Fubar: ucronia, guerra e zombie

Fubar nazi

Proseguo il periodo di approfondimento in tema zombie, e lo faccio tornando a parlare di una piccola casa editrice di fumetti americana, specializzata in una linea di graphic novel davvero particolare.
Si tratta della Fubar, di cui già recensii una prima antologia, molto valida. Da allora sono passati tre anni è ho avuto occasione di leggere altri fumetti pubblicati dalla Fubar. C’è un titolo, a mio parere non buono come quello di cui vi ho appena riproposto i link, che ho trovato un poco deludente. Questo ha frenato il mio entusiasmo, ritardando ciò che mi ero proposto di fare, vale a dire di parlare di nuovo della Fubar. Di recente ho però sfoltito altri fumetti della medesima CE, tornando ad apprezzarne il contenuto, le idee e l’ironia.
Un passo falso si perdona a tutti.

Il titolo deludente è Empire of the rising dead. Avevo molte aspettative su questo volume, che tratta la Seconda Guerra Mondiale, sul fronte dell’Oceano Pacifico, con “l’intrusione” di una zombie apocalypse. Purtroppo i racconti che compongono EotRD sono di qualità altalenante e privi di un reale filo conduttore. Per questo il volume non mi è piaciuto (a differenza di European theater of the damned).

Nel mentre la Fubar ha spaziato, abbandonando il solo – per quanto intrigante – scenario della WWII e portando la zombie apocalypse in altre epoche storiche.
Questo è infatti il mix della nostra agguerrita casa editrice: mischiare storie di guerra, ucronia e morti viventi.
Abbiamo così opere spassose quali Ace of Spade, che rilegge in chiave zombesca la cattura del fuggitivo Saddam Hussein, così come quella del ricercato più famoso di tutti i tempi, Osama Bin Laden. Se siete fortunati potete trovare AoS in promozione gratuita su Amazon.

C’è poi Better Red than Dead, che porta i morti viventi ai tempi della Guerra Fredda, tra la Baia dei Porci, il muro di Berlino, Che Guevara e la perenne minaccia di un conflitto nucleare.
Oppure, andando indietro nel tempo, Guts and Glory (zombie nell’età del bronzo e del ferro, tra Troia, la Grecia Antica e l’Impero Romano) e By the sword (zombie e medioevo).
Il progetto Fubar alterna ottime cose a racconti meno riusciti, tuttavia è da premiare per i tentativi, ripetuti e pregevoli, di attualizzare la figura dei morti viventi, applicandola ad altro genere di narrativa. E dire che i tipi di questa simpatica casa editrice erano partiti con l’idea di proporre qualcosa nel sottofilone (molto apprezzato) dei nazi-zombie.

Date un’occhiata al loro catalogo, approfittate delle occasionali promozioni a costo zero e vedete se Fubar fa al caso vostro.
Secondo me sì.

Fubar collection

– – –

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