Superman versus the Elite (2012)

 

Superman versus the Elite
di Michael Chang e Joe Kelly
USA 2012

Sinossi

Mentre il terrorismo su scala mondiale subisce un’ulteriore escalation di violenza, le Nazioni Unite e l’opinione pubblica si interrogano sull’effettiva efficacia di Superman nel suo impegno quotidiano per combattere il crimine senza però uccidere i criminali.
Quando sulla scena si affaccia un nuovo team di supereroi, l’Elite, guidata dal telepate britannico Manchester Black, questi dubbi vengono spazzati via dall’evidenza dei fatti: i metodi sbrigativi e spicci dei nuovi arrivati sembrano molto più efficaci per ridurre le minacce alla pace mondiale.
Dunque Superman è un eroe al tramonto, dai metodi e dalla morale superata?

Commento

Ottimo film animato, prodotto in concordanza da DC Comics e Warner Bros, Superman versus the Elite è l’ennesima dimostrazione di quanto dei film a cartoni, se ben scritti e girati, possono risultare addirittura superiori alle loro controparti in carne, ossa e attori.
Questo lungometraggio, per esempio, lo reputo infinitamente migliore rispetto al Superman di Bryan Singer. Meno fumettistico (sembra paradossale ma non lo è) più serio, più duro, più profondo.

Innanzitutto voglio sottolineare lo stile maturo del film. Qui scorre il sangue, le persone muoiono senza troppi perché: se cade loro un palazzo addosso non hanno nessuna speranza di ricompare nella scena successiva un po’ ammaccati ma sani e salvi. 
Anche il linguaggio adottato nei dialoghi è duro. I quattro membri di Elite non ci vanno leggeri con le parolacce, specialmente Manchester Black, una sorta di supertelepate inglese dal look punkeggiante.
Ma ciò che colpisce in Superman versus the Elite sono gli spunti pregevoli che di solito si incontrano nelle opere supereroistiche più moderne. E’ lecito sperare che dei tizi in spandex proteggano il mondo senza però eliminare fisicamente i criminali? E, ancora, persone dotate di superpoteri hanno il diritto divino di prendere il potere e di governare il mondo con una sorte di Pax Romana permanente?
Manchester Black e i suoi pensano di sì, Superman no.

I metaumani del gruppo Elite sono combattenti tosti e personaggi sfaccettati, non semplici macchiette. Black Machester è un telepate/telecineta anarchico e dal potere immenso. The Hat è un mago cinese perennemente ubriaco, ma in grado di evocare draghi e mostri fatti di energia pura. Coldcast padroneggia l’elettromagnetismo e ha un’infatuazione per Menagerie, una portoricana nel cui corpo vivono delle potenti lumache aliene (!), nonché ultimo mebro del team.
Lo stesso Superman, pur mantenendosi più o meno sugli standard del paladino senza macchia e senza paura che ben conosciamo, mostra sfaccettature dark che non mi è capitato di vedere in nessuno dei film canonici della serie. Non a caso negli States questo film ha subito una censura ai minori di 13 anni.

Ottimi anche i combattimenti che caratterizzano i ben 76 minuti del film. La resa grafica è degna di nota, gli avversari di Superman tosti più del solito (compreso un Atomic Skull particolarmente truce, spietato e potente).
Non so quali siano i progetti futuri della DC Comics in campo cinematografico, ma fossi in loro continuerei nell’ottima strada dei film animati per pubblico maturo. Strada già intrapresa nel recente passato coi film sulla Justice League e, vale la pena ricordarlo ancora, con risultati assai migliori del previsto.

Recuperate Superman versus the Elite e godetevelo: sarà una bella variante alle solite storie (noiosette) che vedono come protagonista l’uomo d’acciaio.

17 commenti

  1. Ecco, questo lo devo assolutamente recuperare. C’è da dire comunque che tutti i lungometraggi animati made in DC sono delle perle, ormai. Non ce n’è uno brutto.

