Milano e i suoi Notturni

 

Gira e rigira le leggende sulla Milano misteriosa sono sempre quelle.
Pur cercando minuziosamente tra i vari blog che si dedicano a questi argomenti è difficile trovare qualche storia ancora inedita. Avessi tempo – perché la voglia ci sarebbe anche – girerei i quartieri periferici, là dove esistono ancora i vecchi cortili di una volta. Parlerei con gli anziani, quelli che passano il tempo al bar a giocare a briscola e a bestemmiare. Chissà quanti aneddoti hanno da raccontare, solo che nessuno dotato di un blog ha mai pensato di chiederglieli.
In fondo Milano è una città schiva, anche se non come Torino. E’ una città che vive soprattutto di notte, non solo nei locali, bensì anche nei vicoli, nei parcheggi, nei vecchi caseggiati a schiera che sembrano alveari.
Basterebbe armarsi di coraggio, di handycam e farsi un giro verso la mezzanotte. Al di là dei vecchi fantasmi settecenteschi, che fanno più scena che paura, temo che potreste trovare anche cose piuttosto brutte e poco spiegabili con la razionalità. Non che io ci abbia provato. Eppure in passato mi è capitato di attraversare la Milano notturna e dai finestrini dell’auto ho avuto degli scorci di cose che, boh, forse è meglio approfondire soltanto in qualche racconto horror.
Avete presente quei film in cui i protagonisti intravedono cose che li inquietano, ma su cui la telecamera si sofferma solo pochi secondi? Un po’ come l’arrivo di Sam Neill a Hobb’s End.  

Scorcio del Cimitero Monumentale di Milano.

Di cose milanesi bizzarre ne ho sentito sempre l’eco, senza mai approfondire in prima persona.
Nel mio corso universitario c’era un tizio dall’aspetto inquietante (sembrava un abitante di Innsmouth) che praticava sedute spiritiche con la sua ragazza, al Cimitero Monumentale. La coppia metteva davvero i brividi, per fortuna l’ho persa di vista nel giro di pochi mesi.
Un altro tizio conosciuto in ateneo, sempre di Milano, aveva aperto un sito, tra i primi in Italia, in cui caricava le foto di incidenti stradali e altre disgrazie. Dopo qualche anno sono venuto a sapere che lavora come pubblicitario per alcuni importanti politici e artisti milanesi. Magari riuniti in qualche club di feticisti/occultisti della domenica, chissà.

In viale Montenero ho avuto il mio unico incontro ravvicinato con un’entità che per semplicità potrei definire “soprannaturale”. Non l’ho vista, mi ha direttamente colpito. Viale Montenero è uno stradone residenziale, non troppo lontano dalle zone centrali della città. Eppure percorrerlo a piedi, sotto la canicola estiva, trasmette quel pizzico di senso d’inquietudine di chi, come me, pensa che fantasmi e altre suggestioni non siano obbligatoriamente fenomeni legati al buio e al freddo.
Di notte invece, come vi ho già detto, ho avuto soltanto fugaci visioni. Tizi intenti a fare cose bizzarre, nel bel mezzo di parcheggi deserti e lontani dalle vetrine chic della “Milano da bere”.
Personaggi bizzarri e poco… umani che compaiono col buio nei pressi della Stazione Centrale, vero tempio pagano della città (non a caso si dice che nei livelli sotterranei vivano ancora dei rettiliani sopravvissuti anche ai bombardamenti della guerra). Ecco, diciamo che trovarsi in stazione dopo la partenza dell’ultimo treno non è esattamente una bella esperienza, fosse anche solo per i tossici e gli slavi che escono con l’oscurità, un po’ come vampiri.
Ho detto un po’: lungi da me pensare che siano veri succhisangue. Anche se, a quanto pare, un vero vampiro ha infestato la Centrale negli anni ’80, bevendo il sangue di qualche clochard. Cercate, cercate: la storia è abbastanza nota e non ha mai avuto una spiegazione logica e risolutiva.

