I Silenziosi Invisibili

mecha 1945I Cichociemni (i “Silenziosi Invisibili”) erano le unità di commando paracadutisti del governo polacco in esilio, durante la Seconda Guerra Mondiale.
L’unità fu creata in Gran Bretagna, col sostegno dei militari britannici. Ironicamente, l’unità dei Cichociemmi venne ideata sulla falsariga dei parà tedeschi, che tanto bene avevano fatto durante la guerra-lampo voluta da Hitler.
Dapprima furono addestrati in Scozia, con lo scopo di sostenere delle missioni di incursione e demolizione nel loro paese, occupato dai tedeschi. Nel 1944 il campo base fu trasferito a Brindisi, dove partivano i ponti aerei per sostenere gli insorti di Varsavia.
La loro specialità risultò essere fin da subito la distruzione di edifici e ponti.
I commando polacchi vennero reclutati su base volontaria. Di 2413 candidati ne vennero scelti 605, di cui 579 abili a condurre lanci sul territorio nemico.
L’addestramento dei Cichociemni fu all’avanguardia. Oltre a intensi training fisici e mentali, i volontari polacchi venivano istruiti a utilizzare armi di molteplici fabbricazioni (tedesche, russe, inglese, italiane), più mine, esplosivi, fucili di precisioni, armi bianche.

Dal 1941 al 1944 i Cichociemni effettuarono molti pericolosissimi lanci nella madrepatria occupata dagli odiati nazisti. Non solo: in occasioni speciali vennero utilizzati anche come scorte per degli attivisti politici del governo polacco in esilio, paracadutati a loro volta in paesi conquistati o alleati del Reich: Albania, Francia, Grecia, Francia, Jugoslavia.
Ovviamente parteciparono anche a parecchie battaglie, in appoggio all’esercito polacco della resistenza, lo Związek Walki Zbrojnej, che combatteva per la patria, a dispetto delle scarse risorse e delle soverchianti capacità belliche dei nazisti.

Più di cento Cichociemni morirono durante il conflitto, chi in battaglia, chi nelle mani della Gestapo, chi durante i lanci, per qualche incidente. Un’ulteriore decina di parà morì dopo la liberazione della Polonia, uccisi dai servizi segreti sovietici, che operavano per annettere il paese all’impero stalinista.
Altri novantuno commando parteciparono alla Rivolta di Varsavia (1 agosto – 2 ottobre 1944), in cui si distinsero per abilità e ferocia. Diciotto di loro rimasero uccisi negli scontri.

Se vi interessa saperne di più, magari approfondire il ruolo della Polonia nella Seconda Guerra Mondiale, vi consiglio un saggio di Mira Susic: La Polonia, un paese tradito – La questione polacca tra Occidente e Oriente, pubblicato da Altromondo editore.

L’illustrazione che invece vedete a inizio post è di Jakub Rozalski, uno straordinario artista polacco esperto in opere che potremmo definire ucroniche, steampunk e dieselpunk.  Questo è il suo modo per omaggiare il primo lancio dei Cichociemni nel territorio natale occupato (14 febbraio 1941).
Tra l’altro credo che da un disegno così potrebbe nascere uno stupendo racconto.


(A.G. – Follow me on Twitter)

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2 comments

  1. Bell’articolo e bella illustrazione. Eh, sì, e’ perfetta come spunto per un tuo racconto! Recupero questo libro di cui non sapevo, pur essendo un appassionato della WW2. Grazie.

  2. Rozalsky è effettivamente molto bravo , anche se tende ad essere un pochino ripetitivo nella scelta di macchine sullo sfondo della visione d’immagine , ma è talmente padrone della tecnica che si perdona tutto .
    Per quanto riguarda il Parà Commando polacchi , questa è la definizione di come erano inquadrati nelle SAS durante l’addestramento in Gran Bretagna , presero anche molto riguardo alle tattiche di combattimento di squadra dalle specifiche apprese dalla Folgore che rimase in servizio dalla parte ” giusta ” nel ’43 .
    Soprattutto il generale Li Gobbi , comandante della Neocostituita Divione Paracadustisti , fece arrivare diversi istruttori nostri , con le loro metodiche di addestramento , in Inghilterra e Scozia , appositamente per uno scambio di informazioni con i colleghi angloamericani .

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