  2. E come al solito a fare i cattivi nei film degli yankee sono gli stranieri, a cominciare dagli inglesi.
    Una abitudine del cinema tradizionale che a quanto pare funziona anche nell’animazione.

    (e c’è persino un personaggio che pare il fratello di Jigen…)

    Però pare interessante.
    Molto interessante.
    Grazie della segnalazione – cercherò di procurarmelo.

    1. Jigen sarebbe the Hat, il mago cinese alcolizzato. La somiglianza estetica ci sta tutta.

      Concordo sull’abitudine di scegliere nemici non americani. Anche se, a pensarci, lo stesso Superman non è americano 🙂

      Qui c’,è perfino il mi5 che fa la parte del mezzo cattivo… Diciamo che la Cia avrebbe interpretato meglio il ruolo 🙂

      Però è un bel film.

  3. “Trovato” e guardato. Bel film, che parte dalla domanda che mi sono sempre posto. Ovvero perché cavolo insisti nel mettere in prigione chi dopo 3 nanosecondi evade. Chiaro che è un discorso drastico, nonché sbagliato, quello di super giudice/giuria/boia , ma spesso quando vedi la distruzione e le morti che il villain di turno porta…beh un pensiero lo fai.
    Poi vedi il finale, rimani basito dal comportamento di Suppamen e in fondo gli dai ragione 🙂
    Certo che se qualche super amico gli avesse fatto una telefonata o un sms di apprezzamento, andava bene anche Acquaman 🙂 Magari non mi cadeva in depressione 🙂

    1. In effetti, per essere un “cartone”, il film stuzzica dei ragionamenti che le pellicole in carne e ossa sui supereroi spesso sfiorano a malapena
      Riguardo al tuo appunto, anch’io mi son posto la stessa domanda: ma un aiutino al povero Clark no, eh? 🙂
      E comunque quando s,’incaxxa fa paura. Sicuri che fosse proprio tutto per finta?

  4. Il film è tratto da uno dei migliori episodi del Superman a fumetti ovvero What’s So Funny About Truth, Justice & the American Way?” scritto da Joe Kelly e disegnato da Doug Mahnke.Kelly stesso ha scritto la sceneggiatura del film ampliando il racconto originale,ad esempio esplorando meglio il passato di Manchester Black e auementando il ruolo di Lois Lane. Successivamente Manchester Black sarebbe ricomparso combinando a Superman il brutto tiro di rivelare a orde di criminali che i Kent erano i suoi genitori…
    Comunque la Dc per quel che riguarda l’animazione si riconferma all’avanguardia e non vedo l’ora di vedere il loro prossimo film animato ovvero Il Ritorno del Cavaliere Oscuro.

    1. Ottima precisazione, mi sono dimenticato di fare in fase recensoria.
      Il fumetto non l’ho letto, ma ho scoperto in questi giorni che ne parlano tutti bene…

  5. Grazie per la segnalazione, mi mancava. Il plot è simile a Kingdom Come, non trovi (Magog e i nuovi eroi che uccidono e utilizzano la violenza contro criminali e supercriminali), anche li alla fine Superman s’incazza di brutto…Comunque è un po’ che guardando i film di DC Comics vedo un notevole innalzamento della qualità anche su produzioni non recentissime (All Star Superman, Batman Year One per dirne un paio).

  6. @mauro e moretta1897
    avete perfettamente ragione. La storia però nasce come risposta alla serie The Authority. Infatti in the elite ci sono richiami espliciti sia allla mentalità del supergruppo di ellis, che direttamente ai personaggi (jenny sparks e manchester black, the Doctor e the Hat, the engeneer e the managerie e perfino la base spaziale Bunny/the carrier).

    ps, il fumetto è action n°comic 775 (si trova facile)

    1. è vero!
      Come ha fatto a non venirmi in mente? La storia è ispirata a quella saga di The Authority, che in realtà non mi è piaciuta granché.
      Meglio questa 🙂

  7. Ti ringrazio per avere condiviso questa perla. Superman mi sta sulle balle, ma questa è la storia più bella sul personaggio che abbia mai visto.

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