Potrei poi parlarvi dei fantomatici ospedali cinesi clandestini che si troverebbero nelle cantine di alcuni palazzi dell’esotica chinatown milanese. Si dice che siano cliniche molto attrezzate e a disposizione dei soli abitanti di via Paolo Sarpi e dintorni. Io non le ho mai viste, ma passando da quelle parti la sensazione di essere più dalle parti di Canton che non in Lombardia è effettivamente molto forte.

Potrei anche parlarvi del massiccio avvistamento di UFO sui cieli meneghini, sul finire degli anni ’80. Con tanto di stato di massima allerta in diverse caserme dell’intera regione. Ma anche di questo non ho una testimonianza diretta, perciò vi lascio nel dubbio…

31 commenti

  1. E poi ci sono i cittadini, prima di tutto 😉

    Milano non mi piace, l’ho detto in passato e lo ripeto.
    Ma non fatico a immaginare un versante meno che razionale della città.
    Ci sono brevi scorci che suggeriscono un sacco di cose strane e oscure.
    I rettiliani, tuttavia, credo si concentrino ormai al palazzo della Regione…

    1. In regione c’è al massimo la Banda Bassotti; parlare di rettiliani sarebbe già troppo elegante.
      Anyway, su queste leggende metropolitane ci sarebbe abbastanza roba per scrivere un romanzo.

  2. Milano-Torino-Genova è il triangolo mistico d’Italia… in tutte e tre le città è capitato – o capitano – cose bizzarre difficilmente spiegabili. Basta cercare un pochino su internet e si trovano a decine di racconti avvenuti nei tre centri urbani…

      1. Per come la conosco io (ci vivo da oltre 10 anni) storie di fantasmi se ne sentono spesso, inoltre rispetto a una Milano che cambia faccia dal giorno alla notte nei vicoli di Genova, facendo un paio di incroci sbagliati, puoi trovarti in zone al lontane dalla realtà che poco dietro ti hai lasciato. Non sto parlando di vicoli di prostitute, ma di locande, di scorci, di volti di persone, non di questo tempo. E se questa sensazione la puoi sentire con il sole a picco, immaginati di notte… a piedi…

      1. Per quel poco che ne so ci sono parecchie leggende riguardanti Torino e dintorni (le mie zone), l’unico problema è trovarle qui su Internet, non conoscendo nessun appassionato in real…

  3. comunque , quello che sembrava di Innsmouth, con accompagnatrice a rimorchio, probabilmente lo era davvero..una volta in stazione centrale, (ero di passaggio, conosco pochissimo Milano..), ho sentito salmodiare dietro un cartellone pubblicitario : ” yog sothot, rlyeh, perso anche questo..” , corso per vedere dietro l’angolo, non c’era più nessuno..meditate gente, meditate…..

  4. Ho visto cose… a Milano, ma anche a Trieste, a Bologna, a Roma. Cose che magari, la mattina dopo, col sole, hanno perso ogni tratto inquietante. Se fossi una creatura soprannaturale le grandi città italiane sarebbero il posto migliore per nascondersi. O per cacciare…

  5. A Milano ho fatto le scuole superiori e ci ho lavorato qualche anno. Ho conosciuto un torero matto e anche le persone più fuori di testa della mia giovinezza. Per me è magica e qualcosa prima o poi mi verrò fuori. Mi spiace solo che certe cose non ci sono più: il luna park alla Varesine con gli zingare che parevano usciti da un film di James Bond. I primi Sudaca in giro con il cocco e la neve d’inverno. Una città magica e poetica

  6. Ho vissuto a Milano solo un anno, passando la stragrande maggioranza del tempo a lavorare con ritmi da 12 ore in su. Tuttavia ricordo diverse cose interessanti delle zone periferiche, zona Corsico per fare un esempio. A volte, specialmente nelle prime ore del mattino (0400-0600), sembrava quasi di vedere sovrapposte due diapositive, quasi fossero due città coesistenti nello stesso spazio ma in tempi diversi.

