The Pirate’s Dilemma

Matt Mason.

L’obiettivo di uno scrittore è essere letto: i soldi vengono dopo.

Questa massima è di Paolo Coelho, non esattamente un autore che fatica a vendere. Forse qualcuno di voi non lo sa, ma Coelho si fece interprete di un bizzarro esperimento: piratò un suo libro e, fingendosi un fan, lo distribuì gratuitamente su internet, ottenendo una marea di download. Svelata la cosa esortò chi lo aveva scaricato, se il libro gli era piaciuto, a comprarlo legalmente. Miracolo dei miracoli, l’appello funzionò. Le vendite furono così buone da zittire l’editore di Coelho, che inizialmente avevo preso questa trovata in modo… poco sportivo.
Non solo: visto il successo di tale esperimento, venne poi riproposto in seguito, in maniera più ordinata.
Certo, direte voi (e lo dico pure io), Coelho avrebbe venduto sempre e comunque, perché è uno di quei nomi che tira. Magari è anche vero.
C’è però anche chi è decisamente meno conosciuto, ma che si è tolto comunque le sue soddisfazioni: Matt Mason.

Scrittore, innovatore, esperto di marketing, giornalista per quotidiani quali The Guardian e The Independent, Matt Mason è senz’altro un quarantenne al passo coi tempi. Pensate che i suoi esordi furono da DJ in una radio pirata londinese, prima di diventare uno dei fondatori di una rivista musicale molto apprezzata, RWD.
Tra gli argomenti di cui Mason si occupa da sempre ci sono il copyright in Rete, il P2P (peer to peer), la creatività e il concetto di condivisione sul Web.
E’ su queste basi che ha scritto il suo libro più famoso, The Pirate’s Dilemma, di cui trovate qui il sito ufficiale. Si tratta di un saggio tutt’altro che noioso, incentrato (come si intuisce facilmente) sulla pirateria, intesa anche come opportunità per cambiare o rivitalizzare dei mercati moribondi, come quello della musica e dell’editoria. Opinioni condivisibili fino a un certo punto, ma comunque ben espresse e argomentate.
Tuttavia non è del libro che voglio parlarvi, bensì della strategia pensata da Mason per il lancio della prima edizione digitale.
Matt mise a disposizione l’ebook di The Pirate’s Dilemma collegandolo a un account Paypal creato all’uopo ed esortò i lettori a pagarlo quanto ritenevano giusto. Cliccando sul tasto Paypal il prezzo impostato era di 5 dollari, ma si poteva cambiare la cifra liberamente. Anche l’opzione zero euro (download gratuito) era prevista.
Risultato: poco meno di ottomila persone scaricarono il libro. Il 6% decise di pagarlo e il prezzo medio dell’ebook si attestò a 4.20 dollari. I ricavi furono dunque di circa duemila dollari. Però c’è un aspetto tutt’altro che secondario da considerare: con questa campagna promozionale Mason si fece una marea di pubblicità, lasciando filtrare la sua idea (tra l’altro applicata al lato pratico) su giornali, webzine, Youtube. Nel giro di pochi mesi fu invitato a una marea di conferenze pagate – proprio come qui in Italia, no? – che gli fruttarono in tutto 50.000 dollaroni freschi freschi.
Per dirla fino in fondo, la strategia di vendita della versione digitale di The Pirate’s Dilemma è rimasta ancora la stessa.

Curioso no? Qui da noi c’è chi lo avrebbe definito un barbone che fa elemosina dal suo blog.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

19 commenti

  1. Il mondo anglosassone è un’altra realtà rispetto a noi. Loro sono sempre vent’anni avanti perché sfruttano i vent’anni di vantaggio che hanno nei nostri confronti dal dopoguerra. Noi invece “ah, gli anni ’60”, “ma quanto erano belli gli anni ’60”, “eh, ma gli anni ’60!” e lì siamo rimasti, col paese governato (amministrativamente e culturalmente) da gente che è stata giovane negli anni ’60 e trasmette gli stessi principi ai giovani di oggi: commediole idiote, strutture patriarcali, musichetta pop-melodica, raccomandazioni, politici tanto-si-sa-che-rubano-e-sono-tutti-uguali, conservatività e scetticismo rispetto a ogni innovazione…

