film · recensioni · zombie

Il Messia del Diavolo (1973)

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Il Messia del Diavolo
di Willard Huyck
USA, 1972

Sinossi

Una ragazza alla ricerca del padre pittore, scomparso misteriosamente nel nulla, finisce in uno strano paesino in riva all’oceano.
Gli abitanti dell’ameno borgo sembrano essere tutti catatonici e apatici; l’atmosfera che si respira è cupa, quasi onirica. L’unica cosa che sembra animarli è la Luna, che poco alla volta pare tingersi di rosso.
Come se questo fosse un segnale di sventura, il paese inizia a essere funestato da una serie di eventi tragici. Gli abitanti vedono in essi i presagi dell’arrivo di un nuovo Messia apocalittico, pronto a trasformarli in mostri bramosi di carne umana, che forse servirà a colmare il vuoto delle loro vite anonime e senza scopo…

Commento

Film poco conosciuto e di difficile reperibilità, Il Messia del Diavolo è un’opera strana e bizzarra, a metà tra il brutto senza appello e la pellicola simbolista e astratta, quasi artistica.
Se da un lato il film di Huyck difetta di una trama lineare e non è sorretto da dialoghi e da una sceneggiatura degna di questo nome, dall’altro si avvale di una fotografia tetra, essenziale, e di alcune scene che mettono i brividi allo spettatore.

Memorabili sono soprattutto due sequenze: quella ambientata in un supermercato, in cui i catatonici clienti sono improvvisamente attratti dal banco della carne cruda, e quella che ha luogo in un cinema, in cui una ragazza viene pian piano circondata da lugubri spettatori, e infine attaccata e sbranata.

Il Messia del Diavolo 4

Come se non bastasse, Il Messia del Diavolo è accompagnato da una colonna sonora gracchiante e spaventosa, che fa il paio col soffio del vento e il rumore delle onde, in grado di spaventare ben più di molte altre soundtrack assai più celebri.
Insieme alla già citata fotografia, ai dettagli riguardanti gli abitanti “zombizzati” dell’anonimo paese in riva al mare, il comparto audio del film costituisce dunque la ciliegina sulla torta.

Ma è una torta che vale la pena essere consumata?
Se siete amanti dell’horror, questo film merita senz’altro una visione. Seppur sia indiscutibilmente un b-movie (o forse uno z-movie), offre un’atmosfera catatonica, bizzarra, disturbante. Una manna, per chi è abituato agli horror del nuovo millennio, spesso pulitissimi nella loro confezione, e disturbanti solo a parole, o negli intenti.

Il Messia del Diavolo 3

I colori tendenti al blu (inframezzati da forti momenti di rosso), gli elementi surreali delle scene negli interni e l’insistenza nel rappresentare i cannibali del paese come persone normali, ma in progressivo imbruttimento fisico e mentale, contribuiscono all’estrema particolarità di questa pellicola.

Il Messia del Diavolo è anche poco catalogabile.
Non è un film di zombie, anche se gli abitanti antropofagi dell’anonimo borgo marittimo si comportano più o meno come tali.
Non è un film su temi demoniaci o satanici, a dispetto del titolo che farebbe pensare il contrario.
Non è un thriller, perché la trama è piuttosto confusa e non offre una lineare chiave di lettura.

Sarebbe perfetta come pellicola maledetta, magari per costruirci sopra un racconto o qualcosa del genere.

Il Messia del Diavolo 2

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5 risposte a "Il Messia del Diavolo (1973)"

  1. A me piacque, anche se offre alcuni momenti tendenti al trash spinto, ma la colpa è del budget. In un certo senso, si può anche dire che anticipi certe atmosfere tipiche del Fulci migliore…
    E la scena del cinema è davvero da brividi

  2. Sicuramente un horror degno di nota, a tratti un’opera quasi sperimentale (scarso budget permettendo…anzi, forse principalmente per questo) che ha tutte le caratteristiche di un incubo a occhi aperti, per certi versi -concordo- discretamente fulciano. E la scena del cinema se la gioca alla grande con quella del supermarket (non dimenticando nemmeno l’autostoppistico incontro fra Anitra Ford/Laura e il terribile “albino”)…

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