    1. Interessante. Molto. In effetti le zone periferiche sono le più inquietanti, coi palazzoni-dormitorio e i vialoni che sembrano annodarsi su se stessi. Visitarle d’estate è pura psicogeografia.

  7. A Milano ci sono stato pochissime volte ancje se proprio aspettando un treno alla stazione Centrale ho conosciuto quella che poi sarebbe diventata mia moglie; e già questo potrebbe far parlare di magia.
    Ricordo però un clima strano quasi da fuori dal tempo di molti personaggi che affollavano quel posto.

    1. La Stazione Centrale è un universo a sé, c’è poco da fare.
      Adesso l’hanno modernizzata e ha perso un po’ di magia, ma ci sono ancora dei meandri che sembrano usciti da un universo parallelo.

  8. Io a Milano ci ho transitato in passato,non abbastanza da vedere cose strane eppure non ho problemi a credere che qualcosa di strano si muova e in quanto alla Stazione Centrale di solito cerco di non passarci…

  9. Roma in questi ultimi tempi (bè veramente sono parecchi anni purtroppo) ha perso un bel po’ della sua dose di magia…eppure volendo di fatti strani ne sono accaduti parecchi. Poi vabbè con tutto il passato che si porta addosso la città è inevitabile che ci siano tantissimi aneddoti. Cmq io la gente più inquietante l’ho vista alla stazione Tiburtina che oltretutto non è affatto piacevole da frequentare dopo le 8 di sera e inverno anche prima.

  10. Ultimamente, uno dei miei più grandi crucci è che a causa del mio lavoro non posso commentare gli articoli di questo preziosissimo blog, se non in tarda ora, quando oramai l’argomento è stato ampiamente trattato. Comunque, in passato sono stato spesso a Milano per lavoro ed ho dei ricordi particolari legati alla Stazione Centrale che mi ha trasmesso un certo senso di inquietudine, credo per il fatto che si tratta di un luogo di passaggio ed ha una conformazione architettonica con taluni elementi decorativi, fregi, scritte, ecc. che richiama strutture coeve che si trovano in Roma (il Vittoriano di Roma o il palazzo delle Esposizioni su via Nazionale ad esempio). Insomma, secondo il mio modesto parere, chi ha ideato l’aeroporto di Denver in Colorado è arrivato secondo rispetto a noi italiani. Da sempre, poi, ritengo che anche l’architettura del ventennio, per il suo senso di incompiuto e di inespresso, sia portatore oggi di una certa aura di mistero. Solo per questo, basterebbe esplorare il quartiere Eur di Roma, con le sue strade, i suoi palazzi che nascondono qua e là bassorilievi che raccontano una storia che non si è più verificata, la sua rete di gallerie sotterranee, statue che mancano, altre che sono sparite e ritrovate dove non dovevano stare.

  11. La stazione centrale è sicuramente un luogo affascinante, come pure gli edifici abbandonati che s’incontrano sull’ultimo pezzo di binario prima di arrivare alla stazione. Mi ricordo un sabato mattina che scesi su un binario semideserto avvolto nella nebbia. In generale la ferrovia è un posto abbastanza magico, un paio di anni fa ho fatto Perugia-Firenze in regionale in una gelida mattina di novembre e ad un certo punto ci siamo fermati accanto ad una stazione candida circondata da palme lussurreggianti, sembra quasi un luogo irreale.
    Una mia amica ha affrontato la Stazione Centrale in piena notte per recuperare una persona che veniva dall’estero e mi ricordo che mi disse che era stata un’esperienza piuttosto tosta, e lei è uan con un certo pelo sullo stomaco.