  2. “Che stupidi questi personaggi, tanto vale si mettano in mezzo alla strada a chiedere l’elemosina!”…

    Queste cose mi scoraggiano, sembra che qui in Italia molte persone abbiano proprio la mente fatta in modo da negare l’evidenza, in ogni campo, pur di darsi ragione.
    Non cambierebbero idea nemmeno con un coltello alla gola D:

    Per inciso (Oggi è la terza volto che lo uso xD), anche Gaiman fece lo stesso con “American Gods” per un mese, e il mese dopo, nelle librerie monitorate, le vendite di quel libro aumentarono del 300% (lo fece in un periodo in cui il libro vendeva ancora molto eh).

    Basterebbe guardare questo Mason per capire che è una strategia vincente…sarei curioso di sapere cosa dicono loro.

    1. Le strategie di mercato oneste e vincenti non mancano, ma qui facciamo finta di non vederle.
      Eppure io sono testone e vi segnalerò altre iniziative di questo genere.

  3. Tentare e cercare di essere più fiduciosi del mercato, anche quando questo non risponde sempre bene, essendo fatto da persone diverse. C’è chi dà un euro al tizio che suona sotto i portici vedendo in lui un artista, e quello che tira dritto brontolando perché odia i mendicanti.
    Nel caso della rete, dovrebbe esistere rispetto e complicità, tra autore e acquirente/lettore, cosa che funziona a metà. Sono fiducioso nelle prossime generazioni, che mi auguro saranno meno incartapecorite di queste, ancora legate al concetto del tutto gratis, sempre, comunque.

    1. Le differenze tra la nostra cultura e la loro mi sembrano sempre più evidenti.
      Non so se con le nuove generazioni cambierà qualcosa, intanto però reputo giusto parlarne.
      😉

  4. Per quanto odiati, schifati e bistrattati da noi una cosa simile la fanno i Wu Ming. I loro libri, sul loro sito, sono scaricabili gratuitamente. Dopodichè, se l’ebucco è piaciuto, invitano all’acquisto “cartaceo”.

    Queste strategie di mercato che in tutto il mondo sono la prassi, da noi sono una rarità.

    1. Vero! Ai Wu Ming va dato atto di essere gli unici a portare avanti una certa politica…
      Poi a me son diventati odiosi con quell’idiozia del New Italian Epic, ma questo è un altro discorso.

  5. Nel mio piccolo, riporto la mia esperienza in un campo parallelo – quello del gioco di ruolo.
    Abbiamo messo a disposizione gratuitamente sul nostro sito l’intero PDF del gioco Dungeonslayers, oltre ad alcuni supplementi, sempre gratuiti (altri sono a pagamento e solo a stampa). Ebbene, nonostante il manuale sia, appunto, gratis online, il libro cartaceo è uno dei nostri titoli più venduti. Almeno metà degli acquirenti del cartaceo con cui ho avuto contatti diretti (tramite negozio online, in manifestazioni oppure per email) ha scaricato il pdf e ha poi deciso di acquistare il libro.

  6. Confessioni di un autore indipendente – quella delle conferenze pagate, usando un ebook gratuito come “biglietto da visita”, era venuta anche a me, come idea.
    Sarebbe poi l’equivalente della band che lascia la musica gratis ma si mantiene coi concerti – funziona dai tempi dei Grateful Dead.

    Peccato che nell’espressione “conferenza pagata” compaia un aggettivo che è inviso ai nostri connazionali.
    Per quanto io mi sia dato disponibile, né il Crocevia, né l’Iguanodonte, né Marte hanno risvegliato l’interesse di ipotetici individui o gruppi interessati a sentirmi parlare di questi argomenti.
    E pagare.
    Gratis?
    Vorrai scherzare – gratis potrei tenere tre conferenze per sera, cinque sere alla settimana, e al sabato fare anche una matineé.
    “Però deve capire che i soldi sono pochi…”
    Siamo sempre noi, a dover capire.

    A questo si aggiunge talvolta l’obiezione che sì, ok, una conferenza di due ore su Il Crocevia del Mondo ma… se non c’è un “libro vero” da promuovere, come facciamo?

