libri · recensioni

I biplani di D’Annunzio (di Luca Masali)

I biplani di D’Annunzio
di Luca Masali
Delos Book – versione ebook
1.99 euro

Sinossi

Prima guerra mondiale: è notte, sopra i cieli di Venezia. Un bombardiere austriaco viene abbattuto sulla laguna.
L’unico sopravvissuto è il pilota, Matteo Campini.
Che sa bene di essere in un brutto pasticcio: gli italiani non sono affatto teneri con gli ufficiali triestini che combattono per l’Impero austro-ungarico.
Messo in salvo da un’affascinante e misteriosa ragazza, Flavia Manin, ben presto Campini scopre di essere al centro di una sinistra macchinazione che viene dal futuro. Dalla Bosnia Erzegovina, figlia dei massacri etnici degli anni ’90, qualcuno sta cercando di cambiare le sorti della prima guerra mondiale, giocando una partita ambigua che muove uomini ed eserciti come fossero tragiche pedine.
Campini non dovrà più lottare solo per salvarsi la vita: l’intero destino dell’Europa è nelle sue mani. Affronterà Hermann Göring in persona, quando il futuro gerarca nazista ancora era un pilota di caccia, nella squadriglia del Barone Rosso.
Ma nella lotta contro le forze del male non è solo: riceverà aiuto dal poeta soldato Gabriele D’Annunzio e dalla ragazza che porta sul seno una enigmatica spilla d’oro a forma di clessidra.

Commento

Questo libro lo lessi anni fa, quando fu pubblicato per la prima volta da Urania. Erano tempi molto diversi per quel che riguardava diversi sottofiloni della fantascienza, che invece ora godono di una certa visibilità anche qui in Italia.
Si può quindi considerare Luca Masali come uno dei pionieri dell’ucronia nostrana, tanto che questo I biplani di D’Annunzio è diventato una sorta di romanzo-simbolo per chi vuole tentare un approccio al “what if” in tinte tricolori.
Ora che il libro è disponibile in formato ebook a un prezzo ridicolo credo che valga la pena segnalarlo, nel caso qualcuno (specialmente tra le nuove leve di lettori) se lo fosse perso finora.

Facciamo subito una premessa: I biplani di D’Annunzio non è un romanzo perfetto, anzi, risulta un po’ insipido e ingenuo in diversi passaggi. Del resto è la pubblicazione con cui ha esordito Masali, scrittore che ha ora una discreta carriera alle spalle e uno stile del tutto riconoscibile.
In questo libro c’è una narrazione divisa su due differenti piani temporali, il 1918 e il 2021. Le vicende si alternano e si intrecciano tra passato e futuro, nel tentativo di manipolare gli eventi che durante la Grande Guerra portarono alla sconfitta degli Imperi Centrali. Nulla da aggiungere rispetto a quando riportato nella sinossi, non col rischio di rovinarvi la lettura.

Considerando che il romanzo è stato pubblicato nel 1995 ci sono alcune minuzie tecnologiche, specialmente nella descrizione di quello che dovrebbe essere l’Internet del 2021, che possono far sorridere, considerando che la nostra realtà, già nel 2012, va ben oltre l’immaginazione di Masali. Ovviamente non si può imputare questo difetto all’autore, che ben quindici anni fa si trovava nelle condizioni di immaginare il futuro senza sconfinare nel “palesemente impossibile”.

Tuttavia I biplani di D’Annunzio è prima di tutto una piacevole storia d’avventura dal retrogusto vintage, fatta di eroi, di assi dell’aria, di paradossi temporali in fondo non poi troppo complicati. Da ogni passaggio traspare l’amore di Masali per l’aviazione (qui trattata ai suoi albori, trattandosi della Grande Guerra) e per una narrativa semplice ma avvincente, da noi un po’ desueta, con questo vizio di prendersi troppo sul serio, tra New Italian Epic e altre boiate assortite.

Difetta di un solido approfondimento dei personaggi, ci sarebbe da approfondire il lato geopolitico dello scenario, ma per 1.99 euro il divertimento non manca. Ottimo acquisto per entrare nel mondo di Luca Masali, che col tempo è diventato un autore esperto e apprezzabile.

15 risposte a "I biplani di D’Annunzio (di Luca Masali)"

  1. Mio! 😀
    C’è il Poeta, ci sono gli aerei, c’è la Prima Guerra Mondiale che è uno scenario che mi fa impazzire e ci sono gli Imperi Centrali che rischiano di essere vittoriosi!

  2. d’accordo su tutto, ho apprezzato anch’io i biplani e gli ho trovato gli stessi difetti. non capisco solo la patente finale di boiate per tutto il resto: una cosa non esclude l’altra, e una teoria letteraria a posteriori, condivisibile o meno, non vedo come invalidi una serie di opere. ben diverse dalla leggerezza di un libro come i biplani, ma non certo meno degne di lettura. (my two cents)

    1. Figurati, ci mancherebbe 😉
      È che io la new italian epic la trovo proprio una stupidata, quindi ogni tanto la frecciatina ci scappa. Spero di non aver offeso nessuno, non era mia intenzione 😉

      1. offeso? ma figurati, io sono un semplice lettore, che oltretutto sfrutta diversi blogger volenterosi per suggerimenti e materiale 😉
        è che chi l’ha teorizzata secondo me ha scritto delle cose pregevoli, e nella teoria ci ha incluso altrettante cose pregevoli. quindi al di là della discussione di una teoria nel merito (che non mi interessa così come non mi interessa stabilire se un romanzo rientra o meno nel canone dello steampunk o dell’horror, o se i grateful dead sono in gruppo rock psichedelico o bluegrass) mi pareva gratuita.
        per farla breve: a me gli scritti del collettivo wu ming piacciono (in gran parte), e quel che apprezzo del quartetto (ex quintetto) di solito l’ho trovato proprio “semplice ma avvincente”. a dirla tutta, con livelli di complessità e di lettura ben più estesi dei biplani, tant’è che il Masali melo sono letto come piacevole passatempo (pur notando i difetti che evidenzi), in Q e in Manituana ci sono letteralmente entrato dentro. Certo, senza starmi a preoccupare di quanto fosse epica, italiana o nuova la narrazione.
        faccio ammenda se ho esteso all’autore (agli autori) la tua frecciata alla critica letteraria.
        e poi “de gustibus non disgustibus”

        1. Alcuni dei romanzi dei Wu Ming piacciono anche a me. Infatti se si limitassero a scrivere li apprezzerei molto 🙂
          Della New Italian Epic ho trovato davvero risibile il “manifesto” che avevano pubblicato.
          E figurati che io sono uno che trovava divertenti, se non addirittura stimolanti, le classificazioni. Ma quei punti programmatici per scrivere un romanzo di NIE erano davvero “comici” 😀

      2. ridere del manifesto della new italian epic è cosa buona e giusta!
        il titolo me lo ero già segnato e lo prenderò, ma senza troppa fretta. Tanto gli ebook non devono essere mica ristampati e non spariscono dal catalogo 🙂

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