recensioni · serial tv

Il Tredicesimo Apostolo – Il Prescelto (Stagione 1)

Italia, 2011
Ideatore: Pietro Valsecchi
Regia: Alexis Sweet
12 episodi da 50 minuti ciascuno

Molti blogger rifiutano con sdegno di parlare di qualunque prodotto venga realizzato per il cinema e la TV del nostro bel paese.
La giustificazione è che, mediamente, si tratta di roba pessima, indirizzata a un pubblico di età media molto alta e con una cultura media proporzionalmente tendente al basso.
Accuse che, in linea di massima, sono vere. Questa è la ragione per cui negli ultimi decenni in Italia sono nati più o meno soltanto questi serial:

– Biografie di santi, preti o suore;
– Drammone meridionale con immancabile ambientazione a Capri o dintorni;
– Poliziesco con un nettissima distinzione tra buoni e cattivi;
– Poliziesco ibridato con la più innocua commedia all’italiana.

Salvo qualche lodevole eccesione, il panorama è questo.
Del cinema non ne parliamo, magari ci torneremo un’altra volta, quando avrò qualche film da recensirvi.
Oggi invece vi voglio dire il mio parere su Il Tredicesimo Apostolo, serial televisivo prodotto da Taodue e recentemente trasmesso da Canale 5. Insieme di fattori che, nel suo complesso, dovrebbe indicare un alto grado di cagosità.
Invece non è proprio così.

X Files de Roma

Gabriel Antinori (Claudio Gioè) è un giovane prete e professore universitario di teologia. Amato dai suoi studenti per la sua intelligenza anticonformista, Gabriel si occupa di esplorare i confini fra scienza e fede studiando il mondo dei fenomeni definiti paranormali. Mosso dal desiderio di esplorare i misteri della vita, Gabriel collabora con la Congregazione della Verità, un’istituzione ecclesiastica che verifica eventi razionalmente inspiegabili, con a capo monsignor Demetrio Antinori (Luigi Diberti), zio di Gabriel, collaborano con lui padre Isaia (Stefano Pesce) e il suo migliore amico padre Alonso (Yorgo Voyagis). Gabriel non è un investigatore dell’occulto ma un uomo di fede, scevro da pregiudizi e chiusure, che vuole comprendere il fenomeno che ha davanti a sé soprattutto da un punto di vista umano. Scoprirà presto sulla sua pelle che è la stessa natura umana ad essere messa in gioco nel paranormale, grazie all’incontro con l’affascinante psicologa Claudia Munari (Claudia Pandolfi). (Da Wikipedia, che nelle sinossi sono pigro…)

Evidentemente in Italia non si può esulare dal personaggio religioso, praticamente onnipresente nelle fiction. Perfino in quelle che parlano di poliziotti o carabinieri la figura in divisa è così paternalista e tradizionale da ricordare spesso un sacerdote laico. Quindi anche ne Il Tredicesimo Apostolo il protagonista è un prete.
Tuttavia ci sono degli interessanti distinguo. In primis il nostro buon padre Gabriel è un uomo di fede dalla mente molto aperta, con un occhio di riguardo per la scienza e non immune al fascino femminile. L’interpretazione del bravo Claudio Gioè dà valore a un personaggio che rischiava di essere stereotipato e noioso. Inoltre il lavoro in tandem con la psicologa Claudia Munari ricrea la classica coppia Mulder & Scully, spesso sinonimo di successo assicurato.

Sulla scia di Voyager

Bizzarro il taglio protoscientifico che caratterizza questa fiction. Per una volta si lasciano da parte le imbarazzanti lecchinate proto-cattoliche e si sceglie un format più “misterico”, sulla scia del successo di trasmissioni quali Voyager e Mistero. Se le suddette trasmissioni scadono fin troppo spesso nel ridicolo Il Tredicesimo Apostolo, essendo un prodotto di fantasia, riesce a intrattenere e a divertire.
Le sceneggiature dei vari episodi lasciano poi molto più spazio alle domande che non alle risposte, perfetto meccanismo per creare interessa senza rovinare il tutto con qualche terribile “spiegone” da due lire.

