Post-apocalittico glamour

Oblivion

Arrivo in ritardo, ma arrivo.
Così, con lentezza non voluta, affronto film che altri hanno visto e recensito molti mesi fa. Ne parlo solo quando ne vale la pena, ritenendo, come è noto, abbastanza superfluo scrivere in questa sede delle recensioni per ogni cosa che mi passa davanti agli occhi (libri, film etc).
Per Oblivion (2013, regia di Joseph Kosinski) dunque ne vale la pena? Credo di sì, ma per ragioni non necessariamente legate al valore della storia rappresentata sul grande schermo.
Stiamo parlando di un film discreto, ma che non entrerà nei cult della fantascienza. Oblivion si avvale però di una fotografia eccezionale, nonché di una rappresentazione della nostra Terra, in versione post-apocalittica, diversa dal solito e per questo affascinante.

Nella seconda metà degli anni 2000 la Terra è stata devastata da una guerra nucleare che gli umani hanno combattuto e vinto contro gli invasori alieni. La Luna è stata distrutta e questo ha causato terremoti, tsunami e diversi sconvolgimenti che hanno reso il pianeta una landa desolata in cui è possibile solo scorgere qualche rovina di quel che è stato.
In seguito alla devastazione l’umanità è in esodo su Titano mentre sul nostro mondo gli ultimi impiegati si assicurano che i grossi macchinari che prosciugano le risorse naturali (per generare energia utile alla vita sul nuovo pianeta) non siano distrutti dai pochi alieni rimasti. Due di questi impiegati, quasi arrivati al termine del proprio impiego, si imbattono in alcuni astronauti lanciati nello spazio decenni prima ma ora atterrati rovinosamente, che il sistema inspiegabilmente riconosce come “minacce”. (Fonte: MYmovies)

Oblivion 2

Questa è, per sommi capi, la trama. Non mancano i colpi di scena, né un cast di tutto rispetto, col solito Tom Cruise che, piaccia o meno, con certi ruoli recita quasi a occhi chiusi.

Ma in questa sede volevamo parlare di foto, costumi e scenografia, giusto?
Allora cominciamo col dire che tutto questo aspetto del film è stato curato da Daniel Simon, con Marlene Stewart ai costumi.
Entrambi hanno dovuto rispettare la volontà del regista, che desiderava girare un film interamente basato sul gioco di tonalità tra bianco e grigio.
Qui sta la prima, grande novità. Non so se ci avete mai fatto caso, ma i film di fantascienza apocalittica hanno dei colori che variano quasi sempre dal giallo-ocra al marrone, a rappresentare la decadenza, la consunzione, le sabbie post-atomiche (etc etc). Non sono scelte casuali. Ogni sottogenere ha le sue “cromature” specifiche. Il distopico, per esempio, vira sul blu-scuro. Il cyberthriller è verde-matrix o azzurro-Facebook. Il supereroistico abbonda di rosso. E via elencando.

Oblivion rifle

Bene, in Oblivion abbiamo un originale post-apocalittico che punta forte sul bianco/grigio.
Bianco elegante, tra l’altro: quello delle tue di volo, dei velivoli, delle armi. Si tratta di una peculiarità che funziona e che convince.

Ancor più belle sono le riprese aeree di un pianeta completamente livellato, e tornato quasi totalmente a uno stato brado. C’è molto mestiere, molto talento fotografico, nel mettere insieme uno scenario del genere. E lo spettatore si lascia incantare che è un piacere, a dispetto della storia a volte troppo lenta, o un poco macchinosa.

Ma è sufficiente un’ottima fotografia per promuovere un film?
Dipende da come vi approcciata alla pellicola. Per me il cinema è anche magia visiva, e non solo narrativa, quindi la risposta è sì.
Non sempre low budget e visto-non-visto riescono a soddisfare ciò che cerca lo spettatore.
Inoltre Oblivion non è un blockbuster movie classico, bensì qualcosa di più ricercato.
Se non l’avete ancora visto, fatelo.

Oblivion 3

– – –

 

13 commenti

  1. Non ci avevo ragionato sopra, a questo aspetto, quando vidi il film, e in effetti è vero. Scenograficamente è molto stimolante. Tuttavia, nell’insieme mi ha ricordato troppo un videogioco, un FPS tra i tanti fantascientifici, con tanto di passaggio su una putrella messa lì dai creatori del livello. Parallela al mondo videoludico è anche la faccenda della scenografia. Ti ricordi i discorsi sulla “grafica” che si facevano negli anni novanta, tralasciando spesso la sostanza dei vari giochi in questione? La “grafica” sembrava essere la cosa più importante, almeno finché il gioco restava sulle riviste o per le prime ore di prova eccitata.

  2. Concordo con te “Oblivion” fa parte di quella categoria di film esteticamente impeccabili, con una trama che ridicola, svolte di trama prevedibili, e quasi tutti gli snodi principali, sono citazioni (o rubacchiamenti) di altre pellicole. Sono molto d’accordo con il tuo commento 😉 Cheers!

  3. Io l’ho apprezzato sia visivamente che a livello di trama. Insomma, non è per niente male. Oserei dire pure meglio di Chappie, sticazzi. Non fosse stato per il trailer che a suo tempo ti tirava uno spoiler grande come una casa credo avrei avuto anche un piacevole effetto sorpresa guardandolo. C’è solo quel Tom Cruise un pelino troppo sborone, ma vabbè.

  4. Visto in DVD , e quindi perde sicuramente qualcosa rispetto alla sal , ma ormai al cinema ci vado solo col figlio a vedere i Marvel .. mi è piaciuto abbastanza , non scontatissimo , Morgan Freeman che orami salta fuori da tutte le parti ( e basta ! ) , si è un pochino troppo diluito come presenze…, però non male .
    Adesso azzardo che mi è piaciuto molto più di Elysium ( Jodie Foster ridicola .. ) e magari qualcuno mi massacrerà , ma vabbè .. sopravviverò.

    1. Bisognerebbe massacrare Elysium, tra i primi posti nella classifica dei film con maggior divario tra cast e risultato finale

    2. Ma scherzi? Elysium, per quanto mi riguarda, è stata la vera promessa mancaata di quell’anno.

      Oblivion gli mangia in testa su ogni aspetto. ;D

  5. la cosa che ricordo meglio del film è che non appena è spuntato Morgan Freeman per un attimo ho pensato che gli scavengers fossero i neri e ci fosse dietro tutta una storia di razzismo
    parlandone alla fine del film con alcuni amici ci siamo piegati in due dalle risate quando ci siamo resi conto che TUTTI avevamo avuto quella stessa stupida impressione

  6. A suo tempo, appena uscito dal cinema, vera sede in cui andrebbe guardato questo film, rimasi colpito da Oblivion, per gran parte dei motivi che hanno colpito te.
    Oggi, il mio giudizio si è un pelo ridimensionato, ma lo trovo ancora un ottimo mix di sscenografie, fotografia, colonna sonora, costumi, mezzi di scena (i droni volanti sferiici sono semplicemente fantastici).
    Poi, sì, arriva Freeman e tutto si banalizza, ma tant’è, 😉

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