  12. Su Genova. A parte il fascino del centro storico che è il più esteso d’ Europa ed è di una bellezza pari soltanto alla sua sporcizia, quindi bellissimo, io trovo davvero affascinanti certi suoi palazzi di fine ottocento, con le loro facciate neoclassiche e liberty. A Genova c’è una lunga tradizione occultistico/esoterica, basti pensare alla libreria Amenhotes o alle vecchie case editrici di robe esoteriche quali Il Basilisco, Alkaest, i Dioscuri. Interessante poi la vicenda de Il Corpo dei Pari, un anonimo gruppo di esoteristi che negli anni ’60 affissero sui muri della città un manifesto sulla falsariga di quello dei Rosacroce. Probabilmente erano dei cialtroni stile mago Otelma, ma la storia è intrigante. Ne faceva parte il Conte Ricciardello, mi pare sia il nome giusto, che era un tizio che praticava e scriveva di alchimia e che i parenti hanno fatto dichiarare infermo di mente poiché dilapidava il patrimonio di famiglia dietro a gruppi di magia cerimoniale. Se cerchi un po’ sulla rete si trovano cose davvero interessanti, almeno secondo me…
    Personalmente trovo affascinante l’ambiente esoterico italiano degli anni ’20, quello legato alle riviste di teosofia e ermetismo come Ur, Ignis, Ultra eccetera. Il problema, se così si può dire, è che questi temi sono appannaggio della estrema destra.
    Julius Evola, personaggio che trovo dalle idee disgustosamente naziste, con una prosa detestabile, di cui non sono mai riuscito a leggere più di 10 pagine senza chiudere il libro nauseato, ha comunque una storia intrigante che meriterebbe di essere approfondita.
    Su questi temi consiglio due romanzi, uno bello e uno brutto: “lascia che guardi” di Manuela Maddama (quello bello), sui rapporti tra Evola e Tristan Tzara, e “la catena invisibile” di Claudio Mauri(quello brutto) che che racconta dell’attentato a Mussolini da parte di Violet Gibson, una squilibrata legata agli ambienti teosofici romani.
    Consiglio poi “Il cappello del Mago” di Massimo Introvigne, che è una rassegna di gruppi/sette/circoli magico esoterici scritto in modo leggero e divertente, almeno secondo me.
    La miccia che ha acceso in me l’interesse per questi temi è stato “Il pendolo di Foucalt” di Eco. Da allora ho acquistato libri che mi hanno meritato più di un occhiataccia da parte dei commessi della Feltrinelli di Genova… ma tant’è.
    Mi rendo conto che sono andato COMPLETAMENTE OT, ma ancora un nome, ti prego: René Guénon, un personaggio affascinante e misterioso come e più di Lovecraft. Ci sarebbe da scriverci sopra fior di romanzi a tema horror/steampunk/weird… ma forse è solo una mia fissa.
    Perdonami la prolissità, ma mi sono lasciato andare…
    Murgen
    P.S.
    l’ultima e poi la smetto, giuro: la questione di “Ekatlos: “La Grande Orma”: la scena e le quinte”, un misterioso articolo apparso su “Ur”, rivista di esoterismo di quel simpaticone di Evola. Cercare su Google per credere…
    P.S.2
    Ma da uno a dieci, quanto sono andato O.T.? : )

  13. Le città sono contenitori di emozioni, energie e tensioni. Sono organismi, nel senso psicologico del termine. Gestalt con una mentalità archetipica collettiva che può plasmare la realtà a sua forma e sostanza (si vede che gli studi su Jung che sto facendo per il nuovo romanzo lasciano il segno) nel caso piccoli centri urbani, queste caratteristiche sono più “dense”, più è grande il centro urbano, più cambia la concentrazione a scapito della quantità. Milioni di coscienze che convivono e plasmano. Con le emigrazioni e la globalizzazione, si tende ad avere una rarefazione ma dovrebbe essere un fenomeno passeggero, con l’instaurarsi di una cultura comune trasformata, il ciclo dovrebbe riprendere. Diciamo che mi auguro la nascita di nuovi misteri e mitologie. Personalmente, verso MIlano, provo un sentimento ambivalente di attrazione verso un polo affascinante e repulsione nei confronti di una città che non riesco a codificare.

  14. Salve, leggo solo ora questo interessante post. McNab , non ci hai raccontato l’ incontro di Via Montenero. Ce lo puoi approfondire? Non lasciarmi col dubbio!

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