Ogni forma di violenza è potere

Song of Kali

Sono ancora convinto che vi siano luoghi troppo malvagi perché sia consentito loro di esistere. Di tanto in tanto, sogno nubi atomiche a forma di fungo che levano su una città, e figure umane che danzano sullo sfondo del rogo che un tempo era Calcutta.
Da qualche parte ci sono cori oscuri pronti a proclamare l’era di Kalì. Ne sono certo. Così come sono certo che ci saranno sempre servi pronti a eseguire i Suoi ordini.
« Ogni forma di violenza è potere, signor Luczak. »
Nostro figlio nascerà in primavera.
Voglio che lui o lei conoscano tutti i piacere delle colline sotto i cieli limpidi, della cioccolata calda in una mattina d’inverno e delle risate in un erboso pomeriggio domenicale d’estate. Voglio che nostro figlio senta le voci amichevoli dei buoni libri e i silenzi anche più amichevoli della compagnia di brave persone.
(…)
Il canto di Kalì è con noi. È con noi da tanto tempo, oramai. Il suo coro cresce e cresce e cresce.
Ma ci sono altre voci da ascoltare. E ci sono altri canti da cantare. (Il canto di Kali – Dan Simmons)

Recensire quello che ritengo uno dei migliori romanzi horror di sempre sarebbe un gesto presuntuoso e superfluo.
Per questo motivo ripeto quanto già avevo fatto anni sul vecchio blog, pubblicandone un estratto su Plutonia Experiment.
Sono poco meno di 180 parole, sufficienti per farvi intuire le proporzioni di quanto Simmons ha scritto esattamente 30 anni fa, ottenendo un affresco cupo, devastante, spaventoso di quello che può essere definito un orrore universale e atavico.
Questo romanzo ha una protagonista su tutte e no, non è Kali, bensì la città di Calcutta, orrido gorgo di umanità derelitta, di sozzure, di disperazioni indicibili.

Purtroppo Il Canto di Kali non viene più ristampato in Italia da anni. Se siete fortunati potete trovarlo in qualche bancarella dell’usato (uscì anche per Urania Mondadori, a metà ’90, se non erro).
Oppure compratelo in lingua originale, se siete pratici con l’inglese.

A Calcutta, la città buia, lo scrittore americano Luczak deve rintracciare un testo misterioso.
Nella metropoli delle ombre è in atto un’altra sconvolgente ricerca: una setta di fanatici sta per risvegliare la dea della vendetta e della morte.
La mostruosa entità dalle molte braccia sta per spargere di nuovo il sangue degli innocenti.

Kali

Song of Kali (versione ebook in lingua inglese).

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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16 commenti

  1. Confermo l’edizione Urania Mondadori, io ho quella.
    Non lo considero uno dei migliori romanzi horror di sempre, però è sicuramente un gran libro. Niente a che vedere con l’Estate della paura, forse niente a che vedere con l’horror come lo si intende di solito. Di sicuro la storia è cupa e disturbante come poche altre, e queste altre non mi vengono nemmeno in mente, il disagio, l’angoscia e la disperazione trasudano dalle pagine. L’orrore c’è, abbondante, ma ti segue sempre da dietro, non si va vedere, se ti giri si sposta, però è lì e tu lo sai. Terribile. Speranze poche.

    1. L’Estate della Paura a me piace moltissimo, ma ho degli amici che non lo sopportano… boh!
      Il compenso il seguito, L’Inverno della Paura, per me è stata una grande delusione.

  2. Condivido quanto detto da Banshee.
    L’estate Della Paura è il non plus ultra della narrazione horror di Simmons.
    Quantunque sia Il Canto di Kalì che Danza Macabra sono altri due romanzi horror di Simmons con i fiocchi.

  3. Prima che si rincoglionisse parzialmente ( comunque scrive ancora bene , la classe non è acqua … ) , Simmons ha scritto alcuni capolavori assoluti , tra cui questo , letto parcchi anni fa e che ho in edizione originale . Insieme ad I Figli della paura è una delle opere più belle dell’Horror . Peccato appunto che leggendo La scomparsa dell’Erebus , eccezionale fino a 3/4 quarti del romanzo , straordinario per la storicità dell’ambientazione , personaggi delineati con lucidità e rispettando il contesto in cui è ambientato il racconto , se ne esca con un polpettone para-sciamanico che ti viene voglia di prendere l’aereo e andare picchiarlo sugli alluci …. come è possibile che un autore così carismatico subisca un’involuzione così?
    Che tristezza ….

    1. L’Erebus mi manca. Troppo “massiccia”, e da tempo preferisco letture più snelle.
      In compenso ne ho sentito parlare molto bene o molto male, con poche vie di mezzo.

  4. Questo è il libro che harlan Ellison lesse in anteprima, e disse a Simmons “Se non lo pubblichi lo rimpiangerai per l’eternità, anche perché io verrò a casa tua e ti riempirò di botte.”
    Credo il migliore di Simmons.

  5. Concordo con Alex: uno dei migliori horror in assoluto. Ma ho amato di più L’Estate della Paura – seppur rovinato da un finale hollywoodiano non all’altezza – per le atmosfere in stile IT e Stand by me.
    Digerisco poco il Dan Simmons fantascientifico. Tra gli altri di Simmons mi manca – e mi incuriosisce molto – Drood: com’è?

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