Morgan Lost

Morgan Lost

Stanno per arrivare… vi cercheranno nell’oscurità, e quando sarete soli e inermi. Alcuni hanno maschere paurose e armi affilate, altri possiedono uno shining rivolto al Male, qualcuno di loro forse non è umano. Adorano le ninnenanne e le filastrocche recitate dalle streghe. Rideranno delle vostre lacrime e delle vostre invocazioni di pietà. Guardatevi alle spalle quando camminate in strada, fuggite agli sconosciuti che cercano di avvicinarvi, NON RESTATE SOLI AL BUIO… dovete resistere fino al 20 ottobre, quando arriverà LUI. (Dal sito di Bonelli Editore)

Aspetto sempre con grande curiosità ogni nuova collana proposta da Bonelli Editore, anche se sono molto critico nei confronti della più importante casa editrice italiana di fumetti e graphic novel.
Negli ultimi anni Bonelli sta tentando di rinnovarsi, di attualizzarsi. Lo fa con tentativi poco riusciti (Orfani) e con altri più interessanti, come per esempio Le Storie e il poco citato Brad Barron.
Questo Morgan Lost, uscito ieri col numero 1 (L’uomo dell’ultima notte), mi ispirava e infatti l’ho comprato e letto subito.
Il verdetto?
Interessante.

Innanzitutto spendo due parole sulla scelta grafica. L’intero albo e bicromatico, tra bianco e nero con inserti di rosso. Un’impostazione singolare, ma funzionale alla storia e all’ambientazione. Il risultato è interessante e di sicuro non stona.

Il mondo di Morgan Lost è ucronico (o forse si tratta di un universo alternativo al nostro). Siamo attorno agli anni ’50. L’energia atomica ha consentito un rapido sviluppo di alcune tecnologie (per esempio i telefoni cellulari), anche se il contesto in cui si muovono i personaggi è vintage. Ho notato riferimenti e atmosfere mutuate soprattutto da due film: Sin City e Dark City.
Potremmo addirittura scomodare il dieselpunk.

Nel mondo di Morgan Lost la Seconda Guerra Mondiale non è mai scoppiata, perché nel 1937 una spia, Marlene Dietrich, ha ucciso Adolf Hitler. Albert Einstein non è mai diventato un genio rivoluzionario della scienza, bensì uno scrittore di fantascienza. Questo è quanto ci viene rivelato dal primo albo, ma sono certo che man mano gli autori (Claudio Chiaverotti su tutti) faranno l’opportuno lavoro di world building.

La storia è, ancora una volta, qualcosa che richiama a Dark City. Per colpa dell’inquinamento le ore di luce sono ridotte a una manciata, quindi la città di New Heliopolis (dove sono ambientate le avventure di Lost) è perennemente avvolta in penombra e maltempo. L’architettura gotica, ricca di palazzi adornati con gargoyle e repliche di statue egizie, richiama a Gotham City, ma funziona nel completare l’atmosfera.

Morgan Lost è un cacciatore di taglie autorizzato.
I serial killer sono una vera e propria piaga sociale, tanto che esistono regolari bollettini governativi che forniscono un borsino dei loro delitti.
Lost stesso è stato vittima di una coppia di essi, prima di diventare bounty hunter. Si è salvato, ma non è andata altrettanto bene alla sua promessa sposa.
Ora, dopo anni dall’infausto evento, a New Heliopolis entra in scena un nuovo serial killer, un copycat che pare replicare il modus operandi dei due assassini che cambiarono per sempre il destino di Morgan Lost. Come se non bastasse, i servizi segreti a servizio del Sindaco sembrano avere qualcosa a che fare col fenomeno crescente dei killer seriali…

Il numero 1 mi ha dato sensazioni positive. Comprerò sicuramente il seguito, prendendomi tre o quattro mesi per capire se questa è una saga da seguire con costanza.

Morgan Lost 2


(A.G. – Follow me on Twitter)

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18 comments

  1. A me aveva attirato perchè in copertina c’era la maschera egizia, ma non avevo ancora capito di che parlava e pensavo uscisse a Lucca º-º così sembra molto carino!

  2. Ammetto che il titolo non mi aveva particolarmente attratto, ma leggendo il tuo post credo comprerò il primo numero per vedere se ne vale la pena. Grazie 😉

          1. Ok, leggerlo su Italo dove tutto è grigio e rosso è stato un caso ma fortunato. Divorato, lo ammetto. Il 19 novembre decido quanto mi sta piacendo… non sei del tutto salvo 😉

  3. La cosa interessante potrebbe essere l’esistenza di una continuity. Onestamente la formula bonelliana del personaggio sempre uguale a se stesso mi ha stancato. I serial killers mi sembrano un tema adatto a una miniserie, però se riescono a costruire una rogues gallery come Flash o Batman, e i personaggi tornano, potrebbe essere carino.

    Mi sarebbe piaciuto, per una volta, avere un personaggio che non sia un maschio bianco tra i trenta e i quaranta con la pistola (non per correttezza politica ma per varietà) ma evidentemente alla bonelli sanno cosa vende in Italia e cosa no… Vediamo come si evolve ma sinceramente la sceneggiatura e i dialoghi didascalici non mi hanno entusiasmato. I disegni sono splendidi e magari meriterebbero ristampa in formato più grande.

    1. Allora, sì: i dialoghi sono sempre il punto debole delle collane bonellidi, e Lost non fa eccezione.
      Il protagonista è abbastanza “standard”, ma se non altro non siamo dalle parti del moralismo in stile Tex O Dylan Dog.
      Resto in attesa di sviluppi, sperando che non diventi una saga infinita come altre collane della CE milanese.

  4. Il tema dei serial-killer come fenomeno pervasivo della società mi ricorda tantissimo il misconosciuto GdR “SLA-Industries”, forse il gioco di ruolo più ‘distopico’ mai scritto, dove alcuni serial-killer sono trattati come delle vere e proprie pop star.

    Se non lo conoscete fatevi un giro sulla Rete, almeno a titolo informativo 🙂

    1. Molto interessante davvero.
      Ho cercato i manuali, fosse anche solo per leggere lo scenario (oramai non gioco più da tempo), ma purtroppo hanno dei prezzi che… ARGH!

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