film · recensioni

Classe 1999 (1989)

Classe 1999
di Mark L. Lester
USA

Sinossi

In un futuro non troppo lontano i ragazzi del Liceo Kennedy di Seattle sono abituati ad andare a scuola armati e con intenzioni non proprio amichevoli. Il capo di una delle due bande principali è Cody Culp, adattatosi a quell’ambiente violento ma senza essere una persona cattiva, che s’invaghisce di Christy Langford, figlia del preside Miles Langford. Per frenare le crescenti violenze gli insegnanti, ormai esausti, vengono sostituiti da dei cyborg progettati dal dr. Forrest  per conto della Mega-Tech. Ovviamente il nuovo piano di insegnamento sarà piuttosto… duro. (fonte: Wikipedia)

Commento

C’era un tempo in cui anche i film più cazzeggioni e ignoranti riuscivano a creare un immaginario divertente e stimolante, senza bisogno di tirare in ballo concetti scomodi quali la verosimiglianza o il messaggio educativo.
Di educativo questo Classe 1999 (Class of 1999) ha ben poco. Il futuro distopico che ci presenta il regista è disastroso e disastrato. Il film si svolge in una Seattle vessata da criminalità, guerre tra gang, spaccio di droga e di armi.
Le scuole sono fortini contesi tra ragazzi violenti che si presentano in classe armati di tutto punto. Le autorità latitano oppure reagiscono nell’unico modo plausibile: aggiungendo altra violenza.
In questa situazione disperata e ammorbante la soluzione geniale per tenere in riga i giovani è quella di inserire tre cyborg in forma umana (sì, proprio simili a Terminator) nel corpo insegnanti, programmandoli in modo da impartire una durissima educazione agli studenti più sbandati.
Ideona che ovviamente si tradurrà in un vero e proprio massacro al Liceo Kennedy. 

Mark L. Lester, vero e proprio guru dei b-movie prodotto negli anni ’80, confeziona un filmetto godibile, a cavallo tra action, fantascienza e humor nero. Il citazionismo raggiunge poi livelli da veri nerd: Classe 1999 prende le atmosfere di cult quali Terminator, 1997 Fuga da New York, The Principal. Il regista miscela tutto, ottiene dei momenti di pura iperbole narrativa, eppure riesce a divertire gli spettatori, scegliendo di mettere in scena una storia priva di veri e propri eroi e in cui per buona parte del film si arriva perfino a fare il tifo per i cyborg insegnanti.
Bello il make-up dei tre professori robotici, che una volta entrati in modalità “guerra” diventano vere e proprie macchine di distruzione, difficili da fermare e, come è giusto che sia, senza alcuna pietà per i loro bersagli. Alla faccia dei robot di certi film, le cui IA sono sensibili come gli orsacchiotti del cuore, o forse di più.

Tra l’atro il film si avvale di alcune icone di un certo modo di fare cinema (ahimé dimenticato): Malcom McDowell nel ruolo del preside Longford, Stacy Keach in quello del dottor Forrest e la bella Pam Grier in quello di Ms.Connors, uno dei tre cyborg.
Classe 1999 è una pellicola roboante ed esagerata, ma che non prende per i fondelli gli spettatori. Qualità rara ai giorni nostri, purtroppo.
Un Mark L. Lester ci vorrebbe ancora, almeno di tanto in tanto.

16 risposte a "Classe 1999 (1989)"

  1. Classe 1999 è uno di quei film che ho visto più volte nella mia gioventù, e mi ricordo che erano presenti scene abbastanza violente (anche se la mediaset non metteva ancora bollini di vietato ai minori…). Bella la scena di come viene sconfitta la professoressa-cyborg, ricorda molto i colpi di genio alla MacGyver!

    1. In effetti c’erano delle scene mica male, a livello di violenza e di scurrilità. Per fortuna erano anni il cui il politically correct faceva ancora pochi danni…

  2. Un giorno bisognerà fare un discorso su tutti questi prodotti dell’era Reagan e dintorni, che immaginavano un futuro orrido… e poi guarda come siamo finiti.
    C’è una specie di intero distretto dell’immaginario popolare fatto di città in stato di guerra, gang di adolescenti armati, poteri fuori controllo, aziende rapaci, macchine assassine, donnine in abiti fetish, droghe sintetiche…
    Chi l’avrebbe mai detto, che poi a fregarci sarebbero stati i banchieri 😉

    1. La solita mente insettoide: stavo pensando di scrivere un articolo proprio su questo aspetto della fantascienza di epoca reaganiana.
      Che sarebbero stati i banchieri a fregarci l’abbiamo iniziato a capire a fine anni ’90, inizio 2000… Il punto è che quelli fanno più paura degli adolescenti armati o dei reietti di 1997 Fuga da New York!

    2. Un classico del genere è Classe 1984, con un giovanissimo Michael J. Fox che a scuola si becca pure le coltellate. E’ stato appena annunciato una specie di reboot “Class of 1984 Reloaded”.

  3. Quelli si che erano film. Cavoli il futuro che ti presentavano era sempre lo stesso, dominato dalla peggio gentaglia, bande armate, teppisti della peggior specie. Ma ogni volta era affascinante. Almeno non dovevi combattere contro colletti bianchi intoccabili.

  4. Intrigato dalla tua recensione me lo sono recuperato ! E mi è piaciuto ! D’altronde Mark Lester lo avevo già apprezzato in Commando e Resa dei conti a Little Tokyo. Il dossier sui futuri da fantascienza reaganiana lo leggerei più che volentieri , è un immaginario a cui sono molto legato !

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