La Peste Scarlatta

La peste scarlatta

«A quell’epoca parlavamo attraverso l’aria, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Fu così che giunse la notizia di una strana malattia che era scoppiata a New York. C’erano diciassette milioni di persone, allora, che vivevano nella più famosa città d’America. Nessuno si curò della notizia: fu soltanto un piccolo evento, che causò solamente poche vittime. Sembrava, però, che fossero state morti molto rapide, e che uno dei primi sintomi della malattia fosse un rossore diffuso su tutto il viso e tutto il corpo. Entro ventiquattr’ore arrivò la notizia del primo caso a Chicago, e lo stesso giorno fu reso pubblico che a Londra, la città più grande del mondo, dopo Chicago, si stava combattendo segretamente il morbo da due settimane e si stavano censurando i notiziari… voglio dire, non si permetteva che il resto del mondo sapesse che a Londra c’era il morbo.»


«Sembrava una cosa grave, ma noi, in California, come altrove, non ci allarmammo. Eravamo certi che i batteriologi avrebbero trovato un modo per annientare il nuovo germe, proprio come avevano sconfitto gli altri germi nel passato. Ma il guaio fu la rapidità sbalorditiva con cui la nuova malattia attaccava gli esseri umani, e inoltre il fatto che uccideva invariabilmente tutti coloro che infettava. Nessuno guariva, mai. Con il colera, una vecchia malattia asiatica, poteva capitare di cenare, la sera, in compagnia di una persona che stava bene, e la mattina dopo, se ci si alzava abbastanza presto, la si vedeva, dalla finestra, mentre veniva caricata su un carro che trasportava altre vittime. Però la nuova malattia era ancora più rapida, molto più rapida: dal momento in cui si manifestavano le prime avvisaglie del morbo, si moriva nel giro di un’ora. Alcuni malati resistevano alcune ore, ma molti perivano entro dieci o quindici minuti dalla comparsa dei primi sintomi.»

Da La Peste Scarlatta (The Scarlet Plague), di Jack London.
Romanzo di fantascienza apocalittica pubblicato originariamente sul giornale The London Magazine, nel lontano 1912.
Stando a Wikipedia è arrivato in Italia per la prima volta nel 1927.

Lo trovate anche in formato ebook, a poco meno di tre euro.

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5 commenti

  1. Molto bello. letto l’anno scorso. Potrebbe essere stato scritto iim questi anni, altro che cent’anni fa. Come storia apocalittica, nel senso che intendiamo oggi, forse è il primo esempio?

          1. Venne eclissato dal successod i Frankenstein, ma anche lì si descrive un mondo devastato da un’epidemia che spazza via l’umanità intera in un sol colpo.
            Lo trovi certamente in originale su Project Gutenberg… ha un secolo e mezzo buono, ma vale la pena di dargli un’occhiata.

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