Il colosso di Ylorgne

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Pochi giorni fa, sul blog di Mauro Longo, è stata pubblicata una dettagliata analisi del ciclo narrativo di Averoigne, dell’autore californiano Clark Ashton Smith, che purtroppo qui da noi è noto solo a una piccola élite di appassionati del fantastico (mi verrebbe da aggiungere “vecchi”, ma voglio essere clemente con me stesso).
Di Averoigne avevo accennato anch’io, tempo fa, qui su Plutonia Experiment. Sono un fan di questo ciclo di racconti da quando ho avuto modo di leggerlo tramite edizioni Fanucci, nella famigerata collana dalle copertine bianche. Chi ha vissuto gli anni ’90 da lettore forte sa a cosa mi riferisco.
Purtroppo da allora credo che nulla di C.A. Smith, se non qualche solitario racconto, sia stato riproposto nella nostra lingua. Peccato, considerando che siamo alla millesima ristampa di King, Lovecraft, Dick, Asimov etc. Tutti grandissimi autori, ma non certo i soli a eccellere nel fantastico.

Leggendo in inglese è un po’ più facile recuperare il materiale di C.A. Smith, soprattutto in formato digitale.
Qualche tempo fa mi sono procurato uno dei racconti che avevo più apprezzato, ma che non riesco più a trovare (il famoso volume della Fanucci a cui accennavo è andato perso chissà dove). In questo senso la possibilità di ricomprarlo in ebook, a poco più di un euro, è stata una benedizione.
Parlo de Il Colosso di Ylorgne.

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Il famigerato e deforme alchimista, astrologo e negromante Nathaire è scomparso dalla città di Averoigne, dove tutti lo temevano per la sua mancanza di morale e per la sua bravura come mago.
Il suo misterioso esilio sembra avere a che fare con una serie di resurrezioni blasfeme che stanno avvenendo nei principali cimiteri e obitori della città. I cadaveri recenti, generalmente di persone morte per incidente o in combattimento, si rianimano e corrono via, senza che nessuno riesca a comunicare con loro. Fuggono verso est e sembrano avere una meta comune: le rovine del castello di Ylorgne, situate tra spelonche rocciose e disabitate, dove solo pochi pastori e alcuni monaci si avventurano, di tanto in tanto.
Le autorità sono troppo spaventate per organizzare una ricerca dei muti cadaveri in fuga, ma in pochi altri individui la curiosità ha la meglio sul timore. È così che alcune persone s’inoltrano tra le macerie di Ylorgne, per scoprire la verità…

Seppur scritto negli anni ’30, Il Colosso di Ylorgne è un dark fantasy ancora oggi godibilissimo.
Riporta alla mente le molte avventure di giochi di ruolo a cui alcuni di voi hanno sicuramente partecipato, con in più il non indifferente bonus rappresentato dallo stile dell’autore, che è a metà tra l’horror, la fiaba nera e il grottesco.

Il racconto è invecchiato benone. Non è scritto in un inglese facile e immediato, perciò vi sconsiglio di acquistarlo, se avete una conoscenza sommaria della lingua d’Albione. Viceversa – se ancora non lo conoscete – vi esorto a leggerlo. Come vi dicevo vi basta poco più di un’euro per salire sulla giostra della fantasia di C.A. Smith. Lo trovate qui.

Il colosso


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4 comments

  1. Non so se l’ho segnalato o se ho solo sognato di farlo (nel caso recupererò), ma la Penguin Books ha pubblicato una bella selezione di storie di Smith (inclusi un paio di titoli del ciclo di Averoigne) nella sua collana dei classici – come aveva già fatto per Lovecraft oltre dieci anni or sono, e poi per Howard, di fatto “sdoganando” anche il terzo moschettiere di Weird Tales presso il grande pubblico.
    Segno che i tempi stanno cambiando, altrove.

      1. Per ora Mondadori ristampa per la miliardesima volta tutto Conan, questa volta in edizione di lusso con copertina in finta pelle – praticamente ciò che la Gollancz aveva fatto per il centenario howardiano, ma senza centenario (e, credo, senza le illustrazioni).

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