Quindi tutto funziona? No, affatto.
Alcune puntate sono noiose e mal costruite. Spesso e volentieri ci sono elementi che sanno troppo di deus ex machina, risolutivi sul più bello ma del tutto avulsi alla credibilità della storia.
Il plot che fa da filo conduttore a tutta la prima stagione è interessante ma sviluppato troppo lentamente e con delle trovate non sempre all’altezza.
Insomma, c’è molto da fare, molto da limare e migliorare, ma la strada intrapresa è quantomeno interessante. Sperando che la regia eviti derive populiste o stupide, si può arrivare a livelli superiori alla sufficienza.

Valore aggiunto

Inutile girarci intorno: reputo Claudia Pandolfi una delle più brave, capaci ed espressive attrici italiane. La sua presenza è funzionale alla storia e il lavoro in tandem con Gioè è molto buono. Una coppia affiatata in cui la Pandolfi spicca come la gran professionista che è.
E chissà che una domenica o l’altra non ve la troviate pure ospite su questo blog…

36 risposte a "Il Tredicesimo Apostolo – Il Prescelto (Stagione 1)"

  1. Uhm…stavolta mi trovo in disaccordo.
    Ho visto la prima puntata, e l’ho trovata mortalmente noiosa e banale. Imho non se ne può più del classico tandem religioso + scienziato (medico, psicologo ecc.) ateo. Old.
    Ma, a parte questo… Gioè è veramente quello che Renè Ferretti definirebbe un cane maledetto, ha due espressioni e un tono di voce, e te li trovi davanti per tutti i 50 minuti. La Pandolfi… Bah. Diciamo che non è malaccio, che rispetto agli inizi dela carriera ha imparato a fare qualche variazione. Tuttavia, anche qui in Italia, abbiamo di mooooolto meglio.

    1. De gustibus…
      C’è da dire che non mi aspettavo nulla di buono da questa fiction, perciò quel che ho trovato mi è bastato.
      A me poi Gioè non dispiace affatto. Ma, di nuovo, sono solo gusti.
      Che ci sia molto di meglio nella fiction italiana, mah… Forse Romanzo Criminale… qualcosina di Boris, che pure a me non fa impazzire.
      Se non altro Il Tredicesimo Apostolo ha variato i soliti temi della nostra fiction.
      Poi ok: all’estero il dittico religioso+scienziato (o scettico+possibilista) è abusatissimo. Da noi un po’ meno.

  2. Non ho la tv e quindi non ho visto questa fiction, ma l’ idea mi sembra un piccolo passo in avanti per scrollarsi di dosso la stampino “fiction italiana” che sembra affliggere ogni nostra produzione televisiva. Piano piano, magari ci arriveremo anche noi, con quel paio di decenni di ritardo rispetto agli altri.
    E, come sempre, applausi per la Pandolfi 😉

    1. Brava Lucia: bisogna valutare i piccoli passi e – nel limite del sensato – riconoscere quel poco di positivo che ogni tanto filtra anche dalle produzioni nostrane.
      A Claudia dedicherò un articolo fra un paio di settimane. Sapere che almeno tu non mi prenderai a pernacchie è un bello stimolo, te lo giuro! 🙂

  3. La Taodue è capace di produrre prodotti altalenanti. Le miniserie di un paio di puntate le riescono sempre piuttosto bene, le “medioserie” da 5-6 puntate vanno a fasi alterne (penso ai primi Ultimo, che non erano male, o al Capo dei Capi), mentre in generale le serie più o meno lunghe (10, 12 puntate) mi sanno sempre di boiate.
    Il tredicesimo apostolo non l’ho visto. Sarà pure colpa dei trailer che facevano vedere Claudio Gioè (a mio avviso un buonissimo attore) stile “super saiyan” scagliare gente lontano con la forza del pensiero.

    1. Concordo con te su quel che dici a proposito di Taodue.
      Sul “Tredicesimo Apostolo” voglio invece aggiungere una cosa che mi è sfuggita in fase recensoria. In alcuni episodi hanno utilizzato effetti speciali forse un po’ pacchiani, ma che hanno contribuito nettamente alla svolta “sovrannaturale” della fiction. Meravigliosa la puntata in cui Gioè si trova faccia a faccia con un demone etrusco davvero spaventoso.
      Forse non era impeccabile (no, non lo era), ma mi è sembrata una bella variante ai soliti serial che finiscono poi con una spiegazione iperazionale.

