New York Collapse

the division

Un’apocalisse scatenata durante il Black Friday, vera e propria festività definitiva del paganesimo capitalista.
New York come epicentro di una pandemia misteriosa e inarrestabile, che ha travolto ogni tentativo di organizzare una rete di soccorsi e di evacuazione.
Un’iniziativa presidenziale, la Direttiva 51, e una squadra di massima penetrazione, la Strategic Homeland Division – o più semplicemente “La Divisione” – incaricata di scoprire chi e cosa ha portato al tracollo di NYC, e possibilmente di risolvere la situazione.
Ammesso che questo sia ancora possibile.
Non è la trama di un romanzo, bensì di uno dei videogiochi più apprezzati del 2016: Tom Clancy’s The Division.

Ci tengo subito a precisare che io non pratico più alcun videogioco da diversi anni, per mera mancanza di tempo.
Ciò non limita però la mia capacità di osservare un mondo, quello videoludico, in costanze evoluzione.
A fronte dei giochi pensati per gli store di smartphone e tablet, che spesso hanno grandi limitazioni nella narrazione, esistono i videogiochi per le cosiddette piattaforme, che sempre più spesso non hanno nulla da invidiare ai film hollywoodiani.

The Division pare appartenere a questa categoria – chi lo ha giocato saprà senz’altro darvi più dati rispetto al sottoscritto.
Io, da questa parte dello schermo, non ho potuto far altro che informarmi, osservare dei video del titolo in questione, leggere la storia che sta dietro al videogioco della Ubisoft e osservare alcuni splendidi lavori di concept che ne hanno accompagnato lo sviluppo e la nascita.

the division 2

In un filone narrativo – quello apocalittico – in cui tutto pare appiattirsi sui soliti zombie e sulle atmosfere da soap-horror in stile The Walking Dead, un prodotto come The Division pare il grado di portare quantomeno brio, stile (ottima l’estetica dell’intera ambientazione, così come la ricostruzione degli arcinoti scenari della Grande Mela) e qualche interessante variante al trito e ritrito tema della fine del mondo.

Lascio ogni annotazione tecnica agli esperti. Io sono troppo tecnologicamente arretrato per parlarne senza rischiare di fare affermazioni stupide.
Di certo se uscirà una novelization di questo videogioco ne valuterò l’acquisto (idem per un eventuale film).

PS: Per quanto le novelization dei videogiochi che ho letto finora si siano rilevate di qualità piuttosto trascurabile (a parte Bioshock – Rapture, e pochi altri).

Quando la società crolla, inizia la nostra missione.

tom-clancy-s-the-division-times-square


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One comment

  1. La buona notizia è che spesso i videogiochi della serie “Tom Clancy’s” vengono anche riproposti in romanzi, ad esempio sono ottimi quelli di Splinter Cell. 🙂

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