    1. Sì, beh, qui da noi è molto meglio fare quelle inutili presentazioni dei libri, in cui l’editore si pavoneggia per mezz’ora, l’autore per dieci minuti, e poi tutti si buttano sul buffet gratuito.
      Le conferenze sarebbero ricche di opportunità, soprattutto per andare oltre la mera promozione di un libro. Prendi ad esempio una bella conferenza con Danilo Arona come speaker principale. Io pagherei il biglietto per assistere a qualcosa del genere!
      Ma, di nuovo, a livello di mentalità siamo lontani anni luce dalla decenza.

  7. Un saluto a tutti. L’esperimento fatto da Matt Mason è interessante, anche se correggo un attimo ciò che ha detto Alessandro sul mantenimento della sua politica. Attualmente l’ebook su Amazon si può aquistare a 11.72 $ e non esiste più la possibilità di scaricarlo a 0.00 € come dice la stessa pagina sul sito dell’autore. Suppongo che ci sia qualche problema dovuto alle politiche di Amazon stavolta.

    Sono un ingegnere, perciò mi piace rimanere molto pratico nei discorsi. 😀
    Da quanto ho letto nel post “SOLO” il 6% dei lettori che hanno scaricato l’ebook lo hanno pagato con una donazione media di 4.20$ per un totale di 2000$ di guadagno totale. da noi sarebbe forse meno dell’1% però anche in America non è che si viaggi sopra il 50%. C’è solo un po’ di ritardo culturale, ma non sono due pianeti diversi come certe volte sembrano farci credere.
    Facendo un rapido calcolo i lettori che hanno pagato il libro sono stati circa 476 a fronte di un totale di 7934 lettori in totale. Ovviamente il calcolo è basato su valori medi e potrebbe essere stato drogato da un numero anche piccolo di lettori che hanno deciso di supportare l’autore con donazioni molto molto consistenti mentre il resto ha optato per donazioni modeste (inferiori al dollaro).
    Perciò in realtà il numero di lettori totali raggiunti da Matt Mason potrebbe essere anche molto più grande di quello che si ottiene da una semplice media.

    Quello che viene fuori però è anche il fatto che il prezzo medio pagato dai lettori non si discosta molto da quello proposto dall’autore, ossia il valore del libro percepito dai lettori è in linea con quanto fissato dall’autore. Questo potrà sembrarvi una sciocchezza ma in realtà è una delle cose più importanti quando si autopubblica lasciando il tastino donazioni come unico filtro al download.
    Se Matt Mason avesse indicato il prezzo di 1$ come valore da lui ritenuto giusto per il suo lavoro probabilmente avrebbe avuto un numero di pagamenti non molto maggiore ma la media si sarebbe attestata intorno a quella cifra (escludendo i supporter) con la conseguenza che chi ha pagato 1 $ avrebbe pagato ugualmente 1 $ mentre chi magari ha valutato un costo adeguato in 2-3-4-5 $ avrebbe pagato anche egli 1 $. Buona discussione. Riccardo

    1. Fino a una decina di giorni fa il libro era ancora acquistabile a offerta libera sul sito di Mason. Magari si tratta di un problema tecnico, questo non ve lo so dire.

      Per il resto concordo pienamente con te, non credere. Io sarei felicissimo di avere una quota del 6% di lettori paganti. Visto che alcuni miei ebook hanno superato i 10.000 download sarei ben felice di guadagnare 600 euro a pubblicazione (il mio prezzo si attesta su 1 euro a ebook) 😀

      Per esperienza posso dirti che in Italia siamo probabilmente sotto l’1% di lettori paganti, indipendentemente dal prezzo. Sono abbastanza certo nel sostenere che perfino un prezzo di dieci centesimi ridurrebbe i miei lettori del 99,5%.
      Cifra approssimata, facendo due rapidi calcoli mentali.

      Ottime osservazioni, grazie del commento 😉

  8. Direi che il divario culturale tra il Belpaese e il resto del mondo diventa giorno dopo giorno sempre più ampio. Continuiamo a essere quei bifolchi che guardano dalla finestra gli altri che vanno avanti vantandoci della nostra ottusità.

      1. Se dovessi accusare l’Italia di qualcuno dei sette peccati capitali, direi senz’altro accidia, senile lussuria e ingordigia.

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