  4. i trailer mi avevano lasciato un po’ interdetto ma anche .icuriosito, vedrò di dargli una possibilità quanto prima.
    l’accoppiata prete/psicologa e le dinamiche da te descritte mi fanno venire in mente il libro di sandro veronesi “XY”.
    comunque è incoragginate che nel nostro piccolo qualcosa che prova ad essere un po’ più ambiziosa ogni tanto riusciamo a tirarla fuori.

    1. Esatto, bisogna guardare i piccoli passi avanti e sperare in bene. Non si può soltanto lamentarsi e pensare che – anche in questo campo – da noi non cambierà più nulla.

  5. Qui dove sto le reti Mediaset si vedono a giorni alterni, e comunque credo avrei evitato come la peste questo titolo, che mi pare paurosamente derivativo (da Dylan Dog a Dan Brown, passando per X Files).
    Ma sono io che sono cattivo 😉
    E tu mi dici che la mia cattiveria sarebbe stata ripagata dal perdermi un buon prodotto.
    Ah!
    Brutta cosa i pregiudizi.

    Botta di esterofilia…
    Un paio di notti or sono, spulciavo l’elenco delle serie BBC disponibili su DVD (ho scovato un paio di cose incredibili! Prima o poi…) – e la varietà, pur restando entro generi ben definiti, è incredibile, specie considerandone la consistenza su un periodo di quasi 50 anni.
    Il meccanismo pare abbastanza semplice – concetti semplici per le serie lunghe, concetti complessi per le miniserie.
    Poi è questione di sceneggiatura (anche con production values risibili, è la storia che acchiappa) e di cast.

    Ora mi dici che si sta facendo qualcosa di simile in Italia.
    Me lo auguro.
    Ma resto fortemente dubbioso.

    1. In realtà non faccio l’avvocato difensore di Taodue o di Mediaset.
      Semplicemente odio i pregiudizi, essendone stato bersaglio per buona parte della vita. Con quel minimo di saggezza concessami dall’età ho capito che possono essere ambivalenti.
      Se il mondo ha pregiudizi verso di me perché leggo Lovecrat, sbagliando, magari sbaglio anch’io nel pensare che tutto ciò che trasmette la nostra TV fa schifo.

      Oddio, si tratta più che altro di scovare l’eccezione che conferma la regola 🙂

      Per “Il tredicesimo apostolo” vale più o meno il discorso che ho fatto martedì a proposito di Brad Barron: sono prodotti degni, se paragonati alla media nazionale. Posti a confronto con roba d’oltreoceano o britannica sfigurano parecchio.

      Io non sono patriottico: un libro è bello se mi piace, al di là della sua nazionalità. Ma credo sia comunque interessante far notare quei piccoli dettagli positivi che scorgo (raramente) dalla finestra di casa.
      Tutto qui 🙂

  6. Ciao, ho visto i trailer e, sinceramente, ho subito elencato mentalmente tutte le ottime ragioni per non guardare una fiction italiana. Così non l’ho fatto, poco attratta dal promo. Nell’ordine temevo:
    1) Casting improbabile, con la solita mescolanza di ottimi caratteristi in secondo piano e protagonisti invece incapaci di leggere anche la lista della spesa (livello Gabriel Garko e Manuela Arcuri). La Pandolfi però è molto cresciuta e ora è brava.
    2) Storia scontatissima, banale e condita di morale cattolica.
    3) Autorità rappresentate sempre e solo positivamente: poliziotti e carabinieri buoni, preti santi e incorruttibili e il cattivo di turno tagliato con l’accetta.
    4) Copia/incolla di tutta una serie di cose già viste nell’intreccio…dall’esorcista a X files, passando per vari fumetti della Marvel. Però tutto de noantri.
    Mi fa piacere sbagliarmi, al limite. Vuol dire che la produzione nostrana sta migliorando.
    L’unica cosa che ogni tanto farei sarebbe smettere di utilizzare il solito gruppo di dieci attori per qualunque cosa. Il lampo di genio sarebbe stato scegliere facce sconosciute, rigorosamente selezionate per bravura e investire la differenza dei compensi in pubblicità.

