Stria (di Gigi Simone)

Stria

Stria
Di Gigi Simeone
Bonelli editore
9 euro, 320 pagine (fuori catalogo, reperibile nell’usato)

Sinossi

Chiara si sveglia nel cuore della notte. È sconvolta e si domanda che cosa, da anni, venga a trovarla ogni notte, facendola piangere e urlare. Fabio è un fotoreporter di guerra che, a bordo di un volo che lo riporta in Italia, incontra Chiara. Basta uno sguardo ed entrambi capiscono che quella non è la prima volta che si vedono. La sensazione di familiarità e affetto tra loro risorge prepotentemente, ma quando si sono conosciuti? Per cercare una risposta a questa domanda e per scoprire le radici degli incubi di Chiara, i due iniziano un viaggio lungo l’Italia e nella memoria. Un viaggio allucinante, spaventoso, che li porterà a scoprire quali mostri si annidano nel loro passato…

Commento

Premessa: Ripropongo questa mia vecchia recensione (2011) di un fumetto autoconclusivo altrettanto dotato. Per ragioni non solo personali lo ritengo uno dei punti più alti toccati da Bonelli editore negli ultimi 10 anni, quindi il mio consiglio è di recuperarlo nei circuiti dell’usato o in fumetteria, prima che diventi irreperibile.
Accennavo a motivazioni personali. Ebbene sì: Stria racconta la storia di ragazzini che, negli anni ’80, trascorrevano lunghe estati in piccoli paesi di montagna, tra partite di pallone, passeggiate e un divertimento semplice che oramai non pare appartenere più al genere umano.
Di quella generazione ho fatto parte anch’io. Ricordo come se fosse ieri le lunghe giornate trascorse coi nonni in Valsassina, in un paese in cui pareva non esserci nulla, ma in cui in realtà c’era tutto.
Questa, più o meno, è anche la storia di Stria.
E ora vi lascio con la recensione.

Stria 2

Mi è capitato spesso di criticare le scelte editoriali di Bonelli Editore, di cui oramai non seguo più alcuna collana, se non sporadicamente Dampyr e Lilith (che comunque è inferiore all’impareggiabile Gea, di cui si sente tanto la mancanza).
Da qualche tempo Bonelli sta tentando anche la strada dei romanzi illustrati, veri e propri tomi a fumetti, autoconclusivi, del tutto slegati alle vicende degli arcinoti eroi della scuderia editoriale. Finora devo dire che si è trattato di esperimenti che galleggiano tra il mediocre e la sufficienza, senza particolari vette verso l’alto.
Questo Stria è senz’altro la migliore proposta tra i romanzi grafici della Bonelli. Un segno che voglio interpretare come premonitore di cambiamenti in positivo.

Stria è una storia d’orrore, o forse un thriller (le interpretazioni sono, di fatto, lasciate al lettore). Senz’altro si tratta di un romanzo che pesca nella fortuna e affascinante categoria dei libri di formazione. Pensate a titoli come It, o all’ancora migliore L’estate della paura di Dan Simmons e avrete dei validi parametri di classificazione del fumetto di cui vi sto parlando.
La storia si sviluppa dunque sui ben oliati binari del sottogenere. C’è la narrazione su due piani temporali diversi, coi protagonisti adulti che devono rimediare al terribile trauma che li colpì da ragazzini. C’è la rappresentazione di un’età, quella che va dai dodici ai quattordici anni, in cui ogni boschetto è un bosco incantato, ogni cava la tana di un mostro e ogni racconto popolare una vera sfida a streghe e fantasmi.
Stria è però anche una storia toccante, che parla di traumi adolescenziali, di destino e di amicizia, con tutti i lati positivi ma anche negativi (invidie, risentimenti, traumi) che un sentimento del genere è in grado di scatenare. C’è anche spazio per la nostalgia, attinta a esperienze che, da ragazzini, molti di noi han senz’altro fatto.

C’è poi l’ambientazione: le italianissime montagne della Val Trompia, l’estate del 1981, e quindi il nostro presente, che cede però la scena alla narrazione retroattiva, senz’altro la più riuscita del romanzo.
Le suggestioni del folklore locale italiano sono molto forti, perfette come ingrediente per rendere la storia affascinante e del tutto riuscita. Ottimi i disegni, molto buona la caratterizzazione dei personaggi, aspetto su cui spesso diversi prodotti Bonelli difettano in modo quasi dilettantesco.

Insomma, per una volta mi sbilancio con un pollice sicuramente alto. Stria è consigliatissimo.

Stria 3

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4 commenti

  1. Stria era piaciuto molto anche a me,soprattutto per la scelta di puntare sul folklore nostrano come base per la storia.

  2. A me dispiace che abbiano abbandonato questo formato per quello delle miniserie a 3/6 numeri. Il volumone era perfetto per le storie uniche. Va detto che un prodotto del genere che sta in edicola un mese e poi sparisce dalla circolazione è un po’ un peccato e uno spreco di risorse. Spero che la partnership tra Bonelli e Bao porti ad una inversione di tendenza.

    Gli Occhi e il Buio lo avevi letto?

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