano il loro blog per agganciare le persone giuste. Giuste perché piazzate in posizioni strategiche, mica altro.
Che poi, per carità, è una scelta di vita come un’altra.
Ecco, io ho scelto l’altra, e sono felicissimo.
Anyway, procediamo…

La carriera di un blogger letterario italiano

  1. Non ha ancora un blog, ma inizia a leggerne parecchi.
  2. Di questi sceglie una rosa di 10-15 blog in cui comincia a commentare, solitamente profondendosi in complimenti e salamelecchi.
  3. Partecipa a qualche concorso indetto da uno o più di questi blog, sottolineando millemila volte che “l’importante è partecipare”.
  4. Se al terzo o quarto tentativo non vince qualcosa, inizia a rosicare, ma con una certa educazione.
  5. Apre il suo primo blog, generalmente su Blogspot.
  6. Chiede ai veterani di fargli pubblicità “anche se so di non essere alla tua altezza” (l’umiltà fa colpo, forse).
  7. Scopiazza gli stili e gli argomenti dei blogger che vuole emulare.
  8. Si lamenta di non avere subito 3000 lettori fissi.
  9. Le lamentele gli fanno salire le visite.
  10. Le lamentele attirano altri wannabe, delusi dal fatto che i veterani non li riempiono ogni giorno di incoraggiamenti e lodi.
  11. Un editore di medie dimensioni entra in contatto con lui, chiedendo recensioni in cambio di copie-staffetta.
  12. Le recensioni sono super-positive, quindi il blogger crea un canale privilegiato con questo editore.
  13. Altri editori vengono attratti dalla disponibilità del blogger.
  14. Il blogger ricomincia a partecipare a concorsi di scrittura, indetti da webzine e siti affiliati con gli editori amici.
  15. Vince qualche premio. Viene inserito in antologie quali “365 Racconti prima di Andare di Corpo”.
  16. Inizia a collaborare a titolo gratuito con le medesime webzine.
  17. Diventa un recensore “qualificato”, il che equivale a poter firmare articoli su webzine quali “L’Unico vero portale dell’Horror in Italia”.
  18. Cura sempre meno il suo blog, perché oramai gli articoli li scrive per gli altri, gratuitamente.
  19. Entra a far parte dello staff di una qualche casa editrice, ovviamente senza essere pagato.
  20. Scrive un articolo in cui attacca il self publishing, colpevole (come è noto) di tutti i mali del mondo.
  21. Annuncia che sta scrivendo il suo primo romanzo.
  22. Il romanzo viene pubblicato per la casa editrice in cui lavora, o con una gemellata.
  23. Il suo romanzo viene girato a molti wannabe blogger, che nel mentre hanno cominciato a considerare il nostro eroe come un esempio da imitare.
  24. Diventa l’amministratore di qualche enorme forum nazionale che parla di scrittura ed editoria.
  25. Apre una sua casa editrice, in cui pubblica romanzi e antologie dei vecchi colleghi che un tempo sono stati così buoni con lui.
  26. Viene invitato a parlare di scrittura su magazine come Vanity Fair o Io Donna.
  27. Organizza eventi nazionali, del tipo “La Fiera del Dieselpunk”, di cui si è autodichiarato signore e padrone.
  28. Pubblica con Mondadori. Ripetutamente.

Carriera

– – –

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35 risposte »

  1. @Alessandro: una domanda “provocatoria”. Secondo te, a questo punto, ha ancora senso aprire un blog, soprattutto alla luce delle possibilità offerte da facebook/twitter/altre piattaforme social? o.0′ ?

    BTW, nella lista hai dimenticato quelli che hanno scelto “il lato oscuro” (dove forse pensavano ci fossero i biscotti 😛 ) 😉 ^_^, anche se, oggettivamente, la politica del “non ti curar di loro ma guarda e passa” nei confronti di certi soggetti “illuminati” dalla profonda e dottissima erudizione è verosimilmente la linea migliore 😉

    • Risposta: sì, vale ancora la pena aprire un blog. A livello promozionale funziona meglio dei social, che si aggiornano a velocità supersonica. Inoltre permette di elaborare meglio concetti e discussioni varie.
      Certo, non so se fra due o tre anni la mia risposta sarà ancora questa…

  2. Questa gente è abbastanza dantesca nella sua gioiosa e saltellante discesa agli Inferi, piena di entusiasmo come un krapfen all’autocompiacimento. Certo che è un quadro realistico e agghiacciante, non hai saltato neanche un punto.

  3. Sto applaudendo a quattro mani e nel farlo compilo la mia lista di quelli che riconosco – punto per punto – in questa lista. Tutta gente a cui faccio tanti auguri, a condizion che mi stiano distanti.

  4. prendo appunti, perché io devo aver sbagliato qualcosa nel percorso se non hanno voluto nemmeno segnalare la mia pubblicazione sull’Unico Vero Portale di Fantascienza in Italia… forse perché il primo blog ai tempi l’ho aperto su splinder?

  5. Fantastici i tuoi 28 punti, condivido in toto! tra le lamentele, aggiungici anche quelli che si lamentano dei tuoi successi e tentano in tutti i modi di screditarti…salvo poi far rapida marcia indietro e dire che come te non c’è nessuno…e poi inviarti una mail chiedendoti di correggergli un articolo “perchè tu ci sai fare”. 😀

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