    1. Certo che dai trailer hai capito tantissime cose 😀 😀
      No, ok, battuta scontata…
      Come ho detto, non son qui a tessere le lodi di questa fiction, ma a dire che mi sostanzialmente piaciuta e che ha qualche elemento diverso dal solito.
      C’è anche da aggiungere che noi (mi permetto di inserire anche te nella lista) siamo spettatori molto esigenti e scafati.
      Magari per chi non è esperto come noi Il Tredicesimo Apostolo è stata un’occasione per avvicinarsi a tematiche diverse dal solito: i carabinieri, il sacerdote di campagna buono e un po’ ignorante, etc etc.
      Rigardo al parco attori, alcuni sono inguardabili. (La Arcuri… arghhhh!!!). Altri andrebbero sfruttati meglio. Ecco, secondo me Garko ha una faccia che buca l’obiettivo. In un bel ruolo da cattivo ci starebbe alla grande. Ma non il cattivo da fotoromanzo che gli fanno fare di solito.

  7. Mi sono annoiato al solo leggere la trama. Cose come Il tredicesimo apostolo saranno anche il primo passo verso un’evoluzione della tv italiana, ma c’è molta, probabilmente troppa strada ancora da percorrere prima di offrire qualcosa di interessante. Non ho ancora visto Boris, ma Romanzo Criminale, per esempio, è un prodotto non male che offre qualche spunto ma annega in difetti clamorosi (sceneggiatura piena di buchi, recitazione), e fino a quando gli sceneggiatori non impareranno a scrivere non si andrà da nessuna parte.

    1. Va da sé che devi avere un minimo di passione per una certa tematica per avvicinarti a un serial che parla di paranormale.
      Io non guarderei mai una roba tipo Gossip Girl, ma al di là di ogni valutazione soggettiva, solo perché mi annoia solo l’idea.
      Aò, e ‘sti cazzi!

    2. Eh eh eh…ti perdono la battuta, visto che poi mi annoveri tra i palati fini 😉 😉 😉
      Scherzi a parte, dopo aver visto anni di serial stile X files, CSI, e horror vari c’è di che essere esigenti e poi, sì, il parco attori andrebbe sfruttato meglio…E’ vero, Garko starebbe meglio in altri ruoli da cattivo più sfaccettati…però penso che sia un po’ limitato, anche se buca l’obiettivo. Non so se per via dei ruoli che gli offrono (ma checomunque continua ad accettare) o dal fatto di non avere un grande talento di suo. Manca spesso di quella naturalezza che ad esempio la Pandolfi ha acquisito e maturato molto negli ultimi anni, e per cui sa rendersi credibile in svariati ruoli. Tra l’altro trovo che lei sappia usare anche molto bene la voce…Quando vedi Garko invece pensi subito che stia recitando, e questa per un attore è la peggior cosa.

      p.s.: No, la Arcuri no…è proprio senza speranza 😉

      1. Sì, hai ragione.
        Garko si vede che recita, ed è una cosa pessima. Andrebbe benone per qualche film di quelli che noi non giriamo più da anni, tipo i poliziotteschi all’italiana, con cattivi sopra le righe, volutamente pulp.
        Sarebbe comunque un enorme passo avanti rispetto ai ruoli che interpreta ora 😛

  8. Speriamo sia un primo passo verso un miglioramento.Personalmente anche io l’ho schifata come serie perchè avevo dei pregiudizi (e probabilmente non la recuperero comunque) ma qualsiasi miglioramento in questo regime di realtà (Hell docet) è il benvenuto.

  9. A me è bastato sentire dai miei genitori che in una puntata è stato detto che la NATO intervenne durante la seconda guerra mondiale, per decidere di non avvicinarmi nemmeno alla visione. Non per pregiudizio, non dirò mai a nessuno non guardarlo a prescindere, solo che un errore così madornale mi fa del tutto passare la voglia di vederlo. E in un panorama in cui gli spettatori hanno un sacco di input di serial televisivi, bisogna saper catturare da subito e non ci si possono permettere errori come questo. 🙂

    Al di là di questo, per entrare nel discorso italico in generale, sappiate che prima o poi inizierò a recensire le commedie italiane. Davvero, non scherzo. 🙂 Tipo domani devo andare a vedere al cinema il film della Gerini e ne parlerò sul blog, ovviamente. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    PS: Claudia piace pure a me!

