Un serpente alato nei cieli di New York

Q the winged serpent

Scrivendo Milano Tsunami mi è tornato in mente un film noto ai soli fan duri e puri del fantastico: Q – The Winged Serpent, del 1982, con la regia del mitico (per quanto controverso) Larry Cohen.
Questa stramba pellicola faceva parte dei titoli che, tra gli anni ’80 e ’90, venivano regolarmente trasmessi in prima serata sui canali locali italiani: Odeon TV, Rete 55, Italia 7 Gold e simili. Oltre a decine di b-movie, alcuni dei quali diretti proprio da Cohen, la lista dei film comprendeva diversi cult moderni, da Dawn of the Dead a Hellraiser.
Q – The Winged Serpent è un’opera davvero strana, praticamente dimenticata dal pubblico italiano, mentre negli States gode di un nutrito gruppo di fan.
Del resto l’idea di un serpente alato azteco che sorvola la New York dei ruggenti anni ’80 è abbastanza folle da essere irresistibile, no?

I detectives Shepard (David Carradine) e Powell (Richard Roundtree) investigano su bizzarri casi di morte che sembrano essere stati causati da un essere alato. Shepard compie ricerche è approda alla teoria che si tratti di un serpente alato riportato in essere da sacrifici umani compiuti da persone legate ai culti aztechi che adorano Quetzalcoatl. Nel frattempo il ladruncolo Jimmy Quinn (Michael Moriarty) dopo una rapina si rifugia sulla vetta del Chrysler Building e scopre il nido del mostro. Rivelerà questa scoperta alla polizia solo se verranno soddisfatte diverse sue richieste. (Fonte: Exxagon).

Q - Il serpente alato 2

Il film è un mix di thriller soprannaturale, criptozoologia alla Relic (ne riparleremo, prima o poi), mitologia azteca, poliziesco newyorchese in stile eighties.
Interessante notare che, dopo il celeberrimo King Kong, un altro mostro ha preso temporanea residenza su un grattacielo di New York. Se il gorillone dell’Isola del Teschio ha contribuito ad alimentare la fama dell’Empire State Building, il povero Q (Quetzalcoatl) non è riuscito a fare lo stesso col Chrsyler Building, nonostante abbia perfino deposto delle uova nell’edificio di Lexington Avenue.

David Carradine interpreta il tenente Sheperd. Vecchia volpa del piccolo e del grande schermo, Carradine riesce a impreziosire il cast, che non gode di altre presenze di rilievo, se si eccettua forse Michael Moriarty, vera e propria icona di Cohen, tanto da comparire in quasi tutti i suoi film degli anni ’80. Ma il vero protagonista in fondo è lui, il mostro volante, che compare nei momenti salienti della storia, per poi dare il meglio nel concitato finale.

Q il serpente alato

Come mi capita spesso di dire, New York rappresenta il valore aggiunto di ogni pellicola. Q non fa eccezione, soprattutto nel suo approccio “aereo” alla Grande Mela.
E poi l’idea del rettile volante, forse di origine mitologica o forse di natura criptozoologica, rappresenta quel tocco di originalità tipica di quel decennio, in cui registi e produzioni non si risparmiavano dal girare quelle che, a pelle, potevano sembrare enormi baggianate.

Scrivendo questo articolo ho scoperto che il film di Cohen si ispira a un vecchio horror-fantasy del 1946, The Flying Serpent, di Sam Newfield. Ancor meno noto di Q, la pellicola di Newfield propone il medesimo spunto (Quetzalcoatl risvegliato dal suo sonno da un maniaco omicida), senza però la suggestiva ambientazione newyorchese, sostituita da quella del New Mexico.

Se vi capita in qualche modo di recuperare le pellicole, guardatele. Quella di Cohen è disponibile integralmente su YouTube, ma nella solo lingua inglese. Non sono film che vi apriranno chissà quali orizzonti, ma hanno almeno il merito di cercare dei guizzi di bizzarra originalità.

Q-beginning

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(A.G. – Follow me on Twitter)

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9 commenti

  1. Alessandro,
    se il tuo pubblico è interessato a vedersi un tipico esempio di anni ottanta come questo, lo trova in DVD presso un noto sito in rete (per una somma di denaro decisamente abbordabile).

    Giudizio: Interessante

    Pace profonda nell’onda che corre

      1. La domanda implica che tu non abbia mai letto “Quando i neutri emergono dalla Terra” di Robert Shaw (1931-1996)

        Io lo uso come chiusa…

  2. Visto al tempo e piaciuto assai , tra l’altro con effetti speciali non disprezzabili , visto il periodo , senza digitale , ed il budget relativamente basso …. tutto sommato meglio di molte porcate che si vedono in giro oggidì.

  3. devo dire che tra i cult degli ’80 questo mi è proprio mancato ma sarò ben felice di potermelo vedere sul tubo moderno, anche se in questi casi, per accentuare ancora un po’ l’effetto nostalgia, sarebbe perfetto vederseli con la vecchia cara videocassetta. Comunque per quanta riguarda il tema originalità, mi sono in effetti accorto come già da anni ormai sia un bene davvero raro, forse perchè si accompagna ad un po’ di coraggio del rischio che manca parecchio; me ne sono reso conto soprattutto vedendo alla mattina “The Twilight Zone”, che per quanto vetusto, ci sono molte puntate che mi sono davvero piaciute, e vedo che in molti film e serie di oggi di genere fantascientifico, si tende sempre più o meno al solito, dove invece ogni puntata di TTZ è quasi sempre diversa e accattivante.

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