    1. Non difenderò senz’altro a spada tratta questo serial 😀
      Ci sono alcune cose che francamente mi hanno fatto storcere il naso, tipo alcuni deus ex machina da film di serie B, roba che andrebbe bene per le pellicole di Bruno Mattei, non so se rendo l’idea.

      Riguardo alle commedie all’italiana… pensa che io sto scrivendo in questi giorni la rece di un film di Verdone 😉

  10. Mio fratello lo ha guardato e non ne ha parlato male, cosa che all’inizio mi ha decisamente stupito. Non so se riuscirò a recuperarlo, però come dici tu, è di sicuro un bel passo avanti per la fiction italiana.
    Speriamo… tanto non possiamo fare altro… 🙂

  11. Ho buttato la tv lo scorso Novembre. Non ne sento la mancanza, per ora.
    Però il tuo è il primo giudizio non completamente castrante che leggo su questa fiction. Il che mi stupisce,
    Però, questo Tredicesimo Apostolo, che non ho visto, ma di cui ho sentito tanto parlare, mi sa tanto di ritinteggiata prudente: ovvero, non facciamo l’ennesimo Don Matteo e non facciamo neppure Distretto di Polizia o Carabinieri, sennò ci ridono dietro a più non posso; facciamo invece una specie di Codice da Vinci, perché da italiani siamo perennemente in ritardo di una decina d’anni rispetto al resto del mondo. E quindi non andiamo tanto al di là, ché sennò sembra troppo rivoluzionario. Gli spettatori che citi tu all’inizio sempre quelli sono, d’altronde. Dovessero rimanere scioccati da troppe novità tutte insieme…
    Ok, lo sai anche tu che faccio parte di quei blogger che citi all’inizio, quindi non c’è meraviglia, se appaio così acido. 😀

    1. Io la TV la tratto come il computer: quando mi stanca la spengo 😀
      Considerarla uno strumento elettronico – come il PC – mi evita di fare considerazioni (probabilmente perfino giuste) ogni qual volta spendo due ore a vedere un talk show politico o altro.

      Il mio è il primo giudizio non negativo che leggi? Ne sono perfino felice. Perché noto questa politica di accodarsi ai giudizi altrui, magari per non sfigurare, ed è una cosa che non sopporto. Succede anche coi libri. Se uno dice che i romanzi di Licia Troisi fanno cagare, gli altri vanno a ruota per evitare spernacchiamenti.
      Guarda, molto meglio tu che dici in tutta sincerità di non averlo visto e che comunque partiresti prevenuto anche nel caso dovesse capitarti sott’occhio.
      W l’onestà! 😉

      1. Sì, partirei prevenuto. Perché dopo anni e anni di mediocrità (per non usare l’altra parola che inizia per m) è questo che hanno creato, la diffidenza.
        Ma non sarebbe la prima volta, in effetti, che sarei disposto a fare marcia indietro e ammettere che si tratta di un bel prodotto, nel caso mi piacesse. L’ho già fatto coi Mercenari, facendo mea culpa.

  12. A me è piaciuto parecchio, sai? L’ho iniziato a seguire con una certa diffidenza, ma l’ho trovato di buona qualità. Vero, c’è molto lavoro da fare, ma confrontandolo con l’italica programmazione spicca come una macchia bianca su un muro nero, e fa la sua porca figura. Poi, vabbè, se lo confrontiamo con prodotti esteri si vedono tutti i difetti belli chiari, ma è comunque una bella produzione. E mi trovo ad aspettare una seconda stagione – che con un finale del genere, se non ci sarà mi incazzo.

  13. MI interesso di temi religiosi nonostante la mia giovane età e mi chiedo una cosa: perché al posto di una cosa come il Tredicesimo Apostolo non facciamo una cosa come ad esempio una serie con personaggi della Bibbia che sono inseriti in un contesto chiaramente fantasy? Per dare idea di cosa voglio dire un fantasy come questo scritto da un mio amico che ho recensito sul mio blog:http://giosiailre.blogspot.it/2015/10/tre-giorni-